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Westworld: personaggio dottor Ford e filosofia della serie

Di recente ho guardato una serie televisiva della HBO di nome Westworld, e mi sono interessato al personaggio del dottor Ford. Si tratta di un racconto di fantascienza, ambientato in un futuro in cui una società di nome Delos gestisce dei "parchi di divertimento" senza regole (da qui un primo riferimento al nome westworld), tipo Disneyland o Gardaland, con delle ambientazioni che ospitano umani (gli ospiti) e residenti (gli androidi). Il genere fantascientifico lo si vede perché questi androidi emulano perfettamente gli umani a tal punto da venir considerati  esseri viventi a tutti gli effetti, come specie distinta dall'uomo. Volendo evitare di spoilerare per chi non conoscesse la storia, vorrei chiedere a chi ne sapesse il suo parere del personaggio Ford, il direttore creativo.
Principalmente mi piacerebbe discutere del suo tipo di personalità, e avere qualche informazione sulla sua vita ( che nella narrazione i dettagli sono marginali ).
Da un punto di vista filosofico, c'è un episodio particolare ( l'ottavo della seconda stagione ) in cui viene suonato il secondo movimento della 7° sinfonia di Beethoveen, e non posso fornire ora altri chiarimenti per evitare di spoilerare: volevo parlare di quello che viene detto in quell'episodio.

Commenti

  • WhisWhis Membro
    Pubblicazioni: 40
    Per i moderatori:
    N.B.
    Questa discussione non parla della mente degli androidi (nel caso doveste chiuderla perché già esiste una conversazione a riguardo sul forum).
    Il topic è del tipo (sempre per non spoilerare) "più che capire se la mente degli androidi è reale o vivente, a me interessa il perché filosofico, supposto che siano coscienti, dovrebbero essere usati come una narrazione algoritmica".
  • neoneroneonero Membro Pro
    Pubblicazioni: 122
    Ciao non ho visto la serie televisiva di cui parli ma mi viene in mente un videogame uscito da qualche mese che riprende queste tematiche.
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