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Cosa cercano i NT nella socialità?

CharadeCharade SymbolVeterano
modificato 9 February in Domande e risposte tra AS e NT
Oggi a pranzo mia mamma se ne esce con questo discorso: "La fidanzata di Leonardo (mio cugino) ha trovato un nuovo lavoro. Uno migliore s'intende. Adesso lavorerà per una multinazionale, con uno stipendio da manager, un'auto aziendale da 70.000€ ecc". Al di là del fatto che era una chiarissima frecciata a me, visto che questa ragazza ha pochi anni più di me, per farmi pesare quanto lei stia riuscendo nella vita e io stia fallendo ai suoi occhi... al di là di questo, visto che di esempi simili potrei fornirne a bizzeffe, quello che mi chiedo è: cosa cercano i NT nella socialità? Si sforzano di riuscire al massimo nella vita per poi sbatterlo in faccia a quelli che non stanno riuscendo altrettanto bene e ne traggono piacere? Per questo la ricercano, perché migliora la loro autostima? E' una sorta di conferma del proprio valore data dal confronto con l'altro? O è la gioia della competizione? No, perché io in scambi di questo tipo, come ne sento mille anche in palestra, mio figlio di qui, mio figlio di là, le vacanze che faremo, quelle che abbiamo fatto, tutti discorsi che hanno un sottotesto di competizione altissimo, di rabbia, di invidia mal celata, non riesco davvero a capire che piacere si possa trarre e come si possa cercare intenzionalmente interazioni di questo tipo. 
Post edited by Charade on
Vedi cara, certe crisi son soltanto 
Segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.

Francesco Guccini
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Commenti

  • RonnyRonny Neofita
    modificato 9 February Pubblicazioni: 1,418
    Ricercano varie cose:
    Gli estroversi provano piacere ad interagire con gli altri.
    Molti neurotipici provano piacere ad ostracizzare o a deridere chi è fuori dal loro gruppo perché è un tratto che si è evoluto per aumentare la coesione sociale. È un tratto tipico che contraddistingue i morali dagli etici. Per i morali tu hai certi diritti solo se hai certi requisiti o se sei qualcuno o no: se sei fuori da questi meriti ciò che gli altri ti fanno. Non tutti i neurotipici sono morali e non tutti gli asperger sono etici, ma nella maggioranza dei casi i neurotipici sono morali e noi siamo etici.
    MarcelaENemo
    Post edited by Ronny on
  • CharadeCharade SymbolVeterano
    Pubblicazioni: 269
    @Ronny Quindi prendendo l'esempio della mamma che decanta le doti del figlio a un'altra mamma, la mamma2 empatizza con la mamma1 ed è contenta per lei? Non prova invidia?
    Vedi cara, certe crisi son soltanto 
    Segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.

    Francesco Guccini
  • KuramaKurama Veterano
    Pubblicazioni: 282
    Ciao premesso che nessuno è uguale a un altro ...posso dirti alcune considerazioni che ho potuto farmi nel tempo .. alcuni hanno il bisogno di vantarsi per suscitare invidie per compensare una bassa autostima ... alcuni sono semplicemente istrionici quindi esagerano le loro imprese . Altri magari seguono l'educazione che gli è stata data ossia sforzarsi di fare cose per essere accettati e apprezzati quindi cercare in ogni modo l'approvazione dell altro...altri ancora lo fanno solo per romperti le scatole ... quindi ci sono tanti motivi ..detto questo col cuore fregatene perché non devi dimostrare niente a nessuno e il tuo valore non lo dice un impiego o chissà cosa
    LisaLaufeysonDomenicoMarcelaEFabrizioVader
  • Mich1992Mich1992 Membro
    Pubblicazioni: 37
    Io penso che i neurotipici cerchino nella socialità principalmente un modo per affermare sé stessi, essendo l'uomo un animale sociale, come molti altri animali, del resto. La nostra società è organizzata in modo da assecondare questo nostro naturale istinto: chi più vuole affermarsi, più cercherà un modo di assumere posizioni privilegiate - chi con le buone, chi con le cattive - per garantirsi una vita agiata. Penso che gli atteggiamenti tipicamente umani che sono alla base delle molte domande che ti poni alla fine del post, siano più alcune (delle tante!) conseguenze dirette - che non cause - di una società basata quasi esclusivamente sulla competitività, competitività prettamente egoistica che non ci porterà da nessuna parte (io credo), se non modulata nella giusta direzione, quindi per il bene di tutti e del pianeta. Ovviamente, questo è solo il mio punto di vista. Penso del resto che ci siano tantissimi altri fattori in gioco - per lo più culturali - che ci hanno portato ad essere quel che siamo ora, e che bisognerebbe indagare molto attentamente e criticamente per comprenderci meglio :)
  • CharadeCharade SymbolVeterano
    Pubblicazioni: 269
    @Mich1992 Ma affermare se stessi non va di pari passo col socializzare, non credi? Per come la vedo io, affermare se stessi nasconde il desiderio di veder soccombere l'altro. Se io incenso mio figlio, è perché voglio mostrarti che il tuo non è all'altezza. Per questo non capisco come queste "strategie di socializzazione" che nascondono tanta malizia siano considerate socialmente accettabili. 
    Vedi cara, certe crisi son soltanto 
    Segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.

    Francesco Guccini
  • DomenicoDomenico Colonna
    Pubblicazioni: 3,714
    @Charade secondo me la maggior parte della gente è socializzata sin dalla più tenera età a vivere la vita degli altri prima della propria e la spacciano per empatia,
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • CharadeCharade SymbolVeterano
    Pubblicazioni: 269
    @Domenico A vivere la vita degli altri per poi poterla giudicare intendi? Spiegami meglio, mi interessa molto 
    Vedi cara, certe crisi son soltanto 
    Segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.

    Francesco Guccini
  • DomenicoDomenico Colonna
    Pubblicazioni: 3,714
    Dunque... Fammi raccogliere le idee...

    Un coach che conobbi personalmente una volta fece un esempio che mi colpì molto. 

    Disse: "se dopo il miglior sesso che hai fatto la prima cosa che fai è chiamare qualcuno per raccontarglielo entusiasta, tu non stai vivendo la tua vita, stai vivendo per interposta persona".

    E' questo il punto che provo a formulare: la maggior parte della gente vive con il principio "prima gli altri" ovvero sono sociocentrati ma non lo fanno per gli altri lo fanno per alla fine ottenere per sé.

    Io mi sento il contrario (non parlo a nome degli spie qui) sono di partenza egocentrico ma alla fine spesso altruista. La mia impressione (mi ripeto) è che la maggioranza metta prima gli altri ma allo scopo finale di ottenere per sé. Che poi mi sembra rientri negli esempi che facevi a partire dal discorso di tua madre.

    Sono riuscito a rendere l'idea?
    CharadeNewtonSirAlphaexa
    Piuttosto che maledire il buio è meglio accendere una candela - Lao Tze
  • marco3882marco3882 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,163
    Io sono completamente impermeabile alle esaltazioni delle altre persone.
    In più tendenzialmente non racconto molto di quello che faccio alle altre persone. In primis perché tranne i miei pochi amici veri, non mi piace parlare ed avere a che fare con le altre persone
  • Mich1992Mich1992 Membro
    Pubblicazioni: 37
    @Charade Eppure è così. Finché non avremo conosciuto bene con chi abbiamo a che fare, non potremo mai sapere se il nostro collega ci tratta bene perché tiene a noi, oppure perché sta facendo bel viso a cattivo gioco e in realtà non vede l'ora di pugnalarci alle spalle non appena ne avrà l'occasione; oppure, se l'amica in palestra ci parla bene di suo figlio per sentirsi migliore di noi o magari perché ne è semplicemente orgogliosa, e nulla più. Siamo esseri complicati. Come poi diceva @Ronny poco più sopra, ci sono tanti fattori che permettono a un gruppo di creare coesione a spese degli altri individui che non vi si conformano. Sono tutti sottili meccanismi evolutivi che evidentemente la nostra specie ha selezionato per prosperare. Del resto, coesione sociale non è necessariamente sinonimo di amicizia. Per rispondere alla tua domanda, penso che socializzazione e affermazione di sé stessi siano due cose diverse che però procedono su binari paralleli. Nulla vieta che potrebbero anche sovrapporsi. Se fosse andata diversamente, magari adesso saremmo tutti filosofi. Chissà. Per fortuna abbiamo ancora tempo per evolverci ulteriormente. P.s. e poi, come dimostrano i fatti, il concetto di "socialmente accettabile" è molto relativo e mutevole. Ci sono cose ben peggiori a mio parere: anche le industrie di ordigni bellici sono socialmente accettate (se no non esisterebbero più, ne abbiamo una anche in Sardegna); questo però risolve il problema della guerra? No, non credo. Questo per dire che capisco benissimo le tue perplessità
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