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Il riscaldamento globale non è una cosa negativa

Scelgo di iniziare questa discussione con questo titolo forte, chiaro, perché intendo sottolineare la non credibilità di qualsiasi personalità pubblica e di qualsiasi mezzo di informazione che da decenni abbia in varia misura sostenuto la necessità di essere spaventati da mutamenti climatici a cui l'uomo è fondamentalmente indifferente.

Vedo una foto di una prateria di muschio in Antartide,
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E l'articolo da cui è presa è scritto con toni catastrofisti rispetto all'ipotesi di una deglaciazione dell'Antartide.

Ma la glaciazione permanente del continente antartico è iniziata solo 40 milioni di anni fa, ci ha messo 3 milioni di anni ad estendersi a tutto il continente che prima di questo periodo, era caratterizzato da un biota tutt'altro che scarno, bensì ricco di biodiversità.
Il Sahara ciclicamente diventa una savana/foresta e lo fa durante i periodi di ritiro glaciale polare.

In Scandinavia ed in Scozia, in epoca medioevale è documentata la coltivazione della vite.

I vichinghi colonizzarono anche la Groenlandia, ma la abbandonarono quando la temperatura scese al punto da rendere completamente inospitale l'isola.

Al contempo noto che le economie mature stanno riconvertendo il tessuto industriale in direzione delle tecnologie "verdi" che sono verdi solo a parole considerando le conseguenze ambientali dell'estrazione mineraria, alla raffinazione e processamento necessarie alla produzione di un automobile elettrica o anche solo di un generatore eolico, o di un pannello fotovoltaico di 4 generazione.

La CO2 si immagazzina maggiormente nelle acque oceaniche, ma questa capacità diminuisce quando aumenta la temperatura.

E qui si evidenza il nesso tra l'insistenza di una retorica ambientalista a chiacchiere, ed il clima:
Si strumentalizza un fenomeno con cui le attività umane possono al massimo interferire condizionandone marginalmente l'evoluzione, per procrastinare un sorpasso inevitabile dell'economia cinese rispetto alle economie mature europee e del nuovo continente.

Sottolineo inoltre che:
Un continente come l'Antartide o un isola come la Groenlandia, sono schiacciati dal peso delle rispettive calotte glaciali che se si sciogliessero, le due terre si innalzerebbero lentamente di centinaia di metri;
parallelamente, il peso sottratto a quelle calotte glaciali si aggiunge alle masse oceaniche, e se da una parte si assisterà ad un innalzamento, dall'altra si assisterà ad un abbassamento.

Abbassamento che è stato già rilevato in tutti i fondali oceanici.

Sottolineo inoltre che un rinverdimento delle aree polari porterebbe ad un cospicuo aumento della capacità fotosintetica a livello mondiale portando inevitabilmente ad un processo di riduzione della quantità di CO2.
Il tutto, va poi correlato al rinverdimento del Sahara.

Io non vedo un processo negativo a prescindere.
Vedo un processo naturale, che viene strumentalizzato e presentato come negativo per conservare uno status quo...
rondinella61SoylentGreenValentariotnebelLisaLaufeyson
«13

Commenti

  • NemoNemo Moderatore
    Pubblicazioni: 2,059
    Vado a memoria: quello che viene fatto rilevare è che l'attuale incremento di temperatura è avvenuto in pochissimo tempo, rispetto ai tempi in cui i cicli di innalzamento/abbassamento della temperatura si sono verificati precedentemente.
    Indice questo secondo la maggior parte degli studiosi, della natura antropica del fenomeno.

    E se fosse davvero così, anche i modelli precedenti potrebbero non essere più validi, perché l'ambiente potrebbe non avere il tempo per riassestarsi come in passato.

    PS: non mi è chiaro il passaggio per cui il peso del ghiaccio "schiaccerebbe" la groenlandia, e quindi un suo discioglimento la innalzerebbe di alcuni metri. Hai qualche riferimento da leggere?
    CyranoIndecisoMarkov
    Memento Mori
  • Lo1979Lo1979 Membro Pro
    Pubblicazioni: 130
    molto interessante e rispecchia in parte alcuni dubbi che ho.
    torukh
  • torukhtorukh Colonna
    modificato 9 August Pubblicazioni: 1,654
    Nemo ha detto:

    Vado a memoria: quello che viene fatto rilevare è che l'attuale incremento di temperatura è avvenuto in pochissimo tempo, rispetto ai tempi in cui i cicli di innalzamento/abbassamento della temperatura si sono verificati precedentemente.
    Indice questo secondo la maggior parte degli studiosi, della natura antropica del fenomeno.

    E se fosse davvero così, anche i modelli precedenti potrebbero non essere più validi, perché l'ambiente potrebbe non avere il tempo per riassestarsi come in passato.

    65milioni di anni fa cadde l'asteroide sullo Yucatan e gli eventi che ne seguirono furono ben più drastici di quelli che l'uomo possa produrre anche mettendocisi d'impegno...
    Eppure in seguito a quell'evento si è verificata l'affermazione dei mammiferi in ogni ecosistema.

    Ancora prima ci fu l'eruzione del Trappo Siberiano, che liberò in atmosfera, quantità di CO2 più grandi di numerosi ordini di grandezza rispetto ala CO2 "antropica".

    La CO2, in realtà non influenza affatto la temperatura delle calotte polari:

    untitled (2)
    Nemo ha detto:

    PS: non mi è chiaro il passaggio per cui il peso del ghiaccio "schiaccerebbe" la groenlandia, e quindi un suo discioglimento la innalzerebbe di alcuni metri. Hai qualche riferimento da leggere?

    https://it.wikipedia.org/wiki/Calotta_di_ghiaccio#Calotta_glaciale_antartica
    https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/2017GL075419
    Nemorondinella61
    Post edited by torukh on
  • CyranoCyrano Veterano Pro
    Pubblicazioni: 786
    Io non darei così per assodati i modelli di evoluzione del clima e i meccanismi che li mettono in atto. Vorrei ricordare quanto già Socrate e Galileo dissero sulle rispettive concezioni: entrambi ammisero di non sapere. Non a caso i più potenti centri di calcolo al mondo si dedicano proprio allo studio dell’evoluzione del clima e delle possibili cause, oltre che a simulazioni di Universo.

    Che l’attuale modello di sviluppo sia insostenibile è certo, e non solo per motivi ambientali, e che un’imprecisata influenza ci sia non lo mette in dubbio nessuno. È impossibile prevedere con un margine di dubbio basso quanto avverrà, quindi anche se ciò che avverrà sarà negativo o positivo. Ma il fatto stesso che l’uomo introduca, anche solo marginalmente, dei cambiamenti nell’ecosistema è una follia, proprio perché non sappiamo a cosa portino; si applica qui il cosiddetto “effetto farfalla”: a cosa porta un piccolo cambiamento a distanza di tempo? Nessuno lo sa.

    È pur vero che molte nuove tecnologie sono inquinanti a livello produttivo e di smaltimento, ma purtroppo, se vogliamo vivere in un tipo di società come quella che ci siamo scelti, dobbiamo scegliere anche il male minore, e inquinare meno usando un’auto elettrica con batterie inquinanti all’inizio e alla fine del suo ciclo vitale, che una a gasolio che inquina prima, durante e dopo. E non credo questo abbia un fine geopolitico, visto che a rallentare la Cina ci vuole ben altro che un po’ di coscienza ecologica che il paese mostra di iniziare ad avere.

    Si, è vero che i cambiamenti climatici causati dall’asteroide dello Yucatàn e dai vulcani siberiani hanno portato alla nascita e allo sviluppo di nuove specie, ma il conto, alla fine, è in passivo: di tutte le specie nate sulla Terra, i cambiamenti climatici ne hanno cancellate il 90%. Anche se una di quelle sopravvissute sono gli esseri umani con le loro poesie, non mi sembra una bella cosa.

    Io resto con i miei dubbi, la mia prudenza e, nel frattempo, il mio impegno a inquinare meno, cosa che, a prescindere da cosa accadrà, male non fa... unica vera certezza.

    rondinella61MononokeHimeSniper_OpsAJDaisyLisaLaufeyson
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,050
    È giusto avere dubbi. Nel riportare le notizie, si punta di più sul catastrofismo e di meno sul fatto che le previsioni da qui a 50 o 100 anni sono frutto di stime e di modelli matematici abbozzati su ipotesi.
    Come può un'esigua minoranza del Pianeta pensare di condizionare il clima modificando il proprio comportamento?
    Il 75% del Pianeta è acqua. Delle terre emerse solo una piccola parte è abitata e di questa solo una frazione è decisamente inquinante.
    torukh
  • RonnyRonny Neofita
    Pubblicazioni: 856
    @fattore_a buttando nell'aria tanti di quegli inquinanti che mai nella storia della terra sono stati buttati nell'atmosfera. Si chiama effetto serra.
  • torukhtorukh Colonna
    Pubblicazioni: 1,654
    Cyrano ha detto:

    Ma il fatto stesso che l’uomo introduca, anche solo marginalmente, dei cambiamenti nell’ecosistema è una follia, proprio perché non sappiamo a cosa portino; si applica qui il cosiddetto “effetto farfalla”: a cosa porta un piccolo cambiamento a distanza di tempo? Nessuno lo sa.


    Tuttavia, quale è la specie che non produce effetti sul resto dell'ecosistema?
    Dove esiste equilibrio in un sistema complesso come la biosfera terrestre, quando proprio la capacità di adattamento è ciò che ha portato l'evoluzione alla conservazione di una specie ed all'estinzione di un'altra.
    E quale ecosistema risulta stabile nei tempi che sono propri dell'evoluzione?
    E quale è l'ecosistema giusto?
    Perché un ambiente come quello urbano ha tutta una sua fauna, una sua flora, un suo funzionamento e chi stabilisce che sia giusto o no che questo ambiente funzioni nel modo in cui funziona solo perché al suo interno ci sono sostanze che gli animali o le piante non producono normalmente?
    Cyrano ha detto:

    È pur vero che molte nuove tecnologie sono inquinanti a livello produttivo e di smaltimento, ma purtroppo, se vogliamo vivere in un tipo di società come quella che ci siamo scelti,


    Ce la siamo veramente scelta?
    Oppure ci siamo nati dentro e ci siamo dovuti adattare?
    Cyrano ha detto:

    dobbiamo scegliere anche il male minore, e inquinare meno usando un’auto elettrica con batterie inquinanti all’inizio e alla fine del suo ciclo vitale, che una a gasolio che inquina prima, durante e dopo. E non credo questo abbia un fine geopolitico, visto che a rallentare la Cina ci vuole ben altro che un po’ di coscienza ecologica che il paese mostra di iniziare ad avere.


    Eppure, la sola differenza di sistema di propulsione, non determina un peso particolarmente minore sull'ecosistema, perché comunque, anche se l'auto che uno conduce è elettrica e la ricarica con l'eolico o col geotermico, in ogni caso sta utilizzando e mettendo in locomozione 1 tonnellata e mezza di ferraglia per spostare 70 kg di guidatore magari per fare un tragitto che impiegherebbe molto meno a fare in bici e con meno stress.
    La cosa non è molto efficiente e saggia, dicono...
    Cyrano ha detto:

    Si, è vero che i cambiamenti climatici causati dall’asteroide dello Yucatàn e dai vulcani siberiani hanno portato alla nascita e allo sviluppo di nuove specie, ma il conto, alla fine, è in passivo: di tutte le specie nate sulla Terra, i cambiamenti climatici ne hanno cancellate il 90%. Anche se una di quelle sopravvissute sono gli esseri umani con le loro poesie, non mi sembra una bella cosa.


    3,4 miliardi di anni fa nacquero i primi cianobatteri, è grazie a loro che l'atmosfera terrestre è composta per il 20,9% di ossigeno ed ha permesso la nascita della vita pluricellulare, con l'inizio dell'esplosione di vita del cambriano.
    Quando si furono diffusi a sufficienza, tuttavia, i cianobatteri produssero la prima grande estinzione di massa, nota come catastrofe dell'ossigeno.
    Quel processo portò all'estinzione della buona parte della vita esistente allora, perché anaerobica.
    Inoltre, l'aumento dell'ossigeno atmosferico rese idrosolubile l'uranio sotto forma di ossido, portando alla sua mobilizzazione fino ad una zona di deposito dove la crescente concentrazione produsse il reattore nucleare a fissione naturale e...

    ...evviva le scorie radioattive...
    Cyrano ha detto:

    Io resto con i miei dubbi, la mia prudenza e, nel frattempo, il mio impegno a inquinare meno, cosa che, a prescindere da cosa accadrà, male non fa... unica vera certezza.



    Cosa di cui non metto in dubbio l'utilità.
    Il concetto su cui premo è volto ad uno sguardo sul mondo che si estende ad un tempo di milioni di anni e sebbene non sia fattibile esprimere delle previsioni sul comportamento di un sistema complesso in un arco temporale a lungo termine, è molto utile soffermarsi sull'interpretazione che si dà dei dati osservati.
    Al di là dell'informazione veicolata, i catastrofisti, premono costantemente nel tentativo di produrre delle reazioni emotive...

    Non ci facciamo raggirare...
    Nemo
  • torukhtorukh Colonna
    modificato 10 August Pubblicazioni: 1,654

    @fattore_a buttando nell'aria tanti di quegli inquinanti che mai nella storia della terra sono stati buttati nell'atmosfera. Si chiama effetto serra.
    ti rispondo citandomi

    "3,4 miliardi di anni fa nacquero i cianobatteri, è grazie a loro che l'atmosfera terrestre è composta per il 20,9% di ossigeno ed ha permesso la nascita della vita pluricellulare, con l'inizio dell'esplosione di vita del cambriano.
    Quando si furono diffusi a sufficienza, tuttavia, i cianobatteri produssero la prima grande estinzione di massa, nota come catastrofe dell'ossigeno.
    Quel processo portò all'estinzione della buona parte della vita esistente allora, perché anaerobica.
    Inoltre, l'aumento dell'ossigeno atmosferico rese idrosolubile l'uranio sotto forma di ossido, portando alla sua mobilizzazione fino ad una zona di deposito dove la crescente concentrazione produsse il reattore nucleare a fissione naturale"

    Per noi l'ossigeno nella giusta concentrazione è vitale, ma per altri è stato fatale.
    E se le sostanze che mettiamo attualmente in circolazione, in un epoca futura diventassero biocompatibili perché la vita si sarà adattata ad esse come è inevitabile che accada?
    Esiste un fungo che metabolizza il kerosene.
    (Hermodendron resinae)
    Esistono batteri in grado di sfruttare a fini metabolici le radiazioni ionizzanti di un reattore nucleare andato incontro ad una fusione del nocciolo...
    Esistono batteri capaci di prosperare in ambienti ricchi di arsenico, un elemento che uccide la buona maggior parte delle altre specie esistenti sulla Terra.
    http://www.lescienze.it/news/2012/10/05/news/arsenico_arseniati_vita_batteri-1292351/
    Esistono batteri che presentano il tungsteno nel proprio metabolismo


    Ed esistono perfino animali anaerobi, rinvenuti nella sabbie di fondali di elevata profondità del mediterraneo.
    rondinella61AJDaisy
    Post edited by torukh on
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 4,012
    ormai la scienza oltre che ad essere sfrutata per migliorare gli armamenti, è completamante connessa alla politica e all'economia.
    poco viene dato per migliorare la qualità della vita umana e casomai a caro prezzo (i farmaci salvavita ne sono unesempio lampante).

    il problema è soprattutto la disinformazione che viene passata.
    faccio un esempio: proprio oggi a pranzo in TV su Focus c'era un documentario sul riscaldamanto globale, e come usa fare quel canale, tutti i loro doc sono rigorosamante importati dagli Stati Uniti.
    la cosa particolare è che hanno fatto vedere il ghiacciaio che alimanta il fiume Reno, che starebbe diminuendo in lunghezza sciogliendosi.
    la cosa allucinante è stata quando lo speacker ha detto che la questione del global warming è assodata da scienziati e politici (!).

    altri studi (Accademia svizzera di scienze naturali) evidenziano - al contrario - come altri ghiacciai si stanno allungando o sono stabili, e altri studi ancora come si sita andando verso l'aumento dei ghiacci artici e anche verso una piccola glaciazione.

    le casuse sono tantissime, non solo l'inquinamento ma entra in ballo qualcosa di ben più grande: la fine anticipata dell'attuale ciclo solare, con tutti gli effetti atmosferici che questo comporterà.

    quello che voglio dire, è che si devono prendere molte fonti differenti per cercare di avere un quadro d'insieme, e quello che è sempre più evidente, sono gli interessi economici che ci stanno dietro e i possibili conflitti d'interesse che si apriranno tra le industrie energetiche, sopratutto quelle idroelettriche -  che già oggi vanno contro le necessità del comparto agricolo - e le necessità delle popolazioni.
    torukhNemo

  • Icaro89Icaro89 Colonna
    Pubblicazioni: 1,223
    Ciao! Ho appena concluso un esame all'università che si chiama Cambiamento Climatico. E' andato bene, mi è piaciuto molto, il prof era eccezionalmente bravo a spiegarci anche temi molto difficili.

    Purtroppo il cambiamento climatico non solo è un fatto incontrovertibile accertato da tutta la comunità scientifica internazionale, ma è anche già in atto. L'umanità ha iniziato ad alterare il clima involontariamente a partire dalla prima rivoluzione industriale, quando è iniziata la combustione permanente di migliaia di tonnellate di carbone all'anno. Queste sono poi diventate milioni di tonnellate con la seconda rivoluzione industriale, a cui si sono aggiunte decine di milioni di barili di petrolio e altrettanti milioni di metri cubi di gas naturale all'anno, per un paio di secoli, fino ad oggi. Questo ha praticamente raddoppiato in soli 200 anni la quantità di CO2 in atmosfera (da 270 parti per milione a fine Ottocento a 410 parti per milione oggi) e aumentato del 130% la quantità di metano. 

    La CO2 è detto gas serra perché la sua molecola si lascia attraversare dalle radiazioni in onde corte provenienti dal Sole (luce visibile) ma NON lascia passare le radiazioni in onde lunghe (infrarosso) che la superficie del pianeta riemette verso l'esterno dopo essere stata colpita dai raggi solari. Però trattiene presso la superficie (nella bassa troposfera) una parte dell'energia, causando un aumento di temperatura. Ciò di per sé è preziosissimo, perchè altrimenti la temperatura media superficiale della Terra sarebbe di circa -21 °C invece che di circa 15°C. Però a tutto c'è un limite, e un aumento incontrollato di un qualsiasi gas serra può scatenare una serie di effetti di feedback che amplificano l'aumento di temperatura fino alla destabilizzazione totale del sistema. Un esempio esagerato in eccesso è dato dal pianeta Venere, dove l'atmosfera è al 98% composta da CO2 e la temperatura media al suolo è di circa 495 °C.

    Anche il metano (CH4) è un gas serra, 25 volte più capace della CO2 di trattenere calore.

    A partire dagli anni '70 si è inoltre scoperta in atmosfera la presenza di gas serra estremamente più potenti dell'anidride carbonica (Clorofluorocarburi CFC, Idroclorofluorocarburi HCFC ed esafluoruro di zolfo SF6) che sono tutti stati creati in laboratorio per esigenze dell'industria (refrigeranti, isolanti, anticendio, ecc). Pensa che i CFC sono circa 17200 volte più potenti della CO2!

    Questo ha comportato un aumento della temperatura media globale (un valore medio, si tenga presente) di circa 0,6 gradi centigradi dalla prima rivoluzione industriale ad oggi. E' un tasso di variazione della temperatura inaudito, cioè mai registrato prima in tutta la storia del pianeta. Con gli studi sulle variazioni degli isotopi di ossigeno e carbonio nei sedimenti oceanici e nelle bolle d'aria intrappolate nelle calotte polari è stato infatti possibile ricostruire l'andamento della temperatura media del pianeta per diversi milioni di anni, e il tasso di variazione ha sempre seguito andamenti minimi di decine di migliaia di anni e variazioni maggiori sull'arco delle centinaia di migliaia di anni (più variazioni sull'arco dei milioni di anni), ma mai di poche decine di anni!

    E' vero che il clima del pianeta è variato molte volte in passato, e lo ha fatto soprattutto per la variazione dei parametri orbitali (variazioni cicliche dell'eccentricità dell'orbita, dell'inclinazione dell'asse sull'eclittica e moto conico dell'asse) o per eventi di carattere apocalittico episodico (caduta di asteroidi).

    Ma appunto queste variazioni si sono spalmate sull'arco di decine di migliaia di anni. Oggi noi verifichiamo un trend di variazione che potrebbe portare, ad essere ottimisti, ad un aumento di 3 gradi centigradi della temperatura media del pianeta entro la fine del secolo.

    Questo porta al famoso "surruscaldamento globale" e ai cambiamenti climatici ad esso correlati.

    Perché i cambiamenti climatici causati dall'uomo sono pericolosi?

    Per la loro velocità: se nell'arco di un secolo tutte le fasce climatiche vengono alterate, la stragrande maggioranza delle specie animali e vegetali non avrà sufficiente tempo per adattarsi alle nuove condizioni, e si estinguerà.

    Inoltre i cambiamenti climatici sono pericolosi per un alto motivo: il pianeta, oggi, è quasi totalmente antropizzato. Gli insediamenti umani rappresentano una barriera insormontabile per moltissime specie animali e vegetali, quindi anche quelle specie che avrebbero potuto salvarsi dai cambiamenti climatici migrando verso latitudini più alte non potranno farlo, e si estingueranno.

    Come se non bastasse, il sistema climatico terrestre è un sistema NON LINEARE, cioè non si comporta secondo un meccanismo semplice di causa->effetto, ma secondo una caotica concatenazione di: alterazione dell'equilibrio -> amplificazioni + smorzamenti -> caos intermedio -> nuovo equilibrio.

    Un esempio di amplificazione è dato dall'effetto albedo: l'albedo è la capacità della superficie di un pianeta di riflettere le radiazioni solari. Essa dipende dalla tipologia della superficie, e in particolare dal suo colore. Le superfici bianche hanno massimo albedo, quelle scure albedo minimo. Uno scioglimento eccessivo delle calotte polari può ridurre la superficie bianca riflettente della Terra a tal punto da esporre le superfici scure sottostanti (roccia, acqua) che a loro volta assorbiranno più calore e velocizzeranno ancora di più il riscaldamento globale.

    Un altro esempio di amplificazione, che forse non avevi ben compreso, è l'acidificazione degli oceani: gli oceani sono capaci di assorbire enormi quantità di CO2 dall'atmosfera, ma l'aumento della temperatura dell'acqua tende a ridurre questa loro capacità, il che amplifica l'accumulo di CO2 in atmosfera e accelera il riscaldamento. Addirittura, oltre una certa soglia di riscaldamento, le masse d'acqua vanno incontro a stratificazione, cioè l'acqua calda si accumula tutta in alto e quella fredda in basso: ciò blocca definitivamente la capacità degli oceani di assorbire CO2 cosicché essi diventano da assorbitori netti ad emettitori netti!

    Altro problema della pericolosità è dato dai fenomeni meteorologici: nel sentire comune questi sono spia del cambiamento, quindi se a gennaio nevica vuol dire che è tutto ok. Purtroppo non è affatto così, perché i cambiamenti climatici comportano una MODIFICA DEI COMPORTAMENTI MEDI, non una modifica del singolo episodio meteorologico.

    Gli eventi meteo sono comunque importanti perché "incremento della temperatura media del pianeta" vuol dire infatti una maggior quantità di energia immagazzinata in atmosfera: questo si traduce, nel lungo periodo, in eventi meteorologici sempre più violenti, perché nel ciclo dell'acqua il calore latente di evaporazione (quello che H2O "strappa" dalla superficie terrestre per diventare vapore) aumenta. Nel medio lungo periodo aumentano quindi di durata, frequenza ed intensità le trombe d'aria, i tornado, le ondate di calore, le siccità, le alluvioni.

    Si scatenano tutta una serie di altri effetti collaterali disastrosi: per esempio l'aumento di temperatura medio estivo accelera la fusione dei ghiacci montani e aumenta la frequenza delle frane di vasta portata e delle colate di detrito. Inoltre la sostituzione delle piogge alle nevicate alle alte latitudini favorisce la destabilizzazione del permafrost (il suolo congelato della tundra) che però al suo interno contiene metano intrappolato, che quindi libera in atmosfera velocizzandone ancor di più il riscaldamento.

    Gli Stati del mondo hanno dovuto accettare l'incontrovertibilità del cambiamento climatico loro malgrado, e hanno fondato nel 1988 l'Intergovernmental Panel on Climate Change. In esso circa 4000 scienziati di tutto il mondo collaborano gratuitamente per studiare il clima e fornire ai governi le nozioni scientifiche per prendere decisioni utili.

    Una parte del cambiamento climatico siamo già obbligati a subirla, perché già oggi la temperatura media globale è più alta di 0,6°C rispetto alla fine dell'Ottocento. Diciamo che oggi si stanno sentendo gli effetti della botta di immissioni verificatesi fra gli anni '40 e '60. Ma il pericolo più terrificante è dovuto al fatto che velocemente si faranno sentire gli effetti dell'esplosione inaudita di immissioni di gas serra seguite al boom economico degli anni '70-'80 (il ritardo è dovuto al fatto che gli oceani smorzano l'impatto delle emissioni, come dicevo in alto).

    Di fronte a questa prospettiva tutti i governi la danno per assodata, ma alcuni di essi si rifiutano continuamente di procedere con interventi drastici per ridurre le emissioni adottando comportamenti dilatori e ostruzionistici durante le negoziazioni internazionali. I più refrattari sono gli Stati Uniti (vogliono ritirarsi dagli Accordi di Parigi) il Canada e la Russia (non hanno firmato il prolungamento del protocollo di Kyoto), l'Australia e l'Arabia Saudita (hanno paralizzato per anni le trattative per il protocollo di Kyoto): sono infatti i maggiori esportatori di combustibili fossili al mondo, e cercano di tirarla per le lunghe, temporeggiando il più possibile in modo da assicurare ancora qualche decennio di profitti alle proprie industrie minerarie e compagnie petrolifere. Ma il rischio è ormai estremo e quasi tutti stanno comunque silenziosamente cercando di investire in tecnologie pulite per trovare un'alternativa sensata alla combustione di carbone, petrolio e gas. Perfino alcune compagnie petrolifere, in qualche raro caso, hanno già deciso di modificare i piani di investimento di lungo periodo, per esempio la BP ha pianificato di trasformarsi entro un decennio nel maggior produttore di pannelli fotovoltaici della Gran Bretagna.

    C'è stata una sola occasione in cui l'umanità è stata capace di mettersi d'accordo per salvare il pianeta. E' stato con il protocollo di Montréal del 1987. Gli scienziati avevano infatti scoperto, quasi per caso, che in Antartide si stava accumulando una concentrazione estrema dei CFC e degli HCFC (i clofofuorocarburi di cui ti ho detto prima). Si è poi scoperto che il cloro contenuto in questi gas, alle bassissime temperature, riusciva a spezzare le molecole di ozono (O3) trasformandolo in normale ossigeno (O2). erano loro la causa del famoso buco dell'ozono. La velocità con cui lo stavano distruggendo era clamorosa, cosicché tutti i paesi del mondo si riunirono per decidere di vietare per sempre la produzione di questi gas. Oggi stiamo beneficiando di quella decisione perché il buco dell'ozono si sta lentissimamente richiudendo. L'ozono nella stratosfera è fondamentale perché la sua molecola interagisce con quasi tutti i raggi ultravioletti che giungono dal Sole, impedendo che giungano a Terra causando la demolizione dei cromosomi nelle cellule dei viventi.

    Spero tanto di esserti stato utile per chiarire i tuoi dubbi. Per qualsiasi cosa chiedimi pure!

    sara79Indecisorondinella61Sniper_OpsMononokeHimeTerra_di_MezzoNemoNewton
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