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Commenti

  • lunagattinalunagattina Veterano Pro
    Pubblicazioni: 316
    a me sembra che questi amici non siano adatti a te.
    Mi è capitata questa situazione in passato con persone che non riuscivano a capire quello che dicevo, che amavano cose completamente diverse dalle mie. E io ero l'unica interessata ad altro, quindi si annoiavano ad ascoltarmi o a parlare di cose che per me erano interessanti.

    Ho cambiato amicizie. 
    Non ho trovato altre soluzioni.
    JimboStrangeShikikatriss
  • JimboStrangeJimboStrange Membro Pro
    Pubblicazioni: 101
    Io in passato pur di non stare sempre solo ho frequentato anche persone pericolose (droghe, furti) o comunque molto ignoranti sia culturalmente sia nelle interazioni. Molto. 
    E da loro ho appreso il loro modo di fare ed ero talmente ben mimetizzato da non avere problemi. Poi a Roma essere un po' "coatto" piace sempre a tutti. Certo non mi vestivo come loro, non camminavo come loro, ma stavo imparando ad essere un po' caratterista.
    Parliamo di frequentazioni molto frivole e superficiali anche perché non mi interessava assolutamente entrare nell'intimo. Ma la compagnia se mi serviva c'era.
    Poi con relazioni con persone più vicine culturalmente (non negli interessi) e brillanti sono riuscito a creare rapporti più forti ma comunque resta quella sensazione di essere in bilico tra vera amicizia e compagnia reciproca. Convenienza, sfruttamento consapevole.
    Un esempio che ti posso fare è che sin da bambino il mio amico "del cuore" lo era solo per me.
    Con gli anni ho capito che gli amici se restano sono pochissimi, anche per ragioni di vita, famiglia, figli, lavoro, distanza ecc... 
    Poi quando sono in una relazione affettiva, tutta la mia energia va nel partner e nei miei interessi, quindi li perdo anche per questo. Non avrei ne il tempo ne la forza per stare anche con loro. Già vengo sfiancato dalla vita di coppia.

    Il resto è solo un modo per non stare solo. Anche se poi quando ci incontriamo per me è sempre una parte da fare, con tutta la fatica che costa.
    Oggi a 41 anni pensare di ritornare in discoteca per conoscere qualcuno, richiamare persone che non vedo da anni o come nel tuo caso stare con un gruppo dove devo essere quel personaggio che loro accettano, mi sembra talmente impossibile da preferire intraprendere un viaggio intorno dal mondo.

    Quindi a te consiglierei di trovare altra compagnia, soprattutto se hai un età dove è oggettivamente più semplice farlo.
    katriss
  • ShikiShiki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 754
    Per me non così semplice trovare altra compagnia.

    Anzi, anche a causa di questo mi sto chiudendo molto...
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

  • cameliacamelia Colonna
    modificato 15 September Pubblicazioni: 2,721
    La frustrazione di non sentirsi compresa e accettata, è cosa da dura da "digerire"...ma questa rabbia, questa frustrazione (che io conosco bene) ha davvero solo a che fare con gli altri che, anche quando affini, sono pur sempre altro da noi? Mi è stato fatto giustamente notare che può nascondersi dietro questa rabbia un egocentrismo che avrebbe alla base un'idea: "gli altri sono lì per amarci". Beh,non è così. Che dolorosa scoperta da fare. Quando poi ci troviamo a piangere perché non siamo stati capiti, compresi, accettati, oh quanta doloroso autocompiacimento per la nostra sofferta (superiore) umanità!....
    Con ciò non voglio dire che debba essere sempre come ho appena descritto, né sminuire la sofferenza di nessuno (soffro anche io allo stesso modo), ma solo portare un altro punto di vista e spunto di riflessione.  
    JimboStrange
    Post edited by camelia on
  • ShikiShiki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 754
    @camelia il tuo discorso è interessante.

    Il concetto di essere amati da tutti in modo incondizionato è tipico dei bambini e dell'ingenuità, oltre che parte dell'egocentrismo.
    Io ho preso coscienza di questo pensiero e ho compreso che non era vero molto tardi, anche se nel frattempo tante persone avevano già fatto di tutto per farmi male.
    Diciamo che l'avevo capito molto prima ma l'ho accettato solo dopo aver sbattuto molte volte.

    Ma non sta alla base della mia frustrazione.
    Il concetto che gli altri, seppur affini, sono sempre altro rispetto a noi, è interessante e molto affine a ciò che provo, certe volte. Adoro come ogni persona sia un mondo a parte ma ho difficoltà ad accettare ciò che non comprendo e i comportamenti (atteggiamenti, ecc) molto diversi dai miei.

    cameliakatriss
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

  • katrisskatriss Veterano Pro
    Pubblicazioni: 417
    @Shiki mi hai ricordato molto delle situazioni che ho vissuro per anni, soffrendo tanto. Anche io come te provavo a intavolare altri discorsi, che venivano zittiti quasi subito e soppiantati da scemate che sembravano tanto interessanti agli altri e annoiavano me...
    Anche per me è stato lungo e difficile distaccarmi da questo gruppo ma a poco a poco l'ho fatto...anche se poi son ripuombata in situazioni simili in altri gruppi, mi sono chiusa molto,;scrivendo pensieri più profondi su social per interagire con qualcuno o, quando possibile,;approfondendo relazioni a due che mi capitava di vivere. Non è facile e il senso di delusione e disilussione brucia a lungo. Però ti consiglio di non darti per vinta. Qui nel forum si può parlare e potresti incontrare qualcuno della tua zona con cui senti sintonia . O qualcuno che ha interessi simili a te, magari anche scrivendovi e vedendosi poco se vivete lontano. Provaci! Per mia esperienza, credo che molti fuggono i "discorsi seri e profondi" perché non vogliono esprimere pensieri così personali in pubblico ( o molti non ci vogliono pensare). Nel piccolo gruppo o nelle conversazioni a due è più semplice, sempre se si trova una persona adatta. Facci sapere!
    JimboStrangeShiki
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