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Piccolo manualetto di psicoanalisi ad uso degli Asperger.

PavelyPavely Andato
@ale82 mi scrive di non capire perché una persona Autistica non può essere Narcisistica.
Questo principio, effettivamente, è uno dei capisaldi del Pensiero neurodiverso. E per capire se si sia di fronte ad un "poser" (una persona che dice di essere Asperger ma - in sostanza - o è subclinico o non lo è affatto...) effettivamente basta indagare questo aspetto.
Per risponderle, scrivo un "manualetto brevissimo di psicoanalisi". Una sfida. Riuscire a dire TUTTO sulla psicoanalisi ad una persona Asperger ideale in meno di un'ora. Nella seconda parte, spiegati i concetti, dirò perché un Autistico non può essere Narcisista.

Chiaramente userò un linguaggio SEMPLICISSIMO, reso SEMPLICE volutamente, BANALIZZATO, assolutamente e, volutamente, NON TECNICO.

§

Un disclaimer importante: la Psicoanalisi non è scienza. Se mai questo post dovesse avere un lettore INTERESSATO ALLA SCIENZA, è bene ricordarlo, vige la regola AtW (ask to Wolfgang) o la semplice realizzazione che la Scienza non va applicata in questo caso. Dunque: chiunque rifiuti la psicoanalisi, può benissimo non leggere il post che segue (a che pro farlo?).

§


Il punto di partenza sono le emozioni "negative".

Sono 7:
- Grief (sentirsi addolorati);
- Shame (vergogna);
- Rage (rabbia);
- Frustration (frustrazione);
- Pain (dolore nel mondo);
- Alone (solitudine);
- Terror (terrore).

Ogni emozione implica un "modo di proteggersi", una strategia che ognuno di noi usa "per compensare" questi stati d'animo:

- Se si prova Grief, si agisce:
* con i strumenti dell'"Amore famigliare" [unica reazione 'sana' ad un'emozione negativa];
* con una reazione "Splitting": io sono cattivo, tu sei ok;
* con una reazione "Nediness": dipendenza da un'altra persona.
- Se si prova Shame, si agisce:
* con una reazione "Regression": ritorno all'immaturità;
* con una reazione "Somatization": esprimere il disagio attraverso una sofferenza fisica;
* con una reazione "Repression": 'seppellire" inconsciamente la vergogna;
* con una reazione "Suppression": 'seppellire' cosciamente la vergogna;
- Se si prova Rage, si agisce:
* con una reazione "idealization": avere un riguardo eccessivo per gli altri;
* con una reazione "identification": formare un'alleanza con qualcuno;
* con una reazione "passive-aggressive": attaccare in modo indiretto e oscuro;
- se si prova Frustration, si agisce:
* con una reazione "emulation": si copia chi si conosce;
* con una reazione "rationalization": una falsa ma plausibile scusa.
- se si prova Pain, si agisce:
* con una reazione "dissociation": andare sulle nuvole;
* con una reazione "internalization": includere nelle proprie credenze;
* con una reazione "denial": non sta accadendo;
- se si prova Alone, si agisce:
* con una reazione "blaming": è un'errore di qualcun'altro;
* con una reazione "projection": attribuire i propri sentimenti a qualcun'altro;
* con una reazione "delusion": mentire a sé stessi e crederci;
* con una reazione "acting out": trasformare in un comportamento (disfunzionale).
- infine, se si prova Terror, si agisce:
* con una reazione "aggression": attaccare qualcuno per difendersi;
* con una reazione "omnipotence": tutta potenza, nessuna debolezza;
* con una reazione "fantasizing": andare su un altro mondo;
* con una reazione "isolation": separare le emozioni.

Ognuna di queste azioni crea "archetipi", modelli ideali che ogni psiconalista conosce e che deve spiegare (in vario modo) alla persona. Questi "archetipi" sono raccolti per condizioni generali e hanno strumenti per fronteggiare gli archetipi.

Prima condizione: "In salute".

Si ha il solo caso del "bambino felice".
I strumenti sono Gioia e Amore.

Seconda condzione: personalità "orale".
Descrizione dei problemi principali: dipendenze, letargia, depressione maniacale, swing mood, rabbia, stile di vita caotico, impulsi suicidi. Motto: "Non posso permettermi di amarmi".

Si hanno gli archetipi:
- del "Bambino della mamma" a cui corrisponde la reazione Splitting;
- del "Bambino piccolo" a cui corrisponde la reazione Nediness;
- della "Vittima" a cui corrisponde la reazione Regression;
- del "Bambino malato" a cui corrisponde la reazione Somatization.

Si fronteggiano questi archetipi attraverso i strumenti:
- della Eroticizzazione: si cerca la salvezza nel sesso;
- dello Spostamento: "costringerlo nella valigia" (in gergo: punch in a bag), cioè nascondere il problema e portarlo con sé in un percorso di vita;
- della Organizzazione: cercare la salvezza nella strategia.

Terza condizione: personalità Rigida.
Descrizione dei principali problemi: problemi di autostima e di amore, stress, inflessibilità, fallimenti relazionali, compulsioni, freddezza, esaurimenti nervosi. Motto: "Non so cosa amo".

Si ha il solo archetipo del "Salvatore della famiglia"

Si fronteggia questo archetipo attraverso i meccanismi:
- della Organizzazione (come, in parte, nella personalità orale);
- del Perfezionismo: non dormirci su!

Quarta condizione: personalità Masochistica.
Principali problemi: disturbo ossessivo-compulsivo, relazione abusive, paura, ansietà, fobie, autolesionismo, depressione, esaurimento nervoso. Motto: "Sarò amato se sarò buono".

Si hanno 5 archetipi:
- il "Piccolo genitore" a cui corrisponde l'idealization;
- il "Perfezionista" a cui corrisponde l'Identification;
- il "Bravo bambino" a cui corrisponde il Passive-aggressive;
- il "Pacificatore" a cui corrisponde, sempre, il Passive-aggressive;
- il "Realizzatore" a cui corrisponde l'Emulation.

Si fronteggiano questi archetipi attraverso gli strumenti:
- del Reversal: fare l'opposto;
- dell'Undoing: fare atti di compensazione;
- dell'Altruism: travestire un atto con buone intenzioni.

Quinta condizione: personalità schizoide.
Principali problemi: rabbia, non sentire alcun sentimento, dissociazione, problemi relazionali, difese, esaurimento nervoso. Motto: "Nessuno mi ama".

Si hanno 4 archetipi:
- il Nerd: a cui corrisponde la Razionalization;
- l'Investigatore: a cui corrisponde la Dissociation;
- il Supereroe: a cui corrisponde l'Internalization;
- il Bullo: a cui corrispondono il Denial e il Blaming.

Si fronteggiano questi archetipi attraverso i strumenti:
- della Spiritualization: "E' tutto un piano divino!";
- dell'Intellectualization: coprire il dolore con concetti sicuri;
- della Devaluation: non importa.

Infine, la sesta condizione: il Narcisismo.
Principali problemi: nervosismo, rabbia, dipendenza da sostanza, comportamenti auto-distruttivi, sado-masochismo morale, autostima basata sull'amore (senso di sè grandioso); sentimenti di indegnità. Motto: "Non mi serve l'amore".

Si hanno 9 archetipi:
- la Pecora nera: a cui corrispondono Blaming e Projection;
- il capro espiatorio: a cui corrispondono Projection e Delusion;
- il Tiranno: a cui corrispondono Delusion e Acting out;
- il Ribelle: a cui corrispondono Acting out e Aggression;
- l'Eroe: a cui corrisponde l'Aggression e l'Omnipotence;
- la Star: a cui corrisponde l'Omnipotence;
- la Sposa surrogata: a cui corrisponde la Fantasizing;
- la Figlia di papà: a cui corrispondono Fantasizing e isolation;
- infine il Bambino perduto: a cui corrisponde la fantasizing.

Si affrontano questi archetipi attraverso i strumenti:
- del Cynism: tutto è falso,
- del Power posso controllare tutto;
- dell'Individualism: "ostentalo!";
- del Humor: devialo con i scherzi;
- della Sublimation: trasformalo in arte;

Fine. Su questa griglia, si sovrappongono i concetti propri delle varie scuole e i termini tecnici (Ego, Super-io, Forclusione del nome del padre, Madre-coccodrillo e così via...). Ma questi non sono fondamentali.

§

Ora: l'Autismo, in psico-analisi è un esempio di personalità "Rigida".
Si forma quando un bambino prova estremi sentimenti di Vergogna.
La vergogna ha 4 sbocchi fondamentali: regressione (essere immaturi), somatizzazione (sentire la vergogna attraverso il linguaggio corporeo di un dolore frequente), la repressione (inconsciamente, negare la vergogna), la soppressione (affermare coscientemente di non provare vergogna).
Due soli di questi: repressione e soppressione appartengono alla personalità rigida (nel caso opposto si è in area 'orale').
Si prova vergogna perché l'Istituzione famigliare obbliga il bambino all'archetipo del "Family rescuer": del "Salvatore della famiglia".
In breve: se nella famiglia c'è un problema relazionale - una mamma non si sente amata dal marito, un marito si sente abbandonato dalla moglie, ci sono storie di vergogna famigliare legate a contesti particolari, c'è la necessità di un riscatto sociale dopo un periodo di decadenza, i genitori hanno dovuto vivere lontano dal nucleo famigliare (convitto, collegio...) e così via... - il bambino è investito del compito di "riscattare" la famiglia sia in senso sociale (dimostrando di essere eccezionale) sia in senso intimo (ad esempio, arrivando ad essere un genitore simbolico all'interno della famiglia, con meccanismi incestuosi evidenti. Una madre che preferisce stare con il figlio, un padre che elegge sua figlia a madre e persona obbligata a prendersi cura di tutti e così via).
Nascono così le trappole del "perfezionismo" e del "organizzazione" portate a meccanismi estremi.
Il bambino accumula informazioni, diventa rigido attraverso degli schemi, non può allontanarsi dalla famiglia, creare amicizie (isolamento sociale) perché questo significherebbe abdicare alla missione datagli dai genitori: "Salvaci!".
Il bambino cresce non sapendo cosa ama.
Non sente alcuno scopo nella vita, non sa che strada prendere, non vede un senso. Sente di essere capace di fare tutto, di essere stato sempre "adulto", ma non sa cosa vuole o chi vuole. I genitori provano Vergogna per una ragione e affrontare questa vergogna spetta al figlio. Questo è l'unico senso dato. L'unica proposta di vita che i genitori consegnano al proprio figlio. E, ovviamente, non ne parlano con nessuno (sarebbe terribile se accadesse).
Le richieste di perfezionismo date al figlio lo bloccano completamente e lo costringono ad essere il "capo-famiglia". E parliamo di bambini piccollissimi.

La terapia psico-analitica dunque è indirizzata a far comprendere al bambino/adolescente quale sia la Vergogna che deve affrontare. Gli si spiega il suo ruolo di family rescuer e gli si spiega, assolutamente, che NON DEVE FARLO. Che deve rinunciare a questo ricatto famigliare. E se nella sua storia famigliare ci sono problemi collegati alla verogna, lui non ne è responsabile.
Soprattutto: è una terapia "Bion": cioè, occorre chiamare anche i Genitori. E occorre spiegare ai genitori cosa sia le vergogna in questione, occorre fare in modo che questi ne parlino e ne abbiano una piena consapevolezza, e presane coscienza, imparino a non investire il bambino del compito di "riscattarli" davanti alla società.
Terapia difficilissima.
Perché nessuna madre e nessun padre è pronto a fare una terapia famigliare davanti al proprio figlio e, soprattutto, a spiegare una cosa - la Vergogna - che può davvero avere risvolti drammatici.
Ad esempio: può accadere che una madre sia stata violentata da ragazza. La terapia per l'autismo consiste nel fare in modo che la madre spieghi la cosa al proprio bambino. Ma se il bambino in questione ha 6 anni (mettiamo...) come dire la cosa? E' una "trappola semantica". Occorre spiegare l'intimità più segreta dei genitori ad un figlio. E occorre che siano i stessi genitori a farlo. Ed è un problema enorme a cui solo l'analista più bravo sa appplicarsi.

§

Il Narcismo, al contrario, segue un ragionamento quasi totalmente opposto.
I sentimenti fondamentali non sono quelli legati alla vergogna ma quelli legati alla Solitudine e al Terrore.
Gli archetipi sono moltissimi (pecora nera, capro espiatorio, tiranno, ribelle, eroe, star, sposa surrogata, figlia di papà, bambino perduto).
Le difese numerose: proiezione, meccanismo delusionale, acting out, aggressione, onnipotenza, fantasia, isolamento.
La persona narcisista è: cinica, controllante (potere), vanitosa (individualista), divertente e artista.
Non c'è, contrariamente all'Autismo, un "bisogno di riscatto e di salvezza". Se un Narcisista sceglie, ad esempio, di essere una "Pecora nera" e quindi di comportarsi male sceglie di andare "contro" la famiglia. Se ne è "capro espiatorio": la famiglia si pone contro di lui. Così: se un figlio è un "bambino perduto", un "orfano simbolico", sempre la famiglia va allo scontro e all'esclusione.
Ancora: se un figlio è tiranno, ribelle, eroe, star... la famiglia si fa schiava dei suoi comportamenti o, comunque, accetta un suo distacco.
Gli archetipi della Sposa surrogata e della Figlia di papà non rivelano - sia chiaro - un vero legame famigliare ma, come sempre, una "rottura": in entrambi i casi si ha un padre che NEGA il rapporto coniugale e ne costruisce uno preponderante sulla figlia atto a negare il legame con la moglie.
In breve: nel Narcisismo si ha una famiglia che si fa la guerra.
E' proprio questo scontro famigliare che crea sentimenti di Solitudine e Terrore nel bambino.

La terapia si basa nello spiegare al paziente i sentimenti di Abbandono e Terrore che i genitori gli hanno comunicato.
Quindi: l'estrema complessità archetipica del Narcisismo. I ruoli, i significati.
Superare questi timori significa riuscire a far smettere la guerra nel nucleo famigliare. Ma, spesso, non è possibile. Il padre di una persona narcisista, di solito, è una persona estremamente aggressiva, che odia la moglie e che la disprezza. Ma può avvenire - in casi minimi - il contrario: una moglie che disprezza il marito, che lo aggredisce verbalmente, che lo usa. (Meccanismo di genesi sadomasochistica).
Non esistendo Amore nel nucleo famigliare, una terapia famigliare non ha molto senso.
Il lavoro sui modelli, sulle reazioni, sul significato storico e sociale degli archetipi, sulle difese è quanto uno psicoanalista deve fare.

§

Quindi, in breve, un Narcisista non può essere Autistico.

Cambiano le dinamiche famigliare - sono letteralmente UNA ALL'OPPOSTO DELL'ALTRA - e i sentimenti di fondo - vergogna nell'autismo, abbandono e terrore nel narcisismo.

§

Ne discende un "trucco" abbastanza diffuso tra i terapeuti.

Basta fare un test sul Narcisismo.

Se si ha un punteggio significativo, allora la persona in questione - venuta in studio affermando di essere autistico - sta mentendo.

§

OVVIAMENTE.... TUTTO QUESTO, MI RIPETO, E' PSICOANALISI.

Cioè: NON E' SCIENZA.

Non è - nel modo più assoluto - una verità scientifica.

La Scienza ci insegna che occorre applicare l'ABA, le tecniche comportamentali e altre amenità simili.

(Su cui ho espresso più volte le mie opinioni).

§

Ho impiegato 1 ora e 22 minuti per scrivere questo post.

Troppo.

La chiudo qui.


ale82Newtonvera68AJDaisyclaluiArtemideRFenice2016AmelieWBorgMarameroMarco75
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«13456710

Commenti

  • vera68vera68 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 512
    Grazie pavely. Ho apprezzato molto.
    Mi chiedo cosa capiti a un figlio asperger che nasca in una famiglia narcisista.
    In una famiglia che si fa guerra...tutti contro tutti, quel poveretto, che come giustamente dici tu prova vergogna ed è investito dal compito e necessità di salvare la sua famiglia, può essere per lungo tempo e dalla più tenera età umiliato così tanto da provocare in lui delle ferite narcisistiche molto profonde. Lì, in quel caso, allora probabilmente le carte si mescolano?
    E probabilmente l'asperger (costantemente umiliato) si veste da narcisista? Il suo bisogno di contrastare e riscattare le umiliazioni ricevute con una patina di persona "vincente" gli fa indossare questo abito da narcisista?
    Io penso di sì. Si tratta di un abito, una maschera, un qualcosa di superficiale ma che puo rovinare sensibilmente molti rapporti. Unica via di uscita da questo circolo vizioso è l'umiltà (che appunto non appartiene al narcisista)
    Se l'asperger si arrende e si accetta, abbassa l'idealizzazione di sé (aspettativa che lui ha su se stesso, o che pensa di dover soddisfare per compiacere- parliamo sempre di un Asperger fortemente umiliato la cui aspettativa alta su di sé contrasta una bassa autostima dovuta alle costanti umiliazioni) riconosce di non essere onnipotente, si mette nelle condizioni di osservare gli altri per imparare, di ascoltare... anche se stesso, quello vero sepolto sotto abiti non proprio suoi, di ascoltare il suo dolore.
    Tutti questi passaggi non si fanno da soli, ci vuole un terapeuta molto in gamba


    Amelieale82
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    @vera68 un Asperger non può essere Narcisista.

    Nella psicoanalisi, si ha autismo nei casi in cui il narcisismo è quasi nullo.

    Per capire se una persona è autistica basta, sostanzialmente, fare un test di Narcisismo. Se i punteggi sono anche medi, ciò vuol dire che la persona che hai di fronte non è - nel modo più assoluto - autistico.

    I narcisisti sono star, sono eroi, sono ribelli, sono artisti, sono tiranni, sono capri espiatori ovvero sono spose surrogate o figlie di papà.

    Come sia nel Narcisismo si ha la necessaria presenza di Altri. Persone in cui si è in connessione. Come si può, ad esempio, essere Star senza un pubblico? O essere Ribelli senza un Potere costituito? Ancora: come si può essere Eroi senza Persone da salvare e così via.

    Nell'autismo, al contrario, ciò che conta è, quasi unicamente, la famiglia di origine. Origine e fine di una unità che NON DEVE SPEZZARSI.

    Ma i Narcisisti sono sostanzialmente disinteressati alla loro famiglia di origine. Cercano il successo individuale, il riconoscimento di loro come persone, il fatto che gli altri li apprezzino in quanto tali.

    E' come dire - per farti un esempio - che una grande Star - ad esempio Madonna - metta il discorso della famiglia al centro della sua esistenza. Intendo dire: proprio come FINE.

    Chi è chiamato a riscattare la sua famiglia dai suoi drammi può sviluppare autismo. Chi si sente chiamato a "risplendere" è narcisista.

    Siamo in presenza di due logiche completamente opposte, @vera68 .

    §


    Amelieale82
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    Tra l'altro mi viene in mente che la terapia proposta da Bruno Bettelheim - cioè DIVIDERE i bambini dalle famiglie di origine per INSEGNARE ai genitori che i loro figli NON DEVONO SALVARLI e ai bambini che NON DEVONO SALVARE i genitori - fallì miseramente perché mirava a far star bene solo i figli.

    In psicoanalisi la terapia avrebbe dovuto essere fatta su tutti e due i fronti e ugualmente sia verso il padre che verso la madre.

    Ma Bettelheim pensava di curare solo i figli. Errore grandissimo. (Poi capito quasi perfettamente da Bion).

    §

    La terapia dell'autismo dovrebbe essere sempre famigliare.

    Capire le ragioni della Vergogna e superarle.

    §

    La cosa caratteristica è che il Narcisismo è proprio ASSENZA di vergogna. E' parlare in pubblico. E' essere Eroi e Salvatori. E' essere Star o Ribelli. O Artisti o cose così.

    Non si può essere Narcisisti e provare Vergogna.

    Così come è bene capire che la ragione per cui le persone non creano legami sociali, nove volte su dieci è proprio la vergogna (assolutamente).

    Ma in Narcisisti non temono di fare conoscenza o creare legami sociali (e perché mai dovrebbero avere paura di queste azioni?).
    ale82
  • vera68vera68 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 512
    Questo l'ho capito e lo condivido appieno.
    Io ho posto il caso in cui un asperger viva in una famiglia dalle dinamiche narcisistiche.

    Scrivi::
    Chi è chiamato a riscattare la sua famiglia dai suoi drammi può sviluppare autismo. Chi si sente chiamato a "risplendere" è narcisista.

    Ok. Se il dramma è il narcisismo? Se quel poveretto viene violentato (perché è violenza pura) perché non vuole risplendere? Perché DEVE emergere, con le buone o con le cattive...
    Quel poveretto rischia la pazzia
  • LifelsLifels Colonna
    Pubblicazioni: 1,183
    @Pavely

    http://www.spazioasperger.it/forum/discussion/11021/piccolo-manualetto-di-psicoanalisi-ad-uso-degli-asperger#latest

    Ti scrivo solo per informarti che, considerando quanto hai scritto in quel nuovo “topic”, se quello corrisponde al tuo pensiero, per dinamica famigliare penso che dovresti considerarmi “narcisista”.

    Comunque, non ho mentito su nulla, qui.

    Ecco, volevo solo che sapessi...


    Mi spiace “disturbarti” ancora, ma è per dirti che credo di aver commesso un grosso errore di valutazione ieri, nel post in cui ti avevo citato. Ci ho riflettuto molto, e penso di essermi sbagliato, completamente.
    Tutto “tra virgolette”
  • MononokeHimeMononokeHime Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,068
    In psicoanalisi l’autismo nasce/si sviluppa nel contesto familiare.

    Non sono d’accordo.

    Una persona neurodiversa ci nasce con la sua neurodiversità. Poi il contesto familiare e sociale in cui cresce ha una grande importanza e influenza, certamente. Anzi, può influire in modo fondamentale sul suo sviluppo e funzionamento futuro, migliorando o aggravando la situazione iniziale.

    Una famiglia disfunzionale PUÒ rendere un bambino autistico, ma non tutti bambini autistici provengono da famiglie disfunzionali, e soprattutto non tutti i bambini autistici diventano tali per cause esterne alla loro neurodiversità biologica. Altrimenti torniamo ad associare l’autismo alle madri frigorifero e alle mamme coccodrillo, che trovo personalmente assurde.

    (Non è un attacco alla tua persona, e non sono assolutamente contraria alla psicoanalisi, ma ciò che penso della visione dell’autismo dal punto di vista di alcune scuole di pensiero psicoanalitico).
    vera68ale82
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • ArtemideRArtemideR Membro Pro
    Pubblicazioni: 242
    @Pavely una persona che si sottovaluta e sminuisce continuamente può essere narcisista? Può dichiararsi narcisista? Se non lo fosse e, mettiamo caso, fosse in realtà autistica, perché dovrebbe dire di essere narcisista e nascondere il suo autismo?
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    vera68 ha detto:

    Questo l'ho capito e lo condivido appieno.
    Io ho posto il caso in cui un asperger viva in una famiglia dalle dinamiche narcisistiche.

    Scrivi::
    Chi è chiamato a riscattare la sua famiglia dai suoi drammi può sviluppare autismo. Chi si sente chiamato a "risplendere" è narcisista.

    Ok. Se il dramma è il narcisismo? Se quel poveretto viene violentato (perché è violenza pura) perché non vuole risplendere? Perché DEVE emergere, con le buone o con le cattive...
    Quel poveretto rischia la pazzia

    Questo post, @vera68 , nasce come un messaggio che ho voluto lasciare per @ale82 .

    Sul punto è bene chiarire una cosa. SE (ipotesi) ciò che dice la psicoanalisi è vero, ALLORA in una famiglia in cui c'è un componente autistico si ha una SOLIDARIETA' estrema.

    Cioè: il VALORE della FAMIGLIA (dato dai diktat: "Questa è la mia famiglia!", "Voi siete la mia famiglia!") è talmente estremo da essere quasi inscindibile. Esso è, oggettivamente, malato: nessun figlio deve essere chiamato a riscattare il nome della famiglia o dare armonia in essa o prendersi cura dei genitori fino ad annullarsi. Dei genitori "sani" devono rendere LIBERO il proprio figlio.

    Ora: nelle famiglie con Narcisismo, al contrario, si hanno s c o n t r i. Aggressioni, giudizi. Si incontrano giornate amare, parole non dette, divorzi, tradimenti e incomprensioni. Il bambino narcisista nasce in un costante clima di Terrore ("Mamma e papà gridano! Perché?!") e di isolamento ("E se mamma e papà divorzieranno... chi si prenderà cura di me???"). Quando un genitore spaventa un figlio, quando non si prende cura di lui, quando non gli dà affetto, quando non lo ascolta, può creare un bambino narcisista.

    Essere Star del palcoscenico, Eroi, Tiranni e quant'altro, significa giocare un "gioco di finzione" in cui la "teoria della mente" è fondamentale. Significa imparare a "mentire" per far credere agli altri di vivere una vita stupenda, di essere meravigliosi, di lasciar intendere che "va tutto bene", che "non c'è problema!". I narcisisti vivono costantemente su di un palcoscenico.
    Qui la differenza essenziale: il Narcisista NASCONDE il dramma famigliare dietro un rutilante immaginifico splendente e molto spesso crude e grandguignolesco e osceno spettacolo. La persona autistica, no.

    La persona autistica dice la VERITA'. E quando è chiamata a riscattare il dramma famigliare, ad eccellere negli studi, a conoscere moltissime cose, a essere più matura della sua età ("piccolo professore"), non mente sulla sua missione. Anzi: essere orgogliosi della propria famiglia è uno dei punti cardine dell'autismo. Di più: gli autistici sono spesso chiamati a prendersi cura dei genitori una volta anziani. E questo orizzonte di vita è angoscioso, stressante, impone una Proibizione d'amore. Impone il fatto che ci sono genitori che dicono al figlio: "Prenditi cura di noi!". E neanche se ne rendono conto. Chiamati ad esprimere la percezione di sé, i genitori di persone autistiche si sentono estremamente apprensivi, attenti, angosciati.

    §

    E' interessante notare l'aspetto della sessualità.

    Se nel narcisismo abbiamo una sicura libertà sessuale, nell'autismo abbiamo genitori che sono angosciati dalla sessualità.

    In altre parole: i genitori di persone narcisiste e quelli di persone autistiche - in psiconalisi - non sono non possono essere più diversi ma anche un modo di approcciarsi completamente OPPOSTO.

    Si comportano in modo diversissimo.

    In altre parole: nei nuclei famigliari dove c'è autismo reale, non ci può essere narcisismo.

    L'autismo è l'antitesi del narcisismo.

    §

    Questo OVVIAMENTE QUALORA SI CREDA ALLA PSICOANALISI.

    Perché LA SCIENZA OVVIAMENTE DICE COSE COMPLETAMENTE OPPOSTE.

    §

    Senza dimenticare, però, che la scienza non sa perché l'autismo esiste e non ha cure per esso.

    E lo dice.
    ale82
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    LifeIs ha detto:

    @Pavely

    http://www.spazioasperger.it/forum/discussion/11021/piccolo-manualetto-di-psicoanalisi-ad-uso-degli-asperger#latest

    Ti scrivo solo per informarti che, considerando quanto hai scritto in quel nuovo “topic”, se quello corrisponde al tuo pensiero, per dinamica famigliare penso che dovresti considerarmi “narcisista”.

    Comunque, non ho mentito su nulla, qui.

    Ecco, volevo solo che sapessi...


    Mi spiace “disturbarti” ancora, ma è per dirti che credo di aver commesso un grosso errore di valutazione ieri, nel post in cui ti avevo citato. Ci ho riflettuto molto, e penso di essermi sbagliato, completamente.
    Non ho ben capito, @LifeIs questo tuo messaggio. Ma ti sono vicino. Ho intuito che devi aver sofferto per varie ragioni...

    In genere: io, Paolo, credo in modo assoluto che tu sia Asperger. Dunque: autistico. Capirne la ragione, magari, è difficile. E forse non è neanche questo il luogo per farlo.

    (SpazioAsperger è orientato verso l'ABA e le CBT di III° generazione e così via, compreso il campo delle sperimentazioni. In sé, filosoficamente parlando, non siamo in un ambiente che "ami" la psicoanalisi).
    ale82
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