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Come affrontare il lutto

ShikiShiki Veterano Pro
modificato 8 September in Esplorare i sentimenti
Apro questa discussione in occasione di ciò che ho dovuto affrontare ieri.

Il nonno del mio ragazzo è morto il 6 settembre e ieri ci sono stati i funerali.
Io non avevo mai partecipato prima a un funerale in quanto la morte e il dolore degli altri si va a sommare al mio. Mi invade come uno tsunami e ne vengo schiacciata. Non mi sento male nel modo comune di intenderlo. E' come se venissi risucchiata in un mondo incomprensibile.
Non capisco più cosa sto provando io e cosa invece stanno provando gli altri.
E non riesco a parlare, consolare o semplicemente a fare le condoglianze (solo al massimo via messaggio).
Capii questo quando avevo dieci anni e vissi il lutto per la prima volta.
Morì la mia nonna paterna e andai, inconsapevole, all'obitorio.
Intravvidi il corpo e la cosa mi svuotò. Era strano. Era come guardare un bambola di cera. Quella non era mia nonna.
E vidi mio nonno piangere.
Ricordo solo lui che piangeva.
Io non ho versato una lacrima, non ho detto una parola. Non provavo nulla. Il dolore degli altri mi schiacciava e non ho voluto più prendere parte a niente di tutto questo.
Penso che tornata a casa mi sono messa a giocare come se nulla fosse successo.
Quasi due anni dopo è morto nonno.
Per me era stato quasi come un secondo padre. Ma l'anno della sua malattia fino al momento della morte non lo ricordo per niente.
Lui è stato a casa nostra tutto il tempo in quanto mamma è infermiera ma io non ricordo niente.
E lo stesso vale per mia nonna qualche anno prima. Ma ho qualche ricordo. Con mio nonno il buio. In quel 2002/2003 non esiste mio nonno nei miei ricordi.
Ma di entrambi ricordo bene il giorno della morte. Specialmente di mio nonno.
In entrambi i casi ho avuto un sesto senso prima che accadesse.
Ero a scuola in entrambi i casi e all'improvviso non volevo tornare a casa. Era come se qualcosa mi facesse paura. Una sensazione che mai avevo provato prima.
Nel caso di mia nonna appena tornai a casa i miei genitori mi dissero che era morta. Io annuii...
Nel secondo caso, ricordando quanto era accaduto qualche anno prima, appena tornata a casa andai a controllare di nascosto la camera di nonno: lui era vivo, seduto sul letto, mi sembra.
Qualche ora dopo è morto.
Come sempre ho a malapena annuito e focalizzato la situazione.
Di nascosto sbirciai il suo corpo adagiato sul letto. Fine.

Ci misi oltre dieci anni per comprendere davvero la loro morte e piangere per la perdita.
Ma mi sono nati anche i sensi di colpa.
Soprattutto con mio nonno, perché l'anno in cui si è ammalato io non ricordo nulla di lui ma so di essermi totalmente allontanata.
Era già andato via per me.

Io non riesco ad affrontare la morte e i lutti nel modo appropriato. Mi fa troppo male. Non li accetto, non li elaboro. 

Ma ieri sono dovuta andare al funerale perché molti parenti del mio ragazzo non avrebbero capito e anche perché devo cercare di fare fronte a questo problema.
Con il nonno del mio ragazzo non avevo un particolare legame, ma era gentile e farà brutto non vederlo più a tavola con noi quando sarò a mangiare dal mio ragazzo.

Cosa ho fatto ieri? Sono stata alla messa e al cimitero quando l'hanno sepolto.
Ma ero in disparte, in silenzio, quasi assente ma allo stesso tempo presente.
Tanto per rendere le cose più difficili, mentre portavamo il corpo al cimitero ha iniziato a tuonare forte e durante la sepoltura ha iniziato a piovere. E con quella pioggia piovevano anche le lacrime delle persone.
Li stavo per fuggire via ma poi sono riuscita ad allontanarmi insieme a Enrico, che comunque ha pensato anche a me per tutto il tempo.

Non sono qui per dare consigli.
Ne per riceverli, in realtà.
Volevo condividere.
claluivera68OrsoX2Sophiaamigdalarondinella61Simone85marco3882Marco75WBorgUnconventionalLover
Post edited by Shiki on
"Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

Commenti

  • vera68vera68 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 783
    Io non ho consigli da darti. Volevo lasciarti una considerazione mia di vita vissuta.
    Mia madre ha subito un lutto improvviso e shockante quando aveva 5 anni. Credo che non si sia mai ripresa. Credo che un pezzo di lei si sia fermato li in quell'attimo.
    Io sono convinta che il nostro rapporto intenso e tormentato sia figlio di quell'attimo che ha condizionato anche la mia, di vita. È un circolo vizioso che si perpetua di generazione in generazione finché qualcuno non ha il coraggio di affrontare...di spezzare una catena.
    Come a nascondino: l'ultimo libera tutti!!!

    Io ho intuito, ma non mi è ancora chiaro, che nel percorso psicoterapeutico che sto facendo sto elaborando un lutto. Quale lutto? Non lo so. Forse quello che dobbiamo affrontare tutti della perdita di un mondo infantile o lo strascico del lutto da lei, mia madre, mai elaborato di cui io porto le conseguenze. O forse, come credo sia più probabile, tutt' e due.

    Ti lascio un commento di un libro che parla proprio della forza che lascia riuscire a elaborare un lutto

    “La madre, per la quale nel suo sviluppo si è calcificata l’impossibilità di luttuare, il cui mondo interno è vivificato da cadaveri di cui non si è mai elaborata la morte, non potrà concedere al proprio bambino di esistere se non nella fusione, nell’incistamento, proteggendosi così da un’angoscia di frammentazione che la coglie non appena egli devia il suo sguardo verso il mondo, lasciando presagire la presa di coscienza di essere un altro. Lo stadio dello specchio di cui parla Lacan, nel quale il bambino incontra la madre secondo il registro dell’immaginario, sarà perenne e inveterato e non consentirà l’accesso della parola, portata dal padre, il quale sarà rimosso fisicamente e psichicamente in quel processo di forclusione che Lacan individua alla base della patologia psicotica.

    Perché la madre incestuale farà piazza pulita intorno a sé, eliminando primariamente il padre – o confinandolo a un punto talmente minimo da essere impercettibile – e del bambino farà il suo tutto, un oggetto onnicomprensivo a cui chiedere di essere genitore, figlio, fratello, amante, ovvero di essere non essendo.“

    Le madri non cercano il paradiso di Alessandro Uselli
    Simone85Shiki
  • JimboStrangeJimboStrange Membro Pro
    modificato 10 September Pubblicazioni: 101
    Ho perso mio padre 20 anni fà. Io e mia madre lo abbiamo vestito e preparato al feretro.

    Non posso presenziare a nessun funerale.
    Non posso parlare con altri delle loro perdite.
    La parola condoglianze per me è impronunciabile.

    Non ti potrei nemmeno dare nessun consiglio, anche lo avessi chiesto. Credo che non ne esistano e qualsiasi idea sarebbe ipocrita, patetica. Condividere è puro.

    Il tempo è l'unico protagonista nella tragedia.
    Attendi il suo atto.

    marco3882Shikirondinella61
    Post edited by JimboStrange on
  • ParsifalParsifal Membro
    Pubblicazioni: 18
    Mi ritrovo molto in ciò che hai scritto, nemmeno io riesco ad affrontare il lutto e ho sempre trovato i funerali un modo per rendere il lutto ancora più devastante, li trovo inconcepibili, è come mettere il sale in una ferita. 
    Vorrei poterti dire qualcosa che ti conforti, sappi solamente che non sei l'unica a provare ciò che provi in quelle situazioni. 
    Shiki
  • ShikiShiki Veterano Pro
    Pubblicazioni: 656
    @Parsifal Io non penso che i funerali rendano il lutto più devastante e tanto meno li trovo inconcepibili.
    Ognuno ha diritto a manifestare il proprio dolore come vuole, così come a dare una degna cerimonia al proprio caro.
    Il problema è che si è spesso costretti a prendervi parte perché sennò si viene visti come insensibili e menefreghisti. Lo stesso vale se ci vai ma non piangi e stai in disparte, perso nel vuoto, così come ho fatto io. Io considero inconcepibile il fatto che le persone non capiscano che ognuno manifesta il dolore in modo diverso e affronta il lutto come meglio crede.
    A dire il vero io non sono capace nemmeno di fare questo... ma se già ho il mio dolore da gestire non posso anche sopportare quello degli altri.
    E il tempo per me è molto dilatato. Cose di poco tempo fa mi sembrano appartenenti a un passato lontano. Cose di molti anni fa mi sembrano avvenute ieri.
    vera68Valenta
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

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