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Perché fingersi neurotipici non funziona: come stare nel mondo "alla nostra maniera"

Mi sembra che la vita tipo di un autistico si svolga su due binari: cercare di assumere regole neurotipiche di vita per mimetizzarsi il più possibile, e intraprendere un modello neurotipico di successo o almeno di sopravvivenza, oppure lasciarsi andare alla più istintiva neurodiversità repressa fino a quel momento, a porte chiuse, in una specie di atteggiamento ON/OFF che in realtà integra poco le due necessità fondamentali di essere se stessi, ma anche di stare con gli altri, ed è un grande spreco di energia per entrambe le parti.

Secondo me dobbiamo smettere di pensare che i neurotipici siano i maestri migliori per insegnarci a stare nel loro mondo. I neurotipici rimangono neurotipici e, anche al massimo livello di erudizione, esperienza o sensibilità, ci riporteranno il mondo visto dalla loro parte.

La cosa migliore del mondo sarebbe interagire con specialisti neurodiversi, allenati a tradurci il mondo nei nostri termini. Ma poiché questa non è la norma, vorrei solo fare un appello: quando un neurotipico vi spiega qualcosa, non fidatevi alla cieca. Ci sono tante cose della propria neurotipicità che non conosce, che non è in grado di spiegarvi perché sono troppo naturali per lui; in più agisce inconsapevolmente con la forza della maggioranza, è difficile che si senta disponibile a cambiare prospettiva, o lucido abbastanza, e spesso vi dirà solo che è tutto "ovvio". Ecco, non credete a tutti questi "ovvio" sparati a destra e a manca, perché sono un impedimento e uno spreco di potenziale.
Vi invito invece a osservare, e fare domande (non è un percorso indolore, si va avanti per tentativi, fallimenti, imbarazzi, ma insomma, questa è anche la vita). Non è importante arrivare ad essere neurotipici, ma a capire come i nt funzionano, in modo da poter prevedere le loro azioni e reazioni, formarsi una "mappa mentale" che segua però le vostre regole di ragionamento.

Esempio: ho chiesto al mio psicoterapeuta come facciano le persone a capirsi senza specificare prima il significato attribuito alle parole che useranno, tra tutti quelli disponibili. La sua risposta: "non si capiscono, ma non lo sanno e continuano a parlarsi".  Questa è una spiegazione "alla neurodiversa" per me. Un nt per strada non me la direbbe mai, però è vera, e in fondo credo che anche i nt lo sappiano, solo "non sta bene" esserne consapevoli, tantomeno parlarne (per questo dico di non prenderli sul serio al 100%).

A partire dalla propria mappa mentale (più è individuale, più è precisa - ma non illudetevi, sarà sempre un work in progress) sarà possibile capire i punti in cui la propria neurodiversità può essere lasciata libera senza far danni, anzi, a volte anche per il bene proprio, o di qualcuno che ci importa, o anche per il bene di un gruppo. Importa il risultato, che sia un risultato armonico con la comunità in cui siete inseriti. Poi potete raggiungerlo nel modo che preferite.

Esempio: la cosiddetta spudoratezza autistica fa danni se è tirata fuori a casaccio. Ma nel momento giusto (e spesso il momento giusto è un momento che i neurotipici non riescono a prevedere o suggerire!) può aiutarti a difenderti, o a conquistare la stima di qualcuno, o addirittura a fare gli interessi del gruppo. Dipende tutto dal contesto (che non si capisce "naturalmente", ma con l'osservazione).

Se gli autistici possono mimare il comportamento nt a tal punto da sembrare indistinguibili, vuol dire che la capacità di osservare e imparare, di scendere a compromessi, di prendere atto senza concordare, è presente. L'importante è usarla per il nostro bene, per portare avanti la nostra visione del mondo, per crederci. Non saremo gli eroi che Gotham si merita, ma a volte siamo quelli di cui ha bisogno ;)


[Ovviamente non ci sono due nt uguali né due nd uguali, il discorso noi-loro è stato fatto per semplificare].
RonnyAmelierondinella61Marco75NemoRemiNorewolfgangCyranovera68MononokeHimesdentato1979
"Le brave persone pensano sempre di aver ragione."
«13

Commenti

  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,420
    Mignon i neurotipici non sono migliori di noi: anche loro hanno la loro bella dose di difetti che li spinge a far ©@xx@t€; solo che la società, essendo stata fatta su loro misura, non li colpevolizza perché questi vengono considerati errori "normali". L'unica differenza è che noi siamo in minoranza e loro in maggioranza, quindi le regole da seguire le decidono loro.
    Sul fatto che spesso neanche loro sanno cosa stanno facendo hai ragione; tanto è vero che certe volte rimangono intrappolati nelle convenzioni che seguono, non arrivando a capire che sono solo convenzioni, e queste le portano ad avere atteggiamenti sbagliati nelle situazioni sbagliate, mettendoli ancora di più nei pasticci
    RemiNore
  • MignonMignon Veterano Pro
    Pubblicazioni: 243
    Non penso che decidano le regole. Non sono divinità malvagie. Sono semplicemente la maggioranza, seguono le regole della neurotipicità senza conoscerle, perché non ne hanno bisogno; finché non incontrano uno di noi, e allora lo chiamano stupido, strano, str... perché è più facile e comodo, non perché è la verità. Affidarsi alla mentalità neurotipica per capire come stare al mondo da autistici, significa chiedere consigli a chi non potrà mai capirci del tutto. Non possiamo aspettarci che loro facciano tutto il lavoro per noi, perché non possono, è un controsenso.
    rondinella61ArtemideRFabrizioVader
    "Le brave persone pensano sempre di aver ragione."
  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,420
    Infatti ho detto che hai ragione: come vivere la tua vita devi deciderlo tu, non farlo decidere agli altri. Le regole della società comunque le decidono loro, perché in una certa misura ne sono consapevoli, poi è ovvio che nel decidere quali regole seguire si basano sul loro istinto. Ma anche noi, se ci potessimo comportare liberamente, lo faremo basandoci sul nostro istinto
    rondinella61FabrizioVader
  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    Leggendo quanto hai scritto mi sono venute in mente alcune immagini.

    Una scatola, ricoperta di carta colorata con nastrini arricciati (in cui solo dalla preziosità dei colori si può immaginarne il contenuto), quindi si procede in modalità statistica,
    Se è la carta è rosa probabilmente il contenuto è femminile.
    Se azzurra, maschile.
    Se con fiocchi di neve, alberi, angioletti, sarà un dono natalizio.
    Se rosso, un dono tra innamorato ecc.

    Poi colui che apre il tutto ed ha necessità di verificare per affermare cosa sia, il suo contenuto.

    La visione neurotipica, per me rappresenta un modo astratto di adesione alla statistica (i cui valori variano in funzione di luoghi geografici/contesti storici/ecc), la visione neurodiversa è l'individuo che cerca prove oggettive verificabili in modo scientifico.

    Quindi di per sé non vi sono divisioni nette, e neanche individui totalmente inseriti in una parte o in un'altra, staticamente immobili, quanto piuttosto orientamenti prevalenti.

    La persona ad orientamento nt, per la mia percezione è un individuo che si identifica (nei bisogni e nel pensiero) con il modello generale, modello costituito da valori riuniti e suddivisi per analogia.

    Quindi è come dire che individualmente gli individui sono neurodiversi presi singolarmente ma nei raggruppamenti emerge un comportamento reciproca induzione verso l'analogia che rafforza il comportamento prevalente.

    Alcuni individui, continuano anche raggruppati ad avere un comportamento proteso alla funzionalità, a prescindere quindi dal comportamento prevalente.(*qui entra in gioco la diversa interpretazione di funzionamento normale/ e di disturbo).

    Quindi per sopravvivenza individui nd, in alcuni contesti (di cui hanno analizzato la funzionalità) possono protendere verso un principio di adeguamento, ma esso è sempre sottoposto al ragionamento.

    Qui si dovrebbe immaginare una gara di barche, in cui alcuni hanno il motore, altri la vela ed altri seguono la scia delle altre imbarcazioni seguendo la corrente prodotta dalla maggioranza).

    In alcuni contesti, c'è necessità di creare una nuova rimodulazione, e qui chi ha continuato a tenere acceso il motore (o la cura delle vele *), è funzionale in quanto produce una nuova scia da seguire.

    * motore=ragionamento
    Vela=creatività.
    Mignonrondinella61
  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,420
    @poke non sono sicuro di aver capito bene, perché è una spiegazione un po' confusa. Mi sembra che tu abbia detto che la funzionalità varia a seconda dei contesti e le persone meglio adattate variano a seconda di questi. Se hai detto ciò sono d'accordo con te
  • MignonMignon Veterano Pro
    modificato March 2018 Pubblicazioni: 243
    @poke è una metafora molto articolata e temo di averla intuita in modo frammentario, più che capita, ma ci provo.

    Se ho compreso, dici che c'è una "sovra-traiettoria" che può intercettare allo stesso modo sia neurotipici che neurodiversi, cioè la protensione alla funzionalità tramite la reciproca induzione all'analogia, a cui però i neurodiversi arrivano per ragionamento.

    Qui si dovrebbe immaginare una gara di barche, in cui alcuni hanno il motore, altri la vela ed altri seguono la scia delle altre imbarcazioni seguendo la corrente prodotta dalla maggioranza). In alcuni contesti, c'è necessità di creare una nuova rimodulazione, e qui chi ha continuato a tenere acceso il motore (o la cura delle vele *), è funzionale in quanto produce una nuova scia da seguire. * motore=ragionamento Vela=creatività.

    Mi sembra una metafora molto "densa" in senso positivo. Anche le persone neurotipiche possono contribure a creare, con i propri strumenti, nuove rimodulazioni, e a lasciare le proprie scie.
    Post edited by Mignon on
    "Le brave persone pensano sempre di aver ragione."
  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    Ronny ha detto:

    @poke non sono sicuro di aver capito bene, perché è una spiegazione un po' confusa. Mi sembra che tu abbia detto che la funzionalità varia a seconda dei contesti e le persone meglio adattate variano a seconda di questi. Se hai detto ciò sono d'accordo con te

    No,
    Dico che la suddivisione nt e nd è:
    Nt adeguamento al contesto collettivo senza analisi

    Nd ragionamento per adeguare il comportamento al contesto verificando se è funzionale o no.
    Che trova una sintesi in:
    "
    Esempio: ho chiesto al mio psicoterapeuta come facciano le persone a capirsi senza specificare prima il significato attribuito alle parole che useranno, tra tutti quelli disponibili. La sua risposta: "non si capiscono, ma non lo sanno e continuano a parlarsi". Questa è una spiegazione "alla neurodiversa" per me. Un nt per strada non me la direbbe mai, però è vera, e in fondo credo che anche i nt lo sappiano, solo "non sta bene" esserne consapevoli, tantomeno parlarne (per questo dico di non prenderli sul serio al 100%)".

    Da cui traggo che l'individuo è neurodiverso ed il contesto è nt (quindi la nt è astratta, composta solo da valori medi).

    Da cui segue che un individuo, quando sceglie di mimetizzarsi, ne analizza l'utilità, meglio la funzionalità, quindi non perde le caratteristiche che lo contraddistinguono.
    Per cui, può essere di aiuto alla collettività (nt) in quanto ne rileva i punti deboli, divenendo un punto di nuova osservazione.

    Il mio ragionamento risulta confuso per due aspetti
    È visivo, propone una interpretazione non categorizzata della nd e nt, in quanto ritengo che
    Tutti gli individui presi singolarmente siano neurodiversi, propone il concetto di neurotipicità come valore statistico, quindi che l'individuo singolarmente non può essere un puro neurotipico.
    Le categorizzazioni per quanto osservo, non non risultano fisse ma variabili, così i comportamenti, sia in funzione a sé stessi che nel contesto.

    Riduce la differenza tra individui nt e nd, solo al processo di ricerca di consapevolezza.
    Propone di non limitare la visione solo per individui nd e nt, ma di amalgamarli e quindi notare le differenze nel contesto e nella modalità in cui funzionano per singolo evento.
    Questo conduce ad una proposta di reciproco dialogo in cui vi possono essere punti in comune.

    Esempio:

    Un individuo analizza, ed osserva punti incongruenti, non funzionanti ma la collettività continua ad attuarli, senza mettere in atto un ragionamento collettivo.
    Come agisci?
    Per me: con una modalità di comunicazione uno a uno, ossia lavorando sull'individuo, propagandosi livella la media con un valore funzionale.
    Se la modalità è uno vs collettività, un valore anche funzionale, non viene recepito ma soppresso, quindi sparisce.

    Ora, convieni con me che le persone asperger hanno come modalità comunicativa la scrittura, o meglio ancora la cultura?
    Arte e scienza, producono un risultato, tramite la loro rappresentazione (scritta=scienza-visuale=arte), vengono rerecepite dagli individui (a volte dopo anni, per quanto sono anticipatorie), e rimodulano la media diventando a loro volta parte integrante della neurotipicità.


    P.s.
    @mignon

    Persone nd prevalentemente, a mio avviso, procedono per istinto di ragionamento.
    (Quindi prevale l'individualismo)

    Persone nt prevalentemente procedono per istinto l'adeguamento sociale, prevale il (desiderio di integrazione).
    Il ragionamento (che è tipicamente un aspetto individuale), rappresenta un ostacolo l'adeguamento in quanto per adeguarsi a volte è necessario soprassedere agli aspetti non funzionali.
    Se fai caso le frasi tipiche (*) che si ricevono:
    Non ci pensa'
    Spegni il cervello
    Non capisco ma mi adeguo
    Non farti troppi problemi
    Così fan tutti

    (*)per esempio ad ognuna di queste frasi ho controrisposte.



    :-O
    @Mignon
    Hai aperto un topic molto complesso, :-) ed anche pieno di stimoli per speculazioni interpretative.
    In parte ci vedo anche spunti di riflessione utili per cercare di mediare tra una proficua valorizzazione tra individui Asperger e collettività nt.
    rondinella61MignonFabrizioVaderLandauer
  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,420
    @poke da una parte è vero: siamo meno propensi rispetto agli nt a farci influenzare dalle norme sociali, ma molte altre cose possono influenzarci e spingerci a commettere errori. Io ad esempio nella mia vita mi sono fatto molte idee sbagliate (quelle che mi sono accorto che erano sbagliate le ho corrette e spero di scoprirne e di correggerne altre nel corso della vita) perché le fonti da cui traevo informazioni erano o parziali o incorrette. Grazie poi a degli "incontri intellettuali" con libri e pensieri di altre persone online e offline ho potuto capire i miei errori e correggerli con conoscenza più esatte.
    Se non avessi però fortuitamente avuto questi "incontri", avrei mantenuto le idee sbagliate che avevo prima
    Mignonvera68
  • CoxesenCoxesen Veterano
    modificato March 2018 Pubblicazioni: 220
    Inizio a pensare che tanti problemi dipendono dal divario tra capacità di immagazzinare e quella di elaborare. Più capacità di elaborazione, maggiore efficienza pratica dell'individuo. Maggiore capacità di immagazzinamento con minore capacità di elaborazione, uguale confusione e caos mentale a cui seguono concetti caotici. Se abbinati a buona capacità dialettica possono generare concetti caotici scritti ed espressi in maniera apparentemente ordinata, e a volte possono risultare anche credibili (in apparenza).

    A mio parere



    Ronnyrondinella61qwert179vera68
    Post edited by Coxesen on
  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    Coxesen ha detto:

    Inizio a pensare che tanti problemi dipendono dal divario tra capacità di immagazzinare e quella di elaborare. Più capacità di elaborazione, maggiore efficienza pratica dell'individuo. Maggiore capacità di immagazzinamento con minore capacità di elaborazione, uguale confusione e caos mentale. A mio parere



    Ottima sintesi.

    Coxesenmarco3882vera68
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