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Ho bisogno di parlare

ShikiShiki Veterano Pro
In realtà ho spesso bisogno di parlare. Di buttare fuori ciò che ho dentro. Di condividere. Di trasmettere. Di urlare.
Ma, ecco, spesso riesco a fare solo l'ultima cosa. Oppure sto zitta, crogiolando nel caos che ho dentro. Bruciando pian piano.
Ho tanti altri mezzi per esprimermi, tra cui principalmente la scrittura e da un po' anche il disegno. Ma non basta e ciò che ne esce può essere non compreso o frainteso.
Voglio stare sola. Non voglio avere contatti. Non voglio uscire. Ma in realtà vorrei l'esatto contrario, è solo che ognuna di queste cose mi costa estrema fatica e rischi. Mi espongono, sono come un spugna, assorbo tutto.
Non riesco nemmeno a parlare dei miei interessi. Negli anni mi sono come rinchiusa impedendomi di essere spontanea e tranquilla nel esporre me stessa. Sono una persona estroversa imprigionata in un mente che ha sofferto troppo e troppo a lungo per potersi riaprire al mondo. Questo mezzo di difesa mi ha salvata per tantissimi anni ma ora rischia di stritolarmi. Ma al tempo stesso so di non essere pronta ad affacciarmi al mondo perché potrei cadere ancora più in basso di prima, ancora più in basso di come sono ora.
Ho fatto cose stupide in passato e continuo a farle.
Odio me stessa, il mio corpo e ciò che faccio. Vorrei urlare, urlare in un modo umanamente impossibile e lasciar uscire il nero che ho dentro.
Penso a cose ripugnanti e macabre, che fuoriescono a volte da ciò che scrivo o disegno. In parte mi affascinano... ma dall'altra rispecchiano ciò che ho dentro, ciò che sento e ciò che sono.
E mi sento in colpa. Una colpa tremenda. Ogni giorno.
Penso spesso che gli altri vivano per ricordarmelo ma in realtà sono io che distorcendo le loro parole, trasformo semplici frasi in odio.

So che questo topic non ha un senso preciso... ma ecco, avevo bisogno di parlare.
vera68Markovale82SophiaCharlineMarco75Sniper_OpsnebelMononokeHimeLisaLaufeysonPiu82
Il mio BLOG: mymadreams.wordpress.com
Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna… punito perché vede l’alba prima degli altri. [Oscar Wilde]
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Commenti

  • SwiftSwift Veterano Pro
    Pubblicazioni: 928
    Mi ritrovo in molte delle cose che dici. Anch'io voglio parlare e non voglio parlare allo stesso tempo. A me piace scrivere. Qualcuno ha apprezzato cio' che ho scritto; ma poi io non ho saputo rispondere all'apprezzamento. Le tue parole sono emozionanti.
    ale82Shiki
  • Jin_Nemo_OudeisJin_Nemo_Oudeis Veterano Pro
    modificato 10 July Pubblicazioni: 502
    @Shiki sospetto che stai vivendo un periodo dissociativo, nel concreto hai vissuto depersonalizzazione a cui ora si e' aggiunta derealizzazione. 
    La cosa in se non e' un problema, e fintanto che non pregiudica la tua qualita' della vita puoi continuare a fare cio' che ti pare, ma se ti trovi in un loop dal quale non riesci ad uscire da sola, allora secondo me puo' avere senso fartelo spiegare. 

    Se ti va, racconta della tua routine e degli eventuali fattori che reputi rilevanti, cosi' potrei darti un parere meno vago sui rapporti causa/effetto.
    Johnnygang80
    Post edited by Jin_Nemo_Oudeis on
    Tutto appare sempre un po' diverso
    quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è
    bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo,
    che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po'
    sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • AlleliParalleliAlleliParalleli Veterano
    modificato 10 July Pubblicazioni: 191
    Quello di cui parli mi colpisce.    Lo fa perché io sono come te, e c'è una cosa che voglio dirti che spero possa farti sentire meglio.   Tra la mente e l'anima c'è una linea estremamente sottile, eppure attraversabile.   Con che cosa è attraversabile?  Con la volontà.  

     A questo proposito, la mente prova a difendersi.  ''Volontà?  Puah, non ne vale la pena.  Alla fine il disprezzo ed il caos che montano dentro di mecontinuo a sentirli, quindi non cambierà mai nulla.''   La mente, per sua natura, è autodistruttiva.  E' programmata per la mera sopravvivenza del corpo, e farebbe di tutto per salvarsi, costruendo castelli di carta eterei e senza sostanza che possono cadere in ogni momento.  Alla fine della fiera, la vera paura assoluta per la mente sai qual'è? E' la perdita della consapevolezza, ovvero la morte.  

    Per preservarsi intatta dunque, la mente ci rinchiude in un piccolo demonietto chiamato Ego che in realtà è la sua arma più potente, estremamente pericolosa perché a doppio taglio.  Noi umani siamo abituati ad indentificarci con l'Ego, che crea una sorta immagine mentale di noi, persuadendoci nell'illusione che sia la nostra VERA persona.

    Ma non è così.  Perdiamo così tanta energia in ragionamenti, ragionamenti, ragionamenti.   Ma se ci pensi, che cos'è che fa partire il ragionamento? Spesso e volentieri, è un emozione.   Sono le emozioni quello su cui ci dobbiamo concentrare, e non la gabbia mentale che l'ego vuole costruire attorno ad esse per continuare a farci stare male.   Tu hai detto una cosa.   Hai detto che vuoi stare sola, e non avere contatti, ma al tempo stesso dici di volerne avere ed esporti al mondo.  Pensa all'emozione che sorge quando pensi al mondo esterno.  Che cos'è, rabbia, paura o qualcos'altro?  

    Focalizzati solamente sull'emozione, che si manifesterà al livello del corpo, dato che ad ogni emozione negativa è legata una precisa sintomatologia fisica, fosse anche un mal di testa.   Permetti all'emozione di restare nel tuo corpo, non reprimerla.  La mente ha 3 modi per combattere le emozioni:  Con la repressione, soppressione, o espressione.  La repressione di un emozione è inconsapevole, e spesso e volentieri viene effettuata proprio dai continui ragionamenti della mente su di essa.  La soppressione è consapevole, è quando scegli di buttare giù quell'emozione in quel determinato momento.   L'espressione è, bhe, quando fai uscire quell'emozione.   Quando ti viene voglia di urlare, per l'appunto.   Da un emozione partono milioni di pensieri che non hanno mai fine, e lo sai meglio di me.   Ne so qualcosa anche io, purtroppo.

    Prova, invece, a sentirla solamente quell'emozione.  Chiediti questo, se ci riesci: ''posso permettere a quest'emozione di comandarmi, anche se fosse per qualche secondo?''. Se ti rispondi ''sì'', preparati, perché sarà l'inferno a livello del corpo.   Eppure, quando il peggio sarà passato, noterai che ti sentirai più leggera. 

     Questo perché quando permettiamo alle emozioni di restare dentro di noi, senza giudicarle, dopo un po' perdono d'intensità e alla fine scompaiono totalmente.   Al loro posto, prova a permettere alle emozioni positive di fare spazio nella tua anima.   La gentilezza, l'amore, la compassione per l'essere umano.   Sono tutti stati attenibili qui ed ora, in questo momento, con la sola forza di volontà.  

    Questa in realtà è una tecnica che si chiama Letting go, promulgata da uno psichiatra americano in cui ne ha pubblicato i contenuti in un libro con l'omonimo nome.   Questo libro me lo passò un mio carissimo amico, che aveva appena iniziato un percorso di crescita personale.   All'inizio fui scettico, perché mi sembrava uno di quei soliti libri pseudo-psicologici che mi hanno fatto sempre incazzare per le loro baggianate, ma questo è un libro che va oltre.   Io purtroppo te ne ho spiegato un pezzetto e sicuramente male lol, ma fondamentalmente è così che funziona la cosa. 

    Se ti interessa quello che ti ho detto, magari puoi provare l'esercizio che ti ho consigliato.  Fallo solo se te la senti, perché è roba potentissima e va maneggiata con cautela.  Ci tengo al tuo bene, anche se non ti conosco.  Spero di essere stato un pochino d'aiuto :)
    Jin_Nemo_Oudeisale82Sniper_OpsShikiPiu82Samala
    Post edited by AlleliParalleli on
    ''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )


  • ShikiShiki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 331
    @Jin_Nemo_Oudeis
    cosa ti fa pensare che io abbia questi disturbi?

    Poi leggerò anche gli altri.

    Notte.
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  • Jin_Nemo_OudeisJin_Nemo_Oudeis Veterano Pro
    modificato 10 July Pubblicazioni: 502
    @Shiki Lain e Ran rispecchiano un lampante stereotipo di depersonalizzazione e derealizzazione.

    Potrei aver visto molte coincidenze allinearsi da quanto hai scritto nei post dei mesi scorsi (almeno 17 punti si sono allineati) per cui ho "azzardato" questa ipotesi. Tra le altre cose, e' un disturbo che pare essere molto frequente nelle persone che hanno inclinazioni transgender/problemi in generale ad accettare il proprio corpo.
    Troverei una conferma della fondatezza della mia ipotesi (>90%) se tu affermi di passare le giornate in casa, comunichi poco o nulla con le persone, ti senti sconnessa dalla realta' nonostante la percepisci lucidamente, hai un'appannamento della percezione di te stessa e della realta' che ti circonda (come se la realta' non fosse realmente reale), e una sensazione di estraneita' nel tuo corpo.
    Questo stato mentale ha molte similitudini con la trance ipnotica.



    Buon ascolto. 
    Piu82
    Post edited by Jin_Nemo_Oudeis on
    Tutto appare sempre un po' diverso
    quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è
    bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo,
    che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po'
    sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • ShikiShiki Veterano Pro
    modificato 10 July Pubblicazioni: 331
    Beh, a dire il vero comunico spesso con le persone che ho intorno, anche se non lo faccio come vorrei. Non abito sola e cmq sento molto spesso il mio fidanzato, quando non siamo insieme (io da lui o lui da me).
    Il mio sentirmi sconnessa non penso che sia il modo in cui l'abbia inteso tu...
    Non ho mai detto di non percepire me stessa lucidamente, ecc.
    A volte non so cosa sento ma è diverso. È più un caos mentale. Un non riuscire a ordinare i propri pensieri. Sono talmente tanti che a volte mi sembra di non sentire nulla ma in realtà ho dentro una moltitudine.

    Avevo già esplorato la remota possibilità di avere episodi dissociativi ma sono stati ampiamente scartati da me e da chi mi segue.

    Sparare diagnosi, dando un proprio significato letterale a ciò che scrivo, mi sembra piuttosto sbagliato. Perché poi non sono disturbi leggeri ciò di cui parli.

    So benissimo che Ran e Lain possono essere esempi di personaggi dissociati (ma definirli stereotipo è riduttivo) ma il rivedermi in certi loro aspetti ed empatizzare profondamente non significa condividerne ogni lato intimo.

    Sentirsi agender non è proprio una cosa transgender visto che non sento nessun genere. Tantissime persone non accettano il proprio corpo ed è comune anche nell'autismo avere preferenze per un corpo androgino.

    E posso ammettere di amare pensieri del tipo come riflessioni sul perché io sono io. Sul perché esisto e perché esisto con questa coscienza, in questa mente. Cosa fa parlare la mia mente e mi da consapevolezza, ecc. Sul significato dell'essere ricordato. Sull'importanza o meno del corpo. Ecc ecc
    Ma sono mie forme di pensiero, no un disturbo.

    Uso il termine disconnesso per dire che mi sento fuori sincrono dalle persone e da ciò che le fa andare avanti, il come comunicare, ecc. Ma non sono disconnessa dal mondo reale, dal mio corpo, dai miei pensieri, ecc.
    Post edited by Shiki on
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  • Jin_Nemo_OudeisJin_Nemo_Oudeis Veterano Pro
    modificato 11 July Pubblicazioni: 502
    @Shiki 
    Non ho mai detto di non percepire me stessa lucidamente, ecc.
    Infatti non l'ho mai affermato. La peculiarita' della depersonalizzazione/derealizzazione e' che preserva la lucidita'. Sei lucida, pero' la realta' non ti sembra reale. Tu stessa potresti non sentirti reale.

    Sparare diagnosi, dando un proprio significato letterale a ciò che scrivo, mi sembra piuttosto sbagliato. Perché poi non sono disturbi leggeri ciò di cui parli.

    Non ho mai detto che si tratta di una diagnosi. Non ho neppure la licenza per poterle fare. Inoltre ho specificato da subito che si tratta solo di sospetti e supposizioni.

    Se disegni cosi' spesso ragazze dissociate presumo che esse riflettono qualcosa di te, ed in tal senso le disegni per esprimere quei tratti che ti accomunano con loro. Nei disegni noto che la prima cosa che salta all'occhio e' l'espressione ed il mood, che e' rimasto abbastanza coerente nel tempo. Potrebbe anche essere dovuto alla bassa luminosita' delle foto, che raffredda l'espressione dei personaggi, pero' non c'e' nulla nulla che si incastra cosi' bene con quanto hai fino ad ora scritto. E' l'unica spiegazione semplice per tutto cio' che hai scritto fino ad ora.

    L'alternativa e' che le disegni perche' vorresti essere come loro. Sei quindi una sorta di fan che disegna le sue eroine, ma questo e' abbastanza in contraddizione con la tua tendenza ad interiorizzare cio' che ti circonda. Non hai molto l'indole della tifosa, tu tendi piu' ad inglobare quel che ti circonda.

    Quel che penso e' che in sostanza hai interiorizzato un po la psicologia di Lain e Ran, per la fissazione che ti danno. Subisci quindi inevitabilmente la loro influenza.
    Questo non ti rendebbe chiaramente una dissociata patologica, ma se le cose stanno cosi', potresti avere comunque dei (forse lievi) tratti dissociativi.



    ***

    Io tutt'ora non ho capito i seguenti punti:
    1) qual'e' il problema?
    2) vuoi risolvere quel problema?

    ***


    PS! Io non esisto. Probabilmente nemmeno questa conversazione esiste. 
    Forse nemmeno tu esisti. 
    Del resto, se esisti, immagino che avrai una prova inoppugnabile della tua esistenza. ;)
    Post edited by Jin_Nemo_Oudeis on
    Tutto appare sempre un po' diverso
    quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è
    bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo,
    che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po'
    sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • ShikiShiki Veterano Pro
    modificato 11 July Pubblicazioni: 331
    Io tutt'ora non ho capito i seguenti punti:
    1) qual'e' il problema?
    2) vuoi risolvere quel problema?

    Partiamo dalla fine...

    1) E' scritto nel titolo - ma poi ci deve essere per forza? ho semplicemente aperto un post di sfogo... -
    2) Sì, ma non so come.

    Ok, il primo punto in realtà può espandersi in molti modi e forme.
    Voglio parlare. Beh, in realtà lo faccio spesso e in diverse forme. Il problema è che non mi sembra che ciò che vorrei comunicare arrivi agli altri (con questo intendo disconnessa).
    Percepisco me stessa e il mio corpo fin troppo chiaramente tanto da non sopportarlo a volte. Ho grossi problemi sensoriali legati al tatto e questo intensifica tutto (specie d'estate). Ho dentro una moltitudine. Ho bisogno di esprime questo dentro. Sento me stessa ma non riesco a darle sfogo.
    Direi che è tutto il contrario del disturbo di depersonalizzazione.
    Lo stesso vale per la derealizzazione.
    Per me il mondo è fin troppo concreto. Così penetrante che vorrei fosse davvero irreale. Ecco perché fantastico fin da quando ne ho memoria.
    Ma so bene cosa è finzione e cosa no. So bene dove è il confine. Ma soprattutto percepisco lucidamente il mondo come reale e so che lo è (lasciando da parte credenze filosofiche e religiose).
    Io esisto, il mondo esiste, ecc, ecc.
    Dopo discutere di cosa sia l'esistenza e cosa significhi veramente è un viaggio di pensiero che mi piace fare ma non è un disturbo. Non è che mentalmente penso davvero che ciò che ho intorno o io stessa possa non essere reale. 

    Disegno ragazze dissociate?
    Magari ti sei soffermato sul lato sbagliato.
    Ho passato e sto passando un forte periodo di depressione e ansia, con pensieri brutti e atti estremi, paura della morte, ecc. Forse per questo disegno cose che esprimono un mood vuoto. Perché rimango svuotata o vorrei esserlo in quanto ho talmente tanto dentro a volte da non comprenderne la natura. Allora non so che faccia fare. Un mood vuoto è l'ideale. Un vuoto che in realtà è denso di materia come un buco nero.

    Quel che penso e' che in sostanza hai interiorizzato un po la psicologia di Lain e Ran, per la fissazione che ti danno. Subisci quindi inevitabilmente la loro influenza.
    Questo non ti rendebbe chiaramente una dissociata patologica, ma se le cose stanno cosi', potresti avere comunque dei (forse lievi) tratti dissociativi.

    Questo non lo nego e non lo affermo, perché non mi interessa e non è il problema.
    Io sono sempre stata così, se poi viene confuso o comunque fuso con una lieve dimostrazione di tratti dissociativi... beh, ok.
    Ma di certo non ho il disturbo e non è ciò che mi fa stare male.


    Ciò che mi da fastidio non è che tu abbia ipotizzato che io sia dissociata. Può anche starci il sospetto visto che tempo fa l'ho sospettato io stessa.
    Ma primo fra tutto non è alla base dei miei problemi.
    Secondo, vengo fuori da un periodo nero in cui poi una persona, sempre in questo forum, ha fatto ipotesi fantasiose sul mio stato, studiandosi quello che scrivevo e le mie passioni, estrapolandone una diagnosi errata, fantasiosa e insistente.
    Quindi vorrei che non si faccia l'analisi di quanto scrivo e se ne traggano diagnosi.
    Dare consigli e pareri sì ma insistere no.
    Diventa davvero una cosa che mi turba e mi fa venire voglia di abbandonare questo posto definitivamente.
    Post edited by Shiki on
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  • Jin_Nemo_OudeisJin_Nemo_Oudeis Veterano Pro
    modificato 11 July Pubblicazioni: 502
    @Shiki se e' di Pavely che stai parlando, ti assicuro che quasi tutte le sue ipotesi, partendo dalle informazioni che erano in suo possesso, avevanano senso, dal suo punto di vista pero'. Il suo margine di errore e' da ricondurre tutto alle cose di cui per ovvi motivi non poteva essere a conoscenza. Le persone sono molto inclini a raccontare solo mezze verita', e tendono spesso a dare l'impressione sbagliata.

    Io so di non avere tutte le informazioni importanti sul tuo conto. Quindi puoi tranquillizzati, perche' non ho delle convinzioni mie sul tuo conto da dover dimostrare.

    ***

    Su quanto hai scritto mi pare di capire che ti stai lamentando di cose che sono fuori dal tuo controllo, e che rimarranno tali ancora molto a lungo.

    Penso che farti prediche a riguardo non porterebbe a nulla.

    ***

    L'unico punto che sembra (forse) "risolvibile" e' il senso di colpa. Sei in grado di spiegare il tuo senso di colpa?
    Post edited by Jin_Nemo_Oudeis on
    Tutto appare sempre un po' diverso
    quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è
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    sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • ShikiShiki Veterano Pro
    modificato 12 July Pubblicazioni: 331
    Sì, mi riferisco a Pavely, che nonostante il suo buon intento mi ha messa profondamente a disagio...
    Tutto può avere senso mettendo insieme i puntini, riempiendo i buchi con le proprie fantasie e interpretando quei puntini dal proprio punto di vista.
    Dopotutto è vero che nessuno dice mai tutto di se stessi, sarebbe troppo facile sennò. Specie nel mio caso ho proprio difficoltà a parlare di me stessa. Ed è anche vero che tramite testi scritti in un forum è molto difficile inquadrare una persona... e quindi l'impressione sbagliata è subito dietro l'angolo, cosa che poi temo molto. Odio dare un'impressione di me che non corrisponde alla realtà.

    Ma visto che siamo a un punto morto sulla questione, direi che possa bastare. Ci siamo chiariti, suppongo.

    Su quanto hai scritto mi pare di capire che ti stai lamentando di cose che sono fuori dal tuo controllo, e che rimarranno tali ancora molto a lungo.

    Penso che farti prediche a riguardo non porterebbe a nulla.

    Ma infatti non cerco qui la soluzione a questi problemi o specialmente niente di immediato. Sono cose che richiedono tempo.
    Ma parlarne aiuta.

    Spiegare il mio senso di colpa?
    Nì.

    In parte può essere descritto come un normale senso di colpa che subentra molto spesso. Il deludere le aspettative degli altri (che però sono anche le mie), il comprare un qualcosa che desidero - che posso permettermi - ma poi avere i rimorsi perché penso di aver speso a vuoto dei soldi che avrei potuto benissimo impiegare in altro modo. (Cosa non vera il più delle volte se ci penso razionalmente)
    L'essere una continua fonte di problemi.
    Ecc...

    Riassumendo, non essere all'altezza delle aspettative e sempre quella che cozza con tutto ciò che ha intorno.
    MononokeHime
    Post edited by Shiki on
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