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La contemplazione dell’imprevisto

Ciao a tutti,
Sono quasi alla fine di un percorso di psicoterapia che ho iniziato a Giugno, iniziato principalmente per una serie di malesseri che mi portavo dietro ormai da mesi, disturbi ossessivo-compulsivi e una forte tendenza alla procrastinazione principalmente, che stavano iniziando a danneggiare seriamente la mia vita.
Quasi contemporaneamente si è fatta strada l’ipotesi della neurodiversità e questo mi ha portato ad analizzare i miei problemi, così come alcuni aspetti particolari del mio modo di essere da una prospettiva diversa.
Con la psicoterapeuta, però, ho preferito non accennare a questa ipotesi: non volevo creare caos e vorrei procedere con un’eventuale processo di diagnosi in condizioni diverse (vivendo all’estero sono costretta a svolgere queste sedute tramite skype).

Ho avuto modo di risolvere i miei problemi quasi del tutto nel momento in cui ho creato una solida routine da seguire e una marcata divisione degli spazi in cui si DEVE essere produttivi e in cui si DEVE essere non produttivi.
Sembra dunque che i miei problemi fossero scaturiti dal cambiamento dovuto al cambio radicale del mio modo di vivere, di tante cose da fare che però non avevano un posto nella mia mente e che quindi restavano nel caos.
Il problema che mi ha portato a iniziare psicoterapia è stato risolto quindi e se dovessi ritrovarmi in una situazione simile penso di essere in grado di riportare l’ordine.
L’effetto collaterale, però, è l’imprevisto. Perché se prima c’era il caos e tutto era un imprevisto, condizione che mi dava una certa tranquillità nella prevedibilità dell’imprevedibile ma che poi ha avuto conseguenze pesanti sul lungo termine, ora che c’è ordine non so come gestire al meglio la possibilità che qualcosa non vada secondo i piani.

Faccio un esempio: il mio fidanzato è libero solitamente il lunedì, di conseguenza la mia giornata è organizzata in funzione del fatto che il mio tempo libero è dedicato principalmente ad attività con lui. Qualche settimana fa il suo giorno libero è stato spostato al martedì e io non sono stata in grado di ottimizzare le due giornate e spostare le mie cose da fare dal martedì al lunedì, che è rimasta una giornata ‘vuota’ e improduttiva.

Non posso fare a meno di notare che da sempre l’interruzione della routine tende ad avere effetti prolungati nel tempo: sono costretta a saltare un giorno in palestra? Salto tutta la settimana. Oggi non ho potuto studiare quanto mi ero prefissata? Per i due giorni successivi non studio affatto.
Ho parlato di questa estrema intolleranza all’imprevisto con la psicoterapeuta che mi ha affidato come ‘compito’ l’introduzione di un imprevisto giornaliero che scombini in qualche modo la routine. Sono abbastanza perplessa su questo ma sto provando a metterlo in pratica.

Mi piacerebbe sapere se anche per voi la routine è così importante e se avete imparato in qualche modo a reagire in modo positivo ad eventuali cambi di programma.
OrsoX2

Commenti

  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 2,032
    Più che la routine, per me è importante la struttura, la programmazione delle cose. Il problema è che, di contro, non sono bravissimo a programmarle da me, le cose, e i difetti di organizzazione mi generano costantemente ansia.
    Se qualcuno interrompe un "dovere" che con difficoltà ho programmato, tendo in effetti ad avere problemi a riprendere, a "rimettermi in carreggiata"; se l'interruzione è invece di un'attività che mi dà piacere, posso innervosirmi molto.
    Gli imprevisti, insomma, sono un problema, anche se col tempo ho imparato a tollerarli un po' meglio.
    OrsoX2Adalgisa
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 828

    @SillyMew la tua psicoterapeuta, che ti ha "affidato come ‘compito’ l’introduzione di un imprevisto giornaliero" ha molto aumentato la mia autostima. ;)

    Da qualche tempo ho cominciato, di mia iniziativa, a creare delle variazioni della mia routine, proprio con lo scopo di rendere "ordinario" l'imprevisto. Ho cominciato con le piccolissime cose (variare ora e tipo ti colazione, fare spesa senza elenco delle cose da comprare, cambiare ora per la ginnastica, cambiare percorsi delle passeggiate).  Con queste variazioni,  ho iniziato a provare uno strano senso di sollievo e di sicurezza: adesso "sento" di resistere meglio agli imprevisti (quelli veri, non simulati).  

    Te la sentiresti di provare anche tu partendo dalle piccolissime cose? ;)

    Sophiarondinella61mandragola77
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • SophiaSophia SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 5,903
    Quello di cui parli attiene alla rigidità individuale, una caratteristica peculiare degli individui nello spettro.
    Lavorarci diviene molto utile per aumentare la flessibilità.

    @SillyMew l'intervento della tua terapista, in linea con il commento di @OrsoX2, è molto adeguato.

    Considera che si utilizza questa strategia anche nei laboratori per bambini nello spettro, apportando piccoli cambiamenti giornalieri per esempio al mobilio;

    ed è in generale una strategia fornita in ambito di Parent Training ai familiari di individui nello spettro.
    OrsoX2ale82
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • SillyMewSillyMew Membro
    Pubblicazioni: 18
    Grazie a tutti per le risposte. Questa è stata la prima volta in cui ho avuto dubbi su quanto potesse funzionare questa cosa, probabilmente perché molti elementi che fanno parte della mia routine per me sono ‘’logici’’. Altri lo sono meno (per esempio il posto in treno) e paradossalmente sono quelli che mi irritano di più.

    Un’altra cosa su cui ho dei dubbi è: ha senso che sia IO a creare degli imprevisti? Dovrei coinvolgere anche chi mi sta intorno a non adeguarsi alle mie routine e a romperle?
    Riesco abbastanza bene a gestire un cambiamento se sono io ad attuarlo, se invece la causa è esterna faccio molta più fatica: ho preferito saltare una lezione in palestra perché c’era la possibilità che la solita insegnante fosse sostituita da un altro; ho alterato la routine in prima persona per evitare che qualcun altro lo facesse al posto mio.
  • Pubblicazioni: 232
    È molto raro che mi capiti un imprevisto, e se capita è davvero grave
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