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Reputazione

Secondo voi è utile alla società per capire se una persona è moralmente buona o cattiva; oppure è una strumento che danneggia chi non la sa usare, indipendentemente dal fatto che sia una brava persona o no?
Secondo me non è un buon modo per prevenire i torti, perché un sacco di brave persone vengono ingiustamente colpite da questa, mentre altre molto meno corrette godono di una buona reputazione e la usano anche per colpire o danneggiare gli altri.
daddo
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Commenti

  • ale82ale82 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 923
    Il concetto di reputazione, é spesso un concetto che mal tollero e non comprendo bene.
    É qualcosa che istintivamente mi richiama il giudizio aprioristico che ci si puó fare sugli altri.
    Personalmente, ho sempre rifuggito da chi parlasse di reputazione, riferendosi ad un qualsiasi altro essere umano.
    La reputazione parla di ció che fai, e non di quello che sei...questo già mi rende indisposta verso chi utilizza questo termine con leggerezza riferendosi ad altri.
    Non so, ma é un termine che per me é legato a doppio filo con la parola pregiudizio, lo sento assonante se non sovrapponibile.
    daddoAmelie
  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,667
    :-?

    Mah....
    La società nel suo insieme ha bisogno di una generalizzazione per definire e gestire i rapporti interpersonali, ed è appunto la buona o cattiva reputazione, una specie di biglietto da visita.

    Dal momento che, a volte con atteggiamenti autocelebranti, hai il bollino, vuoi per pigrizia intellettuale, vuoi per necessità, difficilmente ne esci, a meno che convenga a qualcuno.

    Dovresti cambiare nick (tanto per cit. Caparezza).
    O meglio come si suol dire comunemente rifarti la verginità, ma che noia un mondo popolato da persone intonse! Sopratutto quando sai benissimo che è tutta finzione...

    Già perché la reputazione (come percezione) si basa sulla innata pigrizia delle persone di pensare in modo autonomo e critico (puntualizzo che critico è un termine positivo e costruttivo), anteponendo un'etichetta al posto di un'osservazione attenta - oggettiva e quindi m u t e v o l e!

    Ecco perché aborro la reputazione, perché è la cancrena del pensiero, una sabbia che soffoca il dinamismo.
    È l'inizio e la fine del pregiudizio.

    Mai mi sono fatta condizionare dalle reputazioni.. il mio cervello ha un bottone enorne a forma di fungo rosso con scritto "verifica" e questo ha di bello che pur in presenza di inevitabili pregiudizi, in cui la sottoscritta incappa, offro sempre una chances in bene ed in male.

    Un lancio di dadi (non truccati) ed ogni evento diventa l'apertura ad un universo di eventi, in cui la reputazione.... incide quanto l'aver ottenuto 3 sei di seguito.

    Bah... poi sarà che a scuola stavo all'ultimo banco (io perché buonissima ed alta) insieme ai peggiori elementi (maneschi prepotenti e rissosi) e con loro stavo decisamente meglio che con i medi... bravi-furbetti ecc..
    C'era lealtà, ci si aiutava, e mi è rimasta quella insana simpatia per i pessimi soggetti che quando li conosci meglio... beh... sono sorprese... imprevedibili migliori dei prevedibili
    Lecchini che ambiscono a buone ottime reputazioni.

    Nella nostra società è importante, questo và detto.




  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 3,935
    Io nei rapporti personali preferisco farmi un'idea mia della persona, senza farmi condizionare da altri. 

    Però devo dire che la buona reputazione è stata la cosa che in alcuni casi mi ha dato da lavorare (es: potenziale cliente che mi contatta dicendo che Tal altro cliente gli ha parlato bene di me), e la cattiva reputazione mi ha fatto evitare clienti non corretti (lo so perché chi ha accettato il lavoro al posto mio, non è stato poi pagato).

    Non so, io penso dipenda molto anche dagli ambiti, e su cosa è basata, questa reputazione. Le "voci" sono pettegolezzi, ma poi ci sono anche fatti comprovati. 
    ale82Amelie
  • RonnyRonny Membro
    Pubblicazioni: 719
    @Newton non dico che la reputazione non possa mai prenderci. Dico che è un metodo inaffidabile, perché ti può portare sia a fare degli errori che delle scelte giuste. Per questo andrebbe sostituita con metodi di giudizio più oggettivi ed efficaci. Ad esempio, se la gente giudicasse o si formasse dei pareri su ciò che gli altri oggettivamente fanno, invece che su come appaiono o su come si relazionano al primo incontro, ci si troverebbe in una società che premia veramente chi si comporta bene e punisce chi si comporta male
    @poke hai ragione. Non si dovrebbe giudicare gli altri attraverso pregiudizi
    ale82
  • DomenicoDomenico SymbolVeterano Pro
    Pubblicazioni: 1,549
    Di recente questo argomento è saltato fuori durante una conversazione con un mio amico e mi è venuta in mente una distinzione: reputazione e preferenze non sono la stessa cosa, seppur collegati fra loro.

    Faccio un esempio: un ragazzo è esteticamente piacente. Veste bene, si pone bene, profuma bene, corpo atletico e in peso forma, cura nei dettagli come denti smaglianti, etc. etc. Se è immerso in un contesto sociale dove queste caratteristiche estetiche sono culturalmente sia apprezzate che valorizzate, inevitabilmente si diffonderà la nomea che è "bello". Questa nomea si costruirà col tempo dal giudizio di chi lo circonda e probabilmente diventerà virale anche fuori dal giro di frequentazioni stretto di questo ragazzo, magari grazie al passaparola.

    Adesso, con questa base proviamo a vedere il giudizio personale dei singoli che circondano questa persona. Facciamo che è etero e ci sono diverse ragazze nella sua comitiva. Magari ognuna di loro ha gusti personali riguardo lui fermo restando che la base su cui tutti concordano (è bello) è la stessa. Che significa? Che alcune magari con la puzza sotto il naso daranno un giudizio negativo che è vanitoso, altre lo considereranno attraente ma magari per gusti personali preferiscono gli uomini con un po' di pancetta, altre al contrario magari preferiscono addominali scolpiti, altre magari sono "sapiosexual" e magari gradiscono un compagno che sia buon interlocutore oltre che piacente. Insomma voglio arrivare al punto che per quanto riguarda i gusti personali il margine di relatività e soggettività mi sembra più flessibile della reputazione, soprattutto se sai che quella persona esiste per interposta persona.

    Mi viene anche in mente, e qui concludo, che ci sono certi casi dove si nota un altro aspetto della reputazione: non si può veramente separare la reputazione che una persona si porta dietro dalle azioni che compie. Detto in altro modo: non puoi separare di netto la reputazione da quella che i cinesi chiamano "faccia". Quando studiavo all'uni c'era un insegnamento sul teatro e la recitazione tenuto da Giorgio Albertazzi, uno che la reputazione non gli manca. Non voglio fare il moralista e dire che un conto è il mondo dello spettacolo un conto è l'accademia, faccio un discorso diverso: io da Albertazzi mi faccio dare volentierissimo lezioni di recitazione ma non gli darei da subito credibilità se mi desse lezioni sulla teoria sociale di Habermas. E questo perfino se conoscesse le opere di Habermas meglio di un ordinario di sociologia.
    Perché questo? Per una questione di "faccia". Di sicuro non perde alcuna faccia se si mette a disquisire di sociologia, ma potrebbe più facilmente perderla nel contesto di un convegno di sociologi, dove emergerebbe il confronto fra competenze diverse.
    Ultimissima cosa: anche qui ci sono i gusti personali. C'è gente che penderebbe dalle sue labbra, altra gente magari più scettica. Ma se lui volesse convincere attivamente i secondi, se l'ho capita bene, a quel punto entra in gioco una cosa diversa, ottenere reputazione tramite il "carisma".

    Perdona(te) il discorso lungo è articolato, certi argomenti mi appassionano. Spero di essermi fatto capire.
    Etica: se tu vedi una truffa e non la chiami truffa TU sei una truffa - Nassim Taleb
  • RonnyRonny Membro
    Pubblicazioni: 719
    @Domenico la reputazione c'entra in minima parte con l'attrazione sessuale. L'attrazione sessuale dipende da:
    1) livelli ormonali e quantità di feromoni emessi dall'altro
    2) standard di bellezza della società in cui vivi (ad es, essere alti, muscolosi, con il seno prosperoso, la vita stretta ecc.)
    3) la bellezza oggettiva (lineamenti del viso simmetrici e corpo ben proporzionato)
    4) carattere e fascino della persona attraente

    Sulla cosa della"faccia" hai ragione. Diversi studi psicologici hanno dimostrato che per il nostro inconscio "l'abito fa il monaco": si chiama effetto alone
    DomenicoAmelie
  • DomenicoDomenico SymbolVeterano Pro
    modificato 25 June Pubblicazioni: 1,549
    Mi sono ancora una volta espresso male: l'attraenza fisica era solo un esempio. Potevo sostituirlo con un altro esempio come la competenza sul posto di lavoro.
    Post edited by Domenico on
    Etica: se tu vedi una truffa e non la chiami truffa TU sei una truffa - Nassim Taleb
  • RonnyRonny Membro
    modificato 25 June Pubblicazioni: 719
    @Domenico più che la competenza sul posto di lavoro a dipendere dalla reputazione è lo scalino della scala gerarchica (ufficiale e non ufficiale) occupato dalla persona. La competenza è quanto sei bravo a lavorare, e quella dipende solamente da quanto ne sai; l'autorità che hai sul posto di lavoro dipende invece da come ti vedono e da come ti trattano gli altri
    Post edited by Ronny on
  • DomenicoDomenico SymbolVeterano Pro
    Pubblicazioni: 1,549
    Non riesco a comunicarti il messaggio principale: la reputazione è un giudizio a livello collettivo, il gradimento dipende maggiormente dal livello individuo. Limite mio :-)
    Etica: se tu vedi una truffa e non la chiami truffa TU sei una truffa - Nassim Taleb
  • Piu82Piu82 Pilastro
    Pubblicazioni: 1,335
    Io penso che il "tasto rosso" di verifica sia sempre auspicabile, sia su ciò che altri ci riferiscono in merito a terze persone, sia sulla prima idea (ma anche seconda o terza) che noi stessi direttamente ci siamo fatti sul loro conto.

    La reputazione è qualcosa di artificioso, un'impalcatura che spesso le persone costruiscono intorno a sé per i più svariati motivi e in molte circostanze è necessario e utile farlo.
    Ma è fondamentalmente una prigione, specialmente se la persona non riesce in alcun modo a far emergere la complessità di tutti i lati da cui la propria personalità è composta.

    La reputazione che si sono create in alcuni contesti, ad esempio, impedisce troppo spesso ad alcune persone di essere loro stesse in altri ambiti.
    E, di contro, troppo spesso gli altri non "consentono" l'uscita dallo schema dentro il quale hanno racchiuso una determinata persona (o egli stesso ha fatto in modo che lo racchiudessero).
    Così chi ha "fama" di persona gentilissima e dosponibilissima, quell'unica santissima volta in cui finalmente sceglie se stesso e dice "oggi no!", succede il finimondo....aspettative deluse e cuori infranri per un solo misero "no!"

    Ma non scherziamo!

    Allo stesso modo, se una persona "da sempre" considerata un po' fredda e rigida, inizia finalmente, a seguito di un proprio percorso personale, ad aprirsi un pochino al mondo, il mondo dice "no, aspetta, che fai? Tu non sei così, stai "fingendo". Cosa si nasconde dietro questa tua nuova faccia?"


    La reputazione, se non è "gestita" in modo equilibrato, impedisce la libera e piena espressione di se stessi.
    Condanna dentro una sola "maschera".
    Incasella l'incasellabile.
    Semplifica il complesso.

    Comodo, ma molto "pericoloso".
    Johnnygang80Ronnydaddo
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