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cosa facciamo per far valere i nostri diritti

Ciao a tutti! Sono qua con un'altra riflessione autobiografica che vorrei condividere e trasformare in una discussione. È innegabile, da ciò che ho letto e sentito, che, generalmente, per gli Asperger sia più difficile far valere i propri diritti ( al lavoro, nelle relazioni interpersonali; come consumatori e cittadini...).
Oggi ho compiuto un'azione per me difficilissima proprio a questo scopo.
Dopo anni di diritti calpestati o ignorati al lavoro, ho scritto, Nero su Bianco, una lettera al mio Superiore, facendo presenti i troppi incarichi che mi sono stati assegnati ( alcuni senza compenso economico e dati a me perché altri hanno rifiutato e loro sanno farlo...) e il raggiungimento dei miei limiti in termini di tempo e energie. Ho comunicato la decisione di dimettermi da un incarico, assunto per anni in forma volontaria e gratuita, perché il carico è troppo oneroso.
Da tempo l'ansia sta tornando, e con lei l'insonnia, proprio per questo carico eccessivo, mentre altre persone lavorano poco ( e a volte male) ma sono lasciate in pace o addirittura affidate a chi lavora, nel senso che poi si deve fare anche il lavoro di chi non lo fa. Scusate se scrivo male ma l'insonnia mi tormenta. Sicuramente a molti di voi succedono esperienze simili e mi piacerebbe un confronto su questo. Io, aiutata dal mio terapista e dal mio compagno, neuritipico, dopo aver provato per anni a non essere calpestata e ridotta a uno zerbino, sperando nell'empatia, nel buon senso...ho deciso di scrivere ( lettera fatta prima protocollare ). Ora sono molto agitata ma la mia decisione è stata accettata dal mio Superiore, che, all'inizio, ha preso la cosa sul ridere ma poi, leggendo, non ha più riso. Ha tentato la carta del lodare le mie capacità ( prima ignorate o anche derise), del puntare sul senso di responsabilità, sull'orgoglio e sul senso di colpa ma sono stata categorica. Ringrazio per questo il mio compagno che mi ha aiutata, prima, a inscenare possibili reazioni e mie conseguenti azioni.
DomitillaLisaLaufeysonNemoMarco75Mignonrondinella61Indecisoiosononsense
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Commenti

  • AdalgisaAdalgisa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,726
    Mi fa piacere che hai scritto quella lettera. In che senso "come consumatori e cittadini?"
    katriss
    E' vero se è vero che è vero che..

    che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • katrisskatriss Membro Pro
    Pubblicazioni: 266
    Come consumatori e cittadini... è da intendersi nel senso che la discussione comprende tutti i tipi di diritti: tutelare la propria salute e ricevere prodotti validi come consumatori, essere rispettati nelle norme stradali, nei diritti di libertà, opinione, associazione, voto, uguaglianza...
  • AdalgisaAdalgisa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,726
    Ah ok leggevo "per gli asperger e' piu' difficile far valere i propri diritti come consumatori e cittadini" e non riuscivo a capire
    katriss
    E' vero se è vero che è vero che..

    che mi fa impazzire se penso che le cose che ho toccato insieme a te debbano svanire...dimmi che non è, dimmi che non è tutta un'illusione...un'illusione"
  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 1,776
    Hai avuto un comportamento assertivo, e non è un risultato da poco. Io, per esempio, non ci riesco, di solito mi faccio mettere i piedi in testa oppure (dopo vari soprusi) do di matto e aggredisco.
    Far valere le proprie ragioni in modo tranquillo ma fermo è sicuramente un bel risultato.
    katriss
    "Love yourself first"
  • katrisskatriss Membro Pro
    Pubblicazioni: 266
    @Marco75 grazie! è stato molto difficile e credo che senza il supporto del mio compagno è del terapeuta non ci sarei riuscita. Notte insonne prima, grande ansia tutto ieri e debolezza ancora ora... anche a me mettono sempre i piedi in testa e anche io ho dato di matto e aggredito quando molto stufa...
    far valere i nostri diritti è un nostro diritto ( e dovere???) ma è una lotta!
    Marco75
  • MignonMignon Veterano Pro
    Pubblicazioni: 239
    Nel mondo meschino che ci ritroviamo, soprattutto quello del lavoro, le persone partono già con l'idea di prendersi sempre un po' di più di quello che gli spetta, chiedere un po' di più, ignorare un po' di più.
    Quando cerchi di riprenderti i tuoi spazi potrebbero fingere di essere sorpresi ma, se sanno quello che fanno, sanno anche che è tuo diritto basilare, e secondo la mia esperienza la maggioranza si adegua.
    E' strano, è come se ci fossero due regole che viaggiano in parallelo: una dove ognuno ha diritto al suo spazio, e una dove ognuno ha il diritto a cercare di prendersi un po' di spazio dell'altro. Il mondo del lavoro tollera uno stato... regolato e continuo di belligeranza. Lo trovo molto strano. 
    katriss
    "Le brave persone pensano sempre di aver ragione."
  • PieroPiero Membro
    Pubblicazioni: 51
    @katriss dal mio punto di vista sei stata molto coraggiosa. Complimenti davvero.
    Riuscire a far valere i propri diritti senza dover scoppiare spesso è una cosa veramente difficile.
    katriss
  • katrisskatriss Membro Pro
    Pubblicazioni: 266
    @Piero grazie! A dire il vero nelle settimane prima qualche volta sono anche scoppiata un po'. .. ma non con il mio superiore, anzi, con dipendenti di mansioni inferiori, che, però, come ha detto @Mignon, vogliono prendersi spazio in più, delegare e scaricare...
    Con loro non è servito; non mi rispondono neppure...ma con il mio superiore ci voleva per forza una strategia diversa e, a volte, l'unico modo è quello di essere molto formali e attaccati alla Legge. Esistono i Sindacati, io sono iscritta, e esistono Leggi sul benessere dei lavoratori, anche se i Capi spesso le dimenticano...
    Comunque ora mi sento più forte. un pochino!
  • MidnightMidnight Neofita
    Pubblicazioni: 6

    Buondì,

    so di arrivare tardi alla discussione, ma provo lo stesso a buttare lì la mia esperienza.

     

    Innanzitutto bravissima Katriss, io al tuo posto finisco per dire a me stesso che non accetterò mai il lavoro di turno (ovviamente si parla sempre di andare oltre ai miei doveri contrattuali) che cercano di sbolognarmi e finisco poi puntualmente per farlo come da specifiche richieste e per giunta per settimane continuo poi ad interrogarmi sul come sia potuto accadere.

    Penso che il motivo risieda nel fatto che, mi mancano gli strumenti sociali per dire di no. Mi spiego meglio, non so fisicamente come fare a dire di no, come giustificare il diniego. Ovvero se parto dicendo di no in modo timido cercando di sfilarmi finisce che mi scaricano il lavoro coinvolgendomi poco alla volta. Inoltre spesso mi dipingono, situazioni diverse da quelle finali che troverò. Dire no brusco secco ed irremovibile, d’altronde, mi pare scortese e temo che le persone se ne abbiano male e che poi ci siano delle ripercussioni, e delle rappresaglie. Per di più i risultati del lavoro in più che faccio non riesco poi neppure a spenderli molto bene, nonostante i buoni risultati ottenuti, ma quello di sapermi spendere e pubblicizzarmi agli occhi degli altri è un altro problema.

    Tutto questo e anche di peggio, finisce, in certi periodi della mia vita, con il farmi venire molta ansia che si trasforma in una vera e propria sensazione fisica, è come avere un peso che provoca un insopportabile dolore allo stomaco, accompagnato alla rabia per la malafede che vedo negli altri che lentamente aumenta fino a che mi viene da sbottare. Con il tempo ho imparato a tenere questa sensazione a bada almeno fino a quando finisco il lavoro (per fortuna si tratta sempre di brevi periodi di pochi mesi) il che mi consente poi di calmarmi ed evitare di fare o dire cose inopportune.

    Mentre la rabia fin da bambino ho imparato a gestirla bene, l’ansia mi da tutt’oggi dei problemi, come te faccio lunghi periodi in cui la notte non dormo, o meglio, vado in uno stato di dormiveglia dove non riesco a non pensare in cui permango per ore. La cosa brutta è che ormai mi ci sono pure abituato e cosi non provo neanche a dormire, resto li in quello stato fino all’alba, quando mi addormento per un paio di ore fino a quando poi suona la sveglia. Questo per fortuna non accade sempre, ma solo in periodi particolarmente stressanti come questo (non capitava da qualche anno).

  • katrisskatriss Membro Pro
    Pubblicazioni: 266
    @Midnight grazie per la tua esperienza. Mi spiace che anche tu dorma male ma un po' mi consola sentendomi capita. Dire no nel giusto modo è problematico.. come te ho provato timidamente,: mi hanno detto che era un lavoro facile e veloce e non era così. ..infatti continuo a essere incastrata ...nonostante la lettera. La rabbia è quotidiana e sbottocon chi vede ma finge totalmente di vedere...e poi mi chiede come va. Almeno vorrei essere lasciata in pace perché poi non riesco a dire bene se è male...
    Su consiglio di una collega vicina alla pensione ora ne ho provata un'altra...per me più indolore. All'ennesima riunione fissata nel mio giorno libero... ho risposto con una mail al Dirigente dicendo che non parteciperò avendo già un precedente impegno preso in tale data proprio perché è il mio giorno libero... voglio vedere cosa accade; mi violano talmente tanti diritti che non temo più un richiamo per una cosa del genere...tanto più che ho deciso di cambiare posto di lavoro a fine anno scolastico ( sperando che ci sia un posto libero vicino a casa). purtroppo più si fa più gli altri pretendono; non vedono la nostra stanchezza o depressiibe ( percge non vogliono vederla) e noi non sappiamo venderci e Pubblicizzarci quindi spesso siamo ignorati nei nostri meriti... sto spiegando i diritti umani in classe e mi sento molto coinvolta.
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