Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Conseguenze della solitudine.

Ultimamente mi capita di riuscire a compiere le cose
che si possono fare in solitudine; se ne ho il tempo
e la concentrazione.

Ma quando arriva il momento di decidere su quali contatti
e appuntamenti prendere, per pubblicizzare quello che prima
si è fatto da soli, non riesco più a concludere; in questo noto
un aggravamento del problema.

E' una conseguenza della solitudine?
Se è così mi appare come un circolo vizioso
dal quale non posso uscirne.

Ecco, se nel mio passato avessi avuto esperienze relazionali,
sarebbe invece diverso?

Commenti

  • lincosamideslincosamides Membro
    Pubblicazioni: 19
    Ciao @Swift 
    purtroppo con i se e con i ma, sul passato, ci si può fare ben poco.
    Se essere "allenato" a far qualcosa avrebbe potuto aiutare, questo non è facile saperlo.

    Bisogna anche distinguere due tipi di solitudine: quello in cui ci si sta per scelta propria e bene, per una preferenza, e quello in cui ci si sta per altri motivi, ma il quale stato solitario genera sensazioni negative, tristezza, ecc..

    Quale dei due ti appartiene di più ?

    Secondo me, e sottolineo secondo me, piccolo ed anche sciocco umano che sono, qualsiasi solitudine prolungata potrebbe portare ad una disabitudine alle relazioni, sopratutto se la si vive con una grande intensità.
    Fammi/Fatemi sapere se ho detto castronerie e/o se qualcosa torna :D
    Cari Saluti


    Meno ragioni esistono a giustificare un'usanza tradizionale e più diventa difficile sbarazzarsene.”
    Samuel Langhorne Clemens
    "Uno è lieto di poter servire"
    Bicentennial Man
  • SwiftSwift Veterano Pro
    Pubblicazioni: 938
    Ci sono stato per entrambi i motivi. Da una parte stavo bene e dall'altra no.

    E' una questione complicata.


  • lincosamideslincosamides Membro
    Pubblicazioni: 19
    È come un allenamento, piano piano, un poco alla volta, bisogna non perdere l'allenamento nel fare certe cose.
    Meno ragioni esistono a giustificare un'usanza tradizionale e più diventa difficile sbarazzarsene.”
    Samuel Langhorne Clemens
    "Uno è lieto di poter servire"
    Bicentennial Man
  • NenaNena Membro
    Pubblicazioni: 40
    Esiste un'altra forma di solitudine, quella che si prova quando "sei solo" dentro, puoi essere in famiglia con relazioni strutturate ma la tua mente è lontana e vorresti essere altrove o non sei in grado di essere interessato ad una conversazione e vorresti tapparti le orecchie.. Oppure quando sei in mezzo alla gente e ti nascondi per non essere notato...a volte essere soli oppure no, non è una scelta, si desidera la pace e purtroppo ci si ritrova spesso in faticose relazioni umane.. Purtroppo con il tempo, secondo me è necessario stabilire relazioni che ti fanno stare bene e cancellare le altre
    aang91
  • CyranoCyrano Veterano Pro
    Pubblicazioni: 817
    Io ho fatto l’altra esperienza. Per un lungo periodo della mia vita ho frequentato un’associazione di volontariato all’interno della quale ho fatto un certo allenamento. Il gruppo era ristretto, l’atteggiamento amichevole, gli argomenti prevedibili e c’era un certo calore umano, unito a interessi superiori alla media. Devo ammettere che anche se non lì frequento più da anni, il periodo passato con loro resta una palestra importante nella gestione dei rapporti quotidiani con le altre persone. Questo non elimina i miei limiti, ma la convivenza sembra più semplice. In realtà non è così, perché in quei momenti io sto facendo uno sforzo che i miei interlocutori non fanno.
    Sniper_OpsSophiamammarosannaRemiNore
    I portoni del mio isolamento cingono parchi di infinito… (Pessoa)
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586