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Quanto si impara da un film o da un serie tv?

Noto che ormai l'argomento Asperger inizia ad avere un riscontro decisamente importante in Tv o al cinema.  Ho anche percepito un'attenzione particolare e sempre migliore nell'affrontare questa neurodiversità.

Ad oggi posso dire di aver apprezzato moltissimo la serie tv "Atypical".  L'ho trovata la più "vera" e attinente agli argomenti e alle problematiche della sindrome.

Ma a questo punto, come spesso mi accade, ho una domanda però sorge spontanea.

Quanto si riesce ad imparare vedendo un film o una serie tv?

Non sto dicendo che la televisione debba sostituirsi ad una terapia comportamentale, ma sarebbe interessante capire se dalle immagini si può imparare.
Personalmente, come dicevo, la serie Atypical mi ha regalato molti spunti interessanti dal mio lato NT.
Ora però non so capire se dal lato ND può essere interessante o utile andare a capire tutte quelle dinamiche che si vedono nei vari episodi e se si riesce ad "imparare" il perché accadono delle cose o perché è meglio comportarsi in un modo piuttosto che in un altro.

Dopo la visione mi restano sempre domande su come avrei potuto approcciare meglio una persona ND, se ho sbagliato qualcosa o se avrei potuto migliorare il mio atteggiamento.  Trovo però inutile un BigBang Theory o la nuova serie sul piccolo Sheldon dove tutto è mostrato sotto un punto di vista "ironico" ma che non focalizza mai le problematiche vere che certi atteggiamenti creano quotidianamente nella società.

Per questo motivo ho apprezzato moltissimo Atypical.  L'ho trovato davvero molto coerente.

Un saluto a tutti.
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Commenti

  • cicalinacicalina Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,232
    Io invece trovo molto utili le primebseie di the big bang theory..e credo davvero che (magari un po' meno estremo) vi siano asperger cosi anchevse qui non ne ho trovati.(qualcuno cosi se n'e' andato)
    E' vero se è vero che è vero che..

    che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • RonnyRonny Membro
    Pubblicazioni: 274
    Io invece atypical lo trovo offensivo. È un ammasso di stereotipi e ignoranza, in cui i registi hanno preso un manuale diagnostico, hanno letto i tratti e li hanno tutti appicicati addosso a un personaggio, senza alcuna logica e senza neanche capire cosa significassero davvero. Una cosa del genere me la aspetterei da una ricerca scolastica, non da una serie prodotta da un colosso del web che si propone di far conoscere l'asperger
  • PeripateticoPeripatetico Membro
    Pubblicazioni: 28
    Ciao Ronny...
    Addirittura offensivo?  Mi aiuteresti a capire cosa hai trovato di offensivo?  Forse ci sono cose non vere o comunque non attinenti?
  • BlackCrowBlackCrow Membro Pro
    Pubblicazioni: 305
    Premessa: chi mi conosce dice che sono la copia di Sheldon.

    Avrei preferito veder raccontata la storia di un aspie accanto a quella di un nt, magari entrambi amici, mostrando le caratteristiche che ci contraddistinguono, i lati positivi ma anche le difficoltà.

    Altra considerazione: un film/telefilm basato sull'autismo non può essere divertente.

    Se la vita di un aspie fosse divertente e "normale", perché dovrebbe soffrire?

    Colui che guarda quel prodotto deve soffrire, deve provare dolore, gioire, essere interessato, incuriosito, felice ma addolorato sapendo che non sarà una storia a lieto fine. Perché non è una storia che inizia e finisce. L'autismo, o i problemi che esso comporta, non sono "curabili" sicché non è una malattia, e non si aggiustano nemmeno perché essi dipendono dal contesto nel quale l'aspie è collocato. La storia deve far riflettere è mettere lo spettatore nelle condizioni di capire che sin dall'inizio sarà una storia si sofferenza. Ci saranno situazioni positive ed altre negative, ma le difficoltà date dal contesto (nel quale racchiudo tutte le casistiche in cui l'aspie va in difficoltà) sono e saranno sempre presenti.

    Non capisco perché siano usciti così tanti film a riguardo, e avrei preferito non ci fossero. Atypical mi è piaciuto, mi ha divertito nel vederlo. Ma è proprio questo il problema. Non può divertire. Non ci siamo proprio. Se lo scopo era far conoscere l'asperger non ci siamo proprio.

    Onestamente avrei preferito far rimanere sconosciuta ai più questa condizione. Come un fantasma che si aggira tra le strade percorse da persone incapaci di vederlo.

    Sniper_Ops
  • PeripateticoPeripatetico Membro
    Pubblicazioni: 28
    Concordo su parecchi punti.  Le risate finte tipiche delle sitcom americane messe su big bang theory infastidiscono anche me.  Però è indubbio che sono situazioni estremizzate per scatenare ilarità senza per altro offendere.  Ma proprio per questo motivo non lo trovo educativo.  Mentre al contrario Atypical lo trovo più educativo nei termini in cui spiega molto semplicemente le situazioni (sicuramente troppo estremizzate).  Concordo sul discorso del "curabili" e del fatto che non finisce, ma credo che sia giusto far riflettere lo spettatore (NT o ND) che comprendere certi atteggiamenti e capire ciò che poi può scaturire è senza dubbio utile a tutti.

    Il divertimento poi è del tutto soggettivo.  Le comiche degli anni 30 erano pieni di gente che inciampava e cadeva con una conseguente risata del pubblico che non si poneva il problema se il capitombolo avesse portato sofferenza.  Ma qui sfociamo in altri discorsi.

    Quello che mi interessa capire è se dalle situazioni proposte (magari in maniera goffa dagli sceneggiatori) si possa arrivare ad ottenere un aiuto concreto sulla comprensione ed il cambiamento oggettivo del comportamento al fine di evitare quelle che comunemente (anche qui sul forum) vengono chiamate figuracce involontarie
  • RonnyRonny Membro
    Pubblicazioni: 274
    @Peripatetico l'ho guardato a inizio gennaio, quindi non posso ricordarmi tutte le cose specifiche, ma quello che ricordo è che la serie era un misto di ridicolizzazione e ignoranza. Per dire, il protagonista, non mi ricordo il nome, sta agli asperger reali come Checco Zalone sta ai neurotipici. Il problema è che gli spettatori sanno che un neurotipico non è Checco Zalone, mentre non sanno che un asperger non è come Sam, soprattutto se la serie si propone un obiettivo serio come quello di informare sull'autismo.
    So che molti di questo blog penseranno "ma dai, fattele due risate, si vede che una versione comica dell'asperger per far ridere", ma io rispondo: lo capiamo noi che conosciamo l'asperger (essendo nati con questa condizione) che una persona con l'asperger non è veramente così; non lo sa il neurotipico medio che ha in mente "asperger=rain man" o "asperger=cane di mezzanotte", che vede una rappresentazione del genere e può prenderla come seria.
    (poi, che ©@xx0, molti di noi hanno vite regolari, non si possono fare delle storie sugli asperger che siano degli stessi tipi che si fanno sui neurotipici? Perché non si può fare un bel film romantico su un aspergirl o un film di un poliziotto asperger che scopre il colpevole di un crimine [scusate gli stereotipi di genere]?Questo sarebbe veramente abbattere lo stereotipo del "poverini, sono ®1t@®d@t1", invece di rinforzarlo con robe qualunquiste come "Tutto può succedere" o Atypical)
    Mi è venuta in mente una cosa dopo cui avrei voluto cavarmi gli occhi: la scena del Pinguino. Quando la tipa, non mi ricordo il nome, sgozza il Pinguino e sente per la prima volta senso di colpa.
    Come mi immagino che sia andata tra gli sceneggiatori:
    G:"oh, pino mi sto leggendo il DSM e c'è scritto alissitimia"
    P:"Wow figo, abbiamo un'altra cosa da malato mentale per caratterizzare il personaggio. Mi dici cos'è?"
    G:"non ci capisco tanto, ma dice tipo che non sai le emozioni che provi e ti accorgi che hai paura dal tremore, ma se no non lo sai"
    P:"Ah... Va be, sti qua non hanno empatia, sicuramente avranno anche sta cosa strana che hai detto tu"
    G:"no aspetta, qua dice che l'empatia ce l'hanno"
    P:"ma scusa, come è possibile! Questi non salutano la gente, non partecipano alle conversazioni perché non gli piacciono, fanno saccenti solo perché sanno tutte quelle cose matematiche... Si vede che sono delle persone senza cuore a cui non interessa niente degli altri. L' empatia non ce l'hanno, te lo dico io"
    G:"anche questa è una cosa strana. Qui parla di due empatie-"
    P:"due empatie, ma cosa dici?"
    G:"te lo giuro, c'è scritto che c'è sia l'empatia emotiva che quella cognitiva"
    P:"che complicati sti psicologi... E cosa c'hanno di diverso?"
    G:"fammi leggere. L'empatia emotiva è quando senti cosa provano gli altri, l'empatia cognitiva quando lo capisci"
    P:"e dove starebbe la differenza?"
    G:"ah boh, roba da psichiatri, non lo so"
    P:"ok, senti, mi è venuta un'idea. Dobbiamo farlo a metà con l'empatia e a metà senza e dobbiamo infilarci anche sta alessicosa. Visto che dobbiamo anche farlo finire bene perché se no non possiamo dire al mondo di aver fatto gli inclusivi, facciamo che la tipa che lo ha lasciato gli sgozza il Pinguino davanti a casa. A sto punto l'indiano nerd che ha come amico gli dice che lo fa perché è arrabbiata e così a lui gli viene l'empatia che prima non aveva perché glielo ha detto l'amico"
    G:"ma perché sta cosa?"
    P:"ma perché ora che glielo ha detto l'amico ha capito e gli è venuto il rimorso che prima non poteva avere perché nessuno glielo aveva detto!"
    G:"ma non ha senso!"
    P:"ma sono ®1t@®d@t1! Niente ha senso"
    G:"e la... Aspetta che leggo: a-les-si-ti-mia dove sta?"
    P:"l'ale... Quella significava che lui non sente le emozioni perché non le conosce. Ecco gli spiegano cos'è l'affetto e l'amore e lui incomincia provarle"
    G:"aspetta, non c'ho capito molto, ma non mi sembra che sia proprio così"
    P:"basta. Ho voglia di tornare a casa per cena: scriviamo la scena in questo modo e basta"
    In poche parole: come confondere empatia, teoria della mente e alissitimia in una scena di cinque minuti
    BlackCrowsara79MononokeHimeSirAlphaexa
  • PeripateticoPeripatetico Membro
    Pubblicazioni: 28
    @Ronny la tua risposta è SPETTACOLARE.... nel vero senso della parola...

    E' come se tu mi avessi fatto rivivere una puntata di Boris ed è stato divertentissimo leggerti.  In realtà hai scritto un bellissimo copione del "dietro le quinte".  

    Se mi immedesimo negli sceneggiatori però, credo che per quanto possano essere attenti, c'è sempre l'enorme difficoltà di spiegare con delle immagini alcune realtà che rimangono ostiche da digerire.

    Voglio dire che in Atypical ho rivisto moltissime difficoltà VERE di un AS, ma non ho mai pensato alla parola ®1t@®d@t0... e mi ha dato fastidio scriverla anche in questo modo!!!

    Da quando sono venuto a conoscenza di questa sindrome ho cercato materiale in tutte le sue forme.  In particolare ho divorato film o serie tv più o meno decenti, ma le ho guardate sempre con il mio personale senso critico.  Per cui ho apprezzato il recente film su Alan Turing o la serie tv su Einstein.  Le ho apprezzate perché a fronte delle grandi cose che hanno fatto, c'era tutta la verità dell'altra faccia della medaglia.  Vedere il grande Einstein che scopriva e studiava cose importantissime per l'umanità avere difficoltà a riconoscere i segnali di richiesta di attenzione che gli mandava la moglie passando (a torto) per un grande egoista, me lo ha fatto rendere più umano, più vero, meno infallibile e per certi versi più simpatico.

    Per questo ed altri motivi dico che Atypical l'ho trovato il più "vero" di tutti... perché io gli atteggiamenti di quella serie tv li ho visti realmente dal vivo.  E quello che mi porto a casa dopo aver visto quella serie è che una buona e sana spiegazione ed una corretta accettazione della sindrome aiuta tutti a vivere meglio: famigliari ed AS.
    Simone85Marco75
  • RonnyRonny Membro
    Pubblicazioni: 274
    Gli atteggiamenti che ha sam in teoria (in realtà non proprio tutti, come ho scritto sopra ) sarebbero giusti, ma sono rappresentati con un grado di esagerazione e approssimazione che danno l'idea sbagliata della condizione. Sam sta a un asperger vero vero come il porno sta al sesso nella vita reale. Che a quelli che conoscono l'autismo potrà pure far ridere così come il porno ci eccita pur sapendo che il sesso vero è un'altra cosa, ma per chi è ignorante in materia è totalmente fuorviante.
    Per la cronaca, io sono asperger ma non assomiglio per niente a Sam
  • Simo79Simo79 Neofita
    Pubblicazioni: 6
    Buongiorno, ho trovato interessantissimi i vostri punti di vista. Sono la mamma di un piccolo aspie di 9 anni e da poco ho visto la serie "Atypical". Secondo me è stata molto coerente, mi sono rivista in alcune problematiche famigliari, tipo la difficile accettazione da parte del padre e il buttarsi a capofitto della madre di Sam. È un po' quello che sta succedendo a noi, non condivido i colpi di testa di entrambi i genitori, li trovo un po' puerili, ma si sa che l'America a volte è anche questo. Perfino la situazione della sorella di Sam è simile a quella di mia figlia, anche lei adolescente (probabilmente aspie )... A volte ho perfino il terrore di trascurarla o non capire il suo punto di vista e capita che si senta troppo in dovere di difendere il fratellino troppo spesso bullizzato e poi succedono i "patatrack". Quello che vorrei cercare di dire è che preso in tutte le sue sfaccettature, non è il semplice dipinto di un aspie più o meno stereotipato(ho visto di peggio), ma una finestra su una famiglia alle prese con i piccoli affari ND quotidiani.
    Invece ho visto spezzoni del film "Quanto basta", l'attore lo trovo ridicolo proprio. Mio figlio pur avendo una spiccatissima ed evidente prosodia non è assolutamente così, hanno fatto un ritratto del personaggio da "ritardato" (scusatemi per il termine) e sinceramente l'ho trovato un tantino offensivo. In Italia c'è una scarsissima conoscenza in materia. A presto :)
  • Marco75Marco75 Moderatore
    modificato 18 April Pubblicazioni: 1,228
    Secondo me, bisogna partire anche dal presupposto che un film e una serie contengono sempre un certo grado di semplificazione. E' fisiologico, e non vale solo per l'Asperger. Tempo fa, mi capitò di vedere un film che parlava del disturbo bipolare ("Infinitely Polar Bear", si chiamava, in italiano "Teneramente folle") e anche quello trovo fosse una semplificazione, per certi versi un'estremizzazione di una condizione spesso molto più sfumata e meno visibile.

    Un film o una serie, per funzionare sullo schermo ed essere narrativamente appetibili (perché questa componente dev'esserci, qualsiasi sia l'argomento) devono rappresentare situazioni con un certo grado di visibilità, che siano in grado di esemplificare i vari aspetti di una condizione, renderli evidenti e farli capire al pubblico; e, contemporaneamente, renderli "funzionali" per una narrazione. Voglio dire, un Asperger inserito nella vita sociale neurotipica, che ha un grado di sofferenza e disagio tutto interno (e magari spende un quantitativo notevole di energie per mantenere la sua "maschera") ma non fa trapelare niente, probabilmente in un film non lo vedremo mai. Non funzionerebbe, o comunque sarebbe molto più difficile da rappresentare.

    Per questo, pur nei loro limiti, ho apprezzato sia la rappresentazione semplificata, ma per certi versi molto acuta, di una serie come "Atypical", sia un'opera onesta, ironica il giusto, come il recente "Quanto basta" ( @Simo79, posso assicurarti che il regista ha fatto un notevole lavoro di ricerca sulla condizione, e ha avuto la consulenza di persone nello spettro - alcuni di loro li conosco personalmente). Non mi sento neanche di essere molto d'accordo sul fatto che non si possa ridere (o sorridere) di una condizione come l'Asperger: laddove non ci si inventino le cose, si costruiscano personaggi credibili (pur nelle semplificazioni - inevitabili), e soprattutto si tenga il punto fermo del rispetto (della condizione e di una sua corretta rappresentazione) perché escludere il registro della commedia? La vita, anche quella da ND, spesso contiene diversi spunti di questo tipo, portarli sullo schermo è un arricchimento.

    Nel corso "Stelle diverse" (qui il link alla discussione), abbiamo deciso di scegliere film di vari tipi, dalla commedia al dramma fino ad arrivare addirittura al thriller, proprio per cercare di dare una rappresentazione il più possibile completa e sfaccettata della condizione. Alcuni spettatori si riconosceranno in alcuni film più che in altri, altre persone potranno magari notare esagerazioni e tratti stereotipati in alcuni di essi, insieme però a singole caratteristiche in cui sarà facile riconoscersi. Personalmente, credo che il cinema dell'ultimo quindicennio (circa) abbia contribuito nel suo piccolo a far conoscere un po' di più la condizione: magari il singolo film non sempre avrà rappresentato "tutti i colori dello spettro" (per usare un'espressione che mi piace) ma il complesso ne restituisce secondo me una buona approssimazione.
    Sophiawolfgang
    Post edited by Marco75 on
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