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"Lo smartphone non è un giocattolo per bambini"

Ciao a tutti!
Vorrei sottoporvi un argomento che negli ultimi anni viene affrontato spesso, focalizzandomi però solo sulla fascia d'età infantile e adolescenziale: la diffusione di dispositivi con connessione internet -perlopiù smartphone, ma non solo- tra i bambini e i ragazzini a partire dai 10 anni.
Passeggiando in centro il sabato pomeriggio, o facendo un giro al centro commerciale, mi imbatto in gruppetti di ragazzini visibilmente giovanissimi che sfoggiano l'iPhone; quando vado a fare merenda in pasticceria non di rado al tavolino accanto al mio vedo bambini delle elementari con lo smartphone in mano (mi auguro quello dei genitori); mio cugino di undici anni ha ricevuto un altro iPhone perché ha fatto cadere quello vecchio, inoltre la sera trascorre parecchie ore giocando online al computer.
Le opinioni si sprecano e sono spesso diametralmente opposte: da "bisogna assolutamente prendere uno smartphone al proprio figlio undicenne altrimenti si sentirà escluso dal gruppo dei pari" a "internet è fonte di molti pericoli e il suo accesso da parte di bambini e ragazzini va supervisionato", da "lo smartphone è per adulti, non è un giocattolo" a "questi bambini sono nativi digitali e sono più svegli di me e voi nell'uso di social, app e youtube: a loro viene naturale e bisognerebbe che tutti vi avessero accesso". Ho sentito queste e altre opinioni simili tra persone comuni, ospiti più o meno illustri invitati a talk show su cui avevo fatto incidentalmente zapping, mamme e persone senza figli.
Io, onestamente, sono molto perplessa - e la mia perplessità spesso è suscitata prima di tutto dal ragionamento in sé: c'è chi asserisce che bisognerebbe comprare lo smartphone al proprio figlio di quinta elementare o di prima media perché "ce l'hanno tutti" e non averlo comporterebbe essere escluso dal gruppo. Ma questa dinamica è sempre avvenuta: ci sono sempre stati oggetti di moda -da alcuni giocattoli alle biro colorate alle elementari, ad alcuni quaderni e una linea di biro bic alle medie, all'abbigliamento e le scarpe firmate, determinate pettinature e accessori costosi alle superiori- tuttavia quasi nessuno ha avuto tutti questi status symbol, senza però essere stigmatizzato per la loro assenza. C'è chi addirittura non ne ha avuto neanche uno, per possibilità economiche o scelta dei genitori, e ciò non ha reso questi ragazzini degli emarginati: quando accade questo, la radice del problema risiede nell'educazione, non nella mancanza dell'oggetto-status.
Inoltre, non lo trovo educativo anche per altri motivi: si abitua un bambino o un ragazzino ad avere in automatico oggetti costosi - perché ovviamente gli smartphone non sono tutti uguali: pensate davvero che dei ragazzi non facciano differenze tra uno da 60 euro e il top di gamma appena uscito? Se accedeva con jeans e scarpe, perché non dovrebbe avvenire con gli smartphone?
Non si fa capire loro il valore dei soldi, il sacrificio che comporta esporsi a determinati acquisti, come se ogni cosa fosse automatica e in un certo senso dovuta. Per la maggior parte delle famiglie non è così, ma al di là dell'aspetto puramente economico, non penso sia neppure positivo per la loro crescita: si attribuisce un'importanza esasperata a un oggetto, alla cultura dell'apparenza; si instillano esigenze costose e pretenziose dove non ci sono mai state, e le si fanno passare per naturali e necessarie. Lascerei questo al mondo degli adulti; trovo immensamente triste vedere questa dinamica anche tra i ragazzini.
Oltre a questo, secondo me a un bambino o a un ragazzino lo smartphone non dovrebbe servire: cosa fa la persona media con uno smartphone se non usare whastapp, i social, youtube, le varie app e navigare su internet?
Penso che un ragazzino possa navigare su Internet sul computer di casa, con la supervisione dei genitori, e una volta più grande anche da solo. Facebook e affini a mio parere non andrebbero neanche presi in considerazione, perché li ritengo strumenti per adulti, quando in teoria si dovrebbe essere più maturi e prudenti e discernere meglio le persone di cui fidarsi e le situazioni potenzialmente pericolose; mi sconcerta scoprire che sono iscritti bambini di prima media e ragazzini di 15 anni!
E whatsapp? Siamo così abituati a ritenerlo essenziale per la nostra sopravvivenza che quando va in tilt si scatena la follia collettiva; ma siamo sicuri che a un ragazzino che vede gli amici tutti i giorni a scuola possa realmente servire?
Non è piuttosto uno strumento potenzialmente distraente, un subdolo invito a chattare con i compagni mentre si fanno i compiti? È gratuito, a portata di mano: basta un veloce messaggio. Io ho riscontrato questo, tanto che imponevo di spegnere il cellulare quando davo lezioni, non solo di metterlo sul silenzioso.
Vorrei sapere cosa ne pensate.
rondinella61ValentaOrsoX2

Commenti

  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    I figli sono "educati" dai genitori, dai prof e dagli adulti che li circondano, l'esempio ad un uso utilitaristico e non di costume dovrebbe provenire dagli adulti.
    Ma pensare ad adulti che in modo adolescienziale passano gran parte dei momenti morti a fissare l'oracolo e ragazzi che al contrario dovrebbero esser saggi mi pare un po' strano.

    Quello che non si considera è questo:
    In passato ad ogni angolo di strada c'era una cabina telefonica, e le scuole erano vicine all'abitazione, gli spostamenti erano meno frequenti e si limitava al quartiere d'appartenenza, ma poni io caso di famiglie che per trovare una casa hanno dovuto trasferirsi in periferia, con le scuole lontane (da capolinea a capolinea sé fortunati) con entrambi i genitori che lavorano (senza un telefono a disposizione per le emergenze), senza familiari di supporto, beh.. in questo caso acquistare un telefono ad un ragazzino assolve ad una funzione di utilità, in quanto per le emergenze (scioperi degli autobus o ritardi o corse saltate) non si trovano da soli.
    Considera poi che non tutti hanno un contesto sociale supportante, costituito da amicizie.
    In quei casi avere un rapporto immediato cin i genitori è essenziale.

    Dal mio punto di vista il pericolo è costituito più da un mal uso da partr degli adulti, i quali con la loro pretesa di essere multitasking (maltasking), guidano/lavorano perennemente connessi e chattanti.
    I ragazzini che sono sul bus, digitano un po'.. ma fondamentalmente non recano danno agli altri .

    OrsoX2Amelie
  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,359
    Penso che nel momento in cui si pensa che il proprio figlio possa uscire di casa da solo (di solito negli anni delle Medie), possa senza dubbio avere un senso dotarlo di un cell, anche per motivi di sicurezza, oltre che per motivi funzionali (oramai anche girare con i mezzi pubblici è più agevole con il cell o almeno nella mia città è possibile vedere tramite cell quando passa il pulman o quale mezzo prendere per andare in un dato posto). Direi che i ragazzini delle medie possono essere all'altezza di usarlo come strumento, non solo come gioco! E' logico, come per tutte le cose, che il genitore ha il compito di educare anche all'utilizzo degli smarphone, magari impostando delle limitazioni sulla navigazione di internet, e insegnando che in alcune situazioni - come a scuola in primis - il cell va spento. Oltre ad insegnare tutto sulla privacy e sul corretto uso delle foto. In ogni caso non è mai lo strumento da demonizzare, ma il suo uso se è scorretto e poco intelligente. [non dotare il proprio figlio di cell non vuol dire tutelarlo, perchè facilmente userà quello degli amici; per tutelarlo bisogna insegnargli come funziona]

    Sulla questione relativa ai costi, direi che basta scegliere un modello economico, ormai non c'è solo l' iphone! [per l'appunto imparerà il valore dei soldi ed il fatto che non può avere tutto]
    AmelieDomitillaLinna
  • DomitillaDomitilla Senatore
    Pubblicazioni: 2,897
    Da mamma dico: quando la maggior parte dei compagni dei miei figli avranno lo smartphone, lo avranno anche loro.
    Sì, è un atteggiamento da pecoroni eccetera, ma, data la mia esperienza personale, è giusto che si conformino.
    Perché altrimenti rimaranno esclusi.
    Poi può essere che vengano esclusi comunque, eh, ma almeno si tenta.
    Certo, ci sarà sempre qualcuno che ce l'ha migliore, ma tra averne uno scarso e nessuno, c'è un abissio.
    Altra cosa: in certi casi il proibire genera problemi più grossi, soprattutto se non se ne comprende il senso.
    È inutile dire "è pericoloso", il messaggio (seppur vero) non passa.
    È utile regolamentare, quello sì.
    Ma proibire qualcosa che tutti hanno è dannoso.
    Quindi va bene tipo acceso solo a certe ore, cosa postare e cosa no, ma il nulla... si crea un emarginato, non esagero.
    AmelieOrsoX2WBorg_AndatoLinna
  • modificato March 2018 Pubblicazioni: 232
    Innanzitutto, già che abbiano un prodotto apple mi fa imbestialire, perché, in base alle mie conoscenze nel campo dell'informatica e del hardware, lo ritengo uno smartphone scadente, di scarsissima qualità, pensato per durare giusto il tempo che esca il modello nuovo. Ritornando nell'argomento principale posso dire che ogni persona è libera di avere uno smartphone purché lo sappia usare, deve sapere come utilizzare le app e tutte le varie impostazioni correlate, deve riconoscere i virus, i malware, i link malevoli e le persone malintezionate che ti contattano sui vari social, e soprattutto deve saper distinguere le notizie vere, dalle bufale, visto che i bambini piano piano iniziano ad usare internet, il mezzo principale di disinformazione. Un bambino di 11 anni non ha assolutamente le competenze necessarie per utilizzare uno smartphone, per poterlo ottimizzare soprattutto.
    AmelieValenta
    Post edited by tasso_curioso_ on
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    Io credo @Amelie che il problema debba essere contestualizzato esplicitando il riferimento culturale di base.

    Ciò che dobbiamo chiederci è: in quale cultura è nato lo "Smartphone"?

    Il telefono (Bell), Internet, la "Silycon valley culture", gran parte dell'informatica, gli smartphone sono espressione della cultura statunitense.

    Essenzialmente: cosa sono gli USA? Gli USA sono principalmente un "sogno". Sono il bisogno di "sognare", di "superare la realtà". Di costruire - all'epoca dei Padri Pellegrini - il Regno di Dio in Terra. Oggi: far vivere la Profezia della Statua della libertà.

    Gli USA sono sogno e incubo. Sono incanto e tormento. Sono passione e vita notturna. Sono luci nella notte e natura che sa parlare ai cuori. Sono violenza infantile ma anche estrema libertà. E determinare i poli della loro cultura è difficilissimo: gli USA sono un INCONSCIO TERRIBILMENTE MATERIALE.

    §

    I telefoni smartphone sono questo.

    Chiunque proibisca ad un bambino l'uso di uno smartphone è una persona che ha SOVRASTRUTTURE e CODICI CULTURALI CONDIVISI.

    E' una perrsona che ha un Super-io molto forte. Ha introiettato le regole sociali, le ha vissute come un'imposizione (non giocare! Lavora!). Qualcosa, come una gabbia, tiene il libero inconscio fermo al centro esatto del cuore.

    Internet è - fondamentalmente - un sogno. E come tutti i sogni, permettono al cervello di appagare i bisogni. Fino al tempo attuale, l'Inconscio - luogo in cui ci sono Sogni Erotici, Violenza, Passioni e Visioni Oniriche - è sempre stato nascosto.

    Prima, l'Erotismo era qualcosa che non si mostrava. Era "nascosto". Era "proibito". Le sovrastrutture culturali creavano paraventi. Non si di doveva vedere. I strumenti di comunicazione statunitensi, al contrario, liberano l'Erotismo e la parte inconscia.

    Negli USA ci sono tante "Porn valley". E - anche se temo di sbagliare - quasi l'80% del porno mondiale è fatto da Artisti statunitensi. Ma non si tratta solo di questo. Si tratta di un paese in cui tutto ciò che è eccessivo e onirico - compresa una Cucina con porzioni pazzesche e pantagrueliche - è all'ordine del giorno.

    Un paese in cui ci sono parchi giochi del novecento abbandonati. In cui esistono decine e decine di Città fantasma. In cui ci sono decine di Venezia o di Roma, Piramidi, raffigurazioni del mondo e montagne scolpite.

    §

    Guardiamo i bambini BRAMARE con violenza gli smartphone.

    Sostanzialmente, con essi fanno ciò che chiede la loro età (è assolutamente falso che un bambino cerchi cose di adulti).

    Ma LIBERARE L'INCONSCIO è qualcosa di incontrollabile. E' qualcosa che non può essere fermato. Di più: la chiave attuale di interpretazione delle Culture corporee vede nella Neurodiversità proprio una TECNOLOGICIZZAZIONE del CORPO.

    §

    Chi ha sovrastrutture ha paura di tutto questo.

    Ha paura: sembra che non ci sia più connessione con il reale.

    Sembra che le persone vivano in un SOGNO COSTANTE. In una tragedia di Calderon de la Barca.

    In parte è vero. Ma chiunque accusa lo strapotere onirico degli USA attraverso l'iCONICA Mela, dimentica una cosa.

    §

    Gli USA stanno perdendo il loro ruolo nel Mondo.

    Trump è l'immagine della sconfitta della cultura statunitense.

    Il monopolio delle ICT stà passando all'estremo oriente. Alla chiave equilibrata e daoista e zen sino-giapponese.

    Il puro inconscio comunicativo così come lo abbiamo vissuto noi, non sarà più la chiave dell'Internet del futuro. Tento di spiegarmi.

    IN CINA, INTERNET NON E' RAGIONE DI TOTALE LIBERTA'. E' AMPIAMENTE CENSURATO. Questa censura "cinese" rappresenta un RITORNO AL SUPER-IO.

    Le ICT cambiano e gli eccessi statunitensi - iniziati coscientemente dopo la seconda guerra mondiale - stanno terminando. Con Huawei con la Tecnologia cinese, si chiede un Internet censurato (battaglia contro le fake-news et cetera).

    Ed è possibile. E può essere bloccato. E lo sarà. Le comunicazioni si allontaneranno dal modello statunitense e diverranno standardizzate sul modello estremamente estetico e iconico cinese. Se negli USA, l'inconscio era politico, in Cina il Super-io - l'IMPERO - è politica.

    Se gli USA erano libertà, i Cinesi sono REGOLE. Sono regole universali, sono regole metafisiche, sono regole determinate e determinabili. E questo bisogno di sovrastrutture, sarà declinato secondo tutte le culture del mondo. Compresa la nostra. Un giorno, la Repubblica REGOLERA' il flusso internet (in parte già accade).

    Il pensiero Hacker tramonterà. Un Imperatore, un polo imperiale, tornerà ad avere il Monopolio delle comunicazioni. E proprio a ragione di questo Monopolio, l'esperienza della comunicazione diverrà molto più POETICA e RAREFATTA. E le persone abbandoneranno la frequenza con cui nel nostro tempo parliamo al telefono. Ecco: io indico un pendolo, @Amelie .

    Pendolo che oscilla sopra l'oceano pacifico.

    Ora, questo pendolo sta viaggiando verso la Cina.

    §

    Il futuro sarà fatto di comunicazione responsabili.

    E non avendo più "libertà inconscia", le iCT, gli smartphone diverranno strumenti di espressione artistica.

    Non sarà l'inconscio - violenza, brutalità, orrore, erotismo, furto d'ingegno, creatività, infantilismo, caos - a vincere.

    Sarà la poeticità cinesi di nuove visioni.

    §

    Ecco... termino.

    Prima di ragionare sugli SmartPhone, chiediamoci: cosa significa la Tecnologia che li fa muovere per gli USA e cosa significa per la Cina?

    E questo differente approccio come cambia l'uso e il valore cutlurale dell'oggetto telefonino?

    §

    Io apprezzo questo ritorno all'Oriente.

    Lo dico chiaramente.


    Amelie
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