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Colloqui di lavoro

Buongiorno, ho una domanda per gli altri Asperger che lavorano/hanno lavorato.
Chi di voi ha avuto problemi durante i colloqui di lavoro e come li avete affrontati?

Io ad esempio non riesco ad essere immediata nelle risposte, è difficile perché mi fanno domande oralmente e devo sforzarmi per ricordarle e concentrarmi a sufficienza sulla risposta. Inoltre non riesco a rispondere in modo lineare, mi confondo e agito perché nello stesso momento il mio cervello è impegnato sia nell'elaborazione di una risposta che nel rimuginìo su cosa il mio interlocutore stia pensando (ovviamente non riesco ad immaginarlo e mi provoca ancora più ansia e confusione).
In più non riesco a ricordare le informazioni sul lavoro o sull'azienda, anche preparandomi nei giorni precedenti. Mi servirebbe un foglio scritto con gli spunti, ma immagino non si possa portare.
Avete suggerimenti o esperienze simili?
Seta

Commenti

  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 2,039
    I colloqui sono sempre stati un problema, per quanto mi riguarda. Io ho avuto la fortuna di farne nel periodo di fine anni '90 - inizio 2000, in cui nel mio campo (l'informatica) c'era una richiesta tale che le aziende non andavano tanto per il sottile.
    Ultimamente, con un mercato molto più contratto e asfittico, e un maggior livello di selettività da parte delle aziende, mi sono trovato più in difficoltà. C'è il contatto oculare, il linguaggio del corpo, la capacità di trasmettere sicurezza senza apparire sfacciati, un insieme di fattori molto difficili da gestire tutti insieme.
    So che ci sono dei manuali da utilizzare all'uopo, ma anche dei piccoli tutorial in rete, su cui però non ti saprei dare riscontri di affidabilità...
    Andato_52
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • Andato_52Andato_52 Andato
    modificato August 2018 Pubblicazioni: 969
    Mi assumevano solo quando mi presentavo con atteggiamento menefreghista...forse perché non apparivo ansioso??

    Ad ogni modo...in genere l'onestà mi ha fregato: se mi veniva chiesto, ammettevo di essere introverso e preciso, anche se la mansione richiedeva un modo di essere completamente opposto.

    Poi che dire? Io nel sociale, davanti ad un perfetto sconosciuto, non spicco per niente.
    Dovessi tornare disoccupato (molto difficile che accada, credo che tra qualche mese diventerò un lavoratore a tempo indeterminato), dovrei almeno puntare nel far capire che sono abbastanza giapponese quando si tratta di lavoro.
    Anni fa mi fermavo addirittura ore dopo il termine del turno...volevo finire le mie cose. La cosa si è ripetuta anche con il lavoro attuale, non per ore naturalmente, ma ho smesso perché vedo che c'è sempre una mentalità fantozziana (quando suona la campana via tutti).
    Sono estremamente leale al mio padrone, ho una mentalità di team e quando lavoro ho una mission precisa: che l'azienda diventi sempre più forte ed importante. Di nascosto, l'ho anche promossa su Facebook senza far sapere che lavoravo li.
    Quando sbaglio, mi sento distrutto e ci soffro, ma mi piace così.
    In cosa NON sono un lavoratore giapponese?! Beh...in genere non sono favorevole ad attività social coi colleghi dopo il lavoro
    Valentamarco3882MononokeHime
    Post edited by Andato_52 on
  • SwiftSwift Veterano Pro
    Pubblicazioni: 946
    Ne ho avuti due, negli ultimi due mesi. Erano i primi della mia vita. Esito disastroso.
    Sono bravi a farti credere che "volevamo soltanto conoscerti, non avevamo intezione di assumere nessuno". E sulle prime ci ho pure creduto. Ma riflettendo dopo non mi torna; prima di encontrarmi hanno dimostrato addirittura entusiasmo nei miei confronti; dopo il colloquio è cambiato tutto. E mi ricordo di essere stato ansioso; può darsi che lo sia stato anche in modi ulteriori di cui non ho avuto coscienza. Sono molto bravo a scrivere, meticoloso, ho una lunga esperienza e approfondimenti, il mio curriculum aveva suscitato il loro interesse. Quindi, non ci può essere altra spiegazione che il colloquio in se stesso; colloquio che ai miei tempi, quando ho cominciato a lavorare tanti anni fa, non ho dovuto affrontare.
    Il peggio è che tra una settimana devo fare una presentazione su un tema che riguarda il mio interesse speciale, in preparazione da tempo. Prima dell'ultimo colloquio ero euforico per questa iniziativa, ma ora sono a terra. Credo che dovendo parlare del mio interesse speciale non avrò comunque problemi; ma un pò di interferenza c'è.
    E dopo dovrò cercare aiuti per il problema dei colloqui che finora non ho trovato da nessuna parte.

    NewtonAmelie
  • mammarosannamammarosanna Veterano Pro
    modificato 12 May Pubblicazioni: 336
    Non parlo da persona con sindrome di Asperger, ma parlo in qualità di una che di colloqui ne ha fatti eccome!
    Con esiti positivi e negativi.

    Oltre alle ovvietà del presentarsi in orario e vestiti bene puliti e profumati, essenziale è parlare poco, ascoltare molto,

    e mettersi nell'atteggiamento mentale del "non sei solo tu che valuti se volermi, sono anche io che valuti te..."
    Questo riduce molto l'ansia se ti collochi dalla parte di "chi esamina".

    Poi cercare di porre anche noi domande, non solo rispondere, questo per rafforzare il concetto di cui sopra...
    marco3882AmelieSwiftSniper_Ops
    Post edited by mammarosanna on
  • SwiftSwift Veterano Pro
    modificato 13 May Pubblicazioni: 946
    Si mammarosanna, a dire il vero credo di aver fatto così.  Tuttavia, ho notato questo: quando sono uscito dal colloquio, mi sentivo soddisfatto. Dopo un pò di tempo il mio umore è cambiato in seguito al dialogo interno sull'evento. Può darsi che dipenda dal mio deficit sociale, dal fatto che da un pò di tempo la mia ansia da esposizione alle situazioni sociali si manifesta maggiormente "dopo" l'evento che non prima o durante l'evento stesso. Non so come interpretare questa "ansia posticipata" e non ho nessun tipo di assistenza; ma fatto sta che si manifesta con sempre più frequenza e mi fa soffrire molto.
    mammarosanna
    Post edited by Sniper_Ops on
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