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Come hanno reagito le persone a cui avete confidato di essere aspie?

katrisskatriss Veterano Pro
Apro questa discussione perché mi interessa molto. Ne ho parlato a qualche amico e le reazioni,;per lo più, sono state di indifferenza mista a ignoranza, non seguita da approfondimento.
Un'amica, quando le spiego difficoltà oggettive che vivo, mi dice che non devo fatmi condizionare dalla sibdtime ma che devo reagire, nonostante io le abbia detto che è un funzionamento mentale, fisiologico e spesso non ben controllabile o modificabile.
La mamma di due ragazzi autistici è stata indifferente.
Un amico, ferrato in psicologia, tutto subito ha detto che sono stupidaggini perché siamo tutti nevrotici ma poi si è documentato, con mia gioia, e vuole regalarmi dei libri sull'argomento.
il mio compagno,;quando non è stanco ( e in questo caso dice che è una esagerazione o scusa o fa come se non sapesse...) mi sgrida meno e mostra più comprensione.
La mia amica migliore si interessa soprattutto perché ritrova sua figlia in molti tratti.
La psicoterapeuta si è dimostrata incompetente e aveva detto che si sarebbe informata e avrebbe contattato il medico che mi segue ora, ma dopo due mesi non l'ha ancira fatto.
Sono molto interessata alle vostre esperienze. Grazie a tutti!
Tima_Android
Post edited by Sophia on
«13456

Commenti

  • Tima_AndroidTima_Android Pilastro
    Pubblicazioni: 2,505
    Il tuo compagno ti sgrida?
    Non la trovo una cosa carina in un rapporto di coppia...

    Comunque le persone a cui l'ho detto si sono presentate per lo più comprensive. Molti hanno trovato risposta al fatto perché fossi strana e avevo certe reazioni ai contatti sociali, ecc.
    Anche se dubito che molti abbiano davvero capito. Hanno solo un nome da affibbiare alle mie stranezze... ma pazienza.
    katriss
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

    Il Nostro blog: My Mad Dreams
  • katrisskatriss Veterano Pro
    Pubblicazioni: 425
    Grazie @Sophia per aver posizionato il post nella sezione più opportuna del forum. Spero di imparare!!!
    @Shiki anche a me non piace essere sgridata. ..oltretutto mi ricorda tanto mio padre, che mi ha sempre sgridata tanto... Pazienza!
    Sono contenta che tu abbia trovato persone comprensive e sono d'accirdo con te sul fatto che i più usano la categoria come un'etichetta senza approfondire più di tanto.
    Sophia
  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,543
    Io mi sono fatta questa idea. le persone che si rivedono nell'asperger vivono spesso una sofferenza silenziosa. Le steanezze sono visibili più a noi stessi che agli altri, così il nostro disagio.
    Non prendertela se come te non dicono "eureka"
    katrissNemoOrsoX2mammarosannaMarco75Whis
  • katrisskatriss Veterano Pro
    Pubblicazioni: 425
    @vera68 eh già. ..è la nostra "differenza invisibile"...
  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,543
    Tranquilla. Poi passa...
  • AdalgisaAdalgisa Andato
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 1,793
    Secondo me dirlo non influisce minimamente sul rapporto con gli altri specie se si ha una vita "media". Se si sono raggiunti gli obiettivi desiderati la sindrome resta una sorta di disagio interiore . e il disagio interiore potrebbe riguardare TUTTI perche' noi il vissuto interiore della stragrande maggioranza delle persone non lo conosciamo e non possiamo stabilire che la nostra ( non sono diagnosticata e' un plurale maiestatis) vita e' piu' difficile della loro.anzi magari un neurotipico puo' ad esempio soffrire di solitudine molto di piu' di un asperger. comunque (almeno secondo il mio parere) prima di dirlo bisognerebbe ottenere una diagnosi da un esperto neurologo- neuropsichiatra. Dal momento che e' una sindrome neurologica. Lo psicologo o di tipo cognitivo comportamentale o sistemico relazionale non potra' mai avere la stessa competenza perche' appunto non e' medico..al massimo potra' dare qualche valutazione.
    katrissaliaFurryMonster
    Post edited by Adalgisa on
    E' vero se è vero che è vero che..

    che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • AdalgisaAdalgisa Andato
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 1,793
    Ovviamente cio' che sto per dire resta un mio parere ma secondo me la ricerca di una diagnosi andrebbe fatta solo se oltre a notare in noi stessi diverse "stranezze" non siamo mai riusciti a raggiungere un obiettivo per noi importante e che e' stato raggiunto dalla maggioranza delle persone. Del tipo: come mai non sono riuscito a prendere la patente nonostante i miei sforzi? Come mai non ho MAI avuto una vita sentimentale?Come mai non sono mai riuscito a fare un viaggio fuori dalla mia citta'? Per dirne tre. In tutti gli altri casi in cui gli obiettivi importanti PER NOI (che possono non corrispondere a quelli che vorrebbe la societa) sono stati raggiunti chiedere una diagnosi porta solo il rimuginare ossessivo sulla sindrome e la voglia di avere una spiegazione alla totalita' dei nostri comportamenti. Nulla di strano lo stesso Kant scriveva che il bisogno di unita' e' tipico dell'essere umano ma credo sia controproducente. Ripeto rimane alla fine un disagio interiore che credo accomuni un po' tutti .
    rondinella61neonero
    Post edited by Adalgisa on
    E' vero se è vero che è vero che..

    che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • katrisskatriss Veterano Pro
    Pubblicazioni: 425
    Grazie @Adalgisa. Per quanto riguarda me, la diagnosi mi aiuta a capire le mie enormi difficoltà relazionali con i colleghi al lavoro. Da sola sono tranquilla ma lavorare con altri mi crea troppi problemi che poi somatizzo o mi creano tanta ansia difficile da gestire.
  • PieroPiero Membro Pro
    Pubblicazioni: 84
    @Adalgisa personalmente non credo che una persona debba mai auto-diagnosticarsi niente.
    Sinceramente io ho iniziato questo percorso per avere maggiore consapevolezza di me stesso, dei miei limiti e dei punti di forza e non basta di certo auto-diagnosticarsi per essere certi di ciò. Anche se da un lato sono d'accordo con te, ad esempio sul fatto che ognuno abbia i propri problemi e che quindi nessuno abbia di fatto la precedenza.

    @katriss io dalle uniche tre persone alle quali ho accennato la questione, ho avuto un riscontro positivo perchè hanno capito che io sono sempre io e lo sono sempre stato, che sia Aspie o meno. Sono convinto però che molti altri non capirebbero o avrebbero pregiudizi e pertanto non penso nemmeno che glielo dirò mai (es. colleghi). 

    katrissneonero
  • AdalgisaAdalgisa Andato
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 1,793
    @Piero non ho mai scritto questo anzi proprio il contrario cioe' che una diagnosi puo' farla solo un neurologo o neuropsichiatra competente.
    Post edited by Adalgisa on
    E' vero se è vero che è vero che..

    che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
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