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Che cosa VUOI dalla vita?

Nella speranza di non scoperchiare un vaso di Pandora intendo provare ad aprire una discussione che nasce dall'incontro di alcuni attriti fra utenti (per fortuna ulta contenuti) con una questione personale che mi porto dietro da almeno due anni.

Ovviamente i moderatori sono invitati a (sor)vegliare questa discussione o anche a cancellarla se dovesse surriscaldarsi.

Partiamo: si discuteva, fra il detto ed il non detto, di chi ha cosa, chi non ha cos, quanto, come e se deve dirlo o ripeterlo. E' risalita la questione che nel mondo angloamericano si definisce "trigger warning" ovvero l'uso anche solo propositivo di certe parole e certi argomenti che possono risultare dolorosi all'interlocutore e la questione se è rispetto del prossimo o soffocamento della libertà d'espressione.

Questa è la prima parte, passiamo a quella personale. Per il semplice motivo che vorrei portare la questione appena detta ad un livello di astrazione credo più alto.

Ipotizziamo per un attimo che faccia parte della condizione umana e della propria realizzazione personalissima in quanto individui unici il conseguimento di aver superato alcune sfide della vita con successo e di conseguenza aver ottenuto per sé determinate... Cose. Provo ad elencarne alcune più ripetute.

- Amori
- Famiglia
- Amici
- Lavoro
- Denaro
- Hobby
- Prestigio

Domanda chiave che pongo a tutti: sono cose che ognuno VUOLE? O sono cose che ognuno DEVE? E per quale scopo ultimo?

Qui faccio un esempio dalla mia vita. Nessuno dei 5 terapeuti che ho avuto da quando sono adulto si è mai disturbato di chiedermi cosa io volessi dalla vita.
Davano tutti per scontato che dovessi aspirare a quello a cui ci si aspetta debbano aspirare tutte le persone (vedi elenco supra).
Alché ad un certo punto ho dovuto chiedermelo da solo: cosa voglio? E mi sono risposto: prima la salute. E l'ho detto a diversi lavoratori nel campo della salute e del sociale che conosco.

Non l'avessi mai fatto...

Il meglio è stato quando ad un terapeuta mio buon conoscente (credo eh) chiesi: "Tu cosa vuoi da me?" e mi rispose: "che tu abbia sucesso nella vita".
Per carità, narcisisticamente lusinghiero e anche calorosa come dimostrazione d'affetto ma se voglio fare il solito aspie rompiscatole inevitabilmente attingo alla logica e mi chiedo spontaneamente: "ma sei un terapeuta o il mio agente?"
Trovo impressionante che alcuni altri mi dissero che i bisogni indotti non esistono. Trovo inquietante che altri prima predicano che l'essenza del loro mestiere di aiuto è porre la domanda all'utente: "cosa vuoi?" e poi si vantano che non lavorano su quello che voglio io come beneficiario dei loro interventi professionali.

Ovvio credo che la regola d'oro sia non fare del male a sé o ad altri, ma basta da sola?

Insomma ragazz* c'è chi ha il lavoro e chi no, chi ha un partner e chi no, ma quello che ci muove è genuinamente quello che vogliamo? O lo vogliamo perché vediamo altri averlo? O perché ce l'hanno detto (imposto, consigliato ecc.) altri riguardo a noi?

A prescindere se per volontà intendiamo "bisogni" (limitati in numero e irrinunciabili) o "desideri" (potenzialmente infiniti e soggettivi), alla fine della fiera, che cavolo vogliamo ottenere?

Getto questo sasso nello stagno, vediamo cosa produrra, se produrrà qualcosa...


claluiAmelieSimone85ValentaSophiaMarco75mammarosannacarla_75rondinella61MononokeHimeFenice2016
Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
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Commenti

  • sugar11sugar11 Membro Pro
    Pubblicazioni: 45
    @domenico, io vorrei la salute perché considero che senza sia doppiamente difficile vivere la vita (per me e per le persone che amo, e non è una frase di circostanza, nel senso che potrei passare una vita d'inferno se i miei stessero male) e sapere chi sono. Trovare un centro che mi tenga attaccata a me stessa e mi faccia sentire sicura di essere tutta intera. È una caratteristica delle Aspie avere difficoltà nella costruzione di un sé (così dice Rudi Simone). Per me è un problema che va avanti da tutta la vita e vorrei arrivare ad avere un centro solido. Da qui potrei partire per raggiungere altri obbiettivi ma senza...non so bene dove andare.
    Domenicorondinella61Andato_52Fenice2016vera68
  • DomenicoDomenico Andato
    Pubblicazioni: 3,935
    @sugar11 capisco perfettamente quello che intendi. Quando dico che cerco la salute lo intendo principalmente come equilibrio psicofisico ottimale nei limiti del contesto che mi circonda ma credo anche che non si possa raggiungere senza esser diventati padroni di sé stessi. Come minimo per non esser traviati o il meno possibile da eventi imprevisti e/o sfortunati. Ho perso la salute troppe volte e troppo pesantemente in passato. Non chiedo che non risucceda ma almeno a non ripetere lo stesso errore 2 volte mi sembra doveroso.

    E credimi, la costruzione di un sé solido non è affatto un esclusiva delle aspergirls :-)
    sugar11
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • sugar11sugar11 Membro Pro
    Pubblicazioni: 45
    Per me è l'unica cosa veramente importante da raggiungere. Una volta, durante una meditazione, ho fatto una sorta di "sogno lucido", in cui ero un cacciatore di cervi con l'arco. Te lo racconto solo perché è stata l'unica volta in cui ho percepito quello che probabilmente percepisce chi ha raggiunto quella stabilità: sentivo di essere semplicemente un cacciatore. Quello ero, quello sapevo fare bene, quello volevo fare, quello serviva che io facessi e quello facevo. Sapevo che era un sogno, una qualche proiezione inconscia ma non me lo dimenticherò mai. Qualsiasi altro elemento era superfluo, avevo un centro intoccabile e un'identità ferma. Vorrei raggiungere l'aderenza tra ciò che sono, ciò che sono nata per fare e ciò che faccio.
    Domenicorondinella61MononokeHimeAndato_52Fenice2016
  • AJDaisyAJDaisy Pilastro
    modificato September 2018 Pubblicazioni: 10,416
    1 sola parola che vale grossomodo per tutti i punti: “stabilità”. Non servono vette nei punti, ma solo stabilizzazione in un punto soddisfacente “della scala” ed a mia opinione molto molto “medio” per la società attuale (un lavoro che mi garantisca soldi per mangiare, avere un tetto sopra la testa e soddisfare 4 piaceri che mi fanno apprezzare la vita, come viaggiare 1-2 volte l’anno a scoprire il mondo, senza occuparmi la vita 24/7 e che mi lasci del tempo libero da dedicare alla mia famiglia ed ai miei hobbies, per fare un esempio; 2-3 amici con i quali si possa avere un rapporto sincero, di buon dialogo e con i quali si possano passare dei momenti piacevoli per farne un altro).
    Poi non è demagogia dire che prima di tutto viene la salute (psicofisica) altrimenti non è concretizzabile tutto il resto. E tutto il resto contribuisce comunque a sua volta al mantenimento della salute, perché se si vive una vita soddisfacente, ne giova anche la stabilità a livello di salute.
    Potrei tranquillamente escludere il prestigio dalla lista.
    DomenicoWBorg_AndatoSirAlphaexaValentafattore_aLisaLaufeysonNewtonmarco3882Ameliemammarosannacarla_75
    Post edited by AJDaisy on
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 5,129
    L'idea che le persone desiderino tutte le stesse cose, intese come tappe da raggiungere, è proprio uno dei concetti che nell'età adulta ho più rigettato.
    Quando dicevo, nella discussione che ti ha parzialmente ispirato, che trovo motivazione nei successi altrui, intendo dire che è l'altrui forza, volontà, serenità che mi ispira. Non ho mai desiderato sposarmi, avere dei figli, guadagnare tot, girare il mondo o comprare una bella casa. La gran parte dei miei sforzi, nella vita, riguarda i miei interessi che ho fatto confluire nel mio lavoro, a volte in modi che non avevo neanche immaginato. 
    Quello che vorrei nella vita è una certa serenità, data da una stabilità che ancora non ho. Vorrei non ritrovarmi sempre in qualche guaio, non avere ansie, essere autonoma. Tutto sommato ho sempre desiderato una vita tranquilla, mi basta il necessario per sopravvivere.
    Anche io ho avuto lo stesso problema con la mia terapeuta, che era una persona stupenda e che mi ha aiutata in tanti modi... ma anche lei cadeva nel credere che tutti avessero certe necessità basilari e che da queste dipendesse il sentirsi realizzati.
    ValentaDomenicoSirAlphaexaLisaLaufeysonAJDaisyrondinella61MononokeHimeAndato_52Fenice2016
  • SirAlphaexaSirAlphaexa SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 3,247
    Io vorrei solo una vita tranquilla, la possibilità di viaggiare e di lavorare per ciò che ho/sto studiato/ndo (illustrazione quindi), pochi amici ma buoni, una persona da amare.

    Il resto (successo, denaro, famiglia) é irrilevante per ora: se avrò la fama di diventare un artista di nicchia ben venga, ma francamente resto dell'idea che non succederà mai (o se accadrà sarò già polvere).
    Se mai sarò ricco, proverò a restare con un basso profilo e ragionevole nelle mie scelte, spenderò per cose neccessarie alla mia vita e lavoro (libri, viaggi appunto, materiale artistico di particolare qualità).
    Il punto più lontano resta una famiglia: non mi interessa, non riesco a vedermi, non sono bravo a fare il padre e per me il concetto di famiglia é qualcosa che va ben oltre a legami di sangue. 
    AJDaisyDomenicorondinella61MononokeHimeAndato_52Fenice2016
    "Chiedo rispetto dalle masse, sono un anticonformista nel comformismo"

  • AdalgisaAdalgisa Andato
    Pubblicazioni: 1,793
    Io da qualcbe tempo a questa parte mi sento molto serena..vorrei avere meno paura di perdere le cose belle che ho. Invece continuo a vivere col timore di perderle.
    Domenicorondinella61Andato_52Fenice2016vera68RemiNoreBlunotte
    E' vero se è vero che è vero che..

    che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • DomitillaDomitilla Senatore
    Pubblicazioni: 2,946
    La casa al mare.
    In apparenza può sembrare un capriccio materiale, per me è un simbolo.
    Il desiderio di una casa al mare mi ha salvato la vita, le ha dato un senso.
    Per questo spero di non averla mai, mi ritroverei senza uno scopo.
    Vorrei pagarla interamente con i mei soldi.
    Sarebbe la mia rivalsa, io, sola, che compro casa (al mare).
    Alcuni diranno: e i bambini?
    I figli non possono essere lo scopo della mia vita, non voglio caricarli di questo peso: loro sono importanti, certo, ma hanno diritto ad essere staccati da me, indipendenti.
    Non so se mi spiego.
    carla_75DomenicoAmelieValentaAJDaisyrondinella61marco3882Andato_52Fenice2016amigdalaNemo
  • lunagattinalunagattina Veterano Pro
    Pubblicazioni: 316
    non sai quanto capisco quello che stai dicendo.
    Ci sto ancora lavorando e ci ho messo tantissimo tempo a capire cosa volevo davvero. Cosa era davvero importante.
    Per tanti tanti anni mi sono fatta influenzare pesantemente dalla famiglia, gli insegnanti, le persone intorno a me.
    Ho vissuto una situazione molto instabile da bambina quindi pensavo che sarei stata al sicuro in una situazione più stabile. E invece no. Era quasi una prigione.
    Come era una prigione il lavoro sicuro dove ti devi adeguare a tutti e a tutto, il vivere accanto alla famiglia perché non sia mia che ti allontani e ti perdono, il privarsi di esperienze oggi perchè non sai mai cosa succede domani.

    L'unica cosa che ho capito che voglio davvero (apparte la salute che, purtroppo non ho molto) è la libertà.
    Io ho capito che ho bisogno di essere libera. Dai legami, dalle convenzioni sociali, dai rapporti falsi, dalle paure, dalla vita fissa e sotto il controllo e il giudizio degli altri. 

    Non mi è mai importato del successo, dei soldi o degli oggetti. Mi piace la vita semplice, mi piace la campagna, gli animali, viaggiare, dipingere, leggere, parlare di cose interessanti con persone interessanti e intelligenti. Mi piacciono le persone strane, che hanno avuto vite interessanti e diverse dall'ordinario. 
    Mi piace anche il comfort, ma per me comfort è non soffrire freddo o caldo, avere cibo, un bagno e un letto e potermi spostare autonomamente. 
    E mi interessa l'amore. Ma solo se è vero. Stare con qualcuno che non ami e non ti ama alla follia NO, ne faccio a meno. Ne ho fatto a meno. Come ho lasciato una vita benestante, una situazione stabile, un lavoro di prestigio, una persona che stava con me volentieri ma non mi amava davvero.

    Sto imparando giorno per giorno a fregarmene davvero di quello che gli altri possono pensare di me. So che la mia famiglia mi considera uno spreco e un fallimento, ma la verità è che io penso lo stesso delle loro vite. Sprecate ad aver paura di sembrare da meno degli altri e ad aver paura del futuro, senza vivere veramente, senza avere mai un'avventura perchè "è troppo pericoloso" e "non si fa" e "cosa ne penserebbero gli altri". 
    Quindi immagino che, come io non capisco come possano essere felici loro, loro non riescano a capire come possa essere felice io. Che per quanto possano avere buone intenzioni non possano sapere cosa è meglio per me. 

    A volte mi dispiace vedere che sono preoccupati o delusi, ma se non penso io alla mia felicità chi ci deve pensare? 
    carla_75DomenicowoodstockAJDaisyrondinella61JimboStrangeMononokeHimemarco3882Andato_52Fenice2016RemiNore
  • karakara Membro
    Pubblicazioni: 53
    Io vorrei una laurea :)) XD
    DomenicoJimboStrange
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