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Asperger e nazismo, quanto c'è di vero nel libro della Sheffer?

I bambini di Asperger, non prendiamo per oro colato pagina 193

Replica al libro “I bambini di Asperger” ” di Edith Sheffer


Autore: Walter Heijder


Traduttore: Margherita Gatto


Articolo Originale: Fair is foul, and foul is fair on page 179 pubblicato sul blog di Christopher Gillberg il 31 Luglio 2018


A settembre 2018 compare nelle librerie italiane il libro -I bambini di Asperger- di Edith Sheffer. La Sheffer ricostruisce la storia raccapricciante della neuropsichiatria tedesca durante il periodo nazista e lancia delle forti ombre sulla figura di Hans Asperger e sul suo coinvolgimento con il regime. Walter Heijder analizza il testo originale di Hans Asperger per vedere quanto di vero (non) contiene il libro della Sheffer


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Sniper_OpsbarbamammaSophiaMarco75katrissFrancescorondinella61Mignon
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • RonnyRonny Neofita
    modificato 2 November Pubblicazioni: 1,109
    Comunque mi chiedo ancora chi prende sul serio la Sheffer.
    La visione a spettri della varietà della mente umana è una visione abbastanza documentata e conosciuta tra gli psicologi seri (non solo nel caso dell'autismo) e ritengo impossibile che la psicologia, con i passi da gigante che ha fatto per avvicinarsi al metodo scientifico, possa avere una ricaduta psicoanalitica, considerando che il comportamentismo sta aiutando i pazienti molto più del parlare del rapporto con tua madre.
    Pure gli psicologi che non vedono positivamente l'asperger (un esempio fra tutti è Baron-Cohen) hanno una visione innatista e comportamentista della questione
    Marco75katriss
    Post edited by Ronny on
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 5,745
    A me non piace il motivo per cui questi studi finiscano oltre gli studiosi di storia. Non va bene cercare prove o controprove (morali!) per riconoscersi meglio in una persona o confutarla. Proprio perché non va bene riconoscersi in una persona...
  • katrisskatriss Veterano Pro
    modificato 2 November Pubblicazioni: 417
    Molto interessanti l'articolo di Asperger e la lettura soggettiva che ne ha fatto l'autrice Sheffer. Mi spiace constatare ancora una volta come i testi vengano spesso usati per avvalorare delle tesi, senza rispettare il contesto delle affermazioni citate e creando ancora più confusione nell'opinione pubblica, già poco informata e ora condotta verso associazioni che coinvolgono la sfera etica e un immaginario legato alla Shoah purtroppo tristemente noto anche se non adeguatamente approfondito da molta gente ( esistono ancora i negazionisti e i loro sostenitori...). Mi auguro che questo articolo possa essere inoltrato all'autrice che dovrebbe intervenire modificando e chiarendo le affermazioni del suo libro. Essere un filologo competente e critico non è semplice. ma estrapolare le parole da contesti evidenti è grave.
    Sophia
    Post edited by katriss on
  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 1,835
    @Markov, infatti non credo che la questione sia "riconoscersi" o meno in Hans Asperger (che, tra l'altro, neanche voleva dare il suo nome ad alcunché, quello è stato fatto quasi quarant'anni dopo). Semplicemente, si cerca di capire meglio una figura il cui lavoro, bene o male, ci riguarda tutti, approfondendone anche gli aspetti più controversi. Mi sembra necessario farlo, vista l'importanza del personaggio, a prescindere dal fatto che il suo nome sia diventato un simbolo di riconoscimento culturale (ma quello è successo dopo, ed è un discorso diverso).
    Dico questo, sia chiaro, senza essermi ancora formato un'idea precisa sulla questione...
    wolfgangkatrissLadyLazarus
    "Love yourself first"
  • FrancescoFrancesco Veterano Pro
    Pubblicazioni: 966
    Da profano in materia, provo  a fare un po' di contesto: l' Austria di fine anni'30 era stata appena annessa dai nazisti. all'epoca per lavorare era indispensabile almeno accettare alcune regole del regime, uno dei pilastri della propaganda nazista era la purezza della razza ariana, era necessario ripulire la Germania dagli esseri inferiori o imperfetti, i medici dovevano denunciare le disabilità, fu messo in piedi il progetto aktion t4 per i bambini, i lager andavano benissimo per gli adulti. Bisognerebbe dimostrare che Asperger avesse attivamente partecipato o almeno condiviso il progetto nazista, non poteva opporsi apertamente, sarebbe finito male, ha mantenuto un profilo basso ed è riuscito comunque a fare un lavoro che tutta la comunità scientifica gli riconosce. Scusate se è poco.

    SophiawolfgangkatrissNemo
    Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me. (G. Marx)
  • Pubblicazioni: 4
    Qui c'è un grosso malinteso.
    Hitler NON era a favore di uno sterminio di massa. Hitler adottò le stesse leggi eugenetiche adottate in America.
    Lo scopo di Hitler era quello di sterilizzare, anche forzatamente, le persone affette da gravi malattie mentali ereditabili onde evitare che i malati procreassero. Il motivo è molto semplice: se un uomo aspie mette al mondo un figlio, il ragazzo sarà aspie, perché l'asperger è ereditaria e dunque potrebbe condurre una pessima vita segnata per sempre dalla malattia. Questo è molto egoista da parte dei genitori e grava pesantemente sulla vita e la salute di pargoli indifesi.
    Inoltre Hitler decise di dare una morte dignitosa a chi era d'accordo, tramite la legge sull'eutanasia.
    Ragazzi, studiate! Volete leggere libri? Ok! Ma studiate bene perché sennò ci fate una brutta figura.
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato 3 November Pubblicazioni: 5,745
    Marco75 ha detto:

    @Markov, infatti non credo che la questione sia "riconoscersi" o meno in Hans Asperger (che, tra l'altro, neanche voleva dare il suo nome ad alcunché, quello è stato fatto quasi quarant'anni dopo). Semplicemente, si cerca di capire meglio una figura il cui lavoro, bene o male, ci riguarda tutti, approfondendone anche gli aspetti più controversi. Mi sembra necessario farlo, vista l'importanza del personaggio, a prescindere dal fatto che il suo nome sia diventato un simbolo di riconoscimento culturale (ma quello è successo dopo, ed è un discorso diverso).
    Dico questo, sia chiaro, senza essermi ancora formato un'idea precisa sulla questione...

    Contemporanei furono diversi scienziati che invece hanno lavorato attivamente per la Germania nazista. Alcuni vinsero il Nobel e vengono studiati tutt'ora. È rimasto solo il loro lavoro. Cambia però che son sicuro che nessuno abbia interesse ad identificarsi con loro, la loro persona non infonde la fiducia di vivere felicemente in svantaggio quando ci si sente in svantaggio.
    katrissBriseide
    Post edited by Markov on
  • NemoNemo Moderatore
    Pubblicazioni: 2,247

    Qui c'è un grosso malinteso.
    Hitler NON era a favore di uno sterminio di massa. 

    Uhm. Senza stare a scomodare gli innumerevoli documenti, ma usando anche solo la logica: ti pare possibile che lo sterminio scientificamente progettato e pianificato, nonché svolto con scientifica precisione, sia stato autorizzato a SUA INSAPUTA? 

    Pare molto, molto, molto difficile sostenere una tale ipotesi.

    Il revisionismo, quando lo si fa, deve essere credibile. Che Hitler non fosse a favore dello sterminio di massa è - scusami la franchezza - una tesi insostenibile.
    WBorgSophiaFrancescokatrissLisaLaufeysonNewton
    Memento Mori
  • WBorgWBorg SymbolPilastro
    modificato 4 November Pubblicazioni: 3,870
    Il revisionismo non può mai essere credibile. La riabilitazione del nome delle persone si, vedi il caso di Alan Turing.
    Alan Turing che ha accorciato la seconda guerra mondiale di due anni è stato denigrato e buttato fuori dalla storia per decenni, invece il signor Wernher von Braun ha avuto la medaglia del congresso del paese che lo ha “revisionato” con L’Operazione Paperclip.
    Tra gli scienziati protagonisti della vicenda figurarono Rudi Beichel,[4] Otto Hirschler,[5] Hermann H. Kurzweg,[6] Gerhard Reisig,[7], Werner Rosinski[8] Wernher von Braun, Walter Dornberger e Arthur Rudolph per quanto riguarda la missilistica; Alexander Lippisch, Hans Multhopp, Hans von Ohain e Kurt Tank per l'aeronautica; Kurt Blome (che però contravveniva alla regola di Truman, avendo commesso crimini nazisti ed essendo imputato al processo ai dottori); Hans Hollmann per l'elettronica e Reinhard Gehlen per i servizi di intelligence (anche lui, ex nazista e generalmajor della Wehrmacht).[senza fonte]
    Estratto da Wikipedia.
    È solo una parte dei scienziati nazisti ripuliti dai vincitori (e ci sono mille ragioni che giustificano il fatto, ma nessuna di queste ragioni non sta in piedi davanti ad un pacifista)
    Senza von Braun non si arrivava sulla Luna, ma chi lo dice ?
    Magari in quei quasi ventimila prigionieri russi e polacchi c’erano dieci come lui. Non lo possiamo mai sapere, e sapete perché?
    Sono tutti morti, 12000 circa di stenti scavando i tunnel per la fabbrica dei razzi V2, il resto per la loro produzione fino alla fine della guerra.
    Davanti a ventimila morti io me ne infischio dalla Luna, davanti a dei bambini morti non mi interessa un nome specifico per una sindrome che non si capisce bene se c’è oppure è la solita etichetta del progresso.
    Uno dei miei nonni ha fatto la guerra, quell’altro si è fatto due anni di gulag in Russia e poi e morto per le conseguenze, mio padre e stato costretto a fare dei lavori coati sotto il regime, le ho fatte anch’io, per la gloria della patria si diceva.
    Anche nel mio paese si era messa in moto la lavatrice della storia per ripulire e giustificare il passato è gli aguzzini coinvolti, tra cui intellettuali di fama, artisti, attori, uomini di stato, poeti.
    E il mio popolo ha creduto, perciò io e il 90% dalla mia generazione ci siamo fatti le valige e ci siamo sparsi per tutto il mondo.
    Io quella valigia ce l’ho sempre a portata di mano.




    woodstockkatrissLisaLaufeysonFrancesco
    Post edited by WBorg on
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 4,242
    Giusto per dovere di cronaca:

    "Inoltre Hitler decise di dare una morte dignitosa a chi era d'accordo, tramite la legge sull'eutanasia. "

    No. Era lo Stato ad avere potere decisionale sull'eutanasia, che peraltro era "eutanasia" per modo di dire, perché quelle persone furono uccise con metodi tutt'altro che dolci che furono poi importati nei campi di sterminio. E l'interesse dello Stato non era quello di dare una morte dignitosa, ma di sollevare lo stesso dagli oneri di sostentamento e cura degli individui, oltre che naturalmente di epurare la popolazione da certe condizioni e malattie.
    WBorgFrancescoSirAlphaexaNemokatriss
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