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Mania di controllo

ArimiArimi Andato
modificato 14 February in Sensi, percezioni, attenzione

Sentite mai la necessità di controllare ogni cosa? La famiglia, il lavoro, le piccole cose,,,

Tutto sotto controllo quasi maniacalmente, e se non ci riesci ecco quella fitta allo stomaco. Non parlo di ordine fisico. 

I miei genitori abitano per conto loro eppure sento che tutto ciò che li riguarda, ogni problema o ogni dispiacere sia una mia responsabilità, come se debba provvedere o prevedere tutto, Forse ciò deriva dal fatto che sin da piccola ho dovuto farmi carico della depressione di mia madre visto che mio padre allora era " desaparesidos" nelle sue cazzate che poi ho scoperto anni dopo avere un nome ed un cognome.

Ora è il suo turno. Dopo un ictus è andato giù, è depresso a tal punto da minacciare il suicidio e oggi ancora brutte notizie non gravi, non mortali almeno, ma intanto le deve affrontare e io eccomi di nuovo con l'armatura pensando a cosa " noi" possiamo fare!

Mio marito mi fissa come una scema dicendomi che sono esagerata, ma la verità è che la mia mania di controllo rasenta la follia su certe cose e tutto ciò che sfugge a quel dannato controllo mi manda in tilt il cervello! Mio marito non capisce e io mi incavolo. Penso che io e solo io devo affrontare tutto perché ci sono solo io su cui contare, io che mi capisco!

Sono io? cioè succede solo a me?

vera68OrsoX2Marco75marco3882Amelie
Post edited by Sophia on
«13

Commenti

  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,682
    Si, purtroppo.
    Ma non la percepisco come follia, quanto piuttosto ad un eccessivo ed a volte castrante, senso di responsabilità.

    Idem, come te, fin da piccola ho avuto una madre con "esaurimento nervoso", un padre assente (era in famiglia ma ci ha creato molti problemi) ed io che dovevo " far da madre" a mia madre e da "marito" nel senso occuparmi incombenze pratiche nonché sostenerla di morale.
    Fronteggiare mio padre, e dare un indirizzo familiare (stiamo parlando di una bambina e poi adolescente).
    Quindi mi sono dovuta allenare a "controllare" anche economicamente la famiglia per evitare la deriva, attuando una fermezza ed una "insensibilità" per non cedere.
    Questo mi ha provocato una forzata maturità con conseguenti lacune sul piano affettivo/relazionale.
    La notte ero l'ultima ad andare a dormire (malgrado avessi scuola il giorni dopo) perché aspettavo mio padre, allo stesso modo di come fa un genitore con i figli.
    Questo ha determinato poi una insicurezza nel vivere in modo "sciallo", gestire i soldi con parsimonia, controllare i loro stato emotivi, cercare di fare da mediatrice.
    Sul lavoro per attuare una procedura devo conoscere tutti i passaggi, altrimenti non riesco a carburare.
    In una relazione devo sapere fin da subito quali sono le carte in gioco.
    Devo conoscere tutto del mio partner, anche se poi lascio molta libertà.
    Sono impicciona, nel senso che se non mi controllo, apro cassetti, smucino nelle carte, ma mai ho controllato un cellulare.
    Però sono riservatissima, allenata a tenere per me i segreti che istintivamente la curiosità mi spinge a svelare.
    Mi opprime pensare al futuro proprio perché comporta un abbandonarsi all fatto che non tutto può essere pianificato.

    L'imprevisto, ora riesco a fronteggiarlo, ma fino a 4/5 anni fa, andavo nel pallone, morse allo stomaco e sbalzi emotivi.

    Mi determina anche un eccessivo senso di protezione, tanto da sentirmi più ferita se fanno male alle persone che titengo essere sotti la mia egida, che quando lo stesso danno è inferto a me.

    Un aspetto positivo c'è, il fatto di sentirmi controllata non mi crea fastidio.
    Forse perché una parte di me stessa è supervigilante e fortemente autocritica.
    Poi boh.. ma per me controllo è anche pianificazione e responsabilità.
    Certe volte fa star male, ma bisogna pure considerare che alcune persone non sanno gestirsi.... e poi ti chiedono di risolvere i loro problemi, quindi meglio prepararsi prima.
    vera68OrsoX2Amelie
  • ArimiArimi Andato
    Pubblicazioni: 154

    @poke Sembri il mio riflesso...Giuro. Sembra di leggere me in te. Anche se io ancora vado nel pallone per gli imprevisti. Ricordo che la mia psicologa mi diceva di non usare la parola Noi con i miei o con il mio ragazzo. Dovevo dire Io o Loro. Non sono ancora riuscita a farlo... A volte è difficile, perché chi ha avuto una famiglia "normale" non capisce quello che provi. Non ci arriva...Credo che dovrò lavorare ancora a lungo su di me, per migliorarmi perché purtroppo on si può controllare ogni cosa. Il casino è che è durissima,


  • vera68vera68 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 582
    Sei in buona compagnia...
    Il DOVERE mi ha invaso il cervello, prendendosi tutto. Io sentivo la responsabilità di ogni cosa. Era colpa mia per tutto e merito mio per niente.
    Per il dovere toccava sempre a me
    Per il piacere non toccava mai a me, toccava sempre a qualcun altro prima di me, altrimenti mi sentivo in colpa.
    Il verbo VOLERE si è infuso in quelllo DOVERE.
    per me voleva dire la stessa cosa usare l'espressione "io voglio" e "Io devo".
    Quando poi, verso i 20 anni, ho incontrato qualcuno che mi ha fatto credere che con la volontà l'impegno e la determinazione si ottiene tutto, ho fatto un bel sillogismo: dovere=volere=potere....e il delirio di onnipotenza è appena dietro l'angolo dal quale mi sono svegliata 20 anni dopo.
    Ho dovuto prendere tanti schiaffi dalla vita per capire che non è tutto in mio potere, che non si può arrivare a tutto. (Sono stati schiaffi educativi, Io li definisco davvero provvidenziali per avermi fatto tornare in me) ma c'era sempre un senso di colpa a far capolino che mi diceva che se non avevo previsto qualcosa era colpa mia perché non ero stata previdente quando invece avevo la responsabilità di quella tal cosa.
    La matassa si sta dipanando solo con la psicoterapia, ma è dura perché è come imparare a fare gli equilibristi. Tenere in armonico equilibrio questi 3 verbi.
    Io devo...fino a un certo punto
    Io voglio...fino a un certo punto
    Io posso...fino a un certo punto
    Amelie
  • ArimiArimi Andato
    Pubblicazioni: 154
    Io anche sono andata in psicoterapia ma é stato tempo fa. Purtroppo penso che dovrò tornarci perché le cose si stanno facendo complicate e io voglio essere felice e star bene. Il problema é che ho conosciuto una psicologa e la psichiatra che ha curato mia madre e ho odiato entrambe.non c'era persona che detestassi di più al mondo ma cosi va la vita ed é chiaro che ho bisogno di chiarirmi le idee. Da sola non ce la faccio più.
    Wendy
  • vera68vera68 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 582
    Quando si dice così è perché siamo all'inizio di qualcosa di nuovo. Almeno per me è stato così.
    Wendymandragola77
  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 619

    Anch'io amo tenere "tutto" sotto controllo. Mia moglie me lo rimproverava sempre, ma io proprio non me ne rendevo conto: l'ho capito  soltanto dopo essere stato diagnosticato. Adesso finalmente riesco a gestire la cosa un po' meglio di qualche anno fa. 

    Mi sono appena riletto 10 Strategie (per affrontare ansia) da utilizzare ed evitare. - Spazio Asperger ONLUS (1. il controllo eccessivo http://www.spazioasperger.it/index.php?q=articoli-divulgativi&f=328-10-strategie-per-affrontare-ansia-da-utilizzare-ed-evitare) per confrontare le strategie che ho escogitato in questi anni.

    In generale, parlare (o scrivere qui sul Forum) con gli altri dei problemi è molto utile ad allergerirne il peso; come pure ho trovato utile provare a superare l'insicurezza studiando in modo sistematico e "scientifico" il modo risolvere i problemi, dopo aver ridotto un problema complesso ad una serie di problemi piccoli e gestibili separatamente. Dopo qualche tempo si finisce per conoscere tante piccole cose che fanno anche molto comodo per gestire gli imprevisti. Se poi ci si chiede quale sia lo stato dell'arte della soluzione dei problemi che sono capitati agli altri e che adesso capitano a noi, con le conoscenze e le osservazioni acquisite si finisce sempre per sentirsi la coscienza a posto!

    vera68
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • ArimiArimi Andato
    Pubblicazioni: 154
    @OrsoX2 Grazie mille per i consigli. Davvero fa sentire meglio soprattutto perché ci si ritrova a parlare con persone che dato il loro trascorso hanno gli strumenti per capire il tuo disagio. Comunque davvero grazie! Proverò a leggere anche io qualcosa e a lavorarci su cosi da vivermela meglio...
    OrsoX2
  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 1,576
    A me il concetto di dovere è stato inculcato in modo sistematico e continuo fin dall'infanzia (scuola cattolica). Ci sono cresciuto, con questo concetto, e l'ho interiorizzato. Ho sempre pensato che venisse prima del piacere, e ho sempre, in fondo, vissuto con un intimo senso di colpa i momenti di puro piacere.
    La mia tendenza al controllo, tuttavia, si è espressa perlopiù in forme irrazionali, per non dire ossessive. Per anni ho avuto l'ossessione di controllo sull'ambiente (con un vero e proprio DOC) legandolo alla vita e alla salute delle persone a cui tenevo. Una forma di pensiero magico (negativo) per anni mi ha fatto pensare che mie banali azioni (o omissioni) potessero influenzare la vita altrui.
    Diciamo che laddove razionalmente, dopo la prima adolescenza, avevo rifiutato l'idea cattolica di colpa e quella di dovere che superava ogni mia esigenza, queste sono riemerse in seguito in forme irrazionali, "magiche". È qualcosa con cui tuttora sto combattendo, di fatto.
    "Love yourself first"
  • ArimiArimi Andato
    Pubblicazioni: 154
    É un pensiero un po' complesso. Faccio fatica a capirlo a pieno. Cosa intendi per magico? Nel senso che pensavi di avere il controllo esercitando un qualche potere sui tuoi cari? Comunque il senso del dovere l'ho sempre avuto anche io. Non ho fatto niente di quello che facevano le mie coetanee perché ero sempre presa a star dietro a mia madre. Non lo rimpiango perché le voglio bene ed era giusto cosi ma non é stato facile. La mia era una famiglia molto incasinata e ne porto ancora gli strascichi. Purtroppo bisogna lavorare su noi stessi e superare queste barriere che la mente ci ha imposto
    Marco75
  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 1,576
    @Arimi, ti faccio un esempio.
    Il pensiero magico è: "Se non chiudo quella porta con tre mandate, domani mia madre muore." Lo so, detta così sembra una cosa da psicopatici, ma ti assicuro che può rendere la vita molto difficile, specie laddove si lega al DOC. Voler controllare ossessivamente l'ambiente (anche allineando gli oggetti, chiudendo più volte le porte, sistemando precisamente tutto al suo posto, ecc.) e pensando (in modo totalmente irrazionale, e tuttavia irresistibile) che se non lo si fa, si sarà "puniti" in qualche modo, può diventare molto invalidante.
    Nel mio caso, per un periodo, questo atteggiamento ossessivo compulsivo aveva invaso gran parte della mia vita. Col tempo, si è placato, pur senza sparire del tutto.
    "Love yourself first"
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