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Bestiario domestico

CorocottasCorocottas Pilastro
modificato September 2017 in Ricordi e infanzia
Quanti di voi avevano mostri domestici, da bambini? Serpenti nel lavandino, grifoni in soffitta, millepiedi lunghi come un uomo in agguato sotto il letto, dinosauri imprigionati in cantina? Non so se sia una cosa legata all'Asperger ma io in casa avevo un intero zoo, pronto a spaventarmi ma talvolta anche a difendermi, a seconda delle circostanze. Se anche qualcuno di voi aveva il suo bestiario immaginario in casa, si potrebbe elencarlo qui, un animale alla volta, oppure anche tutti insieme, come vi va.
Piu82rondinella61AmelieMarco75NemoLibellulaNewton
Post edited by Sophia on

Commenti

  • Piu82Piu82 Pilastro
    modificato September 2017 Pubblicazioni: 1,502


    La bestia della mia infanzia è la "marabecca" (non ho idea se sia un nome presente esclusivamente nella tradizione popolare di alcune zone della Sicilia e se esista una adeguata traduzione).
    Ma non ero stata io a inventarmela.
    Nei cortili delle vecchie case esistevano pozzi e cisterne che spesso venivano scelti dai bambini come scenario per i loro giochi.
    Io ricordo che, insieme a mia sorella e a un mio cugino, giocavo intorno al pozzo nel cortile di casa di mia nonna ed ero molto attirata dal pozzo...
    Mettevo alcuni piccoli oggetti sul lavatoio di cemento e ne facevo cadere alcuni, sporgendomi, per sentire il tonfo e capire quanta acqua ci fosse in base a quanto tempo passava prima che udissi il suono.

    Così gli adulti ci dissero che esisteva questo terribile animale mitologico che viveva in fondo al pozzo (io lo immaginavo come un grosso uccello) e che ci avrebbe presi se ci fossimo avvicinati troppo.

    In casa non avevo nessuna bestia...
    Pensavo però che ci fossero folletti, elfi e fatine nascosti in mezzo al giardino.
    Mi hai fatto pensare che da piccola, dai 9 anni fino a non saprei dire quale età, ero convinta che ci fosse un uomo vestito di scuro, una specie di ombra/fantasma, che mi seguiva ovunque andassi a che viveva in casa con me.
    È legato alla nuova casa dove ci trasferimmo quando io avevo appunto 9 anni.
    Prima non mi ricordo di lui.
    Ma non ne avevo proprio paura, pensavo fosse un po' sinistro per via del suo aspetto, degli abiti neri, ma ero certa che non mi fosse ostile e fosse con me per proteggermi o per dirmi qualcosa...
    Ricordo di averlo detto a mia sorella e averle messo molta paura...

    Mi piacerebbe sapere quali bestiole immaginarie avessi tu in casa @Corocottas
    Nemorondinella61AmelieCorocottas
    Post edited by Piu82 on
  • vacamunquebenevacamunquebene Membro Pro
    Pubblicazioni: 272
    Io da piccola pensavo che nella stanza dei miei genitori ci fossero dei topi piuttosto grandi che mi avrebbero morsa se di notte non avessi messo i calzini
    CorocottasAmeliePiu82rondinella61
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    modificato September 2017 Pubblicazioni: 1,191
    @Piu82 questa Marabecca mi ricorda un leggendario, analogo spauracchio diffuso anche più a nord, nella zona di Benevento di cui erano originari i miei nonni; quella creatura non aveva un nome, era semplicemente "la vecchia del pozzo" o spesso "la vecchia con l'uncino". Ma d'altra parte marabecca potrebbe essere una forma dialettale connessa con mala vecchia, giusto? Oltre a quella c'era il Mammone (senza "gatto", solo Mammone), questa è ancora più interessante ma per ora su questo non mi dilungo.
     
    Per parlare delle mie, di bestie, comincio da quella che ho citato nel gioco dell'utente dopo di me, quella che si materializzava al buio con un ciclo di 12 secondi: 12 per apparire, 12 per restare, 12 per dissolversi, 12 di assenza e così di continuo. Era una specie di bovino - perché doveva essere grande, occupare tutta la stanza - e aveva un'armatura fatta di squame tipo pesce, ma la caratteristica più impressionante era la lingua: oltre ad essere molto lunga, era fatta di una sostanza gommosa, in grado di restringersi e modellarsi come un chewing-gum masticato.

    Questa lingua così peculiare gli serviva soprattutto in un caso: dato che l'accensione della luce in una stanza provocava il simultaneo trasferimento dell'animale - a qualsiasi punto del suo ciclo si trovasse - nella stanza buia più vicina, era infatti sempre meglio tenere almeno una o due luci spente nella casa, in modo che questo bovino dalla lingua lunga avesse un rifugio dove stare tranquillo.

    Altrimenti, quando si fosse trovato nell'ultima stanza buia e anche lì fosse stata accesa la luce, avrebbe cercato di uscire dalla stanza, e vi sarebbe riuscito girando la maniglia, appunto, con la lunga lingua mobile, attorcigliandocela intorno. Se poi la porta fosse stata chiusa a chiave dal difuori, il bue sarebbe stato in grado di far passare questa lingua prodigiosa sotto la fessura della porta, risalire fino alla serratura sul lato opposto, attorcigliarla intorno alla chiave e aprire.

    Più tardi avrei dato a questo animale il nome scientifico di Macroglossus lucifugus (ovvero, nel latino grecizzato tipico della nomenclatura scientifica, "lingua-lunga che ha paura della luce").
    AmeliePiu82rondinella61aspirina
    Post edited by Corocottas on
  • Piu82Piu82 Pilastro
    Pubblicazioni: 1,502
    @Corocottas
    Ne hai per caso anche dei disegni?
    Sarebbe "fantastico" poterli vedere coi tuoi occhi... (anche se io l'ho proprio immaginato per bene :) ).
    rondinella61AmelieaspirinaAndato_52
  • AmelieAmelie Pilastro
    Pubblicazioni: 5,244
    (Non avevo mostri domestici, ma commento per dire che è fantastico leggere dei vostri e spero in altri commenti. @Corocottas e @Piu82 , avete ottime abilità descrittive).
    Piu82rondinella61Corocottas
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    Pubblicazioni: 1,191
    @Piu82 dei disegni devo averli, da qualche parte. Ma potrei anche rifarne apposta, in fondo si tratta di creature abbastanza semplici e veloci da disegnare.

    Comunque, scoprii in seguito che questa faccenda dei mostri domestici doveva interessare anche altre persone, dato che ve ne sono esempi in letteratura, per esempio Fantasma Cinque di Robert Sheckley, o la disneyana Paperino e l'isola inabitabile, I-TL-2118-1 nella classificazione internazionale dei fumetti Disney (la I sta per Italia, Paese in cui la storia è stata pubblicata per la prima volta, TL è la sigla della testata di pubblicazione ovvero Topolino, 2118 è il numero del giornale e 1 significa che è la prima storia di quel numero).

    Un'altra creatura che abitava casa mia era una sorta di formichiere, che come tutti i formichieri aveva le unghie delle zampe anteriori lunghissime, ma questo ce le aveva proprio spropositate, diciamo sul mezzo metro, infatti veniva chiamato l'Unghiere. Scopriremo tra poco a cosa gli servissero quelle unghie così lunghe, dritte e acuminate.

    L'Unghiere si trascinava per le stanze deserte, col passo goffo tipico della sua razza e la lunga coda con la bandoliera di peli, appoggiandosi sulle nocche delle zampe anteriori come fanno quelle creature perché le unghie, troppo lunghe, non l'impaccino nel camminare.

    Era una sorta di giustiziere della casa che vigilava sulla sicurezza in assenza dei miei genitori, e guai se m'avesse beccato a far qualcosa che non andava: mi avrebbe sicuramente mangiato un dito. In realtà avrebbe voluto tanto mangiarmi tutto intero, ma dato che aveva il muso lungo lungo e stretto da formichiere in cui poteva passare al massimo un dito, doveva accontentarsi di quello. E quando fossero finite le dita forse mi avrebbe mangiato il pistolino. Per fortuna non mi sono mai fatto beccare e ho ancora tutte le appendici al loro posto.

    Aveva però un vizietto. Era in combutta coi ladri. I ladri che vengono a spaventare i bambini, ovviamente. Io avevo molta paura dei ladri, e anche quando mia mamma era in casa, la mia casa era molto lunga e la mia stanza sul lato opposto rispetto alla cucina: potevano venire e non se ne sarebbe accorta. Così mi sedevo contro la porta, convinto che se avessero cercato di aprire, il mio peso li avrebbe fatti desistere, facendogli credere che fosse chiuso a chiave.

    Qui entravano in gioco le unghie infernali. Queste appendici avevano infatti la forma e lo spessore giusti per essere inseriti dal difuori sotto la fessura della porta, pungendomi il sedere, costringendomi ad alzarmi e consentendo pertanto ai ladri di entrare senza problemi. Per fortuna non è mai successo.

    Il suo nome scientifico era Dolichonyx domesticus ("unghie-lunghe delle case).
    Piu82rondinella61Amelie
  • AmaranthaAmarantha Veterano
    Pubblicazioni: 149
    Avevo (forse dovrei dire "ho", visto che lo ricordo spesso) un amico-insetto immaginario basato sulle fattezze di Cell (chi segue Dragon Ball avrà già capito); inventavo avventure in cui mi fiondavo a capo chino in compagnia di questo mastodontico mostro.
    Ora che l'ho ricordato, mi sa proprio che inventerò qualche altra avventura per l'occasione.
    Piu82Corocottas
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    modificato September 2017 Pubblicazioni: 1,191
    "Mostro della pioggia".

    Non aveva un nome più preciso di questo e assomigliava a un grosso rospo bluastro, con macchie gialle sul ventre e privo degli arti anteriori. Era molto gonfio e grasso e aveva una grossa testa con una larga bocca, molto simile a quella del Gabibbo.

    Si spostava a salti goffi e pesanti e ad ogni suo movimento produceva un gorgoglio caratteristico, un risciacquio come d'acque in movimento. Odorava di muschio e d'umidità.

    Compariva nei giorni di pioggia forte, in cui le nuvole quasi oscurano il sole, sul fondo delle stanze più buie della casa. Era innocuo, ma anche piuttosto stupido, per cui ogni tipo d'interazione con lui era inutile. Se ne stava lì e basta.
    Piu82rondinella61Ameliemandragola77
    Post edited by Corocottas on
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 4,937
    Ho avuto diverse entità in casa mia. Una viveva sotto il mio letto e si cibava di mani e piedi lasciati accidentalmente fuori dalle coperte. Un'altra viveva nel vano della porta del bagno e mi impediva di passare in corridoio di notte.
    Poi c'è stata un'altra creatura, altissima, magra, con lunghe braccia e dita (immaginate una specie di Slender Man con le dita da ragno), responsabile del distaccamento dell'intonaco sulle pareti esterne dei palazzi. Ancora oggi sono molto affascinata da queste texture sui muri, le fotografo spesso e le ricreo digitalmente in diversi miei lavori.
    Da bambina avevo anche un mostro chiamato Arcangelo, ma era stato creato da mia sorella, con cui c'era a volte uno scambio di fantasie inventate da noi.
    rondinella61CorocottasPiu82
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    modificato October 2017 Pubblicazioni: 1,191
    "L'uomo-maiale"

    No, non è il titolo dell'editoriale di un giornale di nazifemministe, ma un altro dei numerosi "ospiti indesiderati" della mia casa d'infanzia, un'inquietante creatura notturna dalle fattezze, come dice il nome, metà umane e metà suine: testa e stazza del maiale e corpo d'uomo.

    Era stato ispirato da un personaggio di un fumetto erotico in voga a quell'epoca, Pig, della Ediperiodici. Ovviamente non lo leggevo, ma lo esponeva il giornalaio alla fermata del bus che prendevo per andare a scuola, alle elementari: un uomo con la testa di porco. Solo che quello del fumetto aveva un muso con espressioni comiche, correva dietro soltanto alle belle ragazze e aveva il fisico di un ragazzo prestante e muscoloso.

    Il mio invece, pur ispirato a quello del fumetto, era un personaggio molto più ottuso e animalesco; panciuto e più avanti negli anni, amava le belle ragazze ma (particolare, mi rendo conto ora, inquietante se si tiene conto che quando l'ho inventato avevo sette o otto anni), piuttosto che correr loro dietro platealmente le "spiava" da dietro le porte chiuse per vedere se dormivano e rapirle nel sonno.

    Naturalmente per fare questo girava da una casa all'altra, muovendosi solo di notte per via del suo grottesco muso suino che voleva nascondere, aprendo le porte con facilità perché alla fine era una specie di ladro, e ogni tanto nei suoi giri notturni doveva riposarsi.

    Se in uno di questi giri capitava stanco in camera mia, dato che io ero piccolo, era molto facile che si buttasse sul mio letto senza far caso a me, schiacciandomi, cosa possibile essendo lui molto corpulento e avendo anche natura di maiale, e si sa che le scrofe spesso schiacciano inavvertitamente i piccoli, uccidendoli.

    Così io mi facevo piccino piccino nel letto, lasciando per lui la maggior parte dello spazio. Del resto lui si sarebbe coricato vestito, a pancia in su, senza neppure togliersi le scarpe; sarebbe rimasto così per qualche minuto, giusto per riposare le gambe indolenzite dal tanto camminare, e poi se ne sarebbe andato così com'era venuto.

    C'è stato un periodo che realmente avevo paura d'incontrarlo, di sentire i suoi passi provenire dalla sala immersa nell'oscurità e vedere già al di là della porta chiusa della mia camera, attraverso le fessure, baluginare i lampi della torcia elettrica che si portava appresso, per illuminarsi la casa nelle sue morbose perlustrazioni.

    Non so come sia arrivato a concepire un mostro simile, ma era tra quelli di cui sentivo più "reale" la presenza, probabilmente perché rielaboravo con il mio cervello infantile le numerose notizie che sentivo in TV o leggevo sui giornali.

    Mi dispiace, @Piu82 , se i miei mostri notturni sono tutti così... in alternativa c'era quello dei 12 secondi che apriva le porte con la lingua, quello di cui ho già parlato, forse era quasi meglio lui.
    Piu82rondinella61Ameliemandragola77
    Post edited by Corocottas on
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