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Ci sono collegamenti tra shutdown e dissociazione?

ShikiShiki Veterano Pro
modificato 20 July in Sensi, percezioni, attenzione
(edit... appena riesco aggiungo dell'altro, scusate)
Post edited by Shiki on
"Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

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Commenti

  • ShikiShiki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 643
    Non so perché non riesco a modificare il post precedente...
    Ma comunque mi dispiace aver avviato una discussione a metà... ero fuori e mi è venuta l'idea di aprirla ma non avevo tempo e tranquillità per farlo. Un'azione impulsiva >.<


    Tornando al tema della discussione:
    Riflettendo su ciò che mi sta capitando ormai da un po', con rinnovata frequenza rispetto al passato, e ripensando ad alcune passate discussioni, alcune non troppo lontane, ho avuto modo di capire che io sono molto incline a cadere negli shutdown, mentre prima li avevo totalmente ignorati concentrandomi di più sui miei esplosivi e potenti meltdown (molto meno facilmente ignorabili). Entrambi scattano come meccanismo di difesa, sia da situazioni poco piacevoli o da sovraccarichi mentali. Ma non so perché solo ultimamente ho fatto caso a quanto facilmente io cada negli shutdown, confondendo per molto tempo la cosa (o confondendola in parte) con dei stati apatici o dissociativi tanto da portarmi mesi fa a temere/sospettare di avere strani disturbi che ora non escludo ma che comprendo meglio potendoli inglobare nel mio essere autistica.
    Ma ho ancora molti dubbi a proposito ma farò prima a descrivere, provare a descrivere, la mia esperienza:

    alcuni di voi sapranno ormai che sono in un periodo difficile in cui non comprendo la vera radice del problema, ma di certo sono spesso presa da pensieri intrusivi e continui con forte incapacità di spostare l'attenzione su cosa è importante: questo mi ha reso più distante del solito, poco costante (molto di meno di quanto lo ero di solito) negli impegni presi e nel mantenere la parola data o i rapporti sociali. Sento che ciò che dovrei gestire è troppo per le me e sto cercando quindi di accettare il fatto che posso solo dedicarmi a pochissime cose per volta, compresa la cura personale, della casa o lo studio. Ma cosa mi allontana facilmente da questo stato di confusione? Il vuoto. Disconnettere tutto. Stacco la spina e la testa mi diventa vuota e leggera. Intorno a me non esistono più relazioni o connessioni, impegni o problemi. Mi distendo e resto così, per molto tempo, al massimo ascoltando un po' di musica e sfogliando velocemente, ma senza prestare alcuna attenzione, qualcosa che mi fa stare bene.
    Ma fino a poco tempo fa ho anche cercato di impedirmi di cadere in questo stato, senza esserne totalmente cosciente: lo vedevo come una perdita di tempo, in poche parole, la base di tutti i miei problemi, e come se in realtà mi lasciassi sfuggire il mondo intero ma facendo così peggioravo le cose perché mi auto-generavo un potente senso di colpa, mi obbligavo a "tornare" anche con metodi brutali, come un taglio, pur di sentire la realtà, oppure gli altri si prendevano (prendono la briga) di obbligarmi a uscire, facendo scoppiare un meltdown pauroso (parlo del mio ragazzo o mia madre specialmente - ora che ho maggiore coscienza di questo fatto e che non è esso alla base dei miei problemi ma ne è una conseguenza posso provare a far capire loro che costringermi a uscirne è solo un male per me).

    Tutto questo però, al di fuori del mio riuscire a capire quale sia il problema di fondo, smettendo quindi di mettere solo "pezze" qua e là per alleviarlo, e imparare a gestirlo, il maggior mezzo di autodifesa che ho sempre usato è stato lo shutdown e non me n'ero mai resa conto consciamente. 
    E questo mi porta a chiedermi quale sia la differenza con gli stati dissociativi, se c'è un nesso, ecc...
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

  • vera68vera68 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 778
    Secondo me SÌ.
    Esattamente con lo shutdown? Non lo so, non so se può essere visto come una derealizzazione, non sono una psicologa né una esperta.
    Però c'è sicuramente un nesso tra la dissociazione e il trauma.
    La dissociazione è uno strumento di difesa nelle sindromi post- traumatiche da stress.

    Io credo, ma è un mio pensiero, di avere (o aver avuto) un disturbo dissociativo. La mia psicoterapeuta mi dice che presento sintomi della sindrome post traumatica da stress
    Shiki
  • ShikiShiki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 643
    Anche io ho i sintomi da stress post traumatico.

    L'appannamento della vista e l'aumento dei sintomi asmatici nei momenti di stress, ecc, cosa può indicare? L'appannamento della vista quando invece si ha difficoltà a pensare?
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

  • ShikiShiki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 643
    Riporto su la discussione perché vorrei davvero comprendere di più cosa mi succede, evitando che mi vengano somministrati dei farmaci... (si è parlato di neurolettici).
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,093
    Shiki, da come lo avete descritto, credo di aver sofferto di una forma di dissociazione a 14-15 anni in risposta a tre anni precedenti terribili. Posso dirti che:
    -dato che sei già stremato, gli shutdown possono venirti più facilmente e durano di più.
    -normalmente sei in uno stato catatonico in cui la reattività è simile a quella negli shutdown. Ma in un certo senso era diverso: durante le dissociazioni non mi sentivo sfinito come negli shutdown e anche la sensorialità era ovattata.

    Dissociazione e Shutdown sono simili e si possono sommare.
  • ShikiShiki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 643
    Dissociazione e Shutdown sono simili e si possono sommare.

    Concordo! @Ronny

    Questi momenti mi scattano spesso dopo un momento di pensieri ossessivi, o situazioni emotivamente ingestibili per me, ecc.
    Non saprei ancora dire quando si tratta di dissociazione e quando di shutdown.
    Però sono sempre molto stanca e ho difficoltà a organizzare il pensiero e di conseguenza a fare le cose. Perdo un sacco di tempo a focalizzare, specie dopo aver dormito il pomeriggio (faccio anche fatica svegliarmi e a capire dove mi trovo). La notte invece dormo male e spesso con sonno leggero. In entrambi i casi mi capita di avere incubi, ma specialmente la notte.

    Ma la cosa che più ho notato è che da un po' di tempo faccio proprio fatica a stare al passo con ciò che mi succede intorno e sul come agire di conseguenza. Cose che per me erano normale routine ora non sono più così scontate.
    vera68
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 1,093
    @Shiki a me certe volte vengono gli attacchi di sonno in risposta a flashback o pensieri ossessivi. È come se mi sfinissero
    Sniper_Ops
  • ShikiShiki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 643
    @Ronny sì, conosco bene questa sensazione: è come avere la mente in continuo movimento, che non si ferma mai. Nel momento in cui riesci a staccare la spina sei sfinito.

    Ma questo non è legato al mio discorso sugli shutdow e dissociazione.
    Almeno non penso che lo sia...
    Cioè, penso che ci sia un'associazione, ma solo come comorbilità.


    Comunque ho individuato periodi di forte dissociazione nel mio passato ma fatico ancora a collegare i puntini.
    vera68
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

  • ShikiShiki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 643
    Ultimamente sono tornati...
    Mi sento nel vuoto.
    Mi sento vuota.
    vera68Sniper_Ops
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

  • ShikiShiki Veterano Pro
    modificato 9 November Pubblicazioni: 643
    Allora, come ho accennato da un'altra parte, oltre ai momenti in cui mi sento vuota (zero emozioni, zero voglia di fare, zero), io mi faccio scivolare le ore tra le dita senza nemmeno accorgermene.
    Sembra che faccio qualcosa ma vado quasi in pilota automatico o comunque non in maniera pienamente consapevole, come un treno, in abitudini ossessive e spesso prive di un vero fine.
    Quando finisce mi rendo conto che ho bruciato ore e spesso i ricordi di ciò che ho fatto diventano ovattati.

    Perché?
    Non voglio prendere farmaci al di fuori di quelli che già prendo (x ansia e depressione, dosaggi leggeri).
    Voglio capire che succede.

    Ma almeno ora ho trovato un senso alla mia percezione di disconnessione che da anni mi perseguitava senza capirne l'origine, dal momento in cui ne ho preso consapevolezza, perché sono convinta che tutto ciò sia esistito in me fin da una buona parte dell'infanzia.
    vera68
    Post edited by Shiki on
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

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