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Parla come un "troglodita", ma CANTA!

Salve a tutti carissimi genitori, sono nuovamente qui per esporvi un altro quesito. Mio figlio, (Ritardo dello sviluppo psicomotorio e linguistico), ha oggi 35 mesi esatti. Sta maturando molto solo andando al nido, non segue terapie da Gennaio. La comprensione, che fino a Dicembre era pari a zero, è esplosa: comprende tutto ed esegue ogni "comando", anche se nel mentre sta facendo altro, tipo guardare la tv, mangiare, usare il cellulare...il linguaggio è molto, ma molto elementare, immaturo, incompleto e comprensibile solo a metà, (cioè noi genitori capiamo tutto ciò che dice, gli altri no). Però quando canta lo fa perfettamente, sia per "tempi musicali" che per correttezza delle parole usate. Ieri sd esempio mi tira giù dal divano e mi dice MAMMA, GIO GIO OOO, poi però quando iniziamo a girare, lui comincia a cantare e dice perfettamente GIRO GIRO TONDO, QUANTO È BELLO IL MONDO...cioè, bho, non capisco come interpretare questa cosa. Oppure...se gli.mostro i pupazzetti dei Pjmasks e gli chiedo COME SI CHIAMA QUELLO VERDE? Lui risponde GECIO, se gli chiedo COME SI CHIAMA LA FEMMINA? Lui risponde SUETTA, però poi canta la sigla e dice GUFETTA, GECO, GATTOBOY! Avete esperienze analoghe? Io non credo che un Ritardo dello sviluppo psico motorio c'entri molto con questa cosa. Grazie.
Sniper_OpsSperanza
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Commenti

  • Sniper_OpsSniper_Ops Veterano Pro
    Pubblicazioni: 311
    Azzardo una risposta, ma non ne sono affatto sicuro: è possibile che quando deve comporre una frase ha le difficoltà, mentre col canto no, perché vede il Lyrics delle canzoni come dei suoni e non delle parole?
    AliceinWSperanzaNemowolfgang
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    modificato 21 May Pubblicazioni: 1,118
    Ciao @AliceinW ,ti rispondo non da genitore ma da "ex bambino simile al tuo", come ho già fatto una volta... se il tuo piccolo "canta", nel senso che ripete frasi di canzoni con tutti i fonemi al posto giusto, in modo corretto e apparentemente comprendendone il significato, allora non si può dire che parli come un troglodita.

    Semmai, a me sembra (da quel poco che intuisco dal tuo racconto) che lui trovi innaturale la prosodia della lingua parlata e si concentri pertanto su quella cantata, probabilmente perché trova la scala utilizzata nella musica occidentale, che sente alla radio, alla TV eccetera, "più consona all'espressione della sua organizzazione mentale" che non la prosodia dell'italiano.

    Da quel che ho capito dalle mie osservazioni (per cui non ti sto parlando di una legge universale ma solo di una teoria personale) la mente autistica, come ho scritto su altri topic, non "elabora" e non "salva" affatto "meno dati" di quella neurotipica, come si potrebbe superficialmente credere... semplicemente li "salva" organizzandoli in "cartelle" diverse da quelle in cui le salverebbe una mente neurotipica, che invece si organizza per "imitazione delle cartelle dati degli altri" e quindi risulta facile da gestire, perché lo schema che apprende è trasmesso da generazioni, senza sostanziali modifiche.

    E il concetto stesso di "canto" è molto neurotipico, come lo è la sua distinzione dal linguaggio parlato come se fossero due cose diverse. Anche quando parliamo noi cantiamo, in realtà, e i toni di una conversazione si possono riprodurre tutti sulla tastiera di una chitarra o di uno strumento a corda, meglio ancora un violoncello, che non avendo tasti consente di "legare" fluidamente una nota all'altra senza che si percepisca il salto tra un semitono e l'altro.

    Le menti autistiche non sono tutte uguali e non tutte, nell'apprendimento del linguaggio, si focalizzano sull'aspetto musicale invece che sui fonemi; alcuni li sviluppano entrambi in eguale grado, però la mente autistica percepirà sempre "innaturale" la prosodia, perché di fatto, se si ragiona in termini autistici, la prosodia di una lingua parlata (ovvero la sua intonazione, l'"accento" e il tono caratteristico della conversazione) non è altro che "una serie di musiche scelte tra tutte le possibili", alla quale, per ragioni che la mente autistica non comprende (perché tende a privilegiare l'apprendimento per sperimentazione a quello per imitazione), i neurotipici danno il nome di "linguaggio parlato".

    Perciò la sua mente, che non imita immediatamente "la canzone degli altri", ovvero la prosodia del luogo di origine e dei genitori, distinguendo tutto il resto come "musica", ma sperimenta combinazioni di toni essa stessa, trova difficile concentrarsi su "quella musica strana" che una mente neurotipica riconosce immediatamente come "parlato, che è una cosa diversa dal canto".

    Ma quelle cose si possono suonare tutte. Si può "suonare" in italiano e in inglese, in irlandese e in napoletano; si può suonare una domanda, una risposta, un alterco, una conversazione tranquilla. Se una mente neurotipica impara subito a distinguere i fonemi come più importanti dei toni nella comprensione di una lingua come l'italiano (ma non vale per tutte le lingue), la mente autistica non dà questo per scontato e può trovare più facile il contrario, ovvero "assorbire la musica" prima dei fonemi, e potrebbe progredire, forse, se gli si insegnasse "la musica della frase" che gli si vuole dire, suonandola o anche "mugolando" a voce senza emettere i fonemi, e poi aggiungendo i fonemi.

    Secondo me tuo figlio può parlare correttamente, ma bisognerebbe "insegnarglielo" così. E comunque il suo focus e interesse sulla musica non è assolutamente da sottovalutare, perché non nasce da una "volontà di apparire" o di imitare un modello, ma da una precisa esigenza comunicativa. Un bambino con queste premesse a mio avviso potrebbe eccellere nella musica, se gliela si insegna nel modo giusto (ovvero in modo da rispettare il più possibile i suoi schemi di apprendimento).
    Sniper_Opsrondinella61claluiAmeliePiu82AliceinWSophiaSperanzaale82NilaMononokeHime
    Post edited by Corocottas on
  • AliceinWAliceinW Veterano
    Pubblicazioni: 271
    Sniper_Ops ha detto:

    Azzardo una risposta, ma non ne sono affatto sicuro: è possibile che quando deve comporre una frase ha le difficoltà, mentre col canto no, perché vede il Lyrics delle canzoni come dei suoni e non delle parole?

    Non saprei, anche perché non risponde ai miei tentativi di metterlo alla prova in tal senso. Certo ammetto che è un enorme emozione sentirlo cantare.

    Sniper_Ops
  • AliceinWAliceinW Veterano
    Pubblicazioni: 271
    Corocottas ha detto:

    Ciao @AliceinW ,ti rispondo non da genitore ma da "ex bambino simile al tuo", come ho già fatto una volta... se il tuo piccolo "canta", nel senso che ripete frasi di canzoni con tutti i fonemi al posto giusto, in modo corretto e apparentemente comprendendone il significato, allora non si può dire che parli come un troglodita.

    Semmai, a me sembra (da quel poco che intuisco dal tuo racconto) che lui trovi innaturale la prosodia della lingua parlata e si concentri pertanto su quella cantata, probabilmente perché trova la scala utilizzata nella musica occidentale, che sente alla radio, alla TV eccetera, "più consona all'espressione della sua organizzazione mentale" che non la prosodia dell'italiano.

    Da quel che ho capito dalle mie osservazioni (per cui non ti sto parlando di una legge universale ma solo di una teoria personale) la mente autistica, come ho scritto su altri topic, non "elabora" e non "salva" affatto "meno dati" di quella neurotipica, come si potrebbe superficialmente credere... semplicemente li "salva" organizzandoli in "cartelle" diverse da quelle in cui le salverebbe una mente neurotipica, che invece si organizza per "imitazione delle cartelle dati degli altri" e quindi risulta facile da gestire, perché lo schema che apprende è trasmesso da generazioni, senza sostanziali modifiche.

    E il concetto stesso di "canto" è molto neurotipico, come lo è la sua distinzione dal linguaggio parlato come se fossero due cose diverse. Anche quando parliamo noi cantiamo, in realtà, e i toni di una conversazione si possono riprodurre tutti sulla tastiera di una chitarra o di uno strumento a corda, meglio ancora un violoncello, che non avendo tasti consente di "legare" fluidamente una nota all'altra senza che si percepisca il salto tra un semitono e l'altro.

    Le menti autistiche non sono tutte uguali e non tutte, nell'apprendimento del linguaggio, si focalizzano sull'aspetto musicale invece che sui fonemi; alcuni li sviluppano entrambi in eguale grado, però la mente autistica percepirà sempre "innaturale" la prosodia, perché di fatto, se si ragiona in termini autistici, la prosodia di una lingua parlata (ovvero la sua intonazione, l'"accento" e il tono caratteristico della conversazione) non è altro che "una serie di musiche scelte tra tutte le possibili", alla quale, per ragioni che la mente autistica non comprende (perché tende a privilegiare l'apprendimento per sperimentazione a quello per imitazione), i neurotipici danno il nome di "linguaggio parlato".

    Perciò la sua mente, che non imita immediatamente "la canzone degli altri", ovvero la prosodia del luogo di origine e dei genitori, distinguendo tutto il resto come "musica", ma sperimenta combinazioni di toni essa stessa, trova difficile concentrarsi su "quella musica strana" che una mente neurotipica riconosce immediatamente come "parlato, che è una cosa diversa dal canto".

    Ma quelle cose si possono suonare tutte. Si può "suonare" in italiano e in inglese, in irlandese e in napoletano; si può suonare una domanda, una risposta, un alterco, una conversazione tranquilla. Se una mente neurotipica impara subito a distinguere i fonemi come più importanti dei toni nella comprensione di una lingua come l'italiano (ma non vale per tutte le lingue), la mente autistica non dà questo per scontato e può trovare più facile il contrario, ovvero "assorbire la musica" prima dei fonemi, e potrebbe progredire, forse, se gli si insegnasse "la musica della frase" che gli si vuole dire, suonandola o anche "mugolando" a voce senza emettere i fonemi, e poi aggiungendo i fonemi.

    Secondo me tuo figlio può parlare correttamente, ma bisognerebbe "insegnarglielo" così. E comunque il suo focus e interesse sulla musica non è assolutamente da sottovalutare, perché non nasce da una "volontà di apparire" o di imitare un modello, ma da una precisa esigenza comunicativa. Un bambino con queste premesse a mio avviso potrebbe eccellere nella musica, se gliela si insegna nel modo giusto (ovvero in modo da rispettare il più possibile i suoi schemi di apprendimento).
    Bhe...magari mio figlio lo si potrà uun giorno considerare come un ex bimbo simile a te, perché tu sei geniale. Lui a Settembre non diceva nemmeno una parola, però cantava perfettamente una canzoncina fatta di parole incomprensibili, la riproduceva in modo identico, difatti lui canta in inglese, per cui credo che tu abbia c'entrato il punto. E poi "legge" i titoli delle canzoni che conosce, non solo da logo, ma anche se glieli scrivo io a penna, sia in stampatello che in corsivo. Spero di essermi spiegata bene. Cioè...lui conosce Californication dei Red Hot, e se lo legge sul cd, (logo), o se gli scrivo a penna Californication, lui lo "legge", vale anche per i testi in italiano. Glielo scrivo e gli chiedo: CHE C'È SCRITTO QUI? E lui sicuro e con una pronuncia perfetta: CALIFORNICATION!
    Ti spiacerebbe farmi un esempio più concreto di come potrei "insegnargli a parlare mugolando e poi aggiungendo i fonemi"? Grazie mille.
    Sniper_OpsNilarondinella61
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 805
    Quella che hai descritto si chiama “lettura globale”, ce l’ha anche mio figlio.
    AliceinWgufomatto79
  • AliceinWAliceinW Veterano
    Pubblicazioni: 271
    mammaconfusa80 ha detto:

    Quella che hai descritto si chiama “lettura globale”, ce l’ha anche mio figlio.

    In che consiste?
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 805
    Significa leggere associando la parola all’immagine. È meno faticosa di quella sillabica che è la vera lettura, quella in cui il bambino impara ad associare i vari fonemi.
    AliceinWNewtonrondinella61
  • AliceinWAliceinW Veterano
    Pubblicazioni: 271
    mammaconfusa80 ha detto:

    Significa leggere associando la parola all’immagine. È meno faticosa di quella sillabica che è la vera lettura, quella in cui il bambino impara ad associare i vari fonemi.

    E come mai "funziona" anche se glielo scrivo in corsivo, oppure in qualsiasi colore e/o grandezza? Grazie.

  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 805
    Che legga il corsivo a tre anni è una superabilita’. Forse tuo figlio è un piccolo genio
    AliceinW
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    Pubblicazioni: 1,118
    @AliceinW intendo una cosa simile a quella che io faccio in questo breve file audio (tratto dal topic delle Voci del forum, dove l'avevo pubblicato qualche mese fa).


    Qui io "converso" con il mio bouzouki (lo strumento che suono, superficialmente simile a un mandolino). Per questo video chiaramente la cosa era fatta in modo "comico", come se io parlassi e conversassi davvero con le corde... ma il principio è quello: "suonare" la musica che si fa parlando.

    Io suggerivo di mugolare a voce invece che con uno strumento perché chiaramente con la voce è più facile.

    Comunque mi ritrovo pienamente anche nel suo fatto di cantare perfettamente in inglese. Vedrai che succederà la stessa cosa con lo spagnolo, il portoghese eccetera.

    Sono convinto che tuo figlio possa potenzialmente imparare anche un sacco di lingue, in quel modo lì, ovvero a partire dalla lingua parlata/cantata invece che da quella scritta, dalle "lettere".

    Io così ho imparato non solo l'inglese (che è la prima che si impara perché si "assorbe" dappertutto) ma anche il portoghese, lo spagnolo, il greco, il francese; e da piccolo io "parlavo cantando".

    Secondo me lui da grande può diventare anche un poliglotta (ed essere avvantaggiato nei viaggi, perché non partendo dalla lingua scritta, capirà molto più facilmente gli accenti locali e in generale "la lingua straniera parlata). A patto però che gli si insegni ogni lingua così: con canzoni e suoni, e non sui libri (io per esempio finché ho studiato inglese a scuola ho avuto voti bassi, perché l'insegnamento dell'inglese in Italia è basato per lo più sulla lingua scritta).
    Sniper_OpsAliceinWgufomatto79Sophiarondinella61
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