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Ipersensibilità e routine inesistenti

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Commenti

  • PavelyPavely Membro
    Pubblicazioni: 2,783
    LifeIs ha detto:

    Vorrei confermare quanto dice @Pavely (cioè confermare che corrisponde alla mia storia), mi riferivo proprio a quello quando nell'altra discussione dissi:

    “Ho passato grandi sofferenze e ho avuto bisogno di molti anni prima di imparare a distinguere ciò di cui ho bisogno da ciò che desideravo a causa dell'educazione, a causa degli esempi che ho avuto dalle persone intorno a me”.

    [Esempio] Anche io desideravo, volevo assolutamente andare alle giostre (una volta l'anno, quando arrivavano), ma soffrivo in quel caos, moltissimo, e nonostante questo non avrei assolutamente accettato di non andarci.


    Vorrei aggiungere una cosa:

    Se una persona resiste oggi, non significa che continuerà a farlo, prima o poi potrebbe non farcela più.

    (@LifeIs corrisponde alla storia di tantissimi di noi...)
  • mafaldamafalda Membro
    modificato 12 November Pubblicazioni: 21
    @Pavely @LifeIs
    Da mamma NT di un cucciolino sicuramente ND ora sono un po' in crisi. Noi mamme cosa dovremmo fare? Come il bimbo di Clalui, anche il mio fa richieste chiare e anche di fronte ad altre alternative chiede le giostre o la ludoteca. Vi dirò di più... Quest' estate siamo stati in un grosso parco dei
    divertimenti e lui cercava strenuamente tutte le montagne russe. Essendo piccino dovevo accompagnarlo: lui era contentissimo (almeno così sembrava), io non altrettanto (soffro di vertigini...) 
    Insomma il nostro scopo (sono certa valga anche per @Clalui) è quello di far felici i nostri piccini. Dite che "toppiamo" se assecondiamo queste loro richieste?
    Sono un po' confusa....
    Post edited by mafalda on
  • LifeIsLifeIs Veterano Pro
    modificato 12 November Pubblicazioni: 746
    @mafalda
    [Io non posso sapere cosa sia giusto o sbagliato per voi, né cosa provino i vostri bambini]

    Io avevo bisogno di consapevolezza, e non penso che la proibizione possa portare a questo, la proibizione mi porta a rigidità, rifiuto, disperazione, e mi allontana dalla consapevolezza.
    claluiMarco75
    Post edited by LifeIs on
    Ciò che scrivo non è mai una verità assoluta, ma solo quella che è la mia opinione personale al momento della stesura.
    Per comodità e per facilitare la lettura, potrei scrivere generalizzando e ponendo le mie idee come certezze, non lo sono.
  • mafaldamafalda Membro
    Pubblicazioni: 21
    @LifeIs
    Bene. Mi rincuora perché è quello che cerco di dare al mio bambino. Grazie di questo chiarimento.
    clalui
  • PavelyPavely Membro
    modificato 12 November Pubblicazioni: 2,783
    @mafalda non c'è una soluzione o una risposta.

    La mia opinione è che una mamma, un genitore, se ha la chiara consapevolezza di non essere violenta (o violento), difficilmente sbaglia.

    (No... Io penso che non stiate sbagliando)



    D questo post, emerge secondo la mia opinione un'informazione essenziale che ha forma di domanda: perché i bambini con una chiara diagnosi di autismo cercano stimoli eccessivi e mentre li vivono si sentono "liberi" e non rinuncerebbero mai ad essi?

    Se ci fermiamo al piano corporeo, osserviamo che esporre un bambino autistico a stimoli violenti provoca crisi, difficoltà, spesso meltdown.

    Moltissimi bambini con diagnosi di Autismo lieve di tipo Asperger sembrano differenti.

    Cerchiamo di chiarire il punto.

    È chiaro @mafalda che sappiamo come, se un bambino è autistico a basso funzionamento, sia difficile che una mamma gli faccia fare 5, 6 volte le montagne russe o altro. Quella mamma sa, intuisce, che il bimbo potrà stare male. Tanti bambini autistici a basso funzionamento hanno una soglia così bassa che, ad esempio, neanche riescono a stare in un cinema per un film. Figuriamoci le giostre...

    Gli Asperger sembrano differenti.

    Soprattutto oggi che TANTISSIMI bambini sono diagnosticati tali.

    Facciamo una seconda partizione.

    Nella stessa sindrome di Asperger si hanno Asperger-Autistici - persone che da bambini erano come me e tanti altri qui - e Asperger-Aspie, persone che davvero hanno tratti così sfumati da lasciare interdetti i tecnici delle diagnosi.

    In ogni caso: perché cercano stimoli violenti e sono attratti da essi e sono felici se possono realizzare questo percorso?



    La soluzione è nota. Credo che tanti di noi la intuiscano.

    La risposta non può essere scritta su questo forum in modo diretto.

    Questo per due ordini di ragione.

    Primo: riguarda il Pensiero autistico e la nostra cultura.

    Sappiamo la risposta ma non abbiamo prove scientifiche sul punto. Non le abbiamo perché a noi Asperger e Autistici non funzionali non vengono dati fondi finanziari per svolgere la sperimentazione. Davvero, nessun istituto affida dei fondi a noi. Neanche con il tutoraggio di mediatori neurotipici.

    I fondi si danno a Posers (NT che hanno avuto la diagnosi) o Asperger subclinici. Queste persone non hanno la minima idea di cosa significhi essere autistici.

    Dunque: qualora io scriva la risposta non posso dimostrarla. Potrei dimostrarla se gli autistici potessero sperimentarla. Non possiamo sperimentarla.

    Corto circuito: lezione: tacere.



    Secondo ordine di ragione: riguarda lo sviluppo dell'identità corporea.

    L'Autismo è una caratteristica evolutiva che tende alla Sperimentazione e alla Ricerca di ciò che è violento o estremo.
    Ad esempio: Leonardo dissezionava cadaveri.
    La cosa non lo impressionava. Cercava stimoli simili spinto dalla sua identità.

    L'Autismo REPLICA E CERCA IL MONDO CHE PERCEPISCE.
    (Leonardo innamorato delle armi...)
    Così come un Autistico percepisce il Mondo IN TUTTA LA SUA VIOLENZA così cerca una sua rappresentazione.
    (Vedi Affresco della battaglia di Anghiari o il monumento allo Sforzo sempre di Leonardo).

    Se si parlasse di questo tema (si reputi che, ad esempio, molti autistici hanno un'identità AltSex) si potrebbe passare l'idea che Autismo e Violenza siano connaturati.

    Ciò è assolutamente sbagliato.

    TUTTI GLI AUTISTICI CERCANO UNA RAPPRESENTAZIONE DELLA VIOLENZA CON CUI PERCEPISCONO IL MONDO CON L'ASSOLUTO RISPETTO DEL CONSENSO, DELLA LIBERTÀ, DELL'ETICA E DELLA MORALE NATURALE.

    Il mondo ha un impatto violento. Si desidererebbe parlarne: non si può.

    Se un Autistico parlasse della violenza, dell'IPERINFORMAZIONE, dell'impatto con cui percepisce il mondo potrebbe andare incontro ad uno Stop immediato.

    Spaventerebbe gli NT in modo assoluto.

    Dunque: di questo tema non si può parlare.



    Le risposte ci sono.

    Non possono essere scritte.

    Tutti noi Autistici sappiamo di amare, di avere un'Attrazione verso, ciò che è barocco, bizzarro, estremo.

    La facciamo.

    Non ne parliamo.

    Ma, ci fa stare male.

    Tutto ciò che estremo - si considerino 9/10 dei giochi autistici per il computer - non è costruttivo.

    Pure: la nostra Identità è ANCHE questo.



    Non siamo "felici" perché andiamo sulle.giostre.

    Siamo "emozionati".

    Abbiamo toccato l'estremo.

    Anche la Guerra ci emoziona parimenti.

    Come ogni estremo è sbagliata.



    I genitori NT confondono l'emozione di ciò che è estremo (e che fa comunque male) con la felicità.

    Un autistico è felice quando supera la tristezza. Non quando fa qualcosa di estremo.

    Quando fa qualcosa di estremo è - uso un'espressione NT - "a mille".

    Sono gli NT a chiamare quella emozione Felicità. Ma il bimbo Autistico non lo pensa veramente. Ripete la parola. E il genitore ci crede.



    Da qui l'importanza di VOTARSI alla Dolcezza.

    Di rinunciare ad ogni stimolo violento o eccessivo.

    È importante.






    mafaldaclaluiLandauerMarco75
    Post edited by Pavely on
  • iieiie Veterano Pro
    modificato 12 November Pubblicazioni: 401
    Leggo, nel post iniziale di clalui, espressioni come "non manifesta [...]" e "non sembra [...]". Vorrei intervenire nella discussione perché sono assolutamente convinto che i miei genitori, a suo tempo, avrebbero potuto usare espressioni simili per descrivermi.

    Io, infatti, non ho mai "esternato" (non ho mai avvertito alcuna esigenza di farlo) i miei sentimenti; sono sempre stato estremamente "chiuso in me stesso", e in me stesso ho sempre cercato il modo per affrontare le situazioni in cui non potevo esercitare il controllo (anche quelle - e ce ne sono state moltissime - che mi facevano "soffrire").

    Ho, inoltre, sempre dato "per scontato" che questa "sofferenza" fosse normale, comune a tutti, e che tutti cercassero di "sopportarla in silenzio" come facevo io. Del resto, come avrei mai potuto immaginare diversamente?

    (Ad esempio solo quest'anno, dopo la diagnosi, ho capito di avere una particolare sensibilità alla luce solare e ho scoperto l'utilità degli occhiali da sole, strumento che prima non avrei mai pensato di utilizzare.)

    ---

    Provo ad affrontare, ipoteticamente (perché a me in realtà non è mai piaciuto), l'esempio dell'andare alle giostre.

    Il contesto "giostre" raccoglie in sé, concentrate in un unico luogo, diverse "attrazioni" specifiche (che non si trovano altrove). Supponiamo che io ricavi, da alcune di esse, emozioni positive. La mia mente, quindi, associa univocamente al contesto "giostre" queste emozioni positive.

    Ci sono poi, sempre nello stesso contesto, fattori come il "rumore", i quali, invece, generano in me emozioni negative. Tali fattori, però, non sono specifici di questo particolare ambiente (anche se vi si trovano in maniera particolarmente accentuata), pertanto la mia mente non opera un'associazione "uno a uno" tra "giostre" e, ad esempio, appunto, "rumore".

    Come ho già in parte scritto sopra, inoltre, la scarsa consapevolezza si traduce nel non riuscire nemmeno a immaginare la possibilità di ridurre gli stimoli negativi (che non vengono percepiti come "da ridurre", bensì come "inevitabili", "da sopportare").

    Il desiderio di emozioni positive, quindi, prende il sopravvento sulla necessità di evitare o contenere quelle negative (necessità esistente ma non percepita), le quali inoltre, essendo presenti - seppur in misura minore - in moltissimi altri contesti, non sono propriamente messe in relazione con l'ambiente specifico, e giocano quindi un ruolo minore nella determinazione della volontà finale.

    Questo meccanismo mi sembra, almeno in parte, simile a quello descritto da LifeIs (ma potrei ovviamente sbagliarmi).

    Inoltre io, personalmente, ho sempre avuto difficoltà a riconoscere il "piacere"; a distinguere, cioè, quello che "mi piace" da quello che "non mi piace".

    In questo contesto è chiaro che io, bambino immaginario, potrei desiderare [e chiedere di] "andare alle giostre".



    Questa è solo una delle [infinite] possibili interpretazioni.
    rondinella61mammafranceclalui
    Post edited by iie on
  • PavelyPavely Membro
    Pubblicazioni: 2,783
    (questa storia del controllo... O del credere che tutti percepiscano il Mondo secondo la propria sensorialità andrebbe davvero discusso... )

    Così come questo discorso che non sappiamo (ed è verissimo) distinguere tra ciò che ci piace e ciò che non ci piace....

    Non abbiamo disgusto e sorpresa.

    E la cosa non riusciamo davvero a farla capire agli NT.

    *

    Una persona a me cara, mi fa notare anche il legame tra Spinning - in lingua NT passione per le cose che girano - e Giostre.

    Tutto ciò che gira ci incanta.
    Landauer
  • mafaldamafalda Membro
    Pubblicazioni: 21
    Pavely ha detto:

    (questa storia del controllo... O del credere che tutti percepiscano il Mondo secondo la propria sensorialità andrebbe davvero discusso... )  

    Mi interesserebbe molto capirne di più. Davvero.
    Pavely ha detto:

    Una persona a me cara, mi fa notare anche il legame tra Spinning - in lingua NT passione per le cose che girano - e Giostre.

    Tutto ciò che gira ci incanta.

    A questo avevo pensato anch'io. Che sia anche un tentativo di "anestetizzarsi" in un contesto doloroso?
  • SperanzaSperanza Veterano
    Pubblicazioni: 135
    Io vi leggo...e cerco di capire... E cerco di ricirdate se mio figlio ha mai dimostrato un senso di malessere...ma una cosa non ho chiara...gli occhi del bambino.quelli possono mentire?io capisco mio figlio dallo sguardo dai suoi occhi se non sta bene o se è felice...la sua prima faccia di stupore e gioia con tanto di bocca aperta sorriso e mani in faccia è stata di fronte a un parco acquatico...se a casa dico andiamo alla giotra si precipita fuori anche scalzo dicendo andiamo giostra...quando siamo lì i suoi occhi pieni di gioia e sorridenti parlano...non vedo nulla di male quindi... finché vedo i suoi occhi felici sono felice anch'io... anche perché le volte che non voleva stare l ha fatto capire...mi dice andiamo a casa..però mi avete fatto riflettere...spero che un giorno lui sappia dirmi mamma mi danno fastidio alcune cose...spero non soffra in silenzio...
    claluiMarco75
  • iieiie Veterano Pro
    modificato 13 November Pubblicazioni: 401
    Mi sono accorto, @mammafrance, della tua reazione "Non-capisco" al mio post precedente.
    Da questa "reaction" io intuisco che, probabilmente, non sono stato capace di esprimermi in modo pienamente efficace.

    Per me è davvero importante, qui, riuscire a farmi capire (vivo il Forum come "Palestra di comunicazione"). Vorrei, quindi, fare un secondo tentativo, cercando di schematizzare (e, allo stesso tempo, espandere) il discorso in una serie di punti [alcuni dei quali sono già stati evidenziati da Pavely come meritevoli di discussione - cosa con cui concordo assolutamente (così come concordo sullo Spinning)].

    (I) Alcune persone Autistiche non avvertono il bisogno/la necessità/l'impulso di Comunicare agli altri - in questo caso i genitori - i propri "Stati Interiori" (SI). Queste persone possono avvertire un forte "bisogno di controllo"; questo bisogno, laddove non possa essere indirizzato direttamente verso l'Ambiente esterno (che, in molti casi, "sfugge" al nostro controllo diretto), viene indirizzato verso la propria Mente (che crea Strutture, Ritmi, Pattern, Simmetrie).

    Questo può, in alcuni casi, manifestarsi come "chiusura in sé stessi" (i genitori notano che il figlio, quando inserito in un determinato Ambiente, "si chiude"). In altri casi, invece, questa chiusura non viene percepita (perché, ad esempio, il bambino è chiuso "di suo", in un modo che appare indipendente dal contesto in cui si trova).


    (II) Alcune persone Autistiche non sono in grado di Identificare determinati SI o SS (Stimoli Sensoriali) come "anomali" o "troppo intensi". Queste persone, cioè, non immaginano che "gli altri" possano avere Percezioni molto diverse dalle proprie, né - a maggior ragione - che le percezioni altrui possano determinare la "baseline" della "normalità" rispetto a cui misurare le proprie e classificarle come "eccessive" (ossia come qualcosa di cui "doversi lamentare"). Questo, mi viene in mente ora (è soltanto un'ipotesi), potrebbe essere legato a quello che in linguaggio Neurotipico è definito "deficit di Teoria della Mente".


    Una persona appartenente sia al gruppo (I) che al gruppo (II) potrebbe quindi apparire come persona priva di "ipersensorialità" o "attaccamento alla routine" [da cui le espressioni "non manifesta" e "non sembra" che hanno dato origine al mio post precedente], contraddicendo apparentemente le definizioni Neurotipiche - che, non dimentichiamo, sono soltanto un'approssimazione, seppur sufficientemente buona da permettere di "identificare" e "diagnosticare" le persone Autistiche, dell'Autismo - e generando [ulteriore] confusione nei genitori (i quali, giustamente, vorrebbero riuscire a Capire i propri figli per poter assicurare loro tutto ciò di cui hanno bisogno).


    (III) Alcune persone Autistiche possono avere difficoltà a distinguere intuitivamente quello che "piace" da quello che "non piace" [loro]. Prima di raggiungere la consapevolezza di ciò (io, ad esempio, l'ho capito solo recentemente, a trentacinque anni), trovandosi "immerse" quotidianamente in un mondo in cui Esprimere Giudizi sembra essere una delle attività principali dell'Essere Umano, queste persone potrebbero erroneamente credere di avere loro stesse questo innato Istinto/Capacità di giudicare, "compensandolo" inconsciamente con altri meccanismi mentali [spesso assolutamente irrazionali (qualcuno, recentemente, ha chiesto su questo Forum se "la razionalità è un tratto Asperger" - io credo assolutamente che non lo sia)] che ne creano, in un certo senso, l'Illusione.

    Si tratterebbe, cioè, di una versione "più potente" del "convincersi che qualcosa ci piace", ossia "convincersi di essere in grado di capire se qualcosa ci piace".


    (IV) Alcuni contesti, come quello delle giostre, forniscono stimoli altamente specifici che possono generare Emozioni Positive (EP). Emozioni che, per via della loro specificità, possono essere vissute soltanto in quel luogo (o in altri dalle caratteristiche simili).


    (V) Gli stessi contesti del punto precedente possono anche generare Emozioni Negative (EN), ma in modo aspecifico [il "rumore" è presente in moltissimi altri contesti] seppur particolarmente accentuato [il "rumore" alle giostre è molto forte].


    Le EP specifiche del punto (IV) potrebbero contribuire al senso di "piacere" del punto (III), sovrastando le EN aspecifiche del punto (V) (che sono, anche se magari con un'intensità maggiore, le stesse che queste persone provano in moltissimi altri contesti, dove, però, non provano altrettante EP) e portando la persona a ricercare attivamente esperienze che la fanno [anche] soffrire.

    È anche possibile, ipotizzo, che EP particolarmente "intense" (come possono essere quelle provate nel contesto "giostre") fungano esse stesse da "difesa" verso EN o SS anche molto forti, prendendo di fatto il posto dei meccanismi descritti nei punti (I) e (II). In questo caso il bambino non apparirà affatto "chiuso in sé stesso", ma anzi sarà "gioioso" e "pieno di vitalità".


    Spero di essere riuscito a esprimere meglio le mie idee (che sono soltanto "spunti", non "Verità").
    claluirondinella61Landauer
    Post edited by iie on
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