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L'esperienza sensoriale che vi fa stare peggio?

Tima_AndroidTima_Android Pilastro
modificato March 2018 in Sensi, percezioni, attenzione
Nel mio caso è assolutamente il tatto.
Vestiti, consistenze dei cibi, superfici, il contatto fisico non controllato. È la cosa che più mi fa stare male e che più peggiora quando sono nervosa.
Door
Post edited by Tima_Android on
Raise your words, not voice. It is rain that grows flowers, not thunder.
The Breadwinner (2017)

Il Nostro blog: My Mad Dreams
Le mie storie: Shiki Ryougi
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Commenti

  • ArtemideRArtemideR Membro Pro
    Pubblicazioni: 250
    L'udito, arrivo a fine giornata che anche il versare l'acqua in un bicchiere di vetro mi provoca un dolore atroce. Tremo e ho tuffi al cuore continuamente, al minimo rumore, calcola che ho anche l'acufene all'orecchio sinistro è sotto stress è un continuo fischiare.
  • Marco75Marco75 Senatore
    Pubblicazioni: 2,074
    Quando sono nervoso, io addosso non sopporto niente.
    A ciò, si aggiunga il fatto che ho una sensibilità patologica al freddo, quindi spesso i tessuti pesanti (lana, pile e simili) che mi creano più problemi, finisco per mettermeli addosso comunque, sopportandone le conseguenze.
    Aggiungerei, sul piano uditivo, i suoni acuti e quelli particolarmente ripetuti (anche se non troppo forti).

    BlackCrow
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 910
    A parte le etichette di camicie e maglie a diretto contatto con la pelle (che vengono accuratamente tolte, preferibilmente scucite completamente anziché tagliate via), la cosa per me peggiore è la consistenza (non il sapore) del caco in bocca: è come masticare la sabbia, esattamente come il pasto baritato per il digerente. Mi rendo conto di essere fortunato perché il resto degli stimoli, sul momento, non è molto fastidioso, ma, alla fine della giornata, mi fa dormire per parecchie ore. 
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato March 2018 Pubblicazioni: 10,207
    Tatto, anche l'unica per me. 
    Fino a quando avevo tipo 6 anni mi davano particolarmente fastidio i temporali e i rumori come il trapano, o quando scoppiavano i palloncini. Ricordo che mi tappavo le orecchie e gli altri per dispetto me li scoppiavano vicino. Poi però non più, l'udito completamente normalizzato.


    Mi capita pure che ogni tanto, quando sento gli odori forti dei detersivi o dell'alcol, mi vengono in mente ricordi dei primi 4 anni di vita. Ricordo che sentivo l'ambiente scolastico impregnato di quelli odori. Poi non più. Praticamente è la memoria a rievocare l'esperienza.
    Post edited by Markov on
  • BlackCrowBlackCrow Membro Pro
    Pubblicazioni: 774
    Il tatto per ciò che concerne vestiti. Magari quando fa freddo e c'è molta umidità indossare un capo di abbigliamento o un intimo non di qualità mi suscita una sensazione ancora più insopportabile. Ad esempio quando le mani si seccano a causa del freddo o degli sbalzi di temperatura. Per esempio quando si va al ristorante, tendono a seccarsi dando quasi una sensazione di sporco e questo lo trovo iper fastidioso, non mi abituerò mai anzi.
  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    I rumori/suoni.

    Proprio ogni singolo suono mi trafigge il cervello, e catalizza la mia attenzione, provocando un'irritazione.
    Il problema è che a provocare il fastidio sono i rumori quotidiani, la masticazione, sentite le persone bere, a volte anche il respiro.
    Questo rende difficile anche le relazioni, in quanto sopporto, ma dopo un po' mi innervosisco, e l'insofferenza aumenta con desidero di estraniarmi nel silenzio (impossibile).
    Le persone non capiscono e pensano che sia dipendente dall'umore o semplicemente sono insensibili a questo.

    I rumori abbassano anche la mia concentrazione.
    E sul lavoro devo veramente attivare l'iperfocus sui dettagli per riuscire ad isolarmi (tant'è che se qualcuno mi parla sobbalzo).
    Con gli anni ho imparato a fare un gesto con la mano quando lavoro, di stop (a significare la richiesta di non interruzione) e malgrado lavori con il pubblico, i miei clienti tendenzialmente lo accettano, anche perché li ricambio con una educazione ed una cortesia evidente, di cui mi ringraziano.
    Mi stanco molto.
    Considerazione: mi domando se il valore alto nella sistematizzazione e nel talento neurodiverso (che secondo me non trovano riscontro in abilità insolite, se non che nella memoria), siano in realtà la rappresentazione di una strategia compensatoria per affrontare questa sensibilità/intolleranza ai suoni.

    Marco75ale82OrsoX2
  • riotriot Moderatore
    modificato March 2018 Pubblicazioni: 5,868
    da bambino/adolescnte era il tatto.

    vestiti che bruciavano sulla pelle, al mare la sabbia sui piedi bagnati e la salsedine erano impossibili per me.

    ancora oggi il tocco leggero, poi guai a chi mi tocca la testa.

    e ancora oggi la luce è al primo posto.
    spesso devo mettere le mani davanti per proteggermi anche se solo un'immagine cambia improvvisamente (sulla TV, girando a piedi, in auto ecc.)


    poi l'udito. ipersensibilità intensa come quella della vista, sono i due sensi che maggiormente mi distraggono e stancano.

    la notte mi sveglio per qualsiasi fruscio ci sia.

    in pubblico sento ogni minima cosa e questo rende tutto confuso, soprattutto quando qualcuno mi sta parlando.

    così, spesso devo rinunciare a uscire la sera nonostante qualche invito.

    non capisco come si fa, dopo una giornata di iperstimoli subiti, adandare che so, a mangiare la pizza con altre persone, in posti affollati... insomma preferirei rimanere a casa chiedendo loro di venire da me.

    eppure mi tocca uscire perché altrimenti quei pochissimi amici rimasti ci rimangono male.

    ma dopo devo recuperare per giorni.



    Tima_AndroidNemo
    Post edited by riot on

  • ale82ale82 Veterano Pro
    modificato March 2018 Pubblicazioni: 953
    Tatto, i vestiti specie in inverno mi provocano un prurito infernale e isopportabile, poco importa se uso maglie di cotone puro sotto agli abiti.sono quasi del tutto insensibile al caldo, ma il freddo mi distrugge.
    Da qualche anno ho "scoperto"il pile, con mia grande gioia e sollievo, tempo fa avevo provato con il chasmire, ma senza notevoli miglioramenti.
    Il tocco leggero mi fa saltare in aria, al punto di reagire involontariamente in malo modo, specialmente se mi si tocca improvvisamente nella zona dei fianchi e del busto.
    Rumori, ma sopporto abbastanza bene se la giornata non é stata troppo stressante.
    Quando mi parla più di una persona contemporaneamente vado in tilt, son costretta sempre a chiedere di dirmi le cose in tempi diversi, altrimenti comprendo poco o nulla, più che i rumori forti, non tollero quelli sovrapposti.
    Le luci sono il problema più fastidioso, spesso rimango accecata tanto da dover chiudere gli occhi, perlopiù per questo motivo evito di guidare la sera, momento in cui percepisco le luci come più intense.
    Tima_AndroidVellutoBlu
    Post edited by ale82 on
  • vera68vera68 Pilastro
    Pubblicazioni: 1,972
    Per me principalmente la vista. Non tanto per le luci ma per la percezione delle distanze e degli spazi. Spesso gli oggetti mi sembra abbiano un ingombro maggiore di quello che oggettivamente hanno.
    Da bambina il tatto (soprattutto gli indumenti stretti), certi odori. Crescendo ho imparato a sopportare molto.
    Il fastidio della vista invece è rimasto
  • Terra_di_MezzoTerra_di_Mezzo Veterano
    Pubblicazioni: 187
    riot ha detto:

    da bambino/adolescnte era il tatto.

    ... al mare la sabbia sui piedi bagnati e la salsedine erano impossibili per me...



    @riot anche mio figlio di quasi 7 anni, quando al mare deve uscire dopo aver fatto il bagno, mi chiede di essere trasportato sul telo o sulla sdraio in collo, altrimenti strilla e non vuole uscire.
    Io prima di "scoprire" questo "mondo" non capivo il reale perchè.
    Tu hai trovato un modo per superare questa cosa?

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