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CharlineCharline Membro Pro
modificato 11 July in Studio e lavoro
Tra poco più di 2 ore mi vedrà una commissione della medicina del lavoro alla quale circa un anno fa, prima della diagnosi del Dott. Moscone, ero stata per un burn out (mai avuto diagnosi) sul lavoro.
Poi la diagnosi di Asperger a Roma, i problemi lavorativi allora si attenuarono, perché mi spostarono ad altra attività, un po più tranquilla, ma ora riemergono, nel senso che i miei superiori intendono farmi tornare alla attività di prima e hanno chiesto ulteriori spiegazioni alla MdL.
Io, comunque, anche ora ho problemi di ansia, lavoro in ospedale, la mia attività è rivolta a pazienti ricoverati ed ambulatoriali, mobbing (non denunciato) da parte di una collega.
Oggi voglio parlare del mio essere Asperger (già accennato a loro precedentemente), ma non so, se mi chiedono la diagnosi del Dott Moscone faccio bene a mostrargliela? Mi faranno vedere da un psichiatra dell'ospedale visto che non ho una diagnosi di una struttura pubblica . Farò bene a parlare di questo? Verranno a sapere colleghe, coordinatrice, direttore...
Ma, ho quasi 60 anni, una vita di sofferenza, sia privata che lavorativa, devo lavorare ancora 10 anni prima della pensione, cosa aspetto ancora prima di rivelare il mio vero essere???
Chi può darmi un consiglio?
MononokeHimeOrsoX2nebelrondinella61david
Post edited by Sophia on

Commenti

  • CyranoCyrano Veterano Pro
    Pubblicazioni: 765
    Com’è andata?
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
  • CharlineCharline Membro Pro
    Pubblicazioni: 104
    Si, @Cyrano, abbiamo parlato dell'Asperger, e mi hanno dato un appuntamento per vedere uno psichiatra a fine luglio.
    Mi hanno rassicurata dicendomi che nessuno verrebbe a sapere nel mio ambito lavorativo se non sono io a dirlo (non ci credo, però).
    Ho chiesto se posso esimermi da fare ulteriori visite e mi hanno detto di si, ma le cose ovviamente non cambierebbero in questo modo in termini di carichi di lavoro, ecc....
    Il punto però è che ho percepito nelle loro parole il timore che io possa per il mio stato danneggiare in qualche modo una certa tipologia di pazienti, l'attività precedente era rivolta ai pz pediatrici, e ho spiegato bene che il burn out che ho avuto è stato proprio perché, per carenze varie di organico e per carichi di lavoro troppo intensi, con una collega che oltre
    a remarmi contro faceva degli errori madornali che correggevo quando non c'era, capivo che non era possibile dare il 100% a pz che per la loro fragilità e complessità di patologia dovevano avere il 100%.
    Il burn out è stato per proteggerli, non per danneggiarli.
    Chiaro che potrei di nuovo occuparmi di loro in un ambiente favorevole, l'ho fatto per 6 anni , apprezzata da tutti, medici e genitori, andavo all'estero due volte l'anno per congressi interamente in lingua inglese,....invidie, gelosie,....e ora la dannata idea di questi della MdL che io non sia in grado di farlo.
    Come se per loro Asperger volesse dire Pericolo.
    Non me l'hanno detto espressamente, ma l'ho intuito dal tono della loro voce insieme ai loro tanti sorrisi.
    Purtroppo siamo lontani dal cambiare l'ambiente di lavoro a misura di Asperger.
    O cambio io, ho seguito un corso di terapia cognitivo comportamentale per la gestione delle emozioni ma è troppo difficile (soprattutto in un ambiente di m...a come quello ospedaliero) o devo abbassare la testa e far prevalere la loro idea di disabilità a compiere un lavoro.
    OrsoX2rondinella61nebelMononokeHimeLisaLaufeysonSophia
  • CyranoCyrano Veterano Pro
    Pubblicazioni: 765
    Bisognerebbe far capire allo psichiatra che, proprio in forza dell’essere Asperger, il senso del dovere, della responsabilità, il bisogno, letteralmente, di fare le cose bene o non farle, non solo gioca a favore dei pazienti, ma può provocare gelosie in chi non vuole o non sa farlo; io esternerei le argomentazioni a cui accennavi, le cause vere del burn out, incluso il comportamento della collega. Lui potrebbe non conoscere o non conoscere bene la Sindrome, ma tu si, e puoi volgere questo a tuo vantaggio.
    Sophia
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
  • CharlineCharline Membro Pro
    Pubblicazioni: 104
    @Cyrano è proprio così come hai scritto, l'essere Asperger, così mi sento. Ci proveró a dirglielo, ma temo che non capirà. Grazie.
  • DrMoodyDrMoody Veterano
    Pubblicazioni: 282
    @Charline sul fatto che la diagnosi non verrà comunicata puoi stare tranquilla, le norme sono molto stringenti e anche qualora il medico del lavoro facesse delle prescrizioni non può, salvo tuo consenso, comunicare le motivazioni al datore di lavoro. Ho avuto rassicurazioni a riguardo da più medici.
    Per il fatto di destinarti ad altro incarico, è una cosa di cui dovresti parlare con il medico del lavoro e lo psichiatra. Se sei riuscita a farlo per sei anni, e bene, non c'è motivo per cui non potresti riprendere a farlo. Però forse dovresti valutare tu il carico della cosa, visto che sei già finita in burnout. Per carità, è frequente tra i lavoratori della sanità, ma ovviamente gli autistici sono decisamente più esposti a crolli (magari non burnout veri e propri, ma comunque grandi disagi). È un tema che abbiamo affrontato a lungo con la mia terapista, se posso permettermi ti consiglierei di non sottovalutare la cosa.
    Charline
  • SophiaSophia SymbolModeratore
    modificato 11 July Pubblicazioni: 4,593
    @Charline non conosco a fondo la tua storia e non conosco te, ma ho imparato che a volte nella vita alcuni cambiamenti non sempre sono negativi.

    Prova a valutare il nuovo incarico e a capire se potrebbe esserti favorevole in qualche modo.

    La stanchezza che il lavoro richiede non frequentemente non giova.

    Non so se hai già valutato la cosa.
    david
    Post edited by Sophia on
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • CharlineCharline Membro Pro
    Pubblicazioni: 104
    Ciao @Sophia, grazie.
    Si, ci ho pensato, in questo momento non avrei le forze per dedicarmi ad una attività complessa.
    E quindi, tanto vale andare avanti con le visite, non ho altre vie di uscita.
    Sophia
  • CharlineCharline Membro Pro
    Pubblicazioni: 104
    Ho visto "The Good doctor" . Tra i punti in comune, uno su tutti, la capacità di cercare velocemente nella mente la soluzione migliore ad un problema (purtroppo questa dote con la depressione dopo il burnout l'ho persa). Mi ha colpito molto. Non sono chirurgo né tantomeno medico, ma lavoro in ospedale e quanto ho descritto nei post precedenti riguardo alle invidie dei colleghi, alla frustrazione di non essere compreso, allo scetticismo dei superiori, addirittura la commissione che deve giudicarti abile o inabile ad eseguire una attività lavorativa, è tutto quello che ho visto nella serie TV.
    LisaLaufeysonMononokeHime
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