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Come si fa a capire se una persona ha una bassa considerazione di te veramente...

DomitillaDomitilla Senatore
... o è solo un'impressione tua data da pregiudizi e bassa autostima?

(Il TU è generico.)
AmeliekatrissSophiaWhisParsifal
Post edited by Domitilla on
«13

Commenti

  • DomitillaDomitilla Senatore
    Pubblicazioni: 2,687
    Per essere più chiara: non so se i parenti mi considerano una sciocca fallita o è solo la mia proiezione.
    Vorrei strumenti oggettivi per sbloccare questo dilemma (e agire di conseguenza).
    Come faccio a capire se una persona mi stima?
    AJDaisykatrisscameliaLisaLaufeyson
  • katrisskatriss Membro Pro
    Pubblicazioni: 275
    anche io ho spesso questo grande dubbio...supportato da giudizi, indifferenze e assenze...che fanno pensare (male) della persona.
    Domitilla
  • CapussoCapusso Membro
    Pubblicazioni: 65
    Per esempio se credi di puzzare e le persone non si avvicinano a te di probabilmente darai la colpa alla tua credenza. Puoi farti considerare dagli altri usando la violenza o semplicemente urlando (puoi provare in mezzo a una piazza) oppure puoi essere considerata perché hai un bel corpo o semplicemente i tuoi modi di fare ispirano fiducia facendoti una figura di riferimento in un gruppo. Troppe variabili, e in ogni caso se tu non esprimi mai i tuoi sentimenti per le persone a cui vuoi bene loro tenderanno a fare lo stesso con te. E i problemi di autostima sono facili da risolvere solo che serve tanto tempo ma é facile fare un piccolo passetto ogni giorno.
    katriss
  • SophiaSophia SymbolModeratore
    modificato 23 September Pubblicazioni: 5,060
    @Domitilla thread interessante.
    Dunque... per gli estranei o i conoscenti credo sia molto più difficile, riguardo i tuoi familiari, se hai un dialogo con loro, puoi parlarne o comunque cercare di capire.

    Questo dubbio come ti è venuto?
    Ti hanno dato modo, con fatti e parole, di crederlo?
    katriss
    Post edited by Sophia on
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • DomitillaDomitilla Senatore
    modificato 23 September Pubblicazioni: 2,687
    Paradossalmente trovo i conoscenti più facili da interpretare.

    Per i familiari la difficoltà sta nell'incongruenza tra ciò che dicono e la pratica, le loro azioni.

    Posso dividerli in due gruppi: quelli chei mi incensano con belle parole, ma nei fatti non chiedono mai il mio parere/ aiuto nelle questioni importanti e se mi offro volontaria mi ignorano col sorriso preferendo anche soluzioni peggiori oggettivamente risperto alla mie e chi mi insulta dicendomene di tutti i colori (scema e simili), però ha il comportamento opposto a quelli del primo gruppo.
    Cosa ci si capisce, in una simile incongruenza?
    Aggiungo una cosa importante: se chiedo perché fanno così, entrambi i gruppi negano di farlo, allora mi viene il dubbio che sia un problema mio, però oggettivamente si comportano come ho detto.

    @Capusso puoi approfondire il tuo pensiero?
    rondinella61katrissGeco
    Post edited by Domitilla on
  • CapussoCapusso Membro
    Pubblicazioni: 65
    Allora se vuoi essere considerata devi parlare con gli altri esprimere la tua opinione ecc non é che se tu sei timida e te ne stai in disparte le persone vengono da te a chiederti come stai tranne alcuni tipo me xd. Però se tu prima ti interessi alle altre persone oppure esci con amici inizierai ad avere un impatto sugli altri. Poi il cervello umano é qualcosa di imprevedibile magari uno appena conosciuto ti risponde male solamente perché hai il nome uguale alla sua ex ragazza haha. Se ti fai ferire da qualsiasi cosa brutta che ti dicono arrivi a suicidarti, quello che conta é quello che vedi tu nel senso se io ti dico stronza e ti incazzi ci perdi e basta ma se ad esempio rispondi grazie ti voglio bene anche io modifichi il senso della parola stronza a tuo vantaggio e probabilmente avrei più confidenza con te. E poi se ti dicono scema è ti arrabbi gli stai dando ragione alla fine si chiama ironia so che non ha senso sembra un pretesto per insultare gratis ma le cose stanno così sta a te scegliere se adattarti o andare a vivere in Alaska. Ma poi perché ti offendi? Sono sicuro che non ti ritieni scema una cosa così dovrebbe scivolarti addosso.
  • DomitillaDomitilla Senatore
    Pubblicazioni: 2,687
    @Capusso in teoria le tue parole sono condivisibili, ma nella pratica è un po' diverso.
    Gli insulti sono ironia, ma anche reato, dipende dalla quantità.
    Non è questione di offendersi, ma appunto decidere se conviene avere rapporti con persone con cui non stai bene.
    Se quando apri bocca ti dicono "chiudi il becco, deficente", puoi riderci su una, due, tre volte, poi però ti scende la catena.
    Rompere i rapporti sarebbe l'ideale, ma non è facile se è un legame familiare, anche perché ci sono di mezzo persone terze che risentirebbero di questa decisione e che non c'entrano nulla.
    Certo, ci si può isolare dentro, nel senso di erigere un muro, però mi dà fastidio l'ipocrisia di fondo.
    Certo non ho bisogno di un altro per sapere quanto valgo, ma anche un complimento, se ripetuto continuamente, logora i nervi.
    katriss
  • SophiaSophia SymbolModeratore
    modificato 23 September Pubblicazioni: 5,060
    Domitilla ha detto:


    Per i familiari la difficoltà sta nell'incongruenza tra ciò che dicono e la pratica, le loro azioni.
    Posso dividerli in due gruppi: quelli chei mi incensano con belle parole, ma nei fatti non chiedono mai il mio parere/ aiuto nelle questioni importanti e se mi offro volontaria mi ignorano col sorriso preferendo anche soluzioni peggiori oggettivamente risperto alla mie e chi mi insulta dicendomene di tutti i colori (scema e simili), però ha il comportamento opposto a quelli del primo gruppo.
    Cosa ci si capisce, in una simile incongruenza?

    @Domitilla non è facile intervenire e dare un giudizio avendo solo pochi elementi.
    Ma hai considerato l'idea che forse il problema non sei tu, e che questi che descrivi possano essere solo gli effetti di comportamenti che nulla hanno a che fare con la stima nei tuoi confronti?

    katrissDomitilla
    Post edited by Sophia on
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • WhisWhis Membro
    Pubblicazioni: 27
    @Domitilla, questo thread è veramente utile. Personalmente  non riesco a rispondere alla tua domanda, e forse ho capito che è grave. Mi ha colpito l'aver compreso che io non me ne sono mai preoccupato, o meglio, che non ho mai voluto pensarci. Dire che una persona ha una bassa considerazione di me significherebbe che ho empatia per lui/lei, cioè che in ogni momento so cosa prova e perché. Ma io davvero non me ne preoccupo   "principalmente", ma non per cattiveria. Cioè, io posso definire la mia una "empatia per obiettivi", nel senso che devo fare una cosa, devo andare in un posto, c'è un piano prestabilito da svolgere, allora ecco che gli altri prendono importanza, per risolvere l'obiettivo, e quindi gli presto attenzione. Ma non appena finisco quello che devo fare, ecco che, di nuovo, mi dimentico di loro e penso ad altro. Chiaramente non funziona così, e infatti io sono quasi sempre da solo. Ma poi il bello è che ci penso lo stesso ai miei amici, anche se, quando avviene, adesso (mentre ti scrivo) mi rendo conto che in realtà li percepisco come "nomi", non come persone [è difficile da spiegare, in tutti i sensi]. Voglio dire che non li cerco davvero, non mi viene naturale. Però, paradossalmente, lo stesso ne sento il bisogno. E mi viene ansia quando penso che quei quattro amichetti che ho mi mentono del loro giudizio sulla mia immagine, che è il tuo thread. C'è, al più per me, un problema di comprensione {e io sono purtroppo limitato a vederla così}, che è oggettivamente più corretto dire problema di connessione con l'altro. Se io "capissi" davvero l'altro, il dubbio mi verrebbe una volta sola e basta e non correi più nello stesso errore. Mi basterebbe guardarlo e non avrei dubbi  su quello che prova. Mi piacerebbe riuscirci.
    katrissDomitilla
  • WhisWhis Membro
    Pubblicazioni: 27
    e non * correrei più nello stesso errore
    katriss
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