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Sono un asparger?

DankaraDankara Neofita
modificato 11 October in Mi presento
Buona sera a tutti, mi presento, mi chiamo Dankara, e ho quasi 23 anni. È tutta la vita che so di essere diversa dagli altri. Recentemente sto studiando genetica, abbiamo affrontato la sindrome di asparger, e non ho potuto fare a meno di non identificarmi con buona parte dei comportamenti. Sin da piccola sono sempre stata un tipo solitario, mi trovo meglio da sola, la compagnia degli altri non è fondamentale per me. Ho sempre avuto difficoltà a relazionarmi con gli altri, un po' perché davvero non mi interessava, un po' perché i loro argomenti non mi appartenevano. Gli altri mi dicono che vivo in un mondo tutto mio. Mia madre oggi mi ha detto che non so dare conforto, perché è morto il padre di suo marito e io non ho minimamente pensato a provare a dire qualcosa. Non saprei cosa dire perché immagino sia una cosa insensibile ma la "vicenda" non mi suscita niente in realtà. Ho una memoria ottima per le cose che mi interessano, e che mi servono. Da piccola avevo difficoltà a capire le battute o il sarcasmo, prendevo sempre tutto letteralmente, un po' sono migliorata, ma mi capita ancora adesso, soprattutto con persone che ho appena conosciuto. Ci sono tanti altri punti che vorrei elencare ma verrebbe fuori un post immenso. Ho fatto alcuni test messi a disposizione su questo sito: ASBQ 66/88, RAADS-R 156/240, AQ 34/50. Secondo i test rientro nel fenotipo acustico intermedio. Cosa dovrei fare ora? Come faccio a confermare o dissipare i miei dubbi?
Grazie per chiunque voglia rispondere
Post edited by Dankara on
«1

Commenti

  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 288

    Benvenuta Dankara! :)

    Da quello che scrivi sembra che te la sia cavata piuttosto bene, nonostante le tue difficoltà.

    Per la diagnosi puoi rivolgerti a un centro specializzato nella zona in cui risiedi, o in una zona per te comoda da raggiungere, che forse puoi trovare indicato in: http://www.spazioasperger.it/forum/categories/regioni .


    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • Marco75Marco75 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 747
    Benvenuta!
  • WhoamiWhoami Veterano
    Pubblicazioni: 267
    Benvenuta :)
  • PavelyPavely Membro
    Pubblicazioni: 2,782
    Benvenuta.



    Vorrei dirti una cosa che ho visto leggendo la tua autodescrizione.

    Per capire se c'è autismo o no, sostanzialmente occorre guardare una cosa.

    Se questa cosa c'è allora possiamo avvicinarci al Pensiero medico, prendere i manuali diagnostici, i "test" e capire se siamo autistici ANCHE per i neurotipici.

    La cosa che ti invito a vedere sono gli hobby.

    O puoi chiamarli, come fanno, solo per noi, i neurotipici, "routine".

    Se le routine sono ben più importanti delle persone allora sei autistica.



    Attenta: non si tratta di essere "ossessiva".

    Un autistico non è mai "compulsivo" nelle sue routine, nei suoi hobby.

    Per intenderci: i più grandi collezionisti sono autistici. E possono perfettamente, da adulti, avere amici, amore, allegria, tutto.

    L'autismo indica quella condizione in cui la Felicità si genera dall'hobby che conquista la tua vita. Quella routine che vuoi vivere, di cui vuoi parlare, che consideri tutto, che ti divora, che è il centro del tuo cuore.

    A differenza della persona anancastica (DOC) l'autistico non ha rituali se non nelle forme più gravi, quelle in cui il ritardo intellettivo è evidente. Nell'Autismo puoi osservare il bisogno di vivere, parlare, dire di una dimensione personale che ti descrive un amore VERSO QUALCOSA, non verso qualcuno.

    L'autistico, quando non si parla del suo hobby, si annoia.

    In verità, prova ansia, angoscia, arroganza. Vuole andare via.

    Sa di dovere socializzare. Di dover parlare "del più e del meno", di come gli NT parlino sui sé e delle persone, delle proprie esperienze.

    Allora stanno fermi... Aspettano....

    E appena il TORMENTO dello stare con gli altri finisce, inizia la liberazione di vivere il proprio hobby.

    Per capire cosa sia l'Autismo leggi "Utz" di Bruce Chatwin.

    Forse uno dei 5 libri perfetti sulla nostra condizione.



    Cose come "mancanza di Empatia", "non avere amici", "non capire il sarcasmo"... Lasciale perdere.

    Di autistici empatici, con amici, che comprendono il sarcasmo e così via è pieno il mondo.

    E anche questo nostro forum, certo.



    DA ADULTI è normalissimo innamorarsi.

    DA ADULTI è normalissimo avere amici e stare bene con loro.

    L'hobby diviene UN CENTRO della vita. Non il SOLO centro.

    Era IL CENTRO DURANTE L'ETÀ EVOLUTIVA.



    Non provare niente perché il suocero di tua madre è morto non vuol dire essere autistica.

    Assolutamente.



    Quindi, come capisci se una persona è autistica?

    È autistica quando, presentando sé stessa, inizia così:

    "Buona sera, sono A., ho quasi 23 anni e fino ad ora ho studiato mirmidologia".



    Un autistico NON SA DI ESSERE DIVERSO DAGLI ALTRI.

    Un autistico non capisce perché lo è.

    La diagnosi gliela devi spiegare.

    Un vero autistico inizia a curarsi per caso. O quando una persona lo diagnostica, quasi sempre su impulso dei genitori.

    O quando, da adulto, arriva ad un PUNTO DI ROTTURA.

    DOLOROSO.

    Reale.



    Se hai "sempre sentito di essere diversa dagli altri" molto probabilmente sei INTELLIGENTE.

    No.

    Non autistica.

    (No, non ci hai detto cosa sia il tuo interesse penetrante).



    Per inciso: il mio è stato la sessuologia.









    WBorg_Andato
  • DankaraDankara Neofita
    Pubblicazioni: 11
    Innanzitutto, grazie a tutti per aver risposto.
  • DankaraDankara Neofita
    Pubblicazioni: 11
    Pavely ha detto:

    Benvenuta.



    Vorrei dirti una cosa che ho visto leggendo la tua autodescrizione.

    Per capire se c'è autismo o no, sostanzialmente occorre guardare una cosa.

    Se questa cosa c'è allora possiamo avvicinarci al Pensiero medico, prendere i manuali diagnostici, i "test" e capire se siamo autistici ANCHE per i neurotipici.

    La cosa che ti invito a vedere sono gli hobby.

    O puoi chiamarli, come fanno, solo per noi, i neurotipici, "routine".

    Se le routine sono ben più importanti delle persone allora sei autistica.



    Attenta: non si tratta di essere "ossessiva".

    Un autistico non è mai "compulsivo" nelle sue routine, nei suoi hobby.

    Per intenderci: i più grandi collezionisti sono autistici. E possono perfettamente, da adulti, avere amici, amore, allegria, tutto.

    L'autismo indica quella condizione in cui la Felicità si genera dall'hobby che conquista la tua vita. Quella routine che vuoi vivere, di cui vuoi parlare, che consideri tutto, che ti divora, che è il centro del tuo cuore.

    A differenza della persona anancastica (DOC) l'autistico non ha rituali se non nelle forme più gravi, quelle in cui il ritardo intellettivo è evidente. Nell'Autismo puoi osservare il bisogno di vivere, parlare, dire di una dimensione personale che ti descrive un amore VERSO QUALCOSA, non verso qualcuno.

    L'autistico, quando non si parla del suo hobby, si annoia.

    In verità, prova ansia, angoscia, arroganza. Vuole andare via.

    Sa di dovere socializzare. Di dover parlare "del più e del meno", di come gli NT parlino sui sé e delle persone, delle proprie esperienze.

    Allora stanno fermi... Aspettano....

    E appena il TORMENTO dello stare con gli altri finisce, inizia la liberazione di vivere il proprio hobby.

    Per capire cosa sia l'Autismo leggi "Utz" di Bruce Chatwin.

    Forse uno dei 5 libri perfetti sulla nostra condizione.



    Cose come "mancanza di Empatia", "non avere amici", "non capire il sarcasmo"... Lasciale perdere.

    Di autistici empatici, con amici, che comprendono il sarcasmo e così via è pieno il mondo.

    E anche questo nostro forum, certo.



    DA ADULTI è normalissimo innamorarsi.

    DA ADULTI è normalissimo avere amici e stare bene con loro.

    L'hobby diviene UN CENTRO della vita. Non il SOLO centro.

    Era IL CENTRO DURANTE L'ETÀ EVOLUTIVA.



    Non provare niente perché il suocero di tua madre è morto non vuol dire essere autistica.

    Assolutamente.



    Quindi, come capisci se una persona è autistica?

    È autistica quando, presentando sé stessa, inizia così:

    "Buona sera, sono A., ho quasi 23 anni e fino ad ora ho studiato mirmidologia".



    Un autistico NON SA DI ESSERE DIVERSO DAGLI ALTRI.

    Un autistico non capisce perché lo è.

    La diagnosi gliela devi spiegare.

    Un vero autistico inizia a curarsi per caso. O quando una persona lo diagnostica, quasi sempre su impulso dei genitori.

    O quando, da adulto, arriva ad un PUNTO DI ROTTURA.

    DOLOROSO.

    Reale.



    Se hai "sempre sentito di essere diversa dagli altri" molto probabilmente sei INTELLIGENTE.

    No.

    Non autistica.

    (No, non ci hai detto cosa sia il tuo interesse penetrante).



    Per inciso: il mio è stato la sessuologia.









    Forse non mi sono spiegata bene, ma non sono scesa nel dettaglio. Ho sempre saputo di essere diversa, ma la coscienza di ciò la devo a mia madre, da piccolissima per i miei comportamenti diversi mia madre mi chiedeva perché non potessi essere come gli altri bambini, e diciamo che da allora ho cominciato ad imitare i comportamenti degli altri. E si, ho un hobby, la lettura. Da quando ho iniziato a leggere non ho mai smesso. Leggo un libro anche cinque volte se necessario, immagino i personaggi e le situazioni. Non so stare senza un libro sul comodino. Comunque grazie per le indacazioni. Contatterò un centro per avere la diagnosi.
    Pavely
  • Piu82Piu82 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 942
    Ciao, benvenuta!

    Io non ho una diagnosi di autismo.

    Concordo sulla scelta di rivolgerti ad uno specialista, se ne senti il bisogno.

    Questo desiderio di indagine e di scoperta di te stessa è comunque sempre positivo e arricchente.
    Non è da tutti decidere di andare più a fondo, perché a volte iniziare un certo cammino può far paura...
    Insomma, facciamo i conti con noi stessi e ci vuole grande coraggio e umiltà. :)

    Riguardo il tuo interesse per la lettura, io penso che sia davvero bello avere sempre quell'amico sul comodino, pronto ad aprirsi per te, ogni volta che vuoi.
    Se deciderai di restare qui, conoscerai tanti interessanti "appassionati" di lettura come te, con i quali potrai confrotarti in modo davvero stimolante.

    Se poi questo hobby può essere considerato un interesse penetrante, io non lo so e non potrei giudicarlo certamente dal poco che hai scritto.
    Spesso neanche per uno specialista può essere così semplice capirlo.

    A tante persone piace leggere e a tal punto da venirne rapiti per ore e ore...ma...se questo fosse sufficiente, allora forse ci sarebbero più autistici che libri! :D

    Non sto dicendo che sia o non sia il tuo caso, attenzione.
    Io non posso in alcun modo darti un giudizio del genere, e nessuno di noi qui può farlo...

    Ma vedi, io cantavo.

    (Cantavo nel senso che fino a un anno fa lo facevo anche per "lavoro").

    Il mio amore viscerale (nel senso che lo senti proprio nella pancia) per la musica e la voglia di imparare a suonare uno strumento risale a quando ero piccola.
    Non ho molti ricordi della mia infanzia, ma uno si:
    Quando avevo 9 anni disegnai un fumetto per i miei genitori, i cui personaggi eravamo noi 3: io che chiedevo di studiare pianoforte e loro che mi esaudivano.
    Avevo "concretizzato" e reso "reale" a modo mio, il mio desiderio incessante.
    Però questo, purtroppo, non fu mai possibile.

    E allora io cantavo.

    Cantavo sin da piccolina le sigle dei cartoni animati (di alcuni seguivo solo la sigla...e a quei tempi facevano la sigla completa anche a fine cartone, adesso la tagliano senza pietà!)

    Poi, cresciuta, cantavo a casa, davanti allo stereo, a squarciagola (i miei vicini si ricordano.... :)) ...solo quando una mia vicina di casa mi fece i complimenti io mi resi conto che si sentiva così tanto...E allora iniziai a limitarmi al massimo per la vergogna...).
    Finivo i compiti e andavo davanti allo stereo a cantare.

    Da allora si sparse la voce che io sapevo cantare e qualcuno mi costrinse ad unirmi al coretto in chiesa e poi a un coro più grande della mia città e poi addirittura ad una band....
    È solo storia adesso.

    Ma...io non posso dire che quello fosse un interesse speciale che, durante l'età evolutiva stava al centro di tutto e al quale dedicavo tutta me stessa, trascurando i coetanei. No.

    Io non ricordo che ci fossero dei coetanei intorno da "trascurare"...(a parte durante le ore di scuola)...né sentivo il bisogno che ci fossero....ma questo potrebbe essere dovuto a tanti motivi: stile di vita, stile di educazione familiare, personalità un po' solitaria....E tanto tanto altro.

    C'ero io e i membri della mia famiglia. Basta.

    Avevo scoperto che mi piaceva cantare e cantavo.
    Studiavo, facevo i compiti e cantavo (o ascoltavo musica).
    Avevo il tempo per farlo e lo facevo. Per ore.
    Nulla più.

    Avevo il tempo.

    Quel che cerco di dirti è semplicemente che spesso il tempo e l'amore che dedichiamo alle nostre passioni è il tempo che abbiamo "in più";
    ce lo ritagliamo per bene, magari, lo facciamo diventare una piacevole abitudine quotidiana, ma quel che dobbiamo chiederci, a mio parere, è:

    se mentre canto/leggo un'amica mi telefona io rispondo?
    O sento il telefono vibrare ma le orecchie si chiudono e la mente "finge" che il telefono non stia suonando?

    Se una sera ho in programma una uscita con amici ma improvvisamente vedo il mio libro sul comodino, mi capita di dare buca agli amici per starmene col mio libro?

    Ecco...

    Non sono certo queste LE domande e le questioni davvero fondamentali né le sole da indagare per poter valutare l'appartenenza allo spettro autistico, ma leggendo il tuo thread e le risposte che hai ricevuto, desideravo anch'io lasciarti un ulteriore spunto per riflettere, nel frattempo...

    Facci sapere come andrà, se vuoi!
    Ciao.
    :)
  • riotriot Moderatore
    modificato 12 October Pubblicazioni: 3,223
    Dankara ha detto:

    da allora ho cominciato ad imitare i comportamenti degli altri.

    Benvenuta!
    questo è interessante. per un confronto, puoi leggre il libro: "Apergirls" di Rudy Simone
    http://www.spazioasperger.it/index.php?q=caratteristiche-dell-asperger&f=394-aspergirls-valorizzare-le-donne-nello-spettro

    P.S. Asperger e non Asparger.

    Post edited by riot on
    "Gli stronzi e i disonesti vanno sempre avanti nella vita. Le persone per bene restano indietro."
    (Affermazione constatativa esistenziale di una mia conoscente).
  • DankaraDankara Neofita
    Pubblicazioni: 11
    Piu82 ha detto:

    Ciao, benvenuta!

    Io non ho una diagnosi di autismo.

    Concordo sulla scelta di rivolgerti ad uno specialista, se ne senti il bisogno.

    Questo desiderio di indagine e di scoperta di te stessa è comunque sempre positivo e arricchente.
    Non è da tutti decidere di andare più a fondo, perché a volte iniziare un certo cammino può far paura...
    Insomma, facciamo i conti con noi stessi e ci vuole grande coraggio e umiltà. :)

    Riguardo il tuo interesse per la lettura, io penso che sia davvero bello avere sempre quell'amico sul comodino, pronto ad aprirsi per te, ogni volta che vuoi.
    Se deciderai di restare qui, conoscerai tanti interessanti "appassionati" di lettura come te, con i quali potrai confrotarti in modo davvero stimolante.

    Se poi questo hobby può essere considerato un interesse penetrante, io non lo so e non potrei giudicarlo certamente dal poco che hai scritto.
    Spesso neanche per uno specialista può essere così semplice capirlo.

    A tante persone piace leggere e a tal punto da venirne rapiti per ore e ore...ma...se questo fosse sufficiente, allora forse ci sarebbero più autistici che libri! :D

    Non sto dicendo che sia o non sia il tuo caso, attenzione.
    Io non posso in alcun modo darti un giudizio del genere, e nessuno di noi qui può farlo...

    Ma vedi, io cantavo.

    (Cantavo nel senso che fino a un anno fa lo facevo anche per "lavoro").

    Il mio amore viscerale (nel senso che lo senti proprio nella pancia) per la musica e la voglia di imparare a suonare uno strumento risale a quando ero piccola.
    Non ho molti ricordi della mia infanzia, ma uno si:
    Quando avevo 9 anni disegnai un fumetto per i miei genitori, i cui personaggi eravamo noi 3: io che chiedevo di studiare pianoforte e loro che mi esaudivano.
    Avevo "concretizzato" e reso "reale" a modo mio, il mio desiderio incessante.
    Però questo, purtroppo, non fu mai possibile.

    E allora io cantavo.

    Cantavo sin da piccolina le sigle dei cartoni animati (di alcuni seguivo solo la sigla...e a quei tempi facevano la sigla completa anche a fine cartone, adesso la tagliano senza pietà!)

    Poi, cresciuta, cantavo a casa, davanti allo stereo, a squarciagola (i miei vicini si ricordano.... :)) ...solo quando una mia vicina di casa mi fece i complimenti io mi resi conto che si sentiva così tanto...E allora iniziai a limitarmi al massimo per la vergogna...).
    Finivo i compiti e andavo davanti allo stereo a cantare.

    Da allora si sparse la voce che io sapevo cantare e qualcuno mi costrinse ad unirmi al coretto in chiesa e poi a un coro più grande della mia città e poi addirittura ad una band....
    È solo storia adesso.

    Ma...io non posso dire che quello fosse un interesse speciale che, durante l'età evolutiva stava al centro di tutto e al quale dedicavo tutta me stessa, trascurando i coetanei. No.

    Io non ricordo che ci fossero dei coetanei intorno da "trascurare"...(a parte durante le ore di scuola)...né sentivo il bisogno che ci fossero....ma questo potrebbe essere dovuto a tanti motivi: stile di vita, stile di educazione familiare, personalità un po' solitaria....E tanto tanto altro.

    C'ero io e i membri della mia famiglia. Basta.

    Avevo scoperto che mi piaceva cantare e cantavo.
    Studiavo, facevo i compiti e cantavo (o ascoltavo musica).
    Avevo il tempo per farlo e lo facevo. Per ore.
    Nulla più.

    Avevo il tempo.

    Quel che cerco di dirti è semplicemente che spesso il tempo e l'amore che dedichiamo alle nostre passioni è il tempo che abbiamo "in più";
    ce lo ritagliamo per bene, magari, lo facciamo diventare una piacevole abitudine quotidiana, ma quel che dobbiamo chiederci, a mio parere, è:

    se mentre canto/leggo un'amica mi telefona io rispondo?
    O sento il telefono vibrare ma le orecchie si chiudono e la mente "finge" che il telefono non stia suonando?

    Se una sera ho in programma una uscita con amici ma improvvisamente vedo il mio libro sul comodino, mi capita di dare buca agli amici per starmene col mio libro?

    Ecco...

    Non sono certo queste LE domande e le questioni davvero fondamentali né le sole da indagare per poter valutare l'appartenenza allo spettro autistico, ma leggendo il tuo thread e le risposte che hai ricevuto, desideravo anch'io lasciarti un ulteriore spunto per riflettere, nel frattempo...

    Facci sapere come andrà, se vuoi!
    Ciao.
    :)

    Grazie per la risposta.
    Be direi che mi è capitato più volte di trascurare doveri fondamentali per poter leggere. Ad esempio compravo un libro nuovo che amavo molto e mi capitava di non andare a scuola pur di terminarlo. Inventavo di avere la febbre pur di riuscire a terminarlo nelle 24 ore successive all'acquisto. Oppure rimanevo a casa il sabato sera piuttosto che uscire. Non sono andata al compleanno di 18 anni del mio fidanzatino dell'epoca per rimanere a casa a terminare un libro appena comprato. Non so quanto possano essere rilevanti queste informazioni ma le scrivo per far capire quanto mi assorbiva il mio "hobby", se hobby si può chiamare. Sentivo proprio la necessità di farlo.
    Grazie comunque per l'aiuto.
    Piu82
  • DankaraDankara Neofita
    Pubblicazioni: 11
    riot ha detto:


    Dankara ha detto:

    da allora ho cominciato ad imitare i comportamenti degli altri.

    Benvenuta!
    questo è interessante. per un confronto, puoi leggre il libro: "Apergirls" di Rudy Simone
    http://www.spazioasperger.it/index.php?q=caratteristiche-dell-asperger&f=394-aspergirls-valorizzare-le-donne-nello-spettro

    P.S. Asperger e non Asparger.

    Grazie, lo leggerò senz'altro!
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