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Come eravate da piccoli

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Commenti

  • mary_annemary_anne Membro Pro
    Pubblicazioni: 94
    Pavely ha detto:

    Ti prego @mary_anne perdonami tu se ho detto queste parole che hanno riaperto ferite dell'anima e dolorosi ricordi.



    Non volevo assolutamente farlo.

    Capisco benissimo il discorso sul dolore delle mamme.

    Hai perfettamente ragione.

    Non la odio, sia chiaro.



    So che, con me, ha vissuto grandissime difficoltà.

    @Pavely scusa di cosa? Anzi chiedo io scusa a te ( e un po' a tutti) per averti riaperto una " ferita ".
    Da mamma mi sentivo solo di dirti queste cose. Non tutte le mamme affrontano la disabilità del proprio figlio in modo uguale. Ne conosco tante che agiscono come tua mamma. Non lo fanno per cattiveria, ti assicuro. Lo fanno perché è difficile accettare. Perché danno una correlazione razionale alle bizzarrie dei propri figli. Ti racconto una cosa: quest'anno vengo chiamata da una delle maestre del mio primo figlio. Mi reco al colloquio e stranamente mi parla di un amichetto di mio figlio. Si scusa e mi dice: " signora so che il suo secondo bambino ha questo, questo e questo ( è un istituto comprensivo e i bambini disabili vengono conosciuti già dal periodo dell'asilo. Poi cmq la dirigente scolastica è attentissima su queste problematiche) e vorrei che parlasse con la mamma di X, perché non accetta e non vuol sentire ragioni". Insomma tutto un discorso ( onesto e veramente dettato con il cuore) delicato. Mi fa entrare in classe e, senza indicare, mi fa vedere il bambino. Nonostante io dica di non essere un medico, che non è giusto quello che sta facendo, mi supplica x carità, per amore di quel bambino. Effettivamente non era eccesso di zelo dell'insegnante, ma i comportamenti erano ( e sono ) molto strani. Provo (no pietà) ma tenerezza vs questo bambino, che non sa' esprimere quello che vuole. Non sa difendersi. Non sa approcciarsi e piange. Lo consola solo contare le mattonelle o guardare la finestra.
    Parlo con questa mamma: stesso problema di mio figlio, solo che lei non vuole che il figlio faccia terapia. Si ostina a dire che sono comportamenti normali ( perché al suo paese lei faceva l'insegnante), che è così perché figlio unico. Alla fine accetta l'aiuto del sostegno dopo che, essendomi arrabbiata, le dico chiaramente che non è giusto far sputare sangue ad un bambino di sei anni. Che umanamente è cattiveria pura.
    Questa mamma @Pavely mi ricorda la tua. Ama il figlio. Lo ama di un amore profondo e cerca con tutti i mezzi ( dettati dal cuore) di riportare il figlio alla normalità.

    Le mamme, purtroppo, sbagliano tanto. Sbagliano per amore. Sbagliano per paura.

    Nel tuo caso hai sofferto tanto tu, perché la mamma x un bambino è tutto, e non trovando aiuto in lei, o ciò di cui avevi bisogno, hai soffocato il tuo IO già complicato dalla personalità autistica.

    Non credo che tua mamma lo abbia fatto per cattiveria. L'epoca era anche differente. Si era genitori differentemente rispetto ai tempi attuali. Si era più duri, più severi. Si capivano di meno le problematiche del neuro sviluppo.
    Pure tua mamma aveva bisogno di aiuto. Ne hai sofferto tanto tu. Io credo che questa tua sofferenza, questa tua diversità rispetto ai tuoi fratelli, se la sia portata con lei.
    Lei ha tentato con i suoi modi, sbagliati, ma ha tentato. Ha creduto,vforse erroneamente, che la " qualità " autistica fosse solo un modo di essere da cui si può uscire attuando determinati metodi educativi.


    Scusa ancora Pavely



    Pavelyvera68
  • CoxesenCoxesen Membro Pro
    Pubblicazioni: 215
    @Peavey , intendo esattamaente quello che ho scritto.

    Per te che a
    8 anni leggevi Hegel e Chateaubriand (e oltretutto ne discutevi alla pari con tua madre) non dovrebbe essere difficile da capire/interpretare.

    comunque ripeto, non sto accusando o polemizzando: sto solo esternando una mia sensazione.

    Senza cattiveria.

  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,550
    Vorrei tornare al senso iniziale del topic, in cui si chiedevano ricordi di infanzia al fine di comparare la nostra con i bimbi molto piccoli dei genitori iscritti qui.

    1) anche io under 5 anni mi toglievo il costumino, inutile dire che mia madre veniva rimproverata dagli altri spiaggianti, ma ricordo il motivo per cui lo facevo: il costume bagnato con la sabbia accumulaba "tocchi" che erano fastidiosi da sopportare, tant' è che mi arrossavo, salsedine e sabbia bagnata erano come una grattugia sulle parti intime. Togliere il costume significava eliminare il fastidio.
    (Un sistema può essere mettere un costumino asciutto o far sedere quando si è bagnato su un asciugamano.

    2) paura del water.
    Ricordo anche questo. Andare al bagno e sentire un tocco che si stacca dal corpo e quel ploff possono mettetere paura per due motivi, la tazza è grande ed un bimbo può aver paura di caderci dentro. Il rumore del ploff... intenerisce si ha il timore di essere risucchiati.
    Un riduttore morbido ed uno sgabello solido su cui poggiare i piedi possono ridurre il fastidio.

    Cit.
    Non ha mai fatto ( ne da piccolo, né attualmente):
    - allineare gli oggetti
    - muoversi o correre o eccitarsi davanti la TV
    - non ha mai amato l'ordine
    - non ha mai amato cibi dello stesso colore

    Neanche io.
    Non allineavo ma catalogavo le mie collezioni.
    Disordinata
    Selettiva con i cibi ma per dei motivi che a 3/4 anni potevo spiegare ai genitori.
    Del tipo ero ghiotta di pomodori ma mangiavo solo il "cuore" la parte morbida con i semini.

  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    (Grazie per le tue parole infinitamente dolci, @mary_anne )

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