Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Una reazione dal coming-out (come "aspie") di Susanna Tamaro

Lo potete leggere in questo link: http://www.aspironia.netsons.org/sindrome-di-asperger/lasperger-non-e-la-mia-prigione/

Che ne pensate?
In effetti anch'io ho trovato irritante questo vedere la sindrome di Asperger come una "prigione", una "dannazione" e altre cose simili (pur riconoscendo le difficoltà in più che ho avuto rispetto ai "neurotipici").
In poche parole, in questo periodo, mi trovo d'accordo con la dichiarazione dell'anno scorso del cantante Gary Numan (cantante che è uno dei pionieri del synth-pop britannico) che aveva detto che l'Asperger non la considerava una disabilità, ma un vantaggio: https://www.express.co.uk/life-style/health/850136/gary-numan-aspergers-disability-singer-synth-pop
riotSophiaMononokeHimeMarco75rondinella61Grizli
«13

Commenti

  • NullNull Membro
    Pubblicazioni: 24
    Basti vedere lo SCHIFO di come l'autismo è stato strumentalizzato per la montatura dei vaccini, oltre al fatto di non essere assolutamente vero e anche vista sempre come una tragedia, un po come partorire un bambino di colore, dai tratti asiatici o qualsiasi altro tratto congenito... e quindi? dova sta il problema? perfino su questo stesso forum ho visto post di disperazione e timore per i vaccini.

    Senza contare che oggi giorno tutti sono al centro dei diritti sociali: immigrati, omosessuali e anche le donne godono di leggi apposite per la tutela, ma non si parla mai dei diritti di asperger e autistici, la gente smette di parlare di noi nello stesso momento in cui si smette di discutere dei vaccini, ed intento io devo vedere chi mi ha distrutto la vita per sempre godersi la propria avendo ottenuto tutto senza fare praticamente niente.

    Il vero dramma non è nascere neurodiverso, ma continuare a vivere al margine, ignorati e demonizzati.
    Nessuno nasce in una gabbia, le gabbie non esistono in natura, sono un invenzione di alcuni uomini per rinchiuderne altri.
    riotClemyLisaLaufeyson
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 8,793
    Io ho trovato magnifico questo https://www.spazioasperger.it/forum/discussion/11836/messaggio-straordinario-da-tutto-puo-succedere

    Benché sia solo un film, benché sicuramente manca di rispetto a tante famiglie (non che la cosa mi dispiaccia perché forse ci starebbe una piccola sbeffeggiata da un film), l'ho trovato il coming out migliore di sempre :D
    Volendo pure uno dei più credibili, paradossalmente...
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato September 2018 Pubblicazioni: 8,793
    Comunque non mi trovo quasi per nulla nelle parole di quella riflessione.

    Malattia: indifferente.

    Prigione presuppone colpa: falso.

    Esser catapultati in un posto dove non conosci lingua e costumi: falso, a maggior ragione per lei. Dal non trovare tutto spontaneo non si può passare al non conoscere la lingua. Non credo proprio che a conti fatti venga vista come un immigrato nordafricano appena sbarcato che davvero non conosce lingua e costumi. Inoltre per me ogni compensazione è assolutamente equiparata ad un talento naturale: non si può marciare anni e anni sull'aver faticato ingiustamente per cose che agli altri non richiedono fatica (cosa infine neanche vera al 100%).

    Si rifiuta di viverla come una prigione: a me sembra invece che una così la prigione se la viva tutta perché da giovane non ha avuto la forza di prendere una strada sua. Questa non è una colpa sia chiaro, però sì, per me è prigione proprio aver ignorato i propri interessi naturali.

    Spesso mi sento sola in mezzo alle persone: eh ma pretendi un pochino... A 24 anni finora al 99% ho parlato di argomenti non inerenti alle mie emozioni né a quelle della gente. Spessissimo mi è bastata la vicinanza fisica o una risata condivisa per sentirmi in perfetta compagnia.

    E non è colpa di nessuno se ha difficoltà a integrarsi a parlare con le persone, se ha un diverso concetto di socialità: ok questo è vero, la accendiamo ;)

    Fortezza vuota, bolla, prigione: sì saranno termini lacrimevoli, ma il suo spirito non mi sembrava così gioioso. Percepisco come se lei rifiutasse i termini ma non si sentisse davvero esterna psicologicamente. Forse sta proprio cercando di liberarsene?
    Post edited by Markov on
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 5,139
    Susanna Tamaro ha raccontato la sua esperienza personale, e tra l'altro quello che abbiamo letto è un estratto, una o due pagine di un libro, e senza leggerlo per intero è abbastanza difficile farsi un'opinione.
    Se lei ha un vissuto narrato come malattia, o prigione, chi sono gli altri per criticare il suo sentire?
    L'asperger non sarà una malattia, ma si parla spesso di comorbilità, che probabilmente se non ci fosse l'asperger non ci sarebbero o sarebbero più blande. Dunque per me è un po' inutile aggrapparsi alle terminologie. È una donna di 60 anni che ha sofferto tanto e andrebbe rispettato il suo vissuto, al posto di chiederle di fare la PR della neurodiversità.
    MarkovSirAlphaexavera68MononokeHimemammaconfusa80rondinella61woodstockTima_AndroidamigdalaBlunotte
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato September 2018 Pubblicazioni: 8,793
    Già, poi a me sembra che in realtà lo stereotipo è ciò che racconta lei nella critica. Sono sicurissimo che la sua visione sia condizionata da ciò che ha letto in rete perché nelle sue critiche non ho letto nulla che non avessi già letto :) ...E tutte le volte precedenti che ho letto cose simili ho sempre avuto l'impressione che nei fatti loro si sentissero "malati" ma che rifiutano il termine per aderire al bon ton che hanno trovato in rete.
    Oggi ero poco diplomatico...
    Post edited by Markov on
  • anxietyanxiety Membro Pro
    Pubblicazioni: 137
  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,429
    Il problema secondo me è sempre lo stesso: l'ambiguità del termine "autismo".
    Fino a pochi anni fa - che piaccia o no - l'autismo era diagnosticato solo a soggetti con gravi ritardi cognitivi e deficit che rendevano impossibile una vita autonoma. Da qui discende lo stigma e il pietismo. Da qui discende il motivo per cui le famiglie lo vivano come un dramma, senza rendersi conto - e questo è un fatto gravissimo - che ormai molte volte quando si parla di spettro autistico, in realtà si ha di fronte un bimbo che non è poi molto diverso da come erano gli stessi genitori da piccoli. Penso ci sia qualcosa di molto distorto nel modo in cui si affronta la questione oggi.

    Ovviamente questo si ripercuote pure sugli adulti - che quando ricevono la diagnosi - a mio avviso a volte si sentono peggio di come è la realtà e soprattutto non si rendono conto che la vita può essere difficile per tutti, perchè magari è vero si ha avuto più difficoltà nel versante sociale, ma magari qualcun'altro può aver faticato tanto nello studio, nel lavoro, può aver avuto problemi economici ecc.
    Marco75SirAlphaexaNemoMononokeHimerondinella61Terra_di_MezzoPieroDomitillaLisaLaufeysonBlunotteAngel_a
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 8,793
    Fin'ora non ho mai avuto notizie di donne Asperger scoperte da adulte che non abbiano pure pretese sociali alte.
    Per quelle come queste due non userei né l'etichetta autismo né l'etichetta asperger. Semplicemente presenza di divario patologico tra le loro esigenze sociali naturali e ciò che invece ritengono di dover fare per essere come la società le vuole vedere.
    Al più forse le definirei: "asperger lieve ad alte pretese sociali".
    Domitillavera68cameliaPimpirina
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 5,574
    Ho ascoltato l'intervista.
    io trovo molto precisa la sua descrizione dell'Asperger che "demonizza" solo per il fatto che nessuno è mai stato in grado di darle la giusta collocazione.
    Le persone diagnosticate da adulte poi hanno alta percentuale di comorbidità, per cui ci sta anche che guardando indietro la propria vita, non risulti tutto così comune come dite @markov e @mamma_francesca.
    non credo proprio che si possano paragonare problemi sensoriali, sociali e di'integrazione nel mondo del lavoro, con la fatica dello studiare.

    ho trovato anche molto bella la convivenza con l'aspetto di supporto.

    @Markov potrebbe aver letto tanto in rete, ma è lo stesso che facciamo noi: mancando la totale informazione sull'Asperger, la descrizione che ne ha fatto la Tamaro (perché la domanda e la risposta che ha dato si riferiscono alla Sindrome in senso generale), sono più o meno le stesse parole che un adulto diagnosticat potrebbe dire.

    insomma, anche se a me non è mai piaciuta come scrittrice, ho cercato di capirla obbiettivamente.
    Minollo

  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 8,793
    È lo stesso che facciamo noi ma con l'idea che se una cosa non mi convince la scarto. Questi si fanno proprio stregare invece :D
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online