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Come hanno reagito le persone a cui avete confidato di essere aspie?

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Commenti

  • PieroPiero Membro Pro
    Pubblicazioni: 84
    @Adalgisa
    "Ovviamente cio' che sto per dire resta un mio parere ma secondo me la ricerca di una diagnosi andrebbe fatta solo se oltre a notare in noi stessi diverse "stranezze" non siamo mai riusciti a raggiungere un obiettivo per noi importante e che e' stato raggiunto dalla maggioranza delle persone" 

    io ho inteso questo passaggio del tuo post cosi: uno deve farsi diagnosticare solo se crede di non aver raggiunto obiettivi, pertanto uno che ha raggiunto obiettivi può anche non farsi diagnosticare.
    Se il senso non era quello scusami.


    katriss
  • AdalgisaAdalgisa Andato
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 1,793
    Questi si. Tu pero' avevi scritto che sono a favore dell'autodiagnosi. Io invece credo che rifletterci sopra sia controproducente. E l'autodiagnosi nasce proprio da una continua riflessione. Si continuo a pensare che richiedere una diagnosi nel caso del raggiungimento di tutti i nostri obiettivi sia un "di piu" che ci porti solo a rimuginare. Per spiegarmi meglio io credo che le difficolta' di una persona neurotipica e una persona asperger che conduca una vita "media" che guidi lavori viaggi e abbia un compagno o compagna perche' lo voleva siano esattamente le stesse.Diverso e' il caso di chi non ha mai lavorato mai guidato ecc in quel caso la diagnosi offre una spiegazione a un problema radicato e che effettivamente ci puo' far sentire "di meno" rispetto alla maggioranza. I problemi sono diversi per tutti esempio un asperger puo' trovare molto stressante lavorare in gruppo mentre un neurotipico potrebbe trovare molto difficoltoso memorizzare dei dati ad esempio o essere giudicato un po' "superficiale" dagli altri. Sono esempi sia chiaro . avere maggiore consapevolezza dei propri limiti e dei propri punti di forza si puo' con una buona psicoterapia senza proprio nominare il termine asperger.
    Post edited by Adalgisa on
    E' vero se è vero che è vero che..

    che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • DarkSoul988DarkSoul988 Membro Pro
    Pubblicazioni: 65
    Premetto che non ho diagnosi (mai andata da uno psicologo), ma per esperienza ritengo sia meglio evitare di parlare di diversità/stranezze/problemi mentali con la gente, a meno che non si abbia un rapporto molto molto stretto con la persona in questione. 
    Con mia mamma parlo spesso di Asperger, pur non essendo certa al 100% di esserlo, e ne ho parlato in passato con altre due persone (una diagnosticata asperger e l'altra sospetta asperger e con un disturbo della personalità). A parte loro, non ho amici né conoscenti, e comunque eviterei di parlarne.
    Le persone con cui ne ho parlato si sono dimostrate comprensive ovviamente (avendo loro le stesse problematiche o problematiche simili). Mia mamma mi conosce bene e sa che sono particolare, quindi per lei non cambia niente se sono asperger o meno. 
    katriss
  • katrisskatriss Veterano Pro
    Pubblicazioni: 425
    Grazie a tutti. Io non ne parlerò ad altri per il momento e dove ho più problemi, cioè con i colleghi, non serve perché manca l'empatia. La loro...
    Forse i post riguardanti autodiagnosi o pareri competenti erano una risposta al fatto che la mia psicoterapeuta non aveva capito il problema..
    Comunque, per quello che io provo, non è tanto questione di obiettivi raggiunti ma di come si vive, come si sta con se stessi e con gli altri. A me serve per capire cosa dipende da me e cosa no, per smetterla con sensi di colpa e inferiorità o paragoni che mi distruggono ma conoscere le cose il più possibile oggettivamente per poi poterci lavorare con consapevolezza.
    NemoMarco75neonero
  • Marco75Marco75 Senatore
    Pubblicazioni: 2,075
    Rispondo un po' in ritardo.
    Io, al di fuori dell'"ambiente", l'ho detto a pochissime persone. Tra queste, quella che tutto sommato ha risposto in modo più "soddisfacente", seppur con qualche stereotipo ("eh sì, in effetti sei un genio"), è stata mia cugina. Che a sua volta, tempo fa, si era sospettata Aspie anche lei (a mio parere non lo è). Il suo atteggiamento nei miei confronti non è assolutamente cambiato, mi conosce da quand'ero piccolo e conosce le mie particolarità, sia positive che negative.
    Per il resto, in un caso c'è stato qualche luogo comune ("beh sì, ma abbiamo tutti qualcosa, in fondo") ma nessun cambiamento sostanziale nel rapporto, in un altro caso un po' di incredulità, e poi la richiesta di approfondimenti su di sé (probabilmente per qualche sospetto pregresso), e in un altro caso ancora un cambiamento di atteggiamento con un fare un po' troppo pedagogico da parte dell'altra persona (questo non mi è piaciuto molto).
    Dirlo, secondo me, ha senso se ci si fida molto dell'altra persona, se si sa che non avrà preconcetti in nessun senso, e inoltre se si vuole far comprendere di più certi apparenti limiti, o modi di fare non proprio sociali (non per giustificarsi, ma semplicemente per fornire una spiegazione che vada un po' oltre "il mio carattere è questo").
    Iniziare a dirlo sul lavoro, a semplici conoscenti, o a persone che non avrebbero bisogno di saperlo, secondo me non ha molto senso.
    katriss
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • riotriot Moderatore
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 5,870
    @Adalgisa la Sindrome di Asperger, proprio perché "sindrome" (insieme di sintomi ma NON malattia), è osservata sul piano dei sintomi comportamentali, quindi uno psicologo esperto di Asperger/Autismo è il più adatto a diagnosticare.

    Un neurologo può effettuare esami tipo fRMI ma è una tecniche di indagine comparativa costosa che, a tutt'oggi, non dimostra altro che un eventuale differente funzionamanto del cervello e in determinate aree e condizioni, ma non specificatamente l'Autismo.

    I medici psichiatri hanno il limite dell'intervento farmacologico, e dato che l'Asperger non è una malattia, possono al massimo intervenire sul piano delle comorbidità (stati di ansia ad esempio), mentre la valutazione di adeguate terapie la può fare solo lo psicologo.
    è vero che ci sono psichiatri che si stanno informando ed evolvendo nel senso di una visione della diversità e di un approccio di tipo cognitivo-comportamentale, ma sono ancora molto pochi.
    ad oggi, il riferimento principale sono gli specialisti di Autismo, psicologi in primo luogo.

    La richiesta di diagnosi non c'entra nulla con il solo rimuginare: ci si arriva soprattutto in cerca di una aiuto che sia finalmente risolutivo - parlo soprattutto per gli adulti - perché oggi, fortunatamente, è possibile rivolgersi ad esperti di Autismo senza sentirsi stigmatizzati come malati, sentirsi quindi a proprio agio, e trovare soluzioni (leggi terapie) capaci di farti comprendere ed affrontare la maggior parte delle problematiche quotidiane.
    bisogna vivere la condizione da adulti pre-forum per capire cosa intendo.

    tornando al tema del thread, io l'ho detto solo a persone a me vicine nel senso intimo, perché non ci fosse nulla di segreto. la loro reazione è stata buona perché già sapevano che la mia diversità mi creava problemi (uno in particolare mi ripeteva: "devi farti aiutare", mentre un'altro mi riteneva semplicemente una persona particolare).
    per il resto, nessuno al lavoro, perché non necessario, e nessun familiare di cui non abbia sentito la necessità.

    Marco75katrissNemoSirAlphaexaneoneroTat
    Post edited by riot on

  • AdalgisaAdalgisa Andato
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 1,793
    Dimostrare sulla base neurologica che il cervello di un asperger funziona diversamente da quello di un neurotipico e' la prova piu' certa per la diagnosi pero'. Diagnosi di non neurotipicita' intendo.(che basta a dare spiegazioni alle proprie "stranezze") Osservando con dati alla mano che il cervello funziona diversamente rispetto a quello neurotipico e' un risultato che da' piu' sicurezza. Uno psicologo esperto puo' avete invece un parere diverso rispetto a un altro psicologo lo stesso esperto (e ' successo a piu' di una persona che conosco). Lo psicologo al massimo puo' intervenire DOPO per suggerire strategie su come affrontare la vita
    Post edited by Adalgisa on
    E' vero se è vero che è vero che..

    che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • riotriot Moderatore
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 5,870
    Adalgisa ha detto:

    Dimostrare sulla base neurologica che il cervello di un asperger finziona diversamente da quello di un neurotipico e' la prova piu' certa per la diagnosi pero'. Lo psicologo al massimo puo' intervenire DOPO per suggerire strategie su come affrontare la vita

    ma anche il cervello di una persona non Asperger può funzionare in maniera differente dalla media: si chiama neurodiversità, ad esempio la Sindrome di Down, o la Disabilità Intellettiva, come anche l'effetto di traumi pregressi.

    E l'agnesia del corpo calloso, pur essendo stata riscontrata su persone Autistiche, non dice nulla di preciso sull'Asperger e, soprattutto, gli studi vengono effettuati su persone GIA' diagnosticate. vedi qui:

    dato l'alto costo di queste che sono solo delle ricerche sporadiche e recenti, che cosa dobbiamo aspettare, che un giorno forse verrà mappato il cervello autistico su di un piano neurologico?

    in realtà, gli psicologi cognitivo-comportamantali hanno già gli strumenti di diagnosi.
    ora, se si hanno dei pregiudizi sulla loro capacità, è un conto, ma fare disinformazione abbattendo un'intera categoria - unica fino ad oggi - capace di diagnosticare Autismo e Asperger, francamente mi sembra incomprensibile, oltre che fuori tema.

    Post edited by riot on

  • AdalgisaAdalgisa Andato
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 1,793
    Appunto..volevo intendere proprio il utermine neurodiversita' che offre comunque una validissima e scientifica comprensione dei propri comportamenti. Il ruolo dello psicologo esperto di autismo e' comunque molto importante ma e' importante per aiutare il soggetto in questione come non saprebbe fare uno psicologo qualsiasi. Quindi sono comunque figure molto utili. Mica volevo abbattere la categoria.anche perche' e' proprio lo psicologo esperto di autismo che puo' aiutare ad affrontare il nodo "come dirlo alle persone piu' care". Il neurologo per quanto voglia essere umano non e' in grado di fare cio'. Sono entrambi importanti ma in modo diverso.
    katriss
    Post edited by Adalgisa on
    E' vero se è vero che è vero che..

    che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • katrisskatriss Veterano Pro
    modificato October 2018 Pubblicazioni: 425
    Grazie a tutti per continuare la discussione. Sono d'accordo sul fatto di evitare di parlarne a conoscenti o colleghi con cui non c'è un rapporto d'amicizia. Mi sto rendendo conto che averlo detto a due persone che ritenevo amiche e che non si sono mostrate interessate né hanno chiesto spiegazioni non conoscendo la sindrome mi ha fatta riflettere sul rapporto con loro, molto più freddo e indifferente di quanto pensassi. Pazienza! Le persone che ho scelto erano appunto SCELTE, per comunicare a loro il motivo di molte mie stranezze che più volte mi avevano fatto notare, incitandomi anche a cambiare, ma di cui non sapevo dare una ragione né modificare.
    Marco75
    Post edited by katriss on
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