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Come eravate da piccoli

Buonasera a tutti è da parecchio tempo che  vi seguo.
Mi presento: sono mamma di due bambini, l'ultimo di 5 anni, ha una diagnosi ( ha effettuato test ma è ancora aperta) di disturbo misto del neurosviluppo.
Vorrei sapere da voi Asperger come eravate da piccoli. Io noto molte similitudini tra mio figlio e voi, parte alta dello spettro. Vi descrivo mio figlio: ha iniziato a parlare tardi ( 3 anni e 1/2), attualmente il linguaggio è in esplosione. È un bambino che gioca molto con il fratello: propone lui i giochi. Attua il gioco simbolico e il far finta di. Nn ha particolari problemi con l'ambiente esterno. I miei dubbi sorgono sulla goffaggine che ha. È strano assai nell'interazione. Nn scaccia i bimbi, anzi ci gioca, però si approccia stranamente: si muove e irrigidisce. A volte è come se avesse due timbri di voce, che nn so descrivere. È intelligentissimo ( q.i approssimativo nella norma) ed ha una memoria di ferro. Guardando e vedendo Asperger adolescenti ( nel centro dove fa terapia) porto a collegare i suoi atteggiamenti più a loro che ad autistici ( kenneriani). Nn ha fisse particolari, ma suppongo perché sia piccolo. In cuor mio, leggendo un po' in giro su questa sindrome, io credo che ci rientri. Certo potrebbe essere ancora tutto e niente...ma nn so.  Se nn è troppo ( se il mio post nn è idoneo, potete avvisarmi) avete ricordi di voi da piccoli?
Vi ringrazio

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Commenti

  • ArtemideRArtemideR Membro Pro
    Pubblicazioni: 212
    Come ero... Ho imparato a parlare presto e ho sempre pronunciato le parole in modo chiaro e pulito, anzi mi arrabbiavo quando qualcuno per esempio diceva "ciccia" invece di carne [-X , ho imparato a leggere a tre anni ma sono sempre stata goffissima negli sport. All'asilo me ne stavo in disparte, non mangiavo quasi nulla e o giocavo da sola, o imponevo le mie regole di gioco agli altri bambini. Non ricordo come mi approcciavo ma non sopportavo, in realtà neanche oggi, a chi entrava tra le mie amicizie con baldanza e sicurezza.
    89mattcv
  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,550
    Ciao,
    Ho ricordi della mia infanzia.
    Però descriverla tutta non credo ti possa essere utile, quindi mi soffermo solo a ricordare quanto hai scritto di tuo figlio.

    Iniziato a parlare un pochino in ritardo (ma leggerissimo niente che non fosse in linea), ma mi è stato riferito da mia madre che poi parlai moltissimo.

    Sono stata socializzata presto (nido e materna già ad un anno di età).
    Ricordo che detestavo andarci (è impresso nella mente l'immagine di un finestrone che guardavo con desiderio di non star lì), stavo zitta ed immobile. Per diventare una furia quando mia madre mi riprendeva.
    Con i coetanei socializzavo, ma accadeva che stessi fuori dai giochi, non riuscendo a capirne il motivo. Però ricordo che parlavo con i coetanei, come se il contatto con loro fosse più nel parlare che nel giocare.

    Un aspetto che forse potrebbe esserti utile, sotto i 4 anni e mezzo:
    Ero molto "morale", nel senso che avevo fin da allora un ferreo rispetto delle regole.
    Quindi il comportamento non era rigido fisicamente quanto caratterialmente.
    Il mancato rispetto mi provocava forti conflitti interiori.

    Nello sport di gruppo ero pessima, esempio avevo il terrore dell'ora di educazione fisica perché si giocava a pallavolo, ed io puntualmente mi ritrovavo le pallonate in faccia.
    Questo provocava effetti negativi
    1) dolore
    2) mi facevo la nomea dell'imbranata che non sapeva giocare
    3) provavo disagio, imbarazzo per questa mia incapacità.

    89mattcv
  • luca95luca95 Membro Pro
    Pubblicazioni: 181
    Mia madre mi raccontò che da bambino non avevo amici e mi piaceva stare da solo.
    Il mio "giocare" era mettere in ordine i giocattoli di mio fratello in ordine di grandezza allineati, non volevo giochi miei, fino a che mia madre mi comprò un puzzle, da quel giorno passavo le giornate ad assemblarlo e riporlo nella scatolo in modo meticoloso a livelli maniacali.
    Facevo parecchi scatti d'ira apparentemente immotivati e rompevo qualsiasi cosa mi capitasse tra le mani, la cosa che mi facevo più imbestialire era quando qualcuno metteva in "disordine" le cose messe in ordine da me.
    Provavo un forte disagio nel farmi vedere sorridere dagli altri o solo a guardarli negli occhi.
    Mi sono sempre rifiutato di fare le recite scolastiche e non ho mai cantato prima dei 18anni.
    Inoltre mi turbavano moltissimo i cambiamenti, ricordo che ogni volta che tagliavo i capelli era un incubo, stavo mallissimo!

    Per fortuna tantissimi miei aspetti autistici sono spariti (o quasi) dopo l'adolescienza.
  • Marco75Marco75 Moderatore
    modificato 12 February Pubblicazioni: 1,348
    Praticamente nessun amichetto prima dei 6 anni, anche perché ero talmente cagionevole di salute che all'asilo ci andavo solo saltuariamente. Non credo di aver iniziato a parlare più tardi della media (ma non ne sono sicuro) ma ricordo distintamente che smozzicavo e sbagliavo alcune parole, all'inizio. Ma non ricordo sinceramente che età avessi.
    Dalle elementari, a quei pochissimi amici che avevo (sostanzialmente solo due, fino ai 14 anni circa) tendevo a legarmi in modo un po' ossessivo, e a provare persino gelosia. Con gli altri non legavo, ma mi incuriosiva osservarli. Per riprendere una definizione che ho letto su un gruppo Facebook (e in cui mi ritrovo molto) posso dire che mi piaceva stare in mezzo agli altri, ma non con loro.
    Mi riconosco molto in quello che dici riguardo la goffagine motoria. L'ora di ginnastica per me era una tortura, ero totalmente goffo, scoordinato. Ricordo che mi portarono persino a fare una visita specialistica (forse psicomotricità) in cui lo specialista sentenziò che non ero capace a correre.
    Per il resto, posso dire che ero lento (caratteristica che per molti versi mi è rimasta), e per il primo anno di elementari non sapevo fare i dettati, rimanevo continuamente indietro. E inoltre, ero molto remissivo e tranquillo a scuola (a dire il vero mi facevo mettere i piedi in testa da chiunque) e aggressivo e irrequieto a casa.
    Non so, spero di esserti stato utile...
    Post edited by Marco75 on
    "Love yourself first"
  • mary_annemary_anne Membro Pro
    Pubblicazioni: 94
    Grazie a tutti. Corrisponde in pochi tratti. A quanto pare non c'è nessun accenno di ritardo del linguaggio evidente in voi.
    I tratti un po' in comune sono
    - pronuncia le parole in modo chiaro ( esempio di Artemide)
    - ha pochi amici, nel senso che a parte un amichetto che conosce dalla nascita, non mi chiede mai di andare da loro, però nel gioco, dopo un po' di goffaggine motoria ( si irrigidisce) ci entra tranquillo. Idem lo fa quando entra a scuola e quando incontra qualche estraneo che subito lo tartassa di domande
    - odia il carnevale, tipo il travestirsi
    - rispetta molto le regole ed è rispettoso nei confronti degli altri, direi educatissimo. In lui c'è sempre il grazie, prego, scusa. A volte la sua maturità mi spiazza ( esempio: consola il fratello, a parole )
    - a volte diventa apatico: vorrebbe stare solo in casa
    - a volte ha paure forti, tipo ( pur evendolo tolto da solo il pannolino= me lo ha tirato letteralmente in faccia) quella di fare la cacca nel WC. Pur non essendo stitico si è procurata una stitichezza psicologica. Altre paure che adesso non mi vengono in mente.
    - fisse sui luoghi ( da piccolo): non voleva andare da mia madre
    - è selettivo sul cibo
    - non sopporta gli odori forti ( tipo la cucina del ristorante)
    - se è in un luogo estraneo non mangia, pure se è un cibo che lui ama


    Non ha mai fatto ( ne da piccolo, né attualmente):
    - allineare gli oggetti
    - muoversi o correre o eccitarsi davanti la TV
    - non ha mai amato l'ordine
    - non ha mai amato cibi dello stesso colore

    Prima di iniziare il percorso terapeutico era quasi la descrizione di luca95, ma era anche molto piccolo. Odiava anche lui la scuola come poke, mentre ora grazie all'angelo di sostegno che mi hanno dato, l'adora.
    Era impossibile metterli le scarpe o vestirlo con determinati tessuti. Impossibile tagliarli i capelli. Fino a 3 e 1/2 doveva stare in spiaggia pure senza costume.

    Quello che noto è solo una goffaggine molto forte, che non corrisponde a pieno in quelle che vedo fare agli autistici nel centro. È vero anche che vedere un autistico è vederne solo uno: sono tutti differenti, però vi assicuro che quasi tutti hanno dei tratti in comune e si vedono, tipo le stereotipie, quella specie di manierismo delle mani, quella andare avanti e indietro ( come un pendolo) quando qualcuno invade il proprio spazio. Queste sono cose le vedo quasi in tutti, a parte il contatto psichico mancante di quando chiedi loro qualcosa.

    Bo...quello che sarà sarà. I npi mi dicono che essendo misto è normale vedere in lui tante cose, ed è anche normale vedere in lui i tratti dello spettro. All ados 2 è negativo, così come il cars somministrato a noi genitori. Sempre l ados non ha evidenziato stereotipie. C'è in ritardo di 20 mesi da recuperare. C'è un immaturità comportamentale evidente.
    È ancora nella fase evolutiva, tante cose potranno cambiare, così come questa diagnosi.
    I foniatri non concordano: per loro è disturbo pragmatico dell'interazione comunicativa.

    La goffaggine, nonostante lo sviluppo in evoluzione, non va via. Il contatto oculare c'è, ma non è modulato.

    Grazie a tutti x le vostre testimonianze
  • asia1234asia1234 Membro Pro
    Pubblicazioni: 136
    Io non posso aiutarti purtroppo perché sono una mamma con una bimba di tre anni e mezzo con diagnosi inizialmente di spettro ma che poi non si è ben capito cosa sia diventata. . per alcuni è solo un disturbo del linguaggio.. proprio in questi giorni siamo in osservazione nel centro di Fano nelle Marche .. non so come ne usciremo ... Venerdì avrò il ritorno . Mia figlia però ha Delle cose simili al tuo .. come ad esempio molto educata e nessun problema di comportamento particolare e anche lei è selettiva col cibo .. in asilo però le maestre mi dicono che tutto è nella norma .. la bimba non si isola e partecipa alle attività .. la terapista aba che ha fatto osservazione in asilo anche lei concorda sul fatto che non ci sono problematiche tali da richiedere un sostegno ma che anzi la bimba e molto integrata nella classe ... Goffaggine motoria non ne ho mai notata e nessuno me ne ha mai parlato. . contatto oculare molto presente ed espressivo .. ottima triangolazione .. adora i giochi di gruppo e rispetta i turni ... Tutto questo ha portato il tutor a dirmi che secodno lui non si tratta di autismo .. ma ovviamente con le dovute cautele non essendo lui un npi. Ora non so cosa verrà fuori da questa osservazione e non ti nego che sono terrorizzata ... Oggi ad esempio le è stato sottoposto un test che sinceramente non conosco ma che io stessa avrei dovuto pensarci un po' per farlo .. forse perché già adulta non lo so. . e anche lei ha avuto Delle difficoltà . Non so però quali sono gli standard della normalità alla risposta di questi test .. ad oggi ha tre anni e 4 mesi. . fa Delle piccole frasi e comprende le frasi. .. pur essendo però un po' anomalo a mio avviso perché un po' ripetitivo .. la paura ce ed è tanta ...
  • mary_annemary_anne Membro Pro
    modificato 12 February Pubblicazioni: 94
    Non sono esperta, prendi x le pinze tutto ciò che scrivo, ma io non noto niente di autistico o di spettro in tua figlia. Forse ti fu fatta diagnosi di spettro perché non parlava?
    Fai i test serenamente e, un consiglio che ti do ( che è quello che la npi dell'Università diede a me): prendi per le pinze anche i test. È una bambina in età evolutiva. Un test potrà chiarire tante cose della diagnosi, ma resta sempre un test, dove non si tiene conto di tanti parametri. I bambini migliorano e maturano di giorno in giorno. Quindi stai serena.
    Ci sono bambini che parlano semplicemente più tardi: l'importante è non trascurare niente.
    Da piccoli si può fare tanto; da grandi diventa un po' più difficile.

    Se ti consola: io sono una ex bambina a cui i medici, 30 anni fa, hanno attribuito tante diagnosi. Pensa che la prima frase corretta l'ho fatta ad 8anni dopo aver perduto il linguaggio a 2 e mezzo.
    mammaconfusa80
    Post edited by mary_anne on
  • PavelyPavely Andato
    modificato 13 February Pubblicazioni: 3,350
    Come ero da bambino...

    Ho iniziato a parlare attorno ai 2 anni e mezzo.

    Avevo la pelle bianchissima, una frangia nera di capelli nerissimi che mi copriva la fronte.

    Una voce estremamente femminile, acuta. Ero (e sono) estremamente goffo. Giocavo solo con R., mio fratello, che ora non c'è più.

    Ero attirato dal dolore degli altri. Mia madre mi disse che staccavo le code alle lucertole e agli uccelli. Bambino che parlava con tutti, attorno ai 3 anni mi sono progressivamente chiuso in me stesso.

    Ero affascinato dalla città. Non facevo richieste: già a 4 anni mi andavo a prendere l'acqua se avevo sete e così via. Non ho mai giocato in un parco con altri bambini. Non ho mai avvicinato altri bambini con il desiderio di stare con loro.

    Possavo il mio tempo a casa.

    A 3 anni e mezzo, sapevo leggere correttamente. A 5 anni comprendevo quasi ogni testo.
    A 8 anni leggevo Hegel e Chateaubriand e ne discutevo alla pari con mia madre.
    Una mamma che mi comprava 'Topolino', un fumetto Disney, molto in voga negli anni '80.
    Lo leggevo per farla felice.

    Andare a scuola è stato un dramma.

    Fino ai 18 anni, sostanzialmente, non ho mai studiato.
    Ragione per cui, credo, sono uscito con il massimo dei voti.
    Dopo le superiori, mi sono completamente chiuso in me stesso.

    Di studiare, non me ne fregava nulla.

    Vivevo con angoscia la condizione di chi doveva stare tra altre persone e non sapevo, minimamente, come comunicare.
    Il mio mondo si fece sempre più piccolo.
    Fino a "rinchiudermi" in casa a non fare più nulla.



    Sono stato diagnosticato con un QI di 148 da bambino e di 139 in questi anni.

    In verità, da ragazzo, mentii spudoratamente per abbassare il punteggio.

    L'unica cosa che volevo era essere come gli altri.

    Sinceramente: è ciò che voglio anche oggi.



    Il problema è che gli altri non sono come me.

    All'Asilo i bambini giocavano.

    Io ero felice solo quando apprendevo, quando qualcuno mi dava informazioni...

    Ricordo la vetrata dell'asilo dei dipendenti dell'Ospedale S.Camillo di Roma, con la sua vetrata.

    Io spesso, nel tempo libero, entravo in classe a leggere e disegnare e scrivere. Spesso mi fermavo a guardare gli altri bambini correre e rincorrersi fuori.

    Avrei voluto andare con loro.

    Non potevo.

    L'Autismo è anche questo...
    claluigioiamammaconfusa80
    Post edited by Pavely on
  • gioiagioia Veterano
    Pubblicazioni: 325
    mary_anne ha detto:

    Grazie a tutti. Corrisponde in pochi tratti. A quanto pare non c'è nessun accenno di ritardo del linguaggio evidente in voi.
    I tratti un po' in comune sono
    - pronuncia le parole in modo chiaro ( esempio di Artemide)
    - ha pochi amici, nel senso che a parte un amichetto che conosce dalla nascita, non mi chiede mai di andare da loro, però nel gioco, dopo un po' di goffaggine motoria ( si irrigidisce) ci entra tranquillo. Idem lo fa quando entra a scuola e quando incontra qualche estraneo che subito lo tartassa di domande
    - odia il carnevale, tipo il travestirsi
    - rispetta molto le regole ed è rispettoso nei confronti degli altri, direi educatissimo. In lui c'è sempre il grazie, prego, scusa. A volte la sua maturità mi spiazza ( esempio: consola il fratello, a parole )
    - a volte diventa apatico: vorrebbe stare solo in casa
    - a volte ha paure forti, tipo ( pur evendolo tolto da solo il pannolino= me lo ha tirato letteralmente in faccia) quella di fare la cacca nel WC. Pur non essendo stitico si è procurata una stitichezza psicologica. Altre paure che adesso non mi vengono in mente.
    - fisse sui luoghi ( da piccolo): non voleva andare da mia madre
    - è selettivo sul cibo
    - non sopporta gli odori forti ( tipo la cucina del ristorante)
    - se è in un luogo estraneo non mangia, pure se è un cibo che lui ama


    Non ha mai fatto ( ne da piccolo, né attualmente):
    - allineare gli oggetti
    - muoversi o correre o eccitarsi davanti la TV
    - non ha mai amato l'ordine
    - non ha mai amato cibi dello stesso colore

    Prima di iniziare il percorso terapeutico era quasi la descrizione di luca95, ma era anche molto piccolo. Odiava anche lui la scuola come poke, mentre ora grazie all'angelo di sostegno che mi hanno dato, l'adora.
    Era impossibile metterli le scarpe o vestirlo con determinati tessuti. Impossibile tagliarli i capelli. Fino a 3 e 1/2 doveva stare in spiaggia pure senza costume.

    Quello che noto è solo una goffaggine molto forte, che non corrisponde a pieno in quelle che vedo fare agli autistici nel centro. È vero anche che vedere un autistico è vederne solo uno: sono tutti differenti, però vi assicuro che quasi tutti hanno dei tratti in comune e si vedono, tipo le stereotipie, quella specie di manierismo delle mani, quella andare avanti e indietro ( come un pendolo) quando qualcuno invade il proprio spazio. Queste sono cose le vedo quasi in tutti, a parte il contatto psichico mancante di quando chiedi loro qualcosa.

    Bo...quello che sarà sarà. I npi mi dicono che essendo misto è normale vedere in lui tante cose, ed è anche normale vedere in lui i tratti dello spettro. All ados 2 è negativo, così come il cars somministrato a noi genitori. Sempre l ados non ha evidenziato stereotipie. C'è in ritardo di 20 mesi da recuperare. C'è un immaturità comportamentale evidente.
    È ancora nella fase evolutiva, tante cose potranno cambiare, così come questa diagnosi.
    I foniatri non concordano: per loro è disturbo pragmatico dell'interazione comunicativa.

    La goffaggine, nonostante lo sviluppo in evoluzione, non va via. Il contatto oculare c'è, ma non è modulato.

    Grazie a tutti x le vostre testimonianze

    Non posso rispondere alla tua domanda perché sono una mamma come te, con un bambino di due anni che ancora non è stato diagnosticato ma presenta molte caratteristiche. Mo ha colpito molto il fatto che ci sia un evidente " immaturità comportamentale" e che c e un ritardo di 20 mesi. Questo è ciò che mio figlio sembra avere in comune con il tuo. È evidentemente molto immaturo dal punto di vista comportamentale e nel modo di giocare, e dalle Griffiths emerge un ritardo di circa otto mesi. Unnritardo globale. Noi non abbiamo ancora fatto ados e cars ma sicuramente sarebbe ampiamente dentro . lo faremo in estate dopo sei mesi di terapia psicomotoria che abbiamo appena iniziato.
  • mary_annemary_anne Membro Pro
    Pubblicazioni: 94
    Non è detto che sia dentro Gioia. Se fatti in buoni centri e da personale esperto e qualificato nella somministrazione ( soprattutto l ados) scindono proprio la patologia da quello che può essere un ritardo. Per lo meno questo è quello che è stato fatto a mio figlio in 5 giorni. Da che mi sono messa in lista d'attesa ( 1 anno circa) ho cercato di catturare, tramite video, quante più cose possibili del bambino che destavano preoccupazioni. Devo dire la verità: è stato molto d'aiuto. Poi in realtà ciò che vale veramente è la relazione delle terapiste. L ados è bastardo assai come test, sono algoritmi non modificabili, e se fatto da solo, veramente l abbaglio è grande. Permettimi, ma credo che te lo abbia detto pure chi ti segue: a due anni è veramente presto x una diagnosi definitiva. Certo si deve agire precocemente, ritardo o spettro che sia. A due anni l'immaturità comportamentale ci può stare, a 5 già è differente. Abbi fede nella terapia psicomotoria: se fatta bene fa miracoli. Io ho avuto la fortuna di essere messa con una terapista che ha master aba di 1 livello, quindi inizialmente, quando ha iniziato ( privatamente xke in convenzione non c'era posto) lo ha fatto con base Aba, quindi in tre mesi già aveva recuperato un bel po' ed è stato possibile fare una schermatura. Su quella diagnosi hanno lavorato e quella diagnosi è stata confermata ( anche se ancora aperta).

    = Pavely grazie x la tua testimonianza. Mi sono commossa leggendoti. L'autismo ha tante facce, ma la difficoltà interna dell'animo, da quello che leggo, è la stessa.
    Siete tutti geni e nessuno con un ritardo del linguaggio evidente da piccolo. In realtà io paragono mio figlio di 5 anni ad adolescenti o futuri adolescenti ( dai 8 ai 12 anni diciamo) Asperger che vedo al centro, ma solo a livello di goffaggine esterna. Anche loro, come mio figlio, non hanno evidenti segni di chiusura forte ( non so come spiegarmi, perdonatemi), ma solo una difficoltà di approccio, magari sono impacciati oppure un po tesi. Ma anche questo è molto relativo da quello che leggo.

    Io resto con i piedi x terra. Mi conservo l'ottimismo ma anche il pessimismo. Una diagnosi non cambia mio figlio, può cambiare magari l'aiuto che posso darli, ma non lui.
    Io non sono preoccupata sulla diagnosi, non so se si sia capito, ma sull'aiuto che potrò dare a lui. Quindi per me queste vostre testimonianze sono tesori preziosi
    gioiamammaconfusa80
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