Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Vi racconto la mia storia

R3obR3ob Membro Pro
Ciao a tutti!Sono iscritta già da qualche giorno, ma mi presento solo adesso perché ho avuto bisogno di rimuginare nella mia mente e uscire dal vortice dei miei pensieri ,che mi risucchiavano e a cui non riuscivo ad opporre resistenza.
Adesso, che sono finalmente riemersa, ho voglia di raccontarvi la mia storia.
Preferisco partire da quella che può essere sia una fine che un inizio. Fine ,se si considera il mio percorso di crescita,inizio se lo si considera in quanto presa di coscienza e nuova “ luce” sulla mia persona.
Era una domenica mattina, avevo i libri universitari d’avanti, ma come mi è solito non riuscivo a studiare, perché troppo immersa nei miei pensieri. Quando ad un certo punto, abbandonai l’iperuranio per tornare sul pianeta terra e ,con mente lucida, mi accorsi di essere passata dalla cucina al corridoio saltellando e “ sfarfallando” . Fu come un’illuminazione, non saprei definirla diversamente, seguita da un velocissimo flashback di tutto il mio vissuto, che divenne finalmente coerente. TUTTO ACQUISÌ SENSO. Digitai ,affamatissima di conoscenza, la parola “ asperger” sul motore di ricerca e nel giro di un giorno avevo già letto tutto il leggibile.
Tutto prese senso, dal generale al particolare.
Un anno fa ho iniziato un percorso di psicoterapia, a causa di una brutta depressione.
I miei genitori capirono che avevo bisogno d’aiuto,quando ,in un uno dei miei momenti di crisi isterica , manifestai l’intenzione di suicidarmi. Mi sentivo davvero molto sola e insignificante,per via della mia identità persa da anni. Percepivo una personalità senza contorni. Un grandissimo errore a cui dovevo provvedere, autodistruggendomi.
Iniziai il mio percorso, con tantissima voglia di riprendere a vivere e conoscermi,nonostante la depressione. Il mio psicologo non mi fu molto d’aiuto, devo riconoscere di aver lavorato molto sola, analizzando ogni frammento della mia personalità per , in fine, ricollegare il tutto. Ciò mi permise di capire non solo che tutti i miei problemi erano in realtà la stessa faccia di un unico problema, ma una volta inviduati, mi venne “ facile” spogliare la mia persona da tutti le maschere indossate. Permettendomi ,adesso ,di rivalutare il tutto con molta più lucidità.
Ricordo la mia infanzia. Ricordo una bambina molto sola, che parlava col suo amico immaginario, che passava le ore a disegnare. Ricordo una bambina che non veniva invitata ai compleanni. Ricordo le crisi di rabbia alle elementari ,quando mi sentivo isolata senza capirne il motivo ,e il mio mondo fantastico, dove mi rifugiavo saltellando e agitando le mani.
Ho memoria dei richiami di mia madre: “devi ringraziare e sorridere quando ti fanno un complimento!” Oggi, il mio “ grazie” è ancora quello di quando ero bambina. Rivedo i pomeriggi trascorsi su un’altalena,quella su cui mi dondolo ancora adesso che ho 20 anni e torno bimba.
Ero strana: parlavo poco, a 5 anni giocavo a scacchi e a 8 anni leggevo la Bibbia per avere risposte, che mi diedi presto rifiutando la cresima perché non riuscivo a trovare nulla di logico nella fede. A 8/9 anni cambiammo casa e per la prima volta ho sofferto di depressione, con attacchi di panico che mi strozzavano e soffocavano,facendomi desiderare di vanificarmi nel nulla.
Fu alle medie che capì di dover sopravvivere. Iniziai sperimentando, cercai di soffocare chi ero e ,inesperta,esasperai tratti da tipica ragazza “ spavalda”. Imparai a legarmi ad una singola persona, ad osservare, studiare ed assorbire gli altri. Ma nonostante gli sforzi , ogni mia migliore amica si allontanava , a volte senza spiegarmi il perché, altre ,invece,mi accusava di non ascoltare, non dare spazio e di diventare una fotocopia. Ai tempi non capivo, ci soffrivo e non andavo comunque bene. Leggevo forum digitando cose come “ cosa vuol dire se un ragazzo...?” Non capivo gli altri , non capivo i ragazzi, cercavo un dizionario per decifrarne gli atteggiamenti.
A 12 anni arrivò l’anoressia. Quella malattia per cui rifiuto il mio corpo consapevolmente e inconsciamente, guardandomi allo specchio, rinnego la persona che sono. L’anoressia divenne ossessione per il cibo e negli anni bulimia.
La mia adolescenza fu segnata da una totale esclusione dei miei genitori dal mio spazio vitale,che per me non è solo qualcosa di fisico. Il mio modo di ragionare iniziò a farsi sempre più forte, manifestandosi con continue ribellioni ai divieti, per i quali chiedevo motivi ed argomentazioni. L’esplosioni di rabbia ed aggressività si fecero sempre più frequenti e questo contribuì a distruggere il rapporto con i miei genitori.
Oggi, ho in parte ripreso il rapporto con i miei genitori,ma sono gelosa del mio spazio vitale, che per me non è solo qualcosa di fisico. Detesto essere chiamata,essere abbracciata, ricevere ospiti o qualsiasi altro modo di fare che cerchi di riportarmi sulla terra, mentre sono tra i miei pensieri o faccio qualcosa che mi interessa. Sono ibridata con le cuffie, che mi permettono di concentrarmi ed isolarmi.
Ho un limite di tolleranza degli altri e degli eventi sociali che non supera le due ore, dopodiché devo tornare a rifugiarmi a casa. Stare con gli altri mi prosciuga ogni energia:devo stare attenta a ciò che dicono, devo sforzarmi di capire come reagire,per non parlare dei crampi alle guance a furia di fingere sorrisi.
Provo parecchia ansia prima di uscire o andare in luoghi dove c’e molta gente, soprattutto se si tratta di luoghi non solo affollati ma con luci e musica. Quando vado a ballare mi rilasso avvicinandomi alle casse e concentrandomi sulle vibrazioni ad occhi chiusi.
Ho difficoltà nella lettura dell’orologio ,nell’individuare la destra e la sinistra e l’orientamento con le mappe.
Nei momenti di stress, se sono fuori, arrotolo le ciocche dei capelli tra le dita o strofino la pelle del mignolo alle labbra ,mi piace la sensazione. Odio gli invadenti che mi guardano negli occhi, infiltrandosi nel mio spazio,facendomi sentire stuprata.
Le interruzioni stradali e i cambi di programma mi mettono panico,per la paura di non saper gestire la situazione che potrebbe essere diversa da ciò che avevo previsto. Mi basta dover prendere l’autObus ad un orario diverso dal previsto o abituale per andare nel pallone. Parlando di abitudini, mi infastidisce chi si intrufola nei miei spazi che abitualmente riservo per me e che rientrano a pieno nella mia routine( divento aggressiva tanto da offendere ).
Studio filosofia ed adoro discutere con gente capace di pensare,valutare e criticare, e sono contro ogni forma di estremismo ed assolutismo! Oltre il disegno ,ho scoperto di essere portata per la scrittura, attraverso la quale racconto la realtà,precipita dal mio osservare che divora dettagli. Concludo dicendo di avere tantissima voglia di proseguire per questa strada, non perché io abbia bisogno di una diagnosi o una certificazione, ma perché credo che LA DIVERSITÀ ,SE NON COMPRESA ,DIVENTA ERRORE.
EstherDonnellysunskyJAA005EliagiomammarosannaMich1992mammaconfusa80
«1

Commenti

  • JAA005JAA005 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 352
    Grazie per la tua testimonianza.Mi ritrovo in molte delle cose che hai scritto Specie lo studiare gli altri, cercare di imitarli e diventarne una brutta copia sgraziata. Anche a me da fastidio chi si insidia nel mio spazio vitale e vivo perennemente con le cuffie in testa chiuso nel mio mondo.Quando esco da scuola ho bisogno di ore di decompressione.Ci riesco attraverso la musica e la scrittura.
    Benvenuta.
    Jonathan
    R3ob
  • R3obR3ob Membro Pro
    Pubblicazioni: 70
    JAA005 ha detto:

    Grazie per la tua testimonianza.Mi ritrovo in molte delle cose che hai scritto Specie lo studiare gli altri, cercare di imitarli e diventarne una brutta copia sgraziata. Anche a me da fastidio chi si insidia nel mio spazio vitale e vivo perennemente con le cuffie in testa chiuso nel mio mondo.Quando esco da scuola ho bisogno di ore di decompressione.Ci riesco attraverso la musica e la scrittura.
    Benvenuta.
    Jonathan

    Fuori diciamo che riesco a camuffare il mio modo di essere o per lo meno mi sforzo. Ma a casa non riesco, perché è per me il luogo dove tolgo le maschere e cerco tranquillità. Inevitabilmente sento molto più bisogno di star sola e trai miei pensieri,diventando scontrosa con i miei genitori che non capiscono il perché delle mie reazioni. Se ad esempio sono a casa e i miei sono usciti,non sopporto che mi chiamino per sapere se va tutto bene, lo trovo stupido ed insensato,oltre che un’interruzione che avrei potuto evitare.
    Sin da piccola, sono sempre stata quella anaffettiva sia per i miei genitori che per i miei parenti. Questo perché non chiamavo mai, non andavo a trovarli, ne manifestavo il mio affetto e mi dispiaceva, ma per me determinati atteggiamenti non rientravano nel mio “dizionario”. Questo vale oggi con le mie amicizie, faccio fatica a farmi sentire costantemente, lo faccio ma forzandomi. Mi capita di osservare le mie amiche che si scambiano abbracci e baci, o chiamarsi con nomignoli vomitevoli, ma socialmente ritenuti affettuosi. Mentre io sono totalmente bloccata e a mala pena riesco a fingere un abbraccio senza alcun trasporto emotivo. Mi manda in tilt anche sentirmi sfiorare il ginocchio o la gamba , perché partono mille domande( sposto la gamba? Faccio finta di non aver sentito? Voleva dirmi qualcosa?sono troppo vicina?)
    E poi evito tutti i compleanni, non per fastidio, ma perché non capisco che senso abbia festeggiare in determinati modi questa ricorrenza. Per di più mi imbarazza fare gli auguri, quindi cerco sempre di evitare il festeggiato
    JAA005
  • JAA005JAA005 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 352
    @R3ob ...praticamente sei mia sorella gemella. Ti capisco perfettamente. Con la differenza che i miei mi capiscono o almeno ci provano ( ma io sono stato diagnosticato a 8 anni.. E forse loro si sono abituati all' idea di avere un alieno in casa)
    vera68
  • R3obR3ob Membro Pro
    Pubblicazioni: 70
    Mia madre ,quando le dissi cosa sospettavo, mi diede della pazza depressa. Io avendo accumulato molto stress per aver passato ore e ore a leggere, sono scoppiata urlando e piangendo. Non sopporto il suo non rendersene conto nonostante le evidenze. Detesto il fatto che non ne sappia nulla, tuttavia esprime il suo parere in maniera piuttosto convinta. La maggior parte ,quando si parla di asperger, ha in mente lo stereotipo maschile , perché non conosce l’argomento e pensa sia una malattia, invece che un modo di essere. Ad ogni modo, attualmente il rapporto con i miei si limita brevi momenti in cui sento la necessità di parlare dei miei punti di vista ed interessi. Magari tiro fuori volutamente un argomento e iniziamo a discutere. Peccato che finisce sempre allo stesso modo : mia mamma dice che penso in maniera complessa e che non mi segue. Mi innervosisco terribilmente
  • R3obR3ob Membro Pro
    Pubblicazioni: 70
    @JAA005 mentre fuori, ho rinunciato a parlare. Solitamente se siamo in gruppo non apro bocca, mentre nel rapporto a due mi limito ad ascoltare, tanto so che poca gente riesce a seguirmi e soprattutto poca gente è interessata ai miei stessi argomenti. I diversi interessi mi portano a distarmi facilmente mentre qualcuno mi parla, nonostante io mi impegni a seguire, ad un certo punto inizio a pensare “ quanto siete frivoli” e mollo la presa
  • JAA005JAA005 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 352
    Esatto.Mi chiedo: ma vi state DAVVERO preoccupando di quelli? ma state DAVVERO spetregolando su quello? ma DAVVERO per voi quelle sono cose importanti? E mi dico...no non è possibile. :))
  • R3obR3ob Membro Pro
    Pubblicazioni: 70
    Ahahahahahahahahahahahahhahahahahahahahah esattooooo quando le mie amiche mi parlano solo di ragazzi,in maniera anche molto superficiale, voglio solo andarmene
  • R3obR3ob Membro Pro
    Pubblicazioni: 70
    JAA005 ha detto:

    Esatto.Mi chiedo: ma vi state DAVVERO preoccupando di quelli? ma state DAVVERO spetregolando su quello? ma DAVVERO per voi quelle sono cose importanti? E mi dico...no non è possibile. :))

    Non me ne frega nulla di ciò che mi dicono in realtà, è la prima volta che lo ammetto ahahah ma mi fa sentire una merda di amica
  • JAA005JAA005 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 352
    Non che loro non siano merde di amici visto che non ci vedono realmente per ciò che siamo
  • SophiaSophia SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 5,889
    Benvenuta @R3ob
    ti ringrazio per la tua presentazione.

    Trovo molto interessanti le tue riflessioni e la tua profonda consapevolezza.

    Inoltre trovo che il tuo modo di scrivere sull'Asperger sia molto puntuale, e credo
    possa essere utile a chi legge.

    In famiglia purtroppo a volte non è facile, serve molto tempo e molta pazienza.
    Non demordere. Puoi provare cercando di parlare delle caratteristiche dei tuoi, della loro infanzia, oppure di qualche parente lontano o di qualche aneddoto peculiare.

    La neurodiversità è controintuitiva. Non è un concetto a portata di mano. Per qualcuno è necessario un lungo percorso.

    Adoro anche io la filosofia. :x

    "La neurodiversità se non compresa diventa errore".
    Credo che questa tua frase possa diventare uno slogan.

    Grazie ancora e buona permanenza
    vera68Nemomammaconfusa80
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online