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Desideri autentici e desideri indotti

Buonasera a tutti. Come avevo accennato in un commento, in questo periodo sto attraversando una crisi - non in senso negativo: ma mi sto rendendo conto di come alcune mie apparenti certezze siano fatte di sovrastrutture sociali non supportate da nulla di "mio". Sotto questo principio di consapevolezza stanno quindi iniziando a sgretolarsi, lasciando molto spazio vuoto per accogliere nuovi desideri - o per riconoscerli in me; ma questa discussione non vuole focalizzarsi sul mio caso specifico -riguardo a cui non desidero attualmente scendere in dettagli- bensì approfondire ed indagare sui desideri, sul concetto stesso di desiderio, e soprattutto su come riconoscere e stabilire la differenza tra un desiderio autentico, che si origina da me, dalla mia individualità, e si lega profondamente alla mia identità, da uno che altro non è che una sovrastruttura sociale: ovvero un desiderio inconsapevolmente indotto per aderire a uno standard, a un "modello di normalità", e per desiderare qualcosa che ci si aspetta che tu desideri ed è ritenuto "naturale" desiderare.
(Io mi sto rendendo conto, anche spingendo lo sguardo molto indietro, a un'epoca in cui il mio condizionamento sociale era molto basso, che alcuni desideri erano non solo assenti, ma anche totalmente avulsi dal mio modo di sentire. Poi, nella tarda adolescenza, ho avuto anni di intenso condizionamento sociale, che mi sto scrollando di dosso negli ultimi anni; ma restano delle "zone d'ombra", dei punti oscuri che mi causano dubbi, anche se forse nel profondo di me conosco le risposte, sebbene siano sepolte sotto tanti strati, alcuni dei quali sto riconoscendo ben poco "miei", se non in stridente contrasto con il nucleo più antico e -credo- vero di me).
rondinella61WBorgclaluiNemoMononokeHimeSophiaPiu82LisaLaufeysonmammarosannaCorocottas
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Commenti

  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 854
    Non esistono desideri autentici e desideri indotti: tutti i desideri sono indotti. L'unica discriminante è se questi desideri ci portano benessere o sofferenza.
    I primi vanno mantenuti, gli altri vanno cambiati.
    rondinella61WBorgAJDaisyLisaLaufeyson
  • LifelsLifels Colonna
    modificato 19 July Pubblicazioni: 1,271
    [ Messaggio ampiamente modificato aggiungendo del testo ]

    Forse un desiderio è sempre sincero, ma si potrebbe non sapere perché si desidera qualcosa, anche quando si pensa di saperlo. Un “desiderio” può essere indotto da un altro “desiderio”, il secondo potrebbe essere quello che si considera “autentico”.
    Penso per esempio a un bambino che non sente il bisogno di interagire con gli altri bambini, ma ci prova perché desidera vedere il sorriso di sua madre, piuttosto che uno sguardo “distante”; questo bambino potrebbe non essere consapevole di questo.

    Forse quasi tutti i desideri sono in qualche modo indotti, ma spesso ci si accorge di questo solo quando perseguirli non ci dà soddisfazione; i motivi della mancata soddisfazione possono essere molteplici.
    rondinella61AmelieLisaLaufeysonmammarosanna
    Post edited by Lifels on
    Tutto “tra virgolette”
  • NemoNemo Pilastro
    Pubblicazioni: 2,052
    Benvenuta nel mondo di noi nichilisti :-)

    Scherzo. ma nemmeno troppo. Tolte le sovrastrutture sociali, cosa resta: nulla.

    Nell'accezione nichilista più profonda, anche la morale è inesistente come realtà oggettiva: quindi, qualsiasi cosa tu desideri, essa è perché deve essere, non c'è un bene o un male.

    Seguendo questo ragionamento, se scavi in te stessa e vedi cosa deriva da richieste esterne e cosa da bisogni interni, una risposta te la puoi dare da sola, e sarà quella autentica.

    rondinella61AmelieSophia
    Memento Mori
  • LifelsLifels Colonna
    modificato 19 July Pubblicazioni: 1,271
    @Amelie

    Considerando quello che hai scritto, intuisco/ipotizzo che quello che vorresti capire e di cui vorresti parlare possa essere soprattutto “come poter capire perché desideriamo ciò che desideriamo”.

    Potrebbe essere utile anche “saper capire” perché perseguire un nostro desiderio non ci sta dando o non ci ha dato soddisfazione . Questo ci aiuterebbe a valutare se “valga la pena” fare qualcosa per cambiare questo stato di insoddisfazione senza rinunciare “al desiderio”.

    rondinella61
    Post edited by Lifels on
    Tutto “tra virgolette”
  • AmelieAmelie Pilastro
    modificato 19 July Pubblicazioni: 4,423
    Ronny ha detto:

    Non esistono desideri autentici e desideri indotti: tutti i desideri sono indotti. L'unica discriminante è se questi desideri ci portano benessere o sofferenza.
    I primi vanno mantenuti, gli altri vanno cambiati.

    @Ronny , non credo che tutti i desideri siano indotti; o meglio: io noto una profonda differenza tra alcuni che mi sembrano originarsi da me e altri che vedo come "desideri falsi", o anche "desideri falsi-omologati": quelle cose che ti convinci di desiderare, ma in realtà sono una sovrastruttura sociale a cui cerchi, spesso inconsapevolmente, di conformarti attraverso, appunto, il desiderio.
    Sicuramente quelli che io chiamo "desideri autentici" sono influenzati dall'ambiente, perché ogni cosa con cui veniamo in contatto agisce, modella e modifica la nostra visione del mondo, aggiungendo tessere di consapevolezza al mosaico di noi stessi o svelandone altre fino ad allora in ombra, ma la differenza risiede nel fatto che questi desideri sono legati a una parte di noi connessa alla dimensione privata, intima, più sincera e meno filtrata, e non ad un'aspirazione più o meno consapevole di accettazione sociale e di rivestire un certo ruolo pubblico. I desideri indotti sono come desideri-schermo che ci impediscono di progredire nel viaggio alla scoperta di noi stessi.
    mammarosanna
    Post edited by Amelie on
  • Jin_Nemo_OudeisJin_Nemo_Oudeis Veterano Pro
    modificato 19 July Pubblicazioni: 555
    @Amelie ho passato il tuo dramma esistenziale a 12 anni circa. Vuoi una risposta semplice? Liberati di tutto cio' di cui non bisogno, e ti sara' chiaro cio' che realmente vuoi. Cio' che possiedi ti possiede, che tu lo voglia o meno.

    Vuoi una risposta complessa? I sogni che ti sei creata nel tempo ti potranno condurre solo verso una infelicita' programmata, perche' non sono i tuoi sogni. E' il percorso designato per le formiche operaie. 
    Anche le tue convinzioni non sono propriamente tue, semplicemente ti hanno tartassata di cazzate finche' non le hai assorbite. E si sa, la gente crede a cio' che uno gli ripete.
    E' successo perche' sei meno sveglia di quel che pensi. In verita' se tu sottraessi tutte le cose superflue che nel tempo si sono sommate a te, alla fine ti renderesti conto che tu, come individuo senziente, sei un guscio quasi o del tutto vuoto. Vivi cosi' perche' non hai ancora accettato la responsabilita' della tua (presunta) esistenza. Non hai idee tue perche' ti importa piu' cosa pensano gli altri di te, piuttosto che concentrarti su cosa sei effettivamente.




    Resterai da sola se esci dal recinto.
    woodstock
    Post edited by Jin_Nemo_Oudeis on
    Tutto appare sempre un po' diverso
    quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è
    bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo,
    che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po'
    sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,682
    O desideri indotti possono donarci un'effimero surrogato di felicità, se non impossibili da raggiungere.

    Per lo più sono legati al consumismo o al raggiungimento di uno status.

    Se per natura sei refrattaria a questi due aspetti, potresti avere desideri fisici egoistici.
    Tipo desidero l'acqua fresca del rubinetto di casa mia o desiderio di respirare all'alba o desiderare una persona per il momento presente sapendo che non potrà mai darti lo status "compagna".
    Questi vengoni denigrati al ruolo di istinti.
    Il che mi fa tanto sorridere...

    Se mi guardo dentro non sento desideri, ma istinti.
    Amelie
  • vera68vera68 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 585
    Dieci anni fa mi hanno chiesto di fare un disegno. Il mio sogno (dediderio) da bambina.
    È stata una mazzata terribile: non avevo avuto desideri
    Che disegno? Guardavo le persone accanto a me: una faceva la cantante di una band, un altro un astronauta. Mi è venuto un groppo in gola io avevo solo il desiderio di mettere a posto i pezzi, i miei pezzi. Così feci un aquilone (desiderio di libertà) composto da pezzi di puzzle.
    Nove anni dopo, la terapeuta che mi aveva in terapia da 3 mi disse, o meglio mi aiutò a scoprire, che avevo tratti nello spettro autistico. Quel disegno assumeva un che di profetico.
    Ora dopo un grosso e profondo lavoro psicoterapeutico riconosco che avevo dei desideri, quelli autentici (volevo fare la trapezista, il saltimbanco, ma anche volevo essere la principessa salvata dal principe azzurro...e vissero tutti felici e contenti) eppure se qualcuno a 5/6 anni mi avesse chiesto cosa avrei voluto fare da grande avrei risposto tutt'altro. Avrei risposto che volevo fare quello che faceva la persona che in casa mia non si lasciava soverchiare da nessuno. Ironia del destino ho finito per fare proprio quello. Niente di più lontano dalla mia natura, ma io dovevo dimostrare che ne ero all'altezza.
    Alla fine ho finito per desiderare solo di compiacere, fino a che non ho avuto più desideri miei. Mi piaceva ciò che piaceva ai miei per quieto vivere. E questi sono i desideri indotti.
    Mi sono imbarcata in un lavoro che non fa per me, ho buttato via un talento solo per mostrare il mio valore . E questo non è un desiderio indotto è un autogol, un autoboicottaggio che ha fatto leva sulle mie ferite narcisistiche profonde

    Per me c'è differenza tra un dediderio autentico e uno indotto
    AmelieMononokeHimerondinella61LisaLaufeysonSophia
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 4,009
    più che "autentici" o "indotti" io separo tra quelli che mi appartengono e quelli che non mi appartengono.
    e non è detto che un desiderio che mi appartiene non sia indotto.
    e poi, che sia reale o meno, che mi appartenga o meno, non significa che sia anche realizzabile (cioè posso desiderare con tutta l'appartenenza possibile qualcosa di impossibile da ottenere).

    l'appartenenza è un sentire. posso desiderare qualcosa ma non sentirmi del tutto convinto. allora non mi appartiene in parte o del tutto, e potrebbe esere indotto, certo, oppure che non soddisfa più i miei bisogni attuali. 

    insomma è difficile. così come non penso che desiderare uno specifico bene di consumo sia solo indotto. potrebe semplicemente soddisfare il bisogno di integrazione. ed essere parte di una cultura di massa non lo vedo negativo, quando è esattamente il soddisfacimento di uno stile di vita comune e quale aspettativa di una persona meno esigente. 
    Amelierondinella61Ronny

  • torukhtorukh Colonna
    Pubblicazioni: 1,648
    Amelie ha detto:

    Buonasera a tutti. Come avevo accennato in un commento, in questo periodo sto attraversando una crisi - non in senso negativo: ma mi sto rendendo conto di come alcune mie apparenti certezze siano fatte di sovrastrutture sociali non supportate da nulla di "mio". Sotto questo principio di consapevolezza stanno quindi iniziando a sgretolarsi, lasciando molto spazio vuoto per accogliere nuovi desideri - o per riconoscerli in me; ma questa discussione non vuole focalizzarsi sul mio caso specifico -riguardo a cui non desidero attualmente scendere in dettagli- bensì approfondire ed indagare sui desideri, sul concetto stesso di desiderio, e soprattutto su come riconoscere e stabilire la differenza tra un desiderio autentico, che si origina da me, dalla mia individualità, e si lega profondamente alla mia identità, da uno che altro non è che una sovrastruttura sociale: ovvero un desiderio inconsapevolmente indotto per aderire a uno standard, a un "modello di normalità", e per desiderare qualcosa che ci si aspetta che tu desideri ed è ritenuto "naturale" desiderare.
    (Io mi sto rendendo conto, anche spingendo lo sguardo molto indietro, a un'epoca in cui il mio condizionamento sociale era molto basso, che alcuni desideri erano non solo assenti, ma anche totalmente avulsi dal mio modo di sentire. Poi, nella tarda adolescenza, ho avuto anni di intenso condizionamento sociale, che mi sto scrollando di dosso negli ultimi anni; ma restano delle "zone d'ombra", dei punti oscuri che mi causano dubbi, anche se forse nel profondo di me conosco le risposte, sebbene siano sepolte sotto tanti strati, alcuni dei quali sto riconoscendo ben poco "miei", se non in stridente contrasto con il nucleo più antico e -credo- vero di me).

    Purtroppo non esiste una vera e propria distinzione tra un "nucleo più antico e vero di sé", e quello che si addossa a quel nucleo come sovrastrutture.
    Tutto ciò che siamo in ogni fase della nostra vita è diretta conseguenza delle condizioni in cui esistiamo e siamo esistiti fino a quel momento.

    Se, in un determinato momento della propria vita, si giunge ad un'evidente necessità di abbandonare e rigettare dei condizionamenti ricevuti in un determinato contesto, è perché si sceglie di dare più peso ai condizionamenti preesistenti al momento in cui si è ricevuti quelli che si intende rigettare.

    Perfino il fatto di parlare una lingua e non un'altra è un condizionamento sociale, perché è cultura.
    Tutto ciò che è cultura determina minuziosamente il nostro modo di pensare, perché siamo esseri di astrazione e di conseguenza percepiamo tutto attraverso simbologie che si collocano all'interno della nostra struttura neurologica in modo materiale, assumono cioè un posto nel nostro cervello, sotto forma di strutture neurologiche ed il loro funzionamento determina di conseguenza anche il rapporto e l'interpretazione degli eventi che di secondo in secondo, come di anno in anno, ci accadono attorno.

    Nulla di cui obiettare, nella tua decisione, nulla su cui porre veti o fare i puntigliosi.

    E' una questione del tutto personale, un processo di maturazione che è propria affermazione a se stessi.

    Buona rivisitazione della tua infrastruttura interiore e che ti sia utile a raggiungere la migliore condizione possibile nel tuo presente.
    Ronnyrondinella61
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