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Ho la mia diagnosi

CharadeCharade Veterano Pro
modificato 12 July in Diagnosi, criteri e strumenti

Sono passate 19 ore e 21 minuti dalle 13.44 di ieri pomeriggio quando, sbirciando sul computer del Dr. Keller intento a scrivere la mia anamnesi, ho letto per la prima volta le parole “quadro clinico indicativo della presenza di disturbo dello spettro autistico di livello 1”. Avevo immaginato decine di volte quel momento. Pensavo che avrei sentito suonare le campane a festa, sarebbero comparsi arcobaleni nel cielo, pensavo che avrei pianto e riso allo stesso tempo, e invece non è successo nulla. Non ho avuto nessuna reazione, non ho sentito niente, come del resto in molti altri momenti topici della mia vita. Forse perché dentro di me già sapevo, sapevo da dicembre, quando ho scoperto che il mio modo di essere e di vivere è chiamato dalla società “sindrome di Asperger”. Sapevo come si sanno certe verità su stessi, sebbene nessuno mai nella mia vita, nemmeno da bambina, sia mai venuto a dirmi “sei strana, sei diversa da noi”. April Wheeler, nel film “Revolutionary Road”, dice che “tutti sanno qual è la verità, per quanto a lungo abbiano vissuto senza”. È una delle mie frasi preferite. Io sapevo ma avevo dimenticato, occultato, nascosto con tutte le mie forze da quando avevo 11 almeno. Nella foto di prima media sorrido di un sorriso diverso da quello degli altri bambini, il sorriso della gioia autistica come mi piace chiamarlo. In quella di seconda media, a un anno esatto di distanza, ho un’espressione mogia, il viso abbassato, sembro molto più “normale”, ma anche molto più triste. Non ricordo cosa sia successo in quell’anno, a differenza di molte persone Asperger non ho una buona memoria per gli eventi della mia vita. Ricordo per certo, tuttavia, che la mia è stata un’infanzia molto felice e la mia è una storia fortunata. Sono stata una bambina più felice degli altri bambini. Come ho scritto in un altro post, quando tempo fa chiesi ai miei se da piccola socializzavo o me ne stavo per conto mio, mi hanno risposto “eri una bambina felice”. Una bambina che sfarfallava imitando il gatto e saltellava per la stanza piena di gioia quando era sola, leggeva e vedeva quello che leggeva con una lucidità tale che ricordo tuttora nei minimi dettagli libri letti a 9 anni. Ha una qualche importanza che i momenti più belli della mia infanzia siano stati momenti in cui ero sola? Io non credo. Non ho mai sofferto da piccola: è vero che ero molto performante, non sono mai stata bullizzata, avevo persino qualche amichetta. La mia socialità funzionava molto meglio da bambina in effetti. O sembrava funzionare. La sofferenza è arrivata dopo, con la consapevolezza di essere estranea a questo mondo. Sono passate 20 ore e 10 minuti da quando ho comunicato la diagnosi a mia madre, che mi ha accompagnata nel viaggio Brescia-Torino e mi aspettava in sala d’aspetto. Mi è dispiaciuto vedere il panico allargarsi sul suo volto, non voleva crederci, sperava fino all’ultimo che avessimo fatto un viaggio a vuoto, ha pianto. Proprio quando io iniziavo a sentirle quelle campane a festa, e volevo saltare, e dirlo agli sconosciuti per strada e poi in stazione, che ero felice, che avevo capito tutto, che adesso tutto ha un senso. Ho 28 anni compiuti il mese scorso, e questo è stato un regalo meraviglioso per iniziare un nuovo anno di vita, il mio anno zero.

ChristianGiadanielSophiarondinella61claluiarabafenice83gioiatadriosunskyWBorg_Andatoit
Post edited by Sniper_Ops on
Vaco, Lucili, vaco, 
et ubicumque sum, 
ibi meus sum. 

Commenti

  • plutoneplutone Andato
    modificato 27 March Pubblicazioni: 106
    Spero che tu possa vivere la diagnosi positivamente come ho fatto io. Io invece quando mi e' stato comunicato,sono stato sul punto di piangere ma mi sono trattenuto perche' ho appreso cosi bene come ci si deve comportare in pubblico da aver perso ogni spontaneita'. Questo mi ha fatto riflettere tanto,forse ancor di piu' della diagnosi. In sede di valutazione,mi sono stati fatti i complimenti per come sono riuscito a "mimetizzarmi" assumendo tutti i tratti esteriori di un neurotipico. Non so se questa sia una vittoria. Per la fissa sulla normalita' standard tipica della societa',sicuramente si. Per l'umanita',temo di no. Ma non possiamo farci niente:siamo imperfetti in un mondo che si crede perfetto.
    Goditi la sensazione del "ora so."!
    GiadanielCharadesunsky
    Post edited by plutone on
  • GiadanielGiadaniel Veterano Pro
    Pubblicazioni: 382

    Ci hai regalato un bellissimo spaccato della tua vita. Ci hai reso partecipi di qualcosa di davvero importante. Grazie Charade. Ti auguro che questo percorso possa portarti ad ancora maggiore felicità e, soprattutto serenità.

    Charade
  • SophiaSophia SymbolSenatore
    modificato 27 March Pubblicazioni: 5,902
    Grazie per questo momento.
    Non farti oscurare da nessuna ombra.

    Sorridi di te.
    Gli altri lo faranno di conseguenza.

    Charadesunsky
    Post edited by Sophia on
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
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