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Fareste mai "coming-out" sui social come "aspie"?

Io penso che non lo farei mai, neanche per un trilione di euro, preferirei (se mai mi dovesse capitare) dirlo di persona, faccia a faccia.

Voi?
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Commenti

  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato March 2018 Pubblicazioni: 8,817
    Entrambe le parole: "coming-out" e "aspie", anche prese singolarmente, le vedo come l'apice della rinuncia alla propria personalità verso una cultura di minoranza ma molto diffusa.
    E' come dire: mi farei mai un tatuaggio?


    Comunque no, nel caso in questione non mi piacerebbe neanche che si venga a creare un contrasto netto tra il prima e il dopo, sarebbe un contrasto totalmente artificiale. Al massimo spiegherei a singole persone qualcosa che le può infastidire... tipo: "se non ti abbraccio non è perché mi stai sul cavolo".
    Nemoale82
    Post edited by Markov on
  • pag75pag75 Membro Pro
    Pubblicazioni: 242

    È una buona idea in generale
    “svendere” là dentro qualsiasi informazione privata?

    Le cose intime di norma si raccontano
    alle persone intime (e spesso in verità neppure a quelle) e non è
    autismo ma mero dare un valore e dignità alla propria privacy.

    Se poi capita il momento di dover
    prendere una posizione tipo che ti capita il tizio che dice “gli
    aspie sono ritardati/degenerati/ecc> sei d'accordo giusto?”
    allora è doveroso (non sempre si ha il coraggio di farlo, siamo pur
    sempre umani) uscire allo scoperto e rivendicare il sacrosanto
    diritto ad esigere un minimo di rispetto.

    MinolloValenta


    Capt.
    Kirk
    : Mr. Spock, we seem to be taking an unscheduled ride. Spock:
    Interesting.

  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 2,043
    Io l'ho fatto su un mio secondo profilo Facebook, in cui uso un nickname e solo poche persone conoscono il mio vero nome. In parte, ha influito (anche) il meccanismo di cui parla @pag75, ovvero l'aver letto su altre bacheche commenti che stigmatizzavano la condizione.

    Va detto, tuttavia, che la stragrande maggioranza dei contatti di quel profilo: a) già sapevano che ero Asperger, oppure b) se ne disinteressano bellamente. Non farei mai un coming out generalizzato, almeno non con le persone che già conosco (mentre non ho particolari problemi a dirlo in contesti di per sé collegati alla condizione).
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato March 2018 Pubblicazioni: 8,817
    Io avrei un esempio vicino di cosa può succedere dichiarandolo su facebook. Forse aprirò una discussione censurando bene ogni riferimento identificativo.

    In realtà non si vede nulla di negativo in maniera diretta. Però l'alta incidenza di riferimenti, distribuiti a intervalli di tempo ravvicinati, ha portato a qualche svantaggio strategico.
    Domitilla
    Post edited by Markov on
  • BlackCrowBlackCrow Membro Pro
    Pubblicazioni: 772
    Assolutamente no. Meglio: dipende dalla tua posizione sociale.
    DomitillaMinollo
  • NemoNemo Moderatore
    Pubblicazioni: 3,007
    Temo che qualsiasi definizione di sè, se pubblicata sui social, debba essere soppesata attentamente prima di essere divulgata.
    Le informazioni personali che vengono fornite, possono essere visibili ed utilizzate a distanza di tempo, per scopi e in ambiti di cui al momento della pubblicazione non si era pienamente consapevoli.

    Per dire, io ho pubblicato innumerevoli racconti "osée", per riviste italiane e straniere. Ma il mio nome non è riconducibile in alcun modo ad essi.
    DomitillaMinolloSirAlphaexaValentaMononokeHimemarco3882
    Memento Mori
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato March 2018 Pubblicazioni: 8,817
    No ok, non lo posso mettere perché dovrei censurare troppe cose e si perderebbe il filo logico. Sostanzialmente, al coming out sono seguiti post (con incidenza pressoché bi-settimanale) con riferimenti all'autismo/asperger. I riferimenti venivano messi pure in post molto lontani dal tema, quasi come intercalare a volte. Ne risultò che alcuni si fecero l'idea (manco tanto stramba) che stesse spingendo gli amici ad accettarlo secondo le sue indicazioni, il tutto accentuato dal fatto che sembrava davvero che vedesse con occhio di riguardo i fedelissimi che gli danno riconoscenza incondizionata e con più diffidenza quelli che hanno messo in dubbio le competenze del suo certificatore.

    Il buono (e il male) è che quelli intelligenti non cambiano punto di vista sulla base di queste cose, non si faranno trascinare davvero. Quindi sarà la strategia di comunicazione a dover cambiare, e credo che prima o poi metterà da parte questo aspetto.

    Io rimasi neutrale e ho fatto più o meno finta di non avere alcuna informazione sul tema. Ma gli ho detto sin da subito che secondo me stava facendo errori, gli consigliai di modificare la privacy dei post e cose di questo tipo...
    Domitilla
    Post edited by Markov on
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 5,142
    Io no. Per me le diagnosi, di qualunque tipo, non vanno condivise.
    BlackCrowSirAlphaexaNemoValentaMononokeHimemarco3882
  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,420
    Non lo farei. Non perché sono contrario per principio, ma perché so come la maggior parte delle persone vede l'asperger e mi rovinerei la vita
    MinolloBlackCrow
  • ArtemideRArtemideR Membro Pro
    Pubblicazioni: 250
    No, non lo farei.
    (Ho notato però che lo fanno spesso quelli che non hanno diagnosi e che hanno scoperto la cosa da poco piuttosto che persone certificate-oddio che brutta parola detta così-asperger)
    MinolloBlackCrow
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