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Psicofarmaci (il ritorno)

Ricopio ciò che ho già scritto
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Breve riassunto della nostra situazione: ragazzino di 13 anni che fino alla prima media inclusa era gestibile ma con ossessioni e grave deficit dell' attenzione, dalla seconda media (anche a causa di pubertà/insegnanti nuovi con cui non si trova/vai a sapere cosa) diventa ingestibile, violento, oppositivo, rifiuta la scuola.
E' seguito da quando aveva 3 anni da una terapista ABA che praticamente è cresciuta professionalmente con lui e adesso è certificata ABA, andavamo dai neuropsichiatri del SSN praticamente solo per i certificati. Tanto per non lasciare nulla di intentato abbiamo preso appuntamento con un npi del SSN anche su suggerimento dell'insegnante di sostegno. E' rimasto sbalordito quando gli abbiamo detto che nostro figlio non segue una cura farmacologica e ci ha detto che secondo lui sarebbe da valutare l' uso di un farmaco "stabilizzante" (anche se intelligente come fa a seguire un qualsiasi ragionamento se l'attenzione viene interrotta ogni 30 secondi?").
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Ieri siamo tornati dal npi, come da lui richiesto senza mio figlio, solo io e mia moglie. Praticamente ha visto mio figlio *da solo* per 30 minuti la prima seduta (gli altri 30 c'eravamo anche noi). Quindi dopo 30 min col ragazzo e 90 di racconti aneddotici scrive al medico curante:

"...presenta un acutizzazione di disturbi comportamentali in un quadro già noto di SA, tali da compromettere la qualità della vita del ragazzo e dei suoi cari, e ridurre le possibilità di partecipazione sociale.
Alla prima valutazione, mi pare spicchi un quadro di eccitazione con tono dell'umore elevato, che potrebbe essere meglio regolata ricorrendo a uno stabilizzatore del tono dell'umore, come il Valproato. Suggerirei di partire con Depakin granulato 100 mg la sera, da titolare a 200 mg dopo 3gg e a 300 mg dopo altri 3 gg., per passare poi gradualmente a 300+300 mg dopo controllo clinico qui"

Poi prescrive emocromo per verificare la funzionalità epatica prima e dopo due mesi dal trattamento.
Conoscete questo farmaco?
Mio figlio pesa a occhio 50/60 chili: se sapete il dosaggio prescritto è basso/medio/alto?
Questo NPI è amico dell' insegnante di sostegno di mio figlio: può essere che abbia prescritto (quasi) subito il Depakin anche dopo aver parlato con l'insegnante?

Sniper_Ops
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Commenti

  • DomitillaDomitilla Senatore
    modificato 13 June Pubblicazioni: 2,712
    Premetto che non sono medico e il mio parere sono chiacchiere senza valore.
    Detto ciò, leggendo l'altro post ci avrei scommesso che avrebbero optato per il Depakin (se la giocava con in Risperidal, se vogliamo dirla tutta), è il classico farmaco che danno ai bambini (insieme all'altro).
    È un antiepilettico che viene dato un po' per tutti i problemi, fa ingrassare e cadere i capelli (quindi occhio anche alla tiroide).
    Funziona?
    Boh, mai provato perché sconsigliato alle donne in età fertile (anche se alcuni lo prescrivono ugualmente).
    Se andrà bene per vostro figlio lo saprete dopo qualche settimana dall'utilizzo, a priori purtroppo non è possibile dirlo.
    Non sono molto propensa alla teoria complottista (medico e insegnante), anche perché l'atteggiamento del medico è comune (cioè, ci sono arrivata anche io dal momento che fanno tutti così).
    Se funziona dovreste vederlo più calmo e "addormentato".
    ale82Sniper_OpsLastNinja2
    Post edited by Domitilla on
  • MononokeHimeMononokeHime Colonna
    Pubblicazioni: 1,249
    Quindi non ADHD...
    Ma i NPI da cui siete sempre andati per le certificazioni cosa dicono? Non avete mai fatto fare una rivalutazione? Anche solo per adeguare eventuali trattamenti?
    Il NPI che vi ha prescritto il farmaco è del SSN, ma ci siete andati da privati?
    Sono domande che mi sono venute in mente leggendo quanto hai scritto.
    Per le tue domande specifiche non saprei risponderti adeguatamente.
    LastNinja2
    Che io abbia il corraggio di accettare le cose che non posso cambiare, la forza di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza per poterle distinguere. (versione personale)
  • LastNinja2LastNinja2 Membro
    modificato 13 June Pubblicazioni: 31
    L'ultima volta che abbiamo visto un npi era 2015, ci consigliarono di continuare con ABA e non si parlò proprio di farmaci, non ce n'era bisogno.
    Siamo andati da questo (che è del SSN e non ci siamo andati da privati) su consiglio dell'insegnante. La mia domanda non aveva una base complottista, verteva solamente sulla constatazione che dopo neanche due ore aveva prescritto il farmaco quindi magari ne poteva aver saputo già abbastanza dall' insegnante; invece da quello che dite è prassi :_(
    Una domanda: se io volessi provare a vedere l'effetto che fa durante l'estate, poi potrei smettere come niente fosse?
    Dite che mi conviene sentire altri npi?

    Post edited by LastNinja2 on
  • claluiclalui Veterano Pro
    Pubblicazioni: 555
    Ho preso il depakin da quando avevo due anni fino ai dieci per presunta epilessia infantile dovuta a trauma(in realtà ho ragione di credere che soffrissi di convulsioni febbrili allora non capite). La mia salute allora e adesso che ho 40 anni è perfetta, non ho mai perso i capelli e da bambina ero un chiodo. L’unica cosa che posso attribuire al farmaco come conseguenza in età adulta è una scarsa concentrazione, ma non so se è davvero così o una mia illazione. Io, ad essere onesta proverei,
    Per le specifiche tecniche non so aiutarti.
    arabafenice83
  • DomitillaDomitilla Senatore
    Pubblicazioni: 2,712
    LastNinja2 ha detto:

    Una domanda: se io volessi provare a vedere l'effetto che fa durante l'estate, poi potrei smettere come niente fosse?

    NO!!!
    MAI smettere di colpo!!!
    Meglio sempre un lento scalaggio sotto controllo medico!

    C'è chi non ha problemi a smettere di botto, ma c'è chi finisce al pronto soccorso in preda a terribili crisi...
    Sniper_OpsNewton
  • riotriot Moderatore
    modificato 13 June Pubblicazioni: 4,423
    gli psicofarmaci una volta somministrati si devono ridurre sotto il controllo medico, mai di botto, quindi sareste comunque legati alle decisioni del npi.
    (diversamente è usarli in maniera autonoma solo in momenti difficili, per brevissimi periodi e in dosi ridotte rispetto allo standard come faccio io).

    infatti, per le persone autistiche viene consigliato un dosaggio del 50% inferiore alle prescrizioni standard. il npi dovrebbe saperlo.

    quello però che ti chiedo, è quando scrivi che: "da un pò di tempo purtroppo non è più gestibile, nè a casa nè a scuola", ne avete parlato con lui? cosa risponde se gli chiedete i motivi delle sue difficoltà? cosa risponde se gli chiedete cosa desidera che cambi oggi?
    (scuami ma quel "vai a sapere cosa" che hai scritto è troppo poco)


    SirAlphaexaale82Sniper_OpsLastNinja2
    Post edited by riot on
    La vita è troppo breve per ignorare le incomprensioni. 
  • LastNinja2LastNinja2 Membro
    Pubblicazioni: 31
    infatti, per le persone autistiche viene consigliato un dosaggio del 50% inferiore alle prescrizioni standard. il npi dovrebbe saperlo.

    In questi giorni è così così quindi magari proverò a chiedergli il motivo delle difficoltà più avanti, per adesso vorrei approfondire l'aspetto farmaci.
    Io sto dalla parte dei medici, e se i medici prescrivono io non ho motivo di dubitare. Oppure mi state dicendo che in neuropsichiatria ognuno fa come gli pare? Perchè nei forum leggo pareri discordanti? Non è che gli psicofarmaci sono osteggiati in internet un pò come lo sono i vaccini? Cosa dice la scienza a riguardo? Da quanto sono usati x l'autismo? Con che risultati?

    La mia idea era provare per l'estate e poi smettere in concordanza col medico (non di botto, ovviamente), ma mi chiedevo: ha senso provare per 2/3 mesi? Si vedrebbe l'effetto? Oppure è come una "droga" che una volta cominciato non si può più smettere, anzi bisogna aumentare sempre più?

  • LifelsLifels Colonna
    modificato 13 June Pubblicazioni: 1,326
    @LastNinja2, hai detto:
    LastNinja2 ha detto:

    Io sto dalla parte dei medici, e se i medici prescrivono io non ho motivo di dubitare. 
    Questa io solitamente la chiamo “ingenuità”, se non vuoi lasciare la tua vita e quella “delle persone a cui vuoi bene” “nelle mani” dell'incompetenza altrui, informati personalmente, dubita (non assumere di sapere, e non assumere che gli altri sappiano). 
    Naturalmente una singola persona non può apprendere tutto, un po’ di fiducia bisogna riporla, ma “possibilmente” con criterio, con attenzione (“medici = persone di cui fidarsi” è un criterio estremamente generico e potenzialmente dannoso, anche perché “medici” è un termine troppo generico).

    Hai idea di quanto sia difficile comprendere la mente di una persona, i suoi meccanismi, e capire come l'ambiente la influenzi? Non è qualcosa che si possa fare in pochi minuti, né in poche ore (nemmeno superficialmente).

    Non hai ovunque intorno a te esempi di estrema superficialità? Non l'hai vista tu stesso in questo NPI? (La gentilezza non esclude la superficialità, spesso quest'ultima deriva dall'ignoranza, dalla mancanza di “consapevolezza”).

    Avevo intuito subito che quella tua ipotesi sullo scambio di informazioni fra “insegnante” e “NPI” non fosse una “teoria complottista”, ma un “tentativo” di spiegare la condotta “apparentemente superficiale” di questo “NPI”. 
    “Approvo” il dubbio, ma percepisco in te un blocco, fai fatica ad uscire dai tuoi schemi, forse fai fatica ad accettare che il mondo non è semplice come ti farebbe comodo pensare (ma tu stai dubitando, spero che non ignorerai  questa sensazione, spero che continuerai a informarti come stai facendo).

    Il problema non è che ogni NPI “fa come gli pare”, il problema è che non c’è abbastanza attenzione per i “singoli casi”,  molti NPI diventano meri esecutori che seguono superficiali “prassi”, e i “pazienti“ diventano spesso dati statistici prima che persone.

    Per rispondere a una tua domanda: 
    Sicuramente ci sono persone che denigrano gli psicofarmaci a priori, ma l'assunzione di questi non si “può” paragonare ai vaccini, neanche lontanamente.

    Uno dei problemi più grandi per i “pazienti”, è la superficialità dei “medici” (“forse” non tutti) che prescrivono gli psicofarmaci (e la scarsa “consapevolezza” di “medici” e “pazienti”), non gli psicofarmaci in sé (la cui assunzione può avere un “prezzo” anche in termini di salute, ma che in alcuni casi è inferiore al “ricavo”; questo però non è misurabile in modo preciso).

    [ Ti scrivo tutto ciò anche perché l'idea che tuo figlio possa venire ferito dalla superficialità altrui mi fa molto arrabbiare, spero che “tu” possa fare una scelta “abbastanza consapevole” ]

    Ti vorrei porre una domanda: che “ruolo” pensi che dovrebbe avere tuo figlio in questa scelta? 

    rondinella61LastNinja2Terra_di_Mezzoale82PassaA87
    Post edited by Lifels on
    Tutto “tra virgolette”
  • DomitillaDomitilla Senatore
    modificato 13 June Pubblicazioni: 2,712
    Il primo problema è che gli esseri umani sono soggetti ad errori e i medici sono esseri umani.
    Mettici anche che la psichiatria è una branca della medicina che, rispetto alle altre, è indietro. Cioè, altri medici creano arti artificiali, trapiantano ogni cosa, clonano... ma gli psichiatri? Che innovazioni hanno avuto, in questi anni? Poche. Si conosce poco e, di conseguenza, secondo me ci vuole una buona dose di fortuna.
    Il secondo problema è che i farmaci sono stati testati su uno specifico campione, molto ridotto.
    E qui, ancora una volta, bisogna aver la fortuna di avere la genetica o chissà cosa, simile a quel campione.
    Un esempio lo abbiamo proprio qui: @clalui col depakin tutto bene, un mio conoscente è diventato obeso, pelato e ipotiroideo (e non ha avuto benefici).
    MA: lei donna, lui uomo; lei bambina, lui anziano.
    Quindi boh.
    Vedi, da parte mia non c'è pregiudizio, bensì mancanza di certezze.
    Terzo problema: ci sono psichiatri che non hanno più la passione per il loro lavoro, per tanti motivi.
    E i risultati si vedono. (Non mi sto riferendo al tuo caso specifico Lastninja2)
    LastNinja2Passariot
    Post edited by Domitilla on
  • LastNinja2LastNinja2 Membro
    Pubblicazioni: 31
    Grazie a tutti per gli interventi, almeno adesso ho idee un pò più chiare.
    Mi preme specificare solo una cosa: tutto ciò che faccio è per mio figlio. Chiaro, se non spaccasse casa sarebbe meglio ma non è questo. Io vedo un ragazzino che vorrebbe avere amici ma non ce la fa, e non ce la fa da più di 10 anni. Vedo che quando gli passa l'inca**atura si mortifica per quello che ha fatto, ma si ri-inca**a di nuovo senza aver imparato nulla dalla volta precedente. Vedo che certe sui pulsioni lo fanno star male. Vedo che i suoi comportamenti lo isolano. Vedo che a volte viene sopportato come si sopporta lo scemo del villaggio. Vedo che la sua incapacità di mantenere l'attenzione non gli permette di tenere un discorso sensato nemmeno sugli argomenti di suo interesse. Vedo che non legge nulla e di conseguenza parla male. Vedo che forse il non riuscire a esprimersi lo porta e essere ancora più nervoso. Vedo che nell' ultimo anno scolastico non ha imparato nulla.
    Dato che vedo tutte queste cose vorrei provare ad aiutarlo per i mesi estivi con dei farmaci. Non lo farò perchè mia moglie non è d'accordo, ma so che mi rimarrà il dubbio. Che ruolo dovrebbe avere lui nella scelta? Davvero dovrei fargli questa domanda?
    claluirondinella61Solemandragola77Domitilla
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