Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Corto circuito (film del 1986)

Mi andava di parlare un po' di questo film, rivisto dopo parecchi anni ma che conoscevo ancora quasi a memoria.

La stravagante trama anni '80 vuole che in un'azienda che produce automi sofisticati, l'idea di un genio della robotica -un nerdissimo Steve Guttenberg che vive sepolto fra i suoi computer e non ha mai visto una donna in vita sua- venga sfruttata per creare cinque prototipi di infallibili robottini da guerra muniti di raggi laser e sguardo truce, pronti a fare a pezzi il nemico. Durante una conferenza in cui il proprietario dell'industria cerca finanziamenti governativi scoppia un temporale, e un fulmine colpisce in pieno il prototipo n°5 che miracolosamente invece di fondersi in un groviglio di metallo e circuiti comincia a manifestare un comportamento inusuale, acquisendo delle primitive e spontanee emozioni umane. Attratto prima da un robot con voce femminile, poi da una farfalla, l'imbranato prototipo si allontana dalla struttura e finisce dopo una serie di incidenti nel giardino di una ragazza un po' hippie, Stephanie, che vive in una modesta casa circondata da animaletti di cui si prende cura ed è convinta che lui sia un alieno inviato col compito di apprendere i costumi del genere umano. Convinto di essere in avaria e necessitando immissione di dati, il prototipo legge e memorizza in pochi minuti l'intera libreria della giovane dando mostra di una straordinaria tecnica di apprendimento, comincia a vagare nel circondario catalogando e descrivendo tutto ciò che incontra finché la sua goffaggine non fa venire allo scoperto la sua identità di macchina da guerra, portando la nuova amica a contattare l'azienda produttrice perché se lo venga a riprendere e lo ripari.
Tuttavia il metallico protagonista comprende che una riprogrammazione lo porterebbe inevitabilmente a perdere questa nuova condizione di 'vivo' e fugge terrorizzato. 

Di qui non scendo nel dettaglio della trama, ma il film prosegue tra personaggi stereotipati al massimo (un militare in stile sergente Hartman che vuole fare il prototipo animato a pezzi temendo che il suo laser costituisca un pericolo per la nazione, uno scienziato indiano gaffeur che parla un pessimo ed esilarante inglese ed è l'unico amico dell'inventore di n°5, il magnate avaro che alla fine si rivela di animo buono e via dicendo) e tra le caratteristiche palesemente asperger tanto del geniale inventore, che chiama una chiacchierata al bar 'interfacciarsi' e non è mai stato con una ragazza ma 'ha letto dei libri su di loro', quanto del robot che impara a conversare ripetendo a memoria lunghi sketch televisivi, riconosce immagini nelle nuvole e nelle macchie di inchiostro, elenca sinonimi di tutte le parole che lo colpiscono e talvolta pur esprimendosi correttamente non coglie il senso effettivo delle istruzioni umane, per esempio inserisce due uova con tanto di guscio in una ricetta necessitante due uova e rovescia una padella col suo contenuto sul fornello perché i bastoncini di pesci al suo interno erano da 'girare una volta dorati'. In tutto ciò, n°5 manifesta abilità di gran lunga superiori agli altri quattro prototipi essendo capace di ripararsi in autonomia e di riprogrammare altri robot, ma persiste nella sua convinzione di essere guasto e sembra non averne mai abbastanza di input ('necessito input' diventa la frase tormentone del film). La sua immaturità relazionale lo porta a fidarsi a pelle di tutti e poi iperreagire quando viene ingannato, e la riprova ultima della cosiddetta 'reazione emotiva spontanea' che distingue l'uomo dall'androide e di cui lui è dotato sta in una delle scene finali quando ride grassamente ad una barzelletta demenziale, convincendo il suo creatore di non essere più un semplice carro armato con gli occhi. Nota curiosa, il modello di n°5 verrà ripensato parecchi anni dopo dalla Pixar per creare il personaggio di Wall-e, altro robot profondamente umano.

Riflettevo su come la frase ricorrente del quinto prototipo, quella di essere in avaria e aver bisogno di nuovi dati, rispecchiasse in modo un po' stereotipato ma tutto sommato realistico il mio modo (e credo anche quello di molti di voi) di stare al mondo, nella continua ricerca di novità che ci illustrino come sono fatte le cose e le persone e con la certezza di avere un circuito fuori posto o qualcosa del genere. 
Non so quanto sia famoso questo film (non conosco gente al di fuori della mia famiglia che ne sia fan) ma da piccola lo avrò visto senza esagerare un centinaio di volte, solo che non mi era mai venuto in mente che la causa di questo interesse potesse essere una mia immedesimazione del protagonista, che decide alla fine di ribattezzarsi come Johnny non sopportando l'idea di essere trattato alla stregua di un pezzo di artiglieria.
L'allegra ambientazione anni '80 corredata di Bee Gees e riccioli liberi poi fa il resto perché questo film costituisca per me un cult irrinunciabile :)
AJDaisySimone85riotBlindmaxwax67SoylentGreenMononokeHime

Commenti

  • MartinEdenMartinEden Membro Pro
    Pubblicazioni: 59
    Ciao anche per me questo film fa parte della mia infanzia, come dimenticare n°5 e la sua voglia di vivere, ed il suo umorismol.
    Wall-E è anche uno dei miei film preferiti.
    La barzelletta è quella delle monetine...
    Blue_Soul
  • Simone85Simone85 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 2,797
    Il film non l'ho visto ma sono comunque intenzionato a leggere le vostre teorie. :)
    Lui si è trovato obbligato a rispettare le leggi della robotica?
    Ci sono stati riferimenti alla guerra fredda?
  • Blue_SoulBlue_Soul Veterano Pro
    modificato December 2017 Pubblicazioni: 532
    @Simone85 non mi pare ci siano riferimenti espliciti alle leggi della robotica, in ogni caso lui viene concepito come macchina da guerra e seppur forse totalmente inconsapevole nella sua ingenuità di cosa sia la guerra, scappa da questo compito assecondando quella che mi pare essere la prima legge. Tuttavia disobbedisce sistematicamente all'ordine del creatore, contrario all'uso bellico delle macchine, che vorrebbe semplicemente riprogrammarlo, quindi contravviene alla seconda regola senza giustificazione se non la propria paura di non essere più diverso. Alla fine (e c'è anche un sequel) per n° 5 si preannuncia una vita in quasi totale autonomia, quindi le istruzioni degli uomini verranno completamente tagliate fuori dai suoi progetti.
    Qualche accenno alla Guerra Fredda c'è, per esempio nelle scene iniziali uno dei personaggi secondari afferma qualcosa del tipo 'uno di questi potrebbe piazzare una gigante bomba al Cremlino'; diciamo che di fondo è una commedia 'romantica' più che politica :)
    Simone85
    Post edited by Blue_Soul on
  • MinolloMinollo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 349
    Uno dei film della mia infanzia che ri-guardo volentieri!
    Blue_Soul
  • SoylentGreenSoylentGreen Membro Pro
    Pubblicazioni: 729
    Nostalgia canaglia
    Blue_Soul
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 5,868
    Blue_Soul ha detto:

    e tra le caratteristiche palesemente asperger tanto del geniale inventore, che chiama una chiacchierata al bar 'interfacciarsi' e non è mai stato con una ragazza ma 'ha letto dei libri su di loro', quanto del robot che impara a conversare ripetendo a memoria lunghi sketch televisivi

    Riflettevo su come la frase ricorrente del quinto prototipo, quella di essere in avaria e aver bisogno di nuovi dati, rispecchiasse in modo un po' stereotipato ma tutto sommato realistico il mio modo (e credo anche quello di molti di voi) di stare al mondo, nella continua ricerca di novità che ci illustrino come sono fatte le cose e le persone e con la certezza di avere un circuito fuori posto o qualcosa del genere. 
    Non so quanto sia famoso questo film (non conosco gente al di fuori della mia famiglia che ne sia fan) ma da piccola lo avrò visto senza esagerare un centinaio di volte, solo che non mi era mai venuto in mente che la causa di questo interesse potesse essere una mia immedesimazione del protagonista, che decide alla fine di ribattezzarsi come Johnny non sopportando l'idea di essere trattato alla stregua di un pezzo di artiglieria.

    sai che questo argomento, lo scienziato nerd riconoscibile nell'Asperger, è centrato in un capitolo di "Neurotribù"? esattamente nel capitolo dal titolo "I principi dell'etere", e che sarà l'argomento che presumibilmente porterò all'evento di Roma il 18 Febbraio.

    non ti anticipo i contenuti, se lo leggerai, ma  è un fatto che negli USA, questi "personaggi" già nei primi decenni del '900 atraverso la tecnologia disponibile (radio, fanzine e poi Internet) si trovavano tra di loro, e quindi il film mostra un modo di essere che era già riconosciuto, di dominio pubblico.


    Blue_Soul

Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online