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Delucidazioni!

Ciao a tutti. Potrei sapere secondo voi cosa significa "linguaggio funzionale" per esempio in un bimbo di 3 anni e mezzo e cosa intendete come "ritardo del linguaggio"? Può coesistere quest ultimo nella sindrome di Asperger o è solo da addebitare all HFA? Grazie a chi mi risponderà.
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Commenti

  • amanitaamanita Veterano
    modificato 31 March Pubblicazioni: 201
    Mah.. ritardo del linguaggio è semplicemente un modo per dire che il bambino non ha un linguaggio appropriato per l'età.. e questo potrebbe essere dovuto semplicemente a immaturità o a problemi più specifici che poi dopo i tre anni vengono generalmente chiamati dsl. A loro volta i dsl possono essere "puri" o associati a problemi di sviluppo più globali.
    Almeno per ciò che so..
    Nell'autismo generalmente si parla di disturbo della comunicazione che compromette il linguaggio funzionale ( quello per intenderci usato a scopo comunicativo) e non magari l'apprendimento della lingua parlata in sé..
    Nel senso che un autistico potrebbe conoscere il nome di tutti gli oggetti e pronunciarli anche bene ma non essere magari capace ad utilizzare il si e il no o a fare richieste spontanee se non utilizzando modalità ripetitive ( in pratica utilizzando blocchi di parole un po' preconfezionate e spesso indipendenti dal contesto).
    C'è da dire però che questo non è da confondere con il linguaggio ripetitivo che i bambini possono avere fisiologicamente da piccoli e che può essere considerata una sorta di "allenamento" ma che poi con il tempo svanisce e che può essere anche associata a un ritardo semplice del linguaggio.
    Adesso si parla sempre di "ecolalia" come se fosse perforza un segno di qualcosa di autistico ma invece non è rara nell'infanzia se èassociata comunque anche a un linguaggio funzionale ( per quanto ridotto)
    In passato, prima della venuta dello spettro non veniva considerata una cosa negativa insomma .. almeno fino ad una certa età.
    Nell'asperger, che io sappia, il linguaggio funzionale non manca anche se vi sono problemi nella pragmatica che è appunto comunque associata alla comunicazione.
    Temo che attualmente distinguere un hfa da un asperger sia molto difficile, motivo per cui non viene più fatto... in realtà è proprio difficile spesso distinguere un disturbo da un altro specie se son piccoli ed è probabilmente il motivo per cui poi i bambini vengono messi tutti nel calderone dei disturbi globali.
    Ci sono situazioni sicuramente da "manuale" ma non sono certo la maggioranza.
    Ma se posso chiederti... qual'è il tuo dubbio?
    plutonemammaconfusa80
    Post edited by amanita on
  • speranza82speranza82 Membro Pro
    modificato 31 March Pubblicazioni: 180
    Grazie @amanita! Mio figlio fondamentalmente ha iniziato a parlicchiare a 2 anni e mezzo. Diceva lettere, numeri, forme geometriche e colori(le cose da cui era attratto).Poi animali ed oggetti li riconosceva a richiesta. Ovviamente rivolto a noi poco se non con GRANDE sprono. Ad oggi semplici richieste le fa,ma spesso sollecitato.. non perché non sappia farle,ma perché è palese che non vuole..
    Vorrebbe bypassarci insomma! Ovviamente a livello funzionale non fa discorsi ma comprende,anzi la comprensione è aumentata notevolmente nell ultimo anno.Lui è ancora nello spettro e si sono sbilanciati solo a voce ultimamente a definirlo alto funzionamento. Di Asperger non si parla. Cmq volevo appunto capire se linguaggio era inteso anche come semplici richieste o proprio discorsi (che in loro vengono poco spontanei). Lui parla tantissimo ma da solo. Delle sue cose. Qualcosa comprensibile ed altro no.
    JAA005
    Post edited by speranza82 on
  • gioiagioia Veterano Pro
    Pubblicazioni: 586
    Come ti ha già detto amanita giustamente la distinzione tra Asperger e HF non c è più. Per linguaggio funzionale si intende che il linguaggio viene usatonper comunicare. Il linguaggio di mio figlio per esempio, viene considerato da quanti lo seguono come funzionale , appuntonoerche lo usa principalmente per comunicare ( non racconta nulla neanche lui, magari, ma fa richieste spontanee e risponde alle domande). Ha anche dei momenti di ecolalia differita ( che spero non aumenti troppo). Ma è comunque un linguaggio ipoevoluto sia per struttura della frase sia per articolazione sia per comprensione, che non è di certo a livello dei suoi coetanei.
    Il semplice ritardondel linguaggio è tutta un altra storia.
    speranza82
  • speranza82speranza82 Membro Pro
    Pubblicazioni: 180
    Quindi @gioia secondo te,mio figlio che non racconta ma chiede ciò che gli serve e fa parecchie ecolalie differite e soliloqui,è cmq funzionale. È una domanda perché quando ci avevano dato la diagnosi ci avevano detto che sicuramente avrebbe parlato ma non hanno specificato se fosse funzionale o meno. So che ormai AS e HF sono "la stessa cosa" e la parte più importante è il funzionamento. Per esempio mi è sempre stato detto a voce Alto Funzionamento ma mai specificato se livello I,II o III.
  • gioiagioia Veterano Pro
    Pubblicazioni: 586
    Non vorrei dirti una stupidaggine spero che qualcuno di più esperto sappia rispondenti. Con me hanno parlato di linguaggio" PREVALENTEMENTE " funzionale, credo per indicare il fatto che qualche volta parte in ecolalia. Il mio bimbo è un livello1 , definito HF anche se in realtà il suo funzionamento intellettivo sembrerebbe un Fil ( funzionamento intellettivo limite). Sai che c è? Secondo me con queste definizioni finiamonper uscire di testa, io ho smesso di starci dietro , guardo lui e basta;-)
  • amanitaamanita Veterano
    Pubblicazioni: 201
    Grazie @amanita! Mio figlio fondamentalmente ha iniziato a parlicchiare a 2 anni e mezzo. Diceva lettere, numeri, forme geometriche e colori(le cose da cui era attratto).Poi animali ed oggetti li riconosceva a richiesta. Ovviamente rivolto a noi poco se non con GRANDE sprono. Ad oggi semplici richieste le fa,ma spesso sollecitato.. non perché non sappia farle,ma perché è palese che non vuole..
    Vorrebbe bypassarci insomma! Ovviamente a livello funzionale non fa discorsi ma comprende,anzi la comprensione è aumentata notevolmente nell ultimo anno.Lui è ancora nello spettro e si sono sbilanciati solo a voce ultimamente a definirlo alto funzionamento. Di Asperger non si parla. Cmq volevo appunto capire se linguaggio era inteso anche come semplici richieste o proprio discorsi (che in loro vengono poco spontanei). Lui parla tantissimo ma da solo. Delle sue cose. Qualcosa comprensibile ed altro no.
    Boh.. l'apprendimento del linguaggio è una cosa molto complessa e richiede una serie di competenze.
    È vero che la maggior parte dei bambini imparano senza molti intoppi ma insomma..a tre anni e mezzo che lui ancora non sappia raccontare non lo vedo come una cosa così preoccupante soprattutto se è in ritardo con la produzione linguistica.
    Poi non so.. per me dovresti fare attenzione a quanto si relaziona e se usa il linguaggio per relazionarsi insomma..
    Credo sia l'indicatore più importante.
    Per me si fa solo male a pronunciare la parola autismo a queste età.. ha senso solo se c'è un quadro palese diversamente non è detto che uno sviluppo che a quella età pare atipico per il linguaggio ad ex porti poi uno sviluppo successivo compromesso..
    Per me non bisogna fasciarsi la testa pensando "è questo o quello" perché poi molte volte invece è magari un altra roba.
    Credetemi.. cambiano tanto tanto con la crescita e quindi per quanto comprensibile è inutile e solo deletereo cercare a tutti i costi la parolina che può farti mettete l'anima in pace perché nella nostra testa ti consentirebbe di avere aspettative realistiche perché credetemi non è così!
    A tre/ quattro anni mio figlio aveva alcuni problemi, a 5/6 sono cambiati moltissimo e ora la situazione è ancora diversa.
    Alcune cose che mi preoccupavano sono un lontano ricordo e altre che non mi aspettavo sono emerse con la crescita...
    Per dire che è meglio con loro occuparsi dei problemi che ci sono e basta tanto il futuro non si può prevedere e l'unica cosa davvero certa per come la penso io è che se c'è qualcosa di grave si può fare poco.. ma se c'è l'evoluzione significa che l'ambiente ha la capacità di modificare le cose in positivo e se è così, di immodificabile non c'è nulla..



    claluisperanza82lizgufomatto79LisaLaufeyson
  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,373
    Secondo me all'interno dell'autismo si è posto troppo l'accento sul linguaggio, mentre quello che conta è come detto la comunicazione. Ad es. mio figlio non ha mai avuto ritardi di linguaggio, anzi è stato molto precoce, e a dir la verità ha iniziato presto a fare discorsi, però il problema è che "parlava" prevalentemente di ciò che gli interessava, magari anche coinvolgendoci, però in maniera un po' ossessiva e invece rispondeva di malavoglia alle domande che gli facevamo; solo negli utlimi anni, diciamo dalle elementari, ha iniziato a "chiedere" anche qualcosa a noi, "ti piace questo", "da piccola come facevi" inizialmente riferito ai suoi interessi, però con un intento più interattivo e comunicativo. Adesso è molto più aperto agli altri e delle volte si preoccupa anche dell'altro: tipo ieri c'erano le fragole e lui non avendo visto la mia coppetta preparata, visto che gli stavo dando le ultime, mi ha detto "e tu mamma?" ... sono queste le cose che vanno guardate per "vedere" i progressi all'interno del quadro autismo. Poi più il bimbo parla senza problemi - come il mio - più è "facile" vedere se è o non è autismo, se invece ci sono dei ritardi, più darsi che i comportamenti atipici dipendano da questi.
    amanitagioiaNemosunsky
  • speranza82speranza82 Membro Pro
    modificato 21 May Pubblicazioni: 180
    Credo che da genitore pretendo troppo e vedo sempre solo ciò che non va in lui: lo analizzo in tutto! Provo e riprovo ogni giorno, ma poi cado sempre nel solito errore. È vero anche che i clinici, a parte stampare una diagnosi e vedere o no il miglioramento, aiutano poco i genitori a comprendere il proprio figlio e i suoi punti deboli o di forza. Oggi il NPI ci ha detto che secondo lui il gioco non è stereotipato ma si è evoluto, anche il linguaggio si sta evolvendo. Io e mio marito, vivendolo giornalmente, vediamo però che le richieste per ciò che gli interessa ci sono, ma per il resto va imboccato (quasi sia scocciato o non si voglia esprimere); che i discorsi tra sé sono aumentati in modo esponenziale; che è diventato oppositivo, spesso a priori, ad ogni nostra proposta; che preferisce giocare sempre da solo e quando ci intromettiamo fa lo sforzo di accettarci per poco; che la sua iperattività lo induce ad esser disattento, sulle nuvole e "boicottare" i nostri tentativi di interagire con lui. Insomma, per dire che ci sono ancora mooolte difficoltà rispetto ai coetanei. Cosa che prima chiamavamo "carattere chiuso", mentre ora hanno un'etichetta. Credo anche che la terapia messa a disposizione sia poca, perciò da genitore mi scervello costantemente su come spronarlo, ma ha anche un fratello di 10 mesi! Insomma è sempre dura e solo i genitori possono capire.
    mammaconfusa80amanitaJAA005damy
    Post edited by Sniper_Ops on
  • amanitaamanita Veterano
    modificato 1 April Pubblicazioni: 201
    È che noi genitori non dovremo "analizzare" i nostri figli ma provare a conoscerli.
    Le etichette stanno troppo nella nostra testa e più ci pensiamo più sembrano reali ma non c'è nulla di "reale" in una etichetta neuropsichiatrica.
    È difficile convincersi di ciò, la preoccupazione ti fa cadere in un pozzo nero tante volte e non si riesce ad essere più lucidi e perdere la lucidità è la cosa più negativa che esista in queste situazioni..
    Perché mai mai nessuno psicologo/ neuropsichiatra/ terapista potrà dirti chi è tuo figlio, nemmeno il più esperto del mondo potrà mai conoscerlo quanto te ma bisogna togliersi i paraocchi e vedere il bimbo come una persona e non sotto il filtro del suo ipotetico "disturbo".
    Purtroppo è un errore che facciamo spesso noi genitori ma a parte il rischio di creare danni, non è di nessun'aiuto perché non ti permette nemmeno di capire cosa fare per aiutarlo e non possiamo pensare che gli np, i terapisti e compagnia bella possano sostituirsi a noi in questo. Loro sono un aiuto, a volte valido, ma nulla di più...
    Mia personale opinione la sfida più difficile per un genitore di un bimbo atipico è quella di trovare gli strumenti personali per aiutare nella crescita un bimbo che fatichiamo a comprendere in tutte le sue sfaccettature.
    Però un etichetta non può darti strumenti di comprensione! Anzi... a volte ti confonde pure..
    Dopo tanti anni l'unica certezza che ho è che mio figlio funziona un po' diversamente dagli altri, ma per il resto non c'è davvero nulla di lui che potrebbe stare comodamente sotto un etichetta. Tanto che ora come ora personalmente le ritengo una cosa completamente inutile se non a fini burocratici..
    Ma ci ho messo tanto tanto per arrivare a ciò e sicuramente è complice anche la sua crescita che mi ha dato molte risposte.
    Non serve secondo me parlare dei bambini come se avessero i sintomi di qualcosa "ecolalia, stereotipie.. ecc ecc ma pensare a loro come bambini che per qualche motivo utilizzano delle modalità differenti per apprendere.. esprimere le emozioni ecc ecc
    È più utile ma soprattutto rispettoso verso ciò che sono che per me non è sbagliato! Per quanto può rendere loro le cose più difficili è semplicemente il modo in cui sono fatti, che porta difficoltà ma anche doti che non sono comuni e che possono dare anche una marcia in più!
    Se sono bimbi che crescono, evolvono, apprendono, seppur in maniera un po diversa per me bisognerebbe sforzarsi di stare un po più sereni perché fa molto bene a noi ma soprattutto a loro.

    gufomatto79mamma_francescamammaconfusa80plutone
    Post edited by amanita on
  • gufomatto79gufomatto79 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 470
    @amanita le tue sono parole preziose.
    mammaconfusa80plutone
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