Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Non riuscire a parlare in gruppo

Ciao a tutti!
Vi capita spesso di trovarvi in un gruppo di persone (oltre 2-3) e non riuscire a sostenere una conversazione adeguata? Non intendo soltanto gruppi di sconosciuti, ma anche persone che si conoscono bene, magari da una vita. Com’è possibile non avere quasi mai nulla da dire, avendo la sensazione di avere la mente completamente vuota? E magari persone con vite molto più monotone e banali non smettono di parlare? Come vi sentite in quelle situazioni? Con il passare degli anni è cambiato qualcosa?
Grazie a chi risponderà :-)
«1345678

Commenti

  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 1,703
    La mia situazione ideale è con una persona. Se ce n'è più di una, comincio ad avere problemi coi turni di conversazione, a intromettermi quando non dovrei e ad essere frustrato quando non mi si risponde. Diciamo che sono migliorato, ma le situazioni sociali a più persone restano sempre un po' un problema. Paradossalmente, è meglio quando c'è un gran numero di persone, visto che a quel punto si può creare anche, nel gruppo, una conversazione a due che riesco a gestire meglio.
    Riguardo agli argomenti, se non so niente semplicemente sto zitto. Ma ho imparato da un po' a scegliere compagnie con cui c'è almeno una discreta possibilità che si tocchino argomenti di mio interesse. Un po' di disagio, quando la conversazione si prolunga e io faccio scena muta, resta sempre, ma è un disagio che col tempo si minimizza (fermo restando che, lo ripeto, non mi presenterò probabilmente mai in un'occasione sociale in cui so che non avrei niente da dire).
    SetaNemo
    "Love yourself first"
  • BlackCrowBlackCrow Membro Pro
    Pubblicazioni: 517
    Che tipi di conversazione senti nascere dalle loro bocche?
  • torukhtorukh Colonna
    Pubblicazioni: 1,685
    Seta ha detto:

    Ciao a tutti!
    Vi capita spesso di trovarvi in un gruppo di persone (oltre 2-3) e non riuscire a sostenere una conversazione adeguata? Non intendo soltanto gruppi di sconosciuti, ma anche persone che si conoscono bene, magari da una vita. Com’è possibile non avere quasi mai nulla da dire, avendo la sensazione di avere la mente completamente vuota? E magari persone con vite molto più monotone e banali non smettono di parlare? Come vi sentite in quelle situazioni? Con il passare degli anni è cambiato qualcosa?
    Grazie a chi risponderà :-)

    Accade per tante possibili motivazioni ma in ogni caso: non c'è nulla di male.
    Può succedermi quando dell'argomento della conversazione mi interessa quanto mi interessa il calcio... (solitamente gioisco quando la nazionale perde cosicché il mondiale perda di importanza)
    Può succedermi quando sono non sono a mio agio.
    Può succedermi quando riconosco che qualsiasi cosa di cui vorrei parlare risulterebbe incomprensibile o del tutto noiosa alle persone con cui mi trovo.
    In ogni caso, preferisco mettermi ad elencare a mente gli elementi della tavola periodica in ordine di numero atomico...
    SetaCiaociosky
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 5,263
    Con il passare degli anni è cambiato che se non ho nulla da dire non dico, oltre all'aver scoperto che alcuni intrattenimenti facili mi riescono bene.
    SetaNemoCiainaIndio
  • iieiie Veterano Pro
    Pubblicazioni: 548
    Non riuscire a "sostenere una conversazione" - ma cosa intendi con "adeguata"? Adeguata rispetto a cosa? - è, sì, una cosa che mi succede spesso [dove con "spesso" intendo "quasi ogni volta che mi capita di trovarmi a dover conversare con qualcuno, a meno che non si tratti di interazioni molto brevi e circostanziate (preferibilmente del tipo "domanda con risposta secca su una questione molto specifica" (ma queste, forse, non possono nemmeno essere definite "conversazioni" "a tutti gli effetti"))"].

    ---

    Non ho assolutamente, in queste occasioni, la sensazione di avere "la mente vuota" [anzi, se non sono costretto a parlare (perché lo fanno già gli altri) la mia mente è "libera"].

    ---

    Non saprei dire se un'altra persona abbia una vita più "monotona e banale" della mia.

    ---

    Così come è naturale che esistano persone che "non smettono mai di parlare", è naturale che esistano anche persone (come me) che "non smettono mai di stare zitte". Le une sono "complementari" alle altre.

    (In altre parole: se tutti "parlassero tanto" [o poco] allora non parlerebbero "tanto" [o poco], ma parlerebbero "normalmente".)

    ---

    In queste situazioni non mi "sento" in nessun modo particolare. Mi sento semplicemente "me stesso".

    ---

    Con il passare degli anni non è cambiato nulla da questo punto di vista (suppongo che la tua ultima domanda, anche se non lo hai specificato, sia da intendere in questo senso).
  • BlindBlind Colonna
    Pubblicazioni: 1,795
    Con il passare degli anni ho capito - finalmente - che si può partecipare "attivamente" alle conversazioni senza, di fatto, dire nulla. Basta annuire, sorridere di tanto in tanto e dichiarsi d'accordo anche solo limitandosi a dire "infatti" o "certo".
    Col tempo, acquisendo più fiducia (in me stesso più che negli gli altri) ho iniziato anche a manifestare e argomentare il mio disaccordo

    amigdalaSetaNemokara
  • LifelsLifels Colonna
    Pubblicazioni: 1,316
    Di trovarmi in gruppi di oltre due persone mi è capitato molto raramente, e non ho conversato (qualche volta ci ho provato) nemmeno se si trattava di “persone che conoscevo e frequentavo da molti anni” (famiglia), o persone che conoscevo da molti anni.
    Non so seguire i ritmi “degli altri” (delle persone che ho conosciuto finora), ho bisogno di molto più tempo, inoltre spesso “gli altri” discutono di argomenti di cui non mi interesso o di argomenti che non conosco così bene da poter avere un’opinione.

    Molto raramente mi è capitato di riuscire ad avere una conversazione a due (io e un’altra persona). 
    Ricordo una notte di molti anni fa passata a conversare con una ragazza più giovane di me; penso che sia stato possibile perché era “curiosa”, mi faceva molte domande, principalmente parlavo di me.
    Ci sono alcune persone che conosco da circa venti anni, persone che ho frequentato ma con le quali non conversavo.

    Negli anni forse sono leggermente migliorato nella conversazione “a due” con familiari (anche se si tratta di conversazioni di “pochi secondi”). 

    Ora spero di essere in grado sostenere un po’, con “i miei tempi”, conversazioni con persone con le quali mi trovo bene; spero che la mia frequentazione di questo forum mi abbia portato a “migliorare” in questo. 
    Ancora non lo so perché non ho molte occasioni per testare eventuali “progressi” (parlo di progressi perché frequentando questo forum ho capito che conversare mi interessa, con persone con le quali percepisco “affinità”, quindi in questi casi per me il “problema” è la difficoltà a farlo “di persona”).
    Seta
    Tutto “tra virgolette”
  • SetaSeta Membro Pro
    Pubblicazioni: 68
    Da quello che leggo, se ho capito bene, per la maggior parte di voi non è un problema ritrovarsi, ad esempio, a cena con 8 persone seduti ad un tavolo e non parlare o quasi con nessuno per tutta la durata della serata. O al massimo l’alternativa sarebbe evitare direttamente queste situazioni.
    A me, invece, purtroppo, situazioni come queste creano profondo disagio e imbarazzo, anche perché sono cresciuta in un ambiente in cui mi è sempre stato fatto notare, con poco tatto direi, il fatto di non saper essere l’animatrice della festa. Ogni volta dovevo/devo (anche se ora molto meno) subire le continue battutine dei presenti “e dilla una parola!” “ma che ti hanno mangiato la lingua?” “Ma hai qualche problema?”. Odio dovermi sentire come se avessi un qualche tipo di ritardo mentale o come una stupida che non sa mettere in fila due parole di seguito. E anche se alla fine qualcosa la dico sempre e riesco ad avere brevi conversazioni con qualcuno, la differenza rispetto agli altri si nota sempre. Voi mi direte che, se ci sto male in queste situazioni, perché mi ci vado ad infilare?
    Da una parte perché a volte (magari per motivi di lavoro) sono costretta ad interagire con più persone contemporaneamente, dall’altra perché non voglio più nascondermi come se fossi un’appestata. Ho impiegato anni per riuscire ad avere una vita sociale soddisfacente, con amici, famiglia, vita di coppia...vorrei solo poter partecipare anch’io ad eventi sociali un po’ più allargati (insieme alle persone a cui voglio bene), senza dovermi sempre sentire come la strana del gruppo. Ovviamente i miei amici più stretti ormai mi conoscono bene e sanno già come mi comporto quando siamo tutti insieme, ma capita che ci siano persone nuove e odio dover sentire su di me i loro sguardi interrogativi “ma cos’ha questa? Poverina, non parla mai”.
    Questo è l’unico aspetto di me stessa che non ho mai imparato ad accettare, me ne vergogno. Forse è pura utopia, ma spero di riuscire un giorno, anche se non so come, ad essere un po’ più spigliata in qualsiasi contesto e a superare molti miei limiti.
    Marco75
  • SetaSeta Membro Pro
    modificato 13 August Pubblicazioni: 68
    @ BlackCrow conversazioni di ogni tipo, spesso pettegolezzi o cose di cui a me non interessa assolutamente nulla. Oppure cosa gli è successo durante la giornata (quasi sempre niente), tirando fuori particolari che a me non sarebbe mai venuto in mente di dire, perché poco interessanti, invece loro riescono a crearci conversazioni di ore...boh.

    CiainaIndio
    Post edited by Seta on
  • SetaSeta Membro Pro
    Pubblicazioni: 68
    iie ha detto:

    Non riuscire a "sostenere una conversazione" - ma cosa intendi con "adeguata"? Adeguata rispetto a cosa? - è, sì, una cosa che mi succede spesso [dove con "spesso" intendo "quasi ogni volta che mi capita di trovarmi a dover conversare con qualcuno, a meno che non si tratti di interazioni molto brevi e circostanziate (preferibilmente del tipo "domanda con risposta secca su una questione molto specifica" (ma queste, forse, non possono nemmeno essere definite "conversazioni" "a tutti gli effetti"))"].

    ---

    Non ho assolutamente, in queste occasioni, la sensazione di avere "la mente vuota" [anzi, se non sono costretto a parlare (perché lo fanno già gli altri) la mia mente è "libera"].

    ---

    Non saprei dire se un'altra persona abbia una vita più "monotona e banale" della mia.

    ---

    Così come è naturale che esistano persone che "non smettono mai di parlare", è naturale che esistano anche persone (come me) che "non smettono mai di stare zitte". Le une sono "complementari" alle altre.

    (In altre parole: se tutti "parlassero tanto" [o poco] allora non parlerebbero "tanto" [o poco], ma parlerebbero "normalmente".)

    ---

    In queste situazioni non mi "sento" in nessun modo particolare. Mi sento semplicemente "me stesso".

    ---

    Con il passare degli anni non è cambiato nulla da questo punto di vista (suppongo che la tua ultima domanda, anche se non lo hai specificato, sia da intendere in questo senso).


    Per “adeguata” intendo riuscire a fare un discorso continuativo di almeno 5-10 minuti (sempre in gruppo intendo).
    Mentre per “mente vuota” intendo la voglia di voler dire qualcosa, ma la consapevolezza di non aver nulla da dire. Poi certo, se nel gruppo c’è un oratore che monopolizza la serata, tanto meglio per me, che non devo preoccuparmi di dire nulla (motivo per cui tendo a circondarmi di persone estremamente estroverse in modo da compensarmi), ma ogni tanto sarebbe bello poter conversare amabilmente e godersi una buona cena, senza vivere con ansia quel momento.
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586