Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Asperger o altro?

Ciao a tutti :) 

Sono un ragazzo di 22 anni, e tra una ricerca e l'altra ho scoperto l'esistenza della Sindrome di Asperger, e per me è diventata quasi un ossessione, voglio continuamente documentarmi su di essa per capire se possa rientrare o meno in una diagnosi.

Ho fatto più volte sia l'Aspie quiz che l'AQ test, nel primo ho totalizzato dai 64 ai 68 punti (questo in foto è l'ultimo da 68), mentre nel secondo il risultato oscillava tra i 21 e i 23.
image
Gli aspetti che maggiormente mi portano al sospetto sono quelli legati all'ambito sociale, quindi isolamento, scarso contatto oculare, e incapacità ad iniziare o partecipare comunque alle conversazioni. Andare nei posti mi mette un'ansia tremenda, e devo sempre cercare di "controllarmi" in qualche modo.

Riguardo la routine, beh non ho una routine specifica, ma diciamo che non amo essere "disturbato" qualsiasi cosa stia facendo. Posso trascorrere giornate intere stando per conto mio col telefono spento per evitare di essere chiamato da qualcuno.....

Non so se questi possano rientrare tra i movimenti stereotipati ma mi mordo spesso le guance e mi scrocchio spesso le ossa di quasi tutto il corpo. In situazioni sociali tendo a fare movimenti "nervosi" come il grattarmi o il tossire pur non avendone bisogno...

Per quanto riguarda l'ambito motorio, da piccolo provai a fare sport ma ero una pippa, non riuscivo a fare nulla, se non prendermi le urla dell'allenatore, Mi stancavo molto facilmente e preferivo giocare ai videogiochi... 

Riguardando le foto di quand'ero piccolo 4/5 anni, sembravo un bambino abbastanza felice. In nessuna delle foto ho il pollicione in bocca, anche se mia madre mi ha detto che lo mettevo molto spesso, e che ho smesso definitivamente a 6 anni. Mi piaceva andare al mare, andare in campeggio.. mi piacevano le feste.. Cioè ad esempio all'asilo interagivo con i compagnetti, ridevo e giocavo con loro.. Io andavo alle loro feste, loro venivano alle mie, ci si divertiva.. Poi però, entrando alle elementari ho cominciato a intristirmi un po' e a scuola ero sempre distratto e non ci volevo andare... Infatti le maestre hanno chiesto a mia madre se ci fossero problemi in famiglia. Ovviamente lei negò, ma una cosa che tendo a precisare è che ho avuto una madre iperprotettiva e molto ansiosa, ma che mi permetteva di uscire e giocare ininterrottamente a videogiochi, e un padre che non mi considerava quasi nulla, ma che si lamentava della scarsa rendita scolastica e del fatto che giocassi tanto. Non ho mai avuto un dialogo con lui che mi ha praticamente ignorato tutta la vita. Non sono mai stato punito in vita mia e non ho mai avuto regole precise da rispettare. Sono stato viziato in tutti i modi e questo mi dispiace tanto. Al primo rimprovero mi innervosivo ed ero molto permaloso. A completare il quadro c'è una sorella più grande di 6 anni che mi ha sempre preso in giro. Chiusa la parentesi familiare, avevo problemi a fare i compiti, specialmente con la matematica e non avevo mai voglia di studiare. Per mia madre era un incubo, mi mettevo a urlare perchè volevo giocare con il PC o con il Gameboy (ero fissato con i giochi di pokemon!), che erano in un certo senso le mie "passioni"! Ricordo che il periodo mi fissai un sacco anche col Signore Degli Anelli, dopo aver visto al cinema il terzo film, appena uscito. Per me era una figata assurda, infatti mi comprai anche la maglietta e i giochi per la nintendo. Comunque col tempo le cose andarono meglio, anche perchè avevo un amico che frequentavo spesso e col quale passavo le giornate, o in casa a giocare al PC oppure in strada a giocare con gli altri bambini del vicinato. Amavo andare al parco o da mia nonna a giocare con mio cuginetto, col quale mi divertivo un sacco e avevo un rapporto quasi di fratellanza che ho tenuto in tutta la mia infanzia e prima adolescenza. 

Diciamo che ho sempre avuto degli amici e non mi sono mai trovato particolarmente male a scuola, a parte per lo scarso profitto. Ciò che mi metteva ansia erano le situazioni sociali in cui ci si trovava al centro dell'attenzione e si era quindi soggetti al giudizio altrui.
Odiavo ad esempio andare alla lavagna o alle interrogazioni.. 

Parlando delle medie, beh da qui in poi sono sempre stato un po' goffo e insicuro, specialmente del mio aspetto e della mia persona in particolare. Per farvi un esempio, ho iniziato a odiare il mio nome, infatti NESSUNO (a parte i miei familiari) mi chiama per nome, tutte le persone che mi conoscono mi chiamano per soprannome, o per cognome. 
Così come odio la mia voce, noiosa e monotona, odio le mie labbra, il mio naso e mi fermo qui sennò non la finisco più :D
Comunque si dai il periodo delle medie era abbastanza bello, ho avuto grosse difficoltà in matematica ma andavo bene in italiano e in inglese, e nelle altre materie così così, ma me la sono sempre cavata in un modo o nell'altro. Robe come la recita di fine anno o tornei pallavolistici mi terrorizzavano ovviamente.

Comunque, continuai a uscire fare esperienze eccetera.. Fast Forward ai 14 anni.

Nel periodo tra la 3^ media e la 1^ superiore, iniziai in compagnia di qualche amico, a fumare marijuana. Ricordo che la prima volta mi fece stare male, ma col tempo imparai ad apprezzarne l'effetto consumandola in dosi minori e nelle giuste situazioni. L'effetto tendeva ad amplificare le mie emozioni, quindi dovevo evitare di farlo nei momenti d'ansia. C'è da considerare però il fattore di appartenenza al gruppo sociale. Devo ammettere che sono sempre stato uno che tende a seguire il gruppo, e che quindi molte delle mie azioni erano motivate da un esigenza di integrazione sociale. Non ho mai avuto un carattere forte insomma, mai stato un "leader".

A livello amoroso, mi innamorai presto di una mia coetanea, ma poi mi misi assieme a una ragazza di fuori paese, con la quale persi la verginità presto, sui 14/15 anni, e con la quale rimasi fidanzato per 2 annetti buoni, di cui nonostante tutto ho un buon ricordo. Così come ho un buon ricordo degli anni delle medie, e anche dei primi due di superiori, anche se nel primo abbia avuto qualche problema con un ripetente che mi dava ripetutamente rogne. Comunque mi piaceva uscire la sera e vedermi con gli amici, dire scemenze, d'estate stare in giro fino a tardi, ascoltare musica insieme e condividere passioni. Certe sere passavano proprio bene, altre meno, ma ho comunque tantissime foto e ricordi, che pagherei oro per rivivere. 

Questo però fino ai 16/17 anni. Da qui in poi ragazzi il disastro più totale.. Dopo un paio di mesi da single, iniziai a stancarmi e a cercare ragazze sui social, con una ci uscii pure, fallendo miseramente e facendoci una figura di cacca. Voi direte pazienza, è andata come andata, ci avresti messo una pietra sopra e ciccia. Invece no, lei e le sue amiche hanno cominciato poi a uscire col mio gruppo, e a me veniva un colpo soltanto a vederle arrivare in lontananza. Mi saliva un'angoscia tremenda, uscire era diventato un mix di ansia e vergogna, e più facevo finta di non avere nulla più era evidente quello che stavo passando. 

Ebbi quindi la brillante idea di iniziare a consumare superalcolici, che nonostante i miei 16 anni potevo tranquillamente reperire nei minimarket. Col tempo ho iniziato a sperimentare episodi di dissociamento in cui l'anima mi si annebbiava completamente, come se diventassi un entità artificiale priva di emozioni e aspettative. Non riuscivo neppure a guardarmi allo specchio, quasi non mi riconoscevo.. Parlare con la gente diventò un impresa, non sapevo più che dire non sapevo più come comportarmi. 

Comunque per farla breve, ho avuto una sorta di "meltdown" in camera mia in cui mi sono messo a sbraitare e piangere e mia madre è dovuta venire a tranquillizarmi, mentre io le urlavo di essere un miserabile esaurito... in seguito ho smesso di uscire, ho tagliato i rapporti con tante persone che hanno anche provato a recuperarmi, e ho cominciato a passare la vita nella mia comfort zone giocando ai videogames e facendo musica, spesso in compagnia degli amici più stretti che per mia fortuna non mi hanno abbandonato, anche se inizialmente non mi capivano.

Dai 17 in poi quindi vuoto totale... Ho cominciato ad andare dalla psicologa la quale mi ha diagnosticato una disturbo depressivo accompagnato da fobia sociale, e con la quale ho iniziato a fare un inutile terapia cognitivo comportamentale per 1 mesetto o 2.. 

Sono riuscito poi a diplomarmi senza magicamente perdere neanche un anno, con non poche difficoltà, fingendo sempre di essere "normale" e di non avere nulla, anche se a volte era proprio un impresa riuscirci.. Era ed è. Ho smesso poco tempo fa di lavorare causa fine contratto, e anche in ambito lavorativo percepivo sempre una sorta di distacco tra me e gli altri, una scarsa soglia di sopportazione e una gran timidezza che cercavo di nascondere attraverso sorrisi e false confidenze.. C'è da dire che era un lavoro che mi ha sfinito sia mentalmente che fisicamente, facevo anche 12 ore giornaliere e non mi fermavo un attimo .. 

Per me adesso anche un pranzo di famiglia è un impresa, mi sento osservato e giudicato da tutti.. sono goffo nei movimenti, infatti pranzo e ceno quasi sempre da solo.. Non riesco a guardare in faccia le persone perchè non ho mai nulla da dire, e la gente non sa di che parlare con me perchè sono sempre così. Ho sempre mal di testa, non riesco a concentrarmi.. Sopratutto quando sono in compagnia.. Trovo difficoltà ad esprimere concetti banali, a replicare quando qualcuno mi dice qualcosa, devo sempre sforzarmi di non sembrare incazzato o sgarbato... Più volte mi ritrovo a discutere per semplici incomprensioni, e sembra che qualsiasi cosa dica sia sbagliata.

Secondo voi ci sono elementi sufficienti per una diagnosi? O questo è solo il risultato di più patologie messe insieme?

Vabbè, chiedo scusa per essermi dilungato così tanto, e se ho divagato troppo... Non so più dove sbattere la testa. Vi ringrazio per la pazienza.. e complimenti a chi riesce a leggerlo tutto!!! :)
arabafenice83

Commenti

  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 4,841
    Benvenuto!
    da quello che racconti mancano elementi dell'infanzia che possano ricondurre esattamente allo spettro
    autistico.

    però la tua condizione sembrerebbe abbastanza difficile e complessa, "degna" di approfondimento attraverso una diagnosi che direi dovrebbe essere non troppo mirata sull'autismo come prima ipotesi.

    perché sostieni che la terapia cognitivo comportamentale sia stta inutile se fatta per un periodo tanto breve?



  • joonjoon Neofita
    Pubblicazioni: 3
    @riot Ti ringrazio per il commento! Sinceramente non saprei darti una risposta precisa a riguardo.. Sentivo come se la psicologa non mi capisse, e comunque non me la sentivo di far spendere tutti quei soldi ai miei, le sedute mi facevano sentire parecchio in colpa..
    Come se mi fossi creato un problema enorme e a pagarne le conseguenze fossero gli altri. A dire il vero la sento tutt'ora questa cosa.

    Riguardo la mia infanzia, ho appena rispolverato una vecchia cassetta, e sinceramente ci sono rimasto male a vedere una cosa.

    Il filmato è di una gita scolastica, in cui a un certo punto andavamo a far visita a un'altro asilo, e mi pare strano nel vedere come anzichè giocare normalmente con gli altri bambini, gironzolavo in tutta la stanza e ogni tanto facevo le facce e salutavo alla telecamera, solo a un certo punto mi decido di inserirmi tra gli altri per giocare ma sembro comunque goffo.

    In un'altro filmato invece (la recita di fine anno dell'asilo) siamo in un palco a cantare ballare e fare una semi coreografia, e io noto che spesso e volentieri smetto di cantare e mi distraggo a guardare chissà dove.

    Dopodichè dobbiamo andare uno ad uno in mezzo al palco ondeggiando le braccia e facendo un inchino, ovviamente io anzichè aspettare il mio turno ho cercato più volte di andare quando era il turno degli altri, poi non vi dico i movimenti....... che vergogna!!!!

    La ciliegina sulla torta è stata quella del diplomino.. Le maestre ci chiamavano col microfono per andare a prendere il diploma e poi dovevamo andare a farci incoronare, non vi dico quando è toccato a me
    riot
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 4,841
    questi particolari dell'infanzia sono interessanti: fai bene a costruire la tua anamnesi.
    continua a condividere gli aspetti che per te sono più significativi anche per confrontarti con gli altri utenti.



  • joonjoon Neofita
    modificato 21 March Pubblicazioni: 3
    riot ha detto:

    questi particolari dell'infanzia sono interessanti: fai bene a costruire la tua anamnesi.
    continua a condividere gli aspetti che per te sono più significativi anche per confrontarti con gli altri utenti.


    Ok, grazie, non avevo visto la risposta! va bene se mi torna in mente qualcos'altro sarò lieto di condividere 
    Post edited by joon on
  • plutoneplutone Andato
    Pubblicazioni: 106
    Ogni fenotipo autistico e' diverso dall'altro ed e' credo impossibile trovare due soggetti autistici che realmente si somiglino. Dovresti raccontare la tua storia a uno specialista in autismo,effettuare con lui i test e solo allora ti toglieresti questo dubbio.
    Detto questo,da cio' che racconti si evince tanto la tua emotivita' e il forte bisogno che avevi -e credo ancora hai- di essere approvato dagli altri. Questo al di la' di un'ipotesi di autismo,sicuramente potrebbe essere materiale adatto a una psicoterapia.
    neonero
  • KrigerinneKrigerinne SymbolSenatore
    Pubblicazioni: 3,153
    Benvenuto!
    Guarda Joon nella tua descrizione mancano elementi che fanno pensare all'asperger. Quindi prova a vedere se ti ritrovi nei criteri diagnostici specifici della sindrome.
    (Cerca 'criteri diagnostici autismo dsm5')

    Isolamento e incapacità nel partecipare alle conversazioni mi sembra essere il punto cruciale del tuo ragionamento, però considera che un asperger non ha un disturbo d'ansia sociale. Solo una minoranza degli asperger ce l'ha. Quello che caratterizza l'asperger nell'interazione sociale non è la paura di essere giudicati, ma l'effettiva 'disfunzionalità' dell'interazione.

    Un meltdown non è pianto di disperazione né può essere causato da droghe. È un sovraccarico del sistema nervoso che somiglia molto più a un attacco di rabbia esplosiva.

    Ti dico queste cose perché più volte hai scritto di vergognarti, di essere timido, e di essere goffo, e non vorrei che tu trovassi nell'asperger un motivo per rafforzare l'idea che hai di te di persona ridicola che tutti vedono tale. Quindi ti direi di cercare una diagnosi che possa far luce sulla questione.

    Nel frattempo sei il benvenuto. Resta con noi e leggiti gli argomenti degli altri utenti per un confronto.
    Asperger ~ tutor ABA ~ programming... future
    You split the sea
    so I could walk right through it

  • EltanynEltanyn Membro
    Pubblicazioni: 42
    Uhm. Stando al grafico dell'aspiequiz, sembri molto più orientato sul lato neurotipico. Per carità, è un test online e quindi indicativo solo per farsi un'idea. L'esperta che mi segue dice che è un buon test, ma spesso dà falsi positivi. Poi, leggendo la tua "storia", chiaramente qualche aspetto possibilmente riconducibile c'è. Ma è difficile a dirsi. Da quello che dici potrebbe anche benissimo essere tutta una questione di ansia sociale. Come ti hanno suggerito sopra, anche io ti consiglierei di trovare qualcuno che ti faccia un quadro cognitivo completo in modo da capire da cosa effettivamente dipendano i tuoi "problemi"
  • SophiaSophia SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 5,743
    Benvenuto @joon, spero che qui sul forum riuscirai a trovare le risposte ai tuoi dubbi attraverso il confronto e la condivisione.

    Nella sezione Libri puoi trovare le recensioni ai testi sull'argomento attraverso i quali informarti bene sullo spettro.

    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato 22 March Pubblicazioni: 6,733
    Krigerinne ha detto:

    Quello che caratterizza l'asperger nell'interazione sociale non è la paura di essere giudicati, ma l'effettiva 'disfunzionalità' dell'interazione.

    Ma davvero è così raro? A me sembra che quasi tutti gli adulti moderni abbiano forte paura del giudizio. E la percepisco in misura molto maggiore rispetto all'effettiva disfunzionalità dell'interazione (che non sembra disfunzionale quasi mai, anzi, potrebbero pure permettersi di impegnarsi di meno su quel versante).
    Post edited by Markov on
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586