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Bambine Aspie e scuola

In questi giorni ripensavo a quando frequentavo le elementari e ad alcuni tratti che avevo e che sono sempre stati considerati tipici di un carattere introverso. Mi sono resa conto di quanto poco aiuto effettivo abbia ricevuto nella socializzazione con le altre persone. Ricordo purtroppo che le maestre erano troppo occupate a gestire casi più gravi, bambini con problematiche più evidenti e visibili riguardanti la condotta e il profitto. Ero una bambina molto silenziosa e anche quando parlavo avevo una voce talmente bassa che era facile dimenticarsi di me, passavo spesso le ore dell'intervallo a leggere libri sulla mia passione del momento (Civiltà egizia) o in attività che coinvolgevano solo me e la mia unica amica, anche lei molto differente dalle altre. Capisco che 10 anni fa la situazione sull'asperger nelle bambine forse non era così discussa come oggi, specialmente in casi lievi o molto lievi che non intaccano il profitto. Comunque non credo che sia sufficiente a giustificare il fatto che spesso, le bambine asperger sono un po' invisibili nel panorama scolastico e che non solo si tace di fronte agli evidenti episodi di bullismo che subiscono , ma non si cerca nemmeno di aiutare la socializzazione:nel mio caso nessuno ha provato ad entrare nel mio mondo e aiutare a sbloccarmi in certe situazioni! Voi cosa ne pensate? Esperienze da condividere?
KuramaKrigerinne
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Commenti

  • KuramaKurama Veterano
    modificato 11 February Pubblicazioni: 282
    Ciao , quando andavo a scuola anche all"asilo , io ero quella che non parlava ma che stava magari al massimo in compagnia di 1 o 2 bambini infatti dicevano che non socializzavo.ma per me non era un problema anzi non mi interessava proprio mettermi nel gruppo ...ed è così tuttora .. dicevano che mi nascondevo e stavo in disparte nel mio mondo così mi hanno quasi obbligato a interagire .. confermo che per le femmine è ancora più difficile pensare all'asperger me lo ha confermato anche la mia terapista che ha fatto la diagnosi .. perché le donne hanno una capacità di adattamento più elevato e di mimetizzazione
    Post edited by Kurama on
  • EliagioEliagio Veterano
    modificato 11 February Pubblicazioni: 135
    Ho purtroppo un'esperienza assai simile da condividere. Contestualizzo: io sono un ragazzo transgender e appaio ora maschio, sono nato però biologicamente femmina e allevato come tale durante l'infanzia.
    Io a scuola ero timidissimo, ho scoperto poi dopo l'esistenza del mutismo selettivo. Parlavo solo se interpellato ripetutamente, rispondevo a voce bassissima. Avevo un'unica amica. Avevo gravissimi problemi con la grafia, le maestre mi sgridavano per il mio disordine, ma altrimenti non mi notavano. Non studiavo, ma avevo ottimi voti comunque. Leggevo moltissimo, m'interessavo di animali e antropologia. Le maestre sostenevano che fossi brillante e i miei problemi di ansia dovuti al fatto di avere genitori separati e non aver frequentato l'asilo, lasciavano che i miei compagni mi facessero gli scherzi più crudeli e non riferivano nulla a mia madre del mio comportamento ansioso e pauroso, le dicevano solo che non mi impegnavo per scrivere bene ma che ero molto intelligente. Io soffrivo in realtà parecchio, ma nessuno sembrava notarlo. Nell'interazione con gli altri entravo in freezing totale, non riuscivo ad aprire bocca in reazione a nulla. Questa situazione è cambiata in parte negli anni scolastici, ma non per supporto ricevuto. La diagnosi a 16 anni (5 anni fa) è arrivata perchè io l'ho cercata, credo che gli insegnanti abbiano avuto gravi mancanze di competenza e sensibilità umana, conoscenza dell'asperger o meno. Purtroppo il mio buon rendimento, specialmente nelle materie letterarie, e il mio "non creare problemi" sono state un'arma a doppio taglio.
    KrigerinneKuramarondinella61
    Post edited by Eliagio on
  • MelisandeMelisande Veterano
    Pubblicazioni: 235
    Kurama ha detto:

    Ciao , quando andavo a scuola anche all"asilo , io ero quella che non parlava ma che stava magari al massimo in compagnia di 1 o 2 bambini infatti dicevano che non socializzavo.ma per me non era un problema anzi non mi interessava proprio mettermi nel gruppo ...ed è così tuttora .. dicevano che mi nascondevo e stavo in disparte nel mio mondo così mi hanno quasi obbligato a interagire .. confermo che per le femmine è ancora più difficile pensare all'asperger me lo ha confermato anche la mia terapista che ha fatto la diagnosi .. perché le donne hanno una capacità di adattamento più elevato e di mimetizzazione

    Davvero interessante, ora che mi ci fai pensare ricordo che all'asilo quando mi sentivo fuori controllo emotivamente mi nascondevo sempre sotto lo stesso tavolo e non riuscivano a tirarmi fuori! Mi dispiace che ti abbiano forzata in qualche modo a partecipare ad un gruppo, a me ricordo che si limitavano a dire che non parlavo e non socializzavo, ma nessuno concretamente ha provato a fare qualcosa senza usare metodi costrittivi!
    Kurama
  • MelisandeMelisande Veterano
    Pubblicazioni: 235
    Eliagio ha detto:

    Ho purtroppo un'esperienza assai simile da condividere. Contestualizzo: io sono un ragazzo transgender e appaio ora maschio, sono nato però biologicamente femmina e allevato come tale durante l'infanzia.
    Io a scuola ero timidissimo, ho scoperto poi dopo l'esistenza del mutismo selettivo. Parlavo solo se interpellato ripetutamente, rispondevo a voce bassissima. Avevo un'unica amica. Avevo gravissimi problemi con la grafia, le maestre mi sgridavano per il mio disordine, ma altrimenti non mi notavano. Non studiavo, ma avevo ottimi voti comunque. Leggevo moltissimo, m'interessavo di animali e antropologia. Le maestre sostenevano che fossi brillante e i miei problemi di ansia dovuti al fatto di avere genitori separati e non aver frequentato l'asilo, lasciavano che i miei compagni mi facessero gli scherzi più crudeli e non riferivano nulla a mia madre del mio comportamento ansioso e pauroso, le dicevano solo che non mi impegnavo per scrivere bene ma che ero molto intelligente. Io soffrivo in realtà parecchio, ma nessuno sembrava notarlo. Nell'interazione con gli altri entravo in freezing totale, non riuscivo ad aprire bocca in reazione a nulla. Questa situazione è cambiata in parte negli anni scolastici, ma non per supporto ricevuto. La diagnosi a 16 anni (5 anni fa) è arrivata perchè io l'ho cercata, credo che gli insegnanti abbiano avuto gravi mancanze di competenza e sensibilità umana, conoscenza dell'asperger o meno. Purtroppo il mio buon rendimento, specialmente nelle materie letterarie, e il mio "non creare problemi" sono state un'arma a doppio taglio.

    Sono davvero esperienze molto simili! Mi rivedo praticamente in tutto, compresa la separazione dei genitori che paradossalmente è stata la cosa che ha creato meno problemi nella mia vita e che ho vissuto con estrema serenità. Nonostante ciò i professori l'hanno sempre usata come appiglio per spiegare il mio comportamento, causando tra l'altro molta sofferenza e sensi di colpa a mia madre. Condivido appieno anche la riflessione finale, a volte dall'esterno sembriamo gli studenti perfetti, non diamo problemi e quindi non riceviamo aiuto
    Eliagio
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato 11 February Pubblicazioni: 8,633
    Non saprei. Di casi gravi ne ho visti quasi 1 all'anno fino al terzo liceo.
    D'altronde il trattamento riservato ai silenziosi di serie A dalle linee guida attuali lo trovo imbarazzante. Si propone manco tanto velatamente di occultare talenti, perché emergere troppo causa solitudine. Viene incoraggiata una mediocrità omologata.
    Con questa mina vagante direi che sono molto contento di essere nato negli anni '90 in una società che mi ha permesso di fare quello che volevo.


    Ops, scusa, non avevo letto né titolo né sezione.
    Kurama
    Post edited by Markov on
  • KuramaKurama Veterano
    Pubblicazioni: 282
    @Melisande anche io sotto al tavolo !! Comunque anni fa io sono un po più grande di te erano molto più rigidi sulla conformazione cioè eri diverso ? No non si poteva e quindi mi forzavano. ..
  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    modificato 11 February Pubblicazioni: 3,161
    Credo che abbiamo tutte esperienze simili... Io mi rivedo in quello che dite, ma, al contrario di molte aspie girl, io ho sempre odiato leggere e informarmi sui miei argomenti preferiti. Non penso di essere dislessica, ma ho un'estrema reticenza a leggere qualsiasi cosa. Anche quando mi diverto, dopo un po', sento l'urgenza di chiudere il libro. Non ero affatto brava a scuola perché dimenticavo di annotare i compiti sul diario, e poi dimenticavo di farli a casa. Ricordo un giorno in cui ci diedero come compito quello di ritagliare un'armatura e di ricomporla e di colorarla. Lo dimenticai e mandarono a chiamare mia madre dicendo che era una cosa così facile che non potevo non averla fatta. Ma io proprio me ne ero dimenticata... Pensavano quindi che fossi una bambina poco intelligente. Ero molto brava a disegnare ma le maestre insistevano che mi facessi fare i disegni da mio fratello quindi non ne avevo il merito per loro. In più nessuno mai si prese la briga di spiegarmi cosa fosse questo fantomatico "studio". In 3 elementare iniziarono a insistere che dovessi studiare delle pagine. Richiesta, per me, assai criptica. Ero così confusa che non sapevo nemmeno che gli altri bambini sapessero cosa si dovesse fare, se l'avessi saputo avrei fatto delle domande. Ma ero del tutto incapace di domandare alcun che.
    Ho fatto una scuola di borgo, tra figli di contadini e camionisti, un mio compagno di classe aveva 6 fratelli... Ero, in qualche modo, la meno problematica. C'era una ragazzina che non riusciva a leggere, e molti altri con problemi comportamentali evidenti.
    Nonostante la totale incuria ricevuta dagli insegnanti, ad oggi, non mi sento di potermi ritenere sfortunata. Forse è stata più insufficiente l'attenzione ricevuta in casa che quella fuori casa. Ma, ancora, non posso dire nulla, perché i miei genitori hanno tratti autistici e una bassa scolarizzazione, quindi non hanno avuto mezzi per notare i miei problemi.
    Eppure mi rendo conto che ho avuto tratti che farebbero uscire fuori di testa un genitore di oggi  :-? Non ho mai fatto nella vita gioco di fantasia. A 9 anni ancora non capivo cosa fosse. Non indicavo. Non ho mai copiato gli altri bambini nei movimenti. Ma nei negozi di vestiti scappavo sempre sotto i panni e non uscivo e mia madre allertava tutto lo staff. Collezionavo insetti e ragni.
    Insomma... forse più che le maestre ad avere attenzioni particolari sarebbero dovuti essere i miei genitori  X_X Ma considerando che anche mio fratello maggiore è stato pazzerello capisco perché non si sono allarmati troppo... E vabbè, tutto bene quel che finisce bene. Forse la mancanza di attenzioni mi ha aiutata a farcela da sola 
    Kurama
    Post edited by Krigerinne on
    DeveloperAsperger ~ ex tutor ABA
    You split the sea
    so I could walk right through it

  • vera68vera68 Colonna
    modificato 12 February Pubblicazioni: 1,482
    a parte il fatto che non ho bei ricordi e che i miei mi avevano mandato in una scuola super-esclusiva ben al di sopra delle nostre possibilità economiche, io ricordo angoscia e pianti
    Ricordo la paura, i mal di pancia giornalieri e una sola amica.
    Ho rivisto alcuni compagni questa estate con il preciso scopo di condividere ricordi ed esperienza di quel tempo.
    Mi ha colpito il fatto che loro avevano dei ricordi bellissimo, vedevano quella scuola come un'eccellenza educativa. Parlavamo della dirigenza con parole di encomio, come di persone con una visione molto all'avanguardia in campo scolastico ed educativo. Io invece non ero in grado di dire nulla in proposito, nel senso che non ero proprio in grado di poter dare una opinione, un po' come chiedere a un bambino la sua opinione di questioni di borsa o su qualche altro tema molto "adulto".

    Ancora oggi è come se avessi un' assenza di giudizio sarà proprio da questa specie di amnesia che non mi dalla possibilità di formarmi un giudizio
    Eliagio
    Post edited by vera68 on
  • MelisandeMelisande Veterano
    Pubblicazioni: 235
    @Krigerinne credo che anche la tua esperienza sia emblematica, in generale mi fa riflettere il fatto che nella scuola non fornisca abbastanza tempo per gli studenti, c'è sempre questo affanno costante di terminare il programma e si cercano di tappare i buchi più grossi. Da un lato però come dici anche tu forse la mancanza di attenzioni può essere vista in chiave positiva, in fondo non ho subito quelle pressioni costanti ad uniformarmi agli altri. Credo che ognuno debba avere il diritto il più possibile di mantenere le proprie peculiarità, ovviamente nei limiti della convivenza con gli altri
    @vera68 di fatto anche il non riuscire a dare un giudizio è già una risposta, specialmente se i ricordi sono di quel tipo. In generale mi sono resa conto di quante persone ricordino la scuola come qualcosa di angoscioso, me compresa, mi dispiace che anche tu abbia avuto queste sensazioni. A livello educativo di eccellenza ne ho vista ben poca anch'io, tante nozioni, lavoro a compartimenti stagni e obbligo di essere bravi ugualmente in tutte le materie senza considerare i punti di forza dei singoli che andrebbero valorizzati.
  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,482
    @Melisande in realtà io sono sempre andata bene in tutte le materie (tranne ginnastica e disegno tecnico). Il problema era più che tutto la socializzazione
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