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  • Diagnosi a due anni e mezzo

    Ciao benvenuta. Mamma di un bimbo nello spettro di sette anni diagnosticato a due e tre mesi con un ados negativo.
    I test danno un’indicazione, a volte chiara e corrispondente, a volte differente rispetto alla realtà. Non è il test che fa l’essere o meno nd ma la globalità del bambino e l’osservazione di un medico competente si basa su questa seconda cosa, nel bene e nel male.
    Quello che voglio dirti è che non è come si è comportato all’ados che farà la diagnosi, se non è nello spettro i medici lo capiranno indipendentemente da quello.
    ale82
  • Tra punto cabrio è Twingo prima serie, quale mi consigliate?

    Nessuna essendo molto vecchie hanno poca sicurezza. A meno che non hai un budget veramente basso
    Vorrei un auto senza la preoccupazione di rovinarla.
    Penso chè un auto nuova non va bene per un neopatentato.

    MononokeHimeSophia
  • mammy

    Ciao mammy....puoi sentire mille campane...ma sono i progressi che parlano...vuoi continuare con l ABA?va bene ma se vedi che i gesti lo confondono eliminali dal programma..il programma va fatto anche con i genitori...e se nonostante tutto non vedi progressi ma solo regressioni...cambia terapista non terapia...so che è difficile che noi genitori dobbiamo valutare mille cose che siamo soli che spesso ascoltare mille teste ci confonde le idee...ma tu ascolta tuo figlio e il tuo cuore...se lui non migliora anzi smette di dire anche quelle poche richieste che faceva...la risposta ce l hai già...in bocca al lupo.
    mammycarla_75mammaconfusa80
  • Psicofarmaci (il ritorno)

    @LastNinja2, hai detto:
    Io sto dalla parte dei medici, e se i medici prescrivono io non ho motivo di dubitare. 
    Questa io solitamente la chiamo “ingenuità”, se non vuoi lasciare la tua vita e quella “delle persone a cui vuoi bene” “nelle mani” dell'incompetenza altrui, informati personalmente, dubita (non assumere di sapere, e non assumere che gli altri sappiano). 
    Naturalmente una singola persona non può apprendere tutto, un po’ di fiducia bisogna riporla, ma “possibilmente” con criterio, con attenzione (“medici = persone di cui fidarsi” è un criterio estremamente generico e potenzialmente dannoso, anche perché “medici” è un termine troppo generico).

    Hai idea di quanto sia difficile comprendere la mente di una persona, i suoi meccanismi, e capire come l'ambiente la influenzi? Non è qualcosa che si possa fare in pochi minuti, né in poche ore (nemmeno superficialmente).

    Non hai ovunque intorno a te esempi di estrema superficialità? Non l'hai vista tu stesso in questo NPI? (La gentilezza non esclude la superficialità, spesso quest'ultima deriva dall'ignoranza, dalla mancanza di “consapevolezza”).

    Avevo intuito subito che quella tua ipotesi sullo scambio di informazioni fra “insegnante” e “NPI” non fosse una “teoria complottista”, ma un “tentativo” di spiegare la condotta “apparentemente superficiale” di questo “NPI”. 
    “Approvo” il dubbio, ma percepisco in te un blocco, fai fatica ad uscire dai tuoi schemi, forse fai fatica ad accettare che il mondo non è semplice come ti farebbe comodo pensare (ma tu stai dubitando, spero che non ignorerai  questa sensazione, spero che continuerai a informarti come stai facendo).

    Il problema non è che ogni NPI “fa come gli pare”, il problema è che non c’è abbastanza attenzione per i “singoli casi”,  molti NPI diventano meri esecutori che seguono superficiali “prassi”, e i “pazienti“ diventano spesso dati statistici prima che persone.

    Per rispondere a una tua domanda: 
    Sicuramente ci sono persone che denigrano gli psicofarmaci a priori, ma l'assunzione di questi non si “può” paragonare ai vaccini, neanche lontanamente.

    Uno dei problemi più grandi per i “pazienti”, è la superficialità dei “medici” (“forse” non tutti) che prescrivono gli psicofarmaci (e la scarsa “consapevolezza” di “medici” e “pazienti”), non gli psicofarmaci in sé (la cui assunzione può avere un “prezzo” anche in termini di salute, ma che in alcuni casi è inferiore al “ricavo”; questo però non è misurabile in modo preciso).

    [ Ti scrivo tutto ciò anche perché l'idea che tuo figlio possa venire ferito dalla superficialità altrui mi fa molto arrabbiare, spero che “tu” possa fare una scelta “abbastanza consapevole” ]

    Ti vorrei porre una domanda: che “ruolo” pensi che dovrebbe avere tuo figlio in questa scelta? 

    rondinella61LastNinja2Terra_di_Mezzoale82Passa
  • Traduzioni di lettere dal fronte italiano della seconda guerra mondiale.

  • Psicofarmaci (il ritorno)

    gli psicofarmaci una volta somministrati si devono ridurre sotto il controllo medico, mai di botto, quindi sareste comunque legati alle decisioni del npi.
    (diversamente è usarli in maniera autonoma solo in momenti difficili, per brevissimi periodi e in dosi ridotte rispetto allo standard come faccio io).

    infatti, per le persone autistiche viene consigliato un dosaggio del 50% inferiore alle prescrizioni standard. il npi dovrebbe saperlo.

    quello però che ti chiedo, è quando scrivi che: "da un pò di tempo purtroppo non è più gestibile, nè a casa nè a scuola", ne avete parlato con lui? cosa risponde se gli chiedete i motivi delle sue difficoltà? cosa risponde se gli chiedete cosa desidera che cambi oggi?
    (scuami ma quel "vai a sapere cosa" che hai scritto è troppo poco)


    SirAlphaexaale82Sniper_OpsLastNinja2
  • Perché i miei interessi sono infantili?

    Anch'io ho sempre avuto interessi del genere che tu chiami "infantile", nulla di paragonabile agli argomenti molto seri e scientifici tipici di altre persone nello spettro.
    Va detto, comunque, che anche da interessi del genere si può trarre molto di utile. Della passione per i PC per esempio si può tentare di fare un lavoro o comunque un campo d'approfondimento, idem per la musica, ecc. Si tratta di non trasformare questi interessi in sterili "ossessioni", ma di renderli funzionali per un arricchimento culturale e anche (se ci si riesce) lavorativo.
    Darsi delle regole e una sorta di scaletta, come suggerisce @damy, può essere un'idea per evitare che i propri interessi finiscano per fagocitare tutto il resto.
    SneakyGioValenta
  • Psicofarmaci (il ritorno)

    Premetto che non sono medico e il mio parere sono chiacchiere senza valore.
    Detto ciò, leggendo l'altro post ci avrei scommesso che avrebbero optato per il Depakin (se la giocava con in Risperidal, se vogliamo dirla tutta), è il classico farmaco che danno ai bambini (insieme all'altro).
    È un antiepilettico che viene dato un po' per tutti i problemi, fa ingrassare e cadere i capelli (quindi occhio anche alla tiroide).
    Funziona?
    Boh, mai provato perché sconsigliato alle donne in età fertile (anche se alcuni lo prescrivono ugualmente).
    Se andrà bene per vostro figlio lo saprete dopo qualche settimana dall'utilizzo, a priori purtroppo non è possibile dirlo.
    Non sono molto propensa alla teoria complottista (medico e insegnante), anche perché l'atteggiamento del medico è comune (cioè, ci sono arrivata anche io dal momento che fanno tutti così).
    Se funziona dovreste vederlo più calmo e "addormentato".
    ale82Sniper_OpsLastNinja2
  • Perché i miei interessi sono infantili?

    Ciao, secondo me i tuoi interessi non sono così infantili. A me ad esempio piacciono molto le bambole (eppure ho ben oltre i 30 anni).
    Mio figlio nell'ultimo periodo scolastico era molto ma molto svogliato anche nei suoi interessi speciali come la matematica..secondo me perché era stanco. Ora che la scuola è finita gli ho dato una sorta di regolamento( tot.ore si gioca, tot.ore videogiochi, tot.ore si studia un po' ) prova a farti pure tu una sorta di regolamento che devi rispettare..senza essere troppo intransigente.
    E poi per la depressione oltre a chiedere aiuto ad uno specialista, molto bene può fare il volontariato. Il sentirsi utile per qualcuno ti fa sentire molto bene.
    Ovviamente sono consigli di una mamma. Non sono specialista ma te li ho detti con il cuore. Ciao!
    AmelieSneakyGio
  • Le bambine sono più "avanti"... o forse no?

    Tempo fa un'amica mi raccontava di una sua conoscente che aveva un bambino. Questo bambino era cresciuto più della media, dunque pur avendo solo 8 anni ne dimostrava 12-13. Il problema è che, sembrando più grande, le persone si aspettavano che lui si comportasse come un ragazzino, e dunque agli altri appariva come fosse "lento", quando invece era come i suoi coetanei. L'aspettativa degli altri lo fregava.

    Nel caso delle bambine per me succede una cosa simile: per questioni biologiche, sviluppano prima e sembrano più grandi, di conseguenza vengono trattate cose se effettivamente lo fossero e loro si sentono in dovere di responsabilizzarsi. Così abbiamo bambine che a 12 anni spicciano casa, si occupano dei fratelli piccoli, e bambini che invece giocano e basta. Le richieste che si fanno a maschi e femmine sono diverse. Ho usato l'esempio dell'aiutare a casa, ma la cosa si estende ad altre richieste sociali, come l'essere carine/curate, dunque mettere vestiti poco pratici e non sporcarli (dunque fare giochi calmi).
    Le bambine ND forse sono un po' meno permeabili alle pressioni sociali.
    rondinella61RonnydamyAmeliePiu82
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