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Ma perché la gente deve rispondere a cazzate con le cazzate?

Non dirò il contesto e toglierò alcune parti per non farlo capire. Non voglio parlare di quello.

“La violenza è una forma di disregolazione emotiva, vale a dire che la persona non è in grado di regolare le proprie emozioni in maniera autonoma e quindi reagisce in maniera sproporzionata, ad esempio con scatti d'ira”
La violenza è un comportamento, anzi è un insieme di diversi comportamenti che danneggiano gli altri, perciò può avere centinaia di motivazioni.

“La disregolazione emotiva, tipica dei disturbi di personalità di Cluster B (primo fra tutti il disturbo borderline, infatti secondo numerosi studi gli abusatori domestici hanno tratti borderline: https://www.lorenzomagri.it/disturbo-borderline-di-personalita-e-aggressivita/ - questo ovviamente non significa che chi è borderline è necessariamente anche violento), è dovuta a una mancata interiorizzazione della regolazione delle emozioni che normalmente l'attaccamento sicuro porta”
È vero, ma non tutte le forme di violenza sono dovute all’instabilità emotiva, e non tutte le persone emotivamente instabili sono persone abusanti, e non tutte le persone emotivamente instabili sono borderline.

“Spieghiamo un attimo cos'è l'attaccamento. Allora, sebbene si pensi che sia l'affetto a influire maggiormente nel benessere psicofisico del bambino, non è proprio così. La cosa più importante infatti è l'attaccamento, cioè la possibilità che il caregiver (genitore o genitori, di qualunque sesso o orientamento, che sia legato da un vincolo di sangue o no) funga da base sicura per il bambino. Base sicura vuol dire essere in grado di fornire sostegno nei momenti di distress. Il bambino, trovando questa base sicura, può interiorizzarne la funzione regolativa nei suoi Modelli Operativi Interni (MOI), ed essere in grado quindi di auto-regolarsi anche in assenza di essa.
Se il caregiver - indipendentemente da quanto sia affettuoso - sarà stato una brava base sicura per il bambino in distress, si sarà creato un attaccamento sicuro. Altrimenti, si avrà un attaccamento insicuro. A sua volta, l'attaccamento insicuro si divide in evitante, ambivalente e disorganizzato.

Secondo Marsha Linehan, creatrice della terapia dialettico-comportamentale (DBT), quando il bambino si trova in un ambiente invalidante, può avere problemi di regolazione emotiva. Un ambiente è invalidante quando risponde in maniera disfunzionale e inappropriata alle emozioni, alle credenze e ai pensieri del bambino, ad esempio con risposte non sintoniche e avversative.
L'ambiente invalidante dice essenzialmente al bambino: non "questo comportamento è sbagliato", ma "tu sei sbagliato". Questo porta a una maggiore suscettibilità del bambino, che assocerà l'invalidazione di un comportamento (come normalmente avviene nella vita di tutti i giorni, perchè tutti prima o poi sbagliamo) all'invalidazione di sè come persona, e questo ovviamente fa male.
Una simile visione porta al pensiero tutto o nulla, per cui o mi accetti completamente o mi invalidi completamente, proprio perchè il caregiver associava invalidazione del comportamento a invalidazione del bambino come persona. La terapia DBT nasce infatti come modo per permettere alla persona borderline di capire che accettazione e cambiamento possono andare a braccetto e non solo o l'una o l'altro: che si può avere sia validazione che possibilità di cambiare qualcosa di sé”
Tutto giusto ma con un appunto: l’attaccamento insicuro non è una prerogativa dei borderline, ma una cosa diffusa in tutti quelli in grado di stringere legami affettivi. Anche molti neurotipici hanno degli stili di attaccamento insicuri.

“Alcune delle conseguenze della disregolazione emotiva sono il sentimento di vuoto e soprattutto la paura dell'abbandono.
Infatti, se percepisci il rischio del rifiuto da parte dell'ambiente invalidante, allora cerchi di controllare questo ambiente, cerchi di far sì che l'altro non scappi via, che l'altro - che ovviamente è rappresentativo del caregiver - non ti rifiuti.
Questa paura dell'abbandono ovviamente si manifesta in età successiva a quella infantile come gelosia.
Non avendo gli strumenti per farlo in maniera regolata, essendoci appunto una disregolazione emotiva, l'individuo reagirà con scatti di ira, con minacce, con tentativi o episodi di autolesionismo o addirittura con la violenza eterodiretta.

Quindi la disregolazione emotiva porta a:
- maggiore suscettibilità alle critiche;
- pensiero tutto o nulla: o si fa come dico o mi stai facendo uno sgarbo;
- paura dell'abbandono e gelosia;
- tentativi di controllo dell'altro;
- reazioni sproporzionate, scatti d'ira, autolesionismo, tentativi di suicidio e violenza eterodiretta”
a) non tutti quelli che hanno subito traumi nell’infanzia sviluppano un attaccamento ambivalente
b)non tutte le persone che hanno un attaccamento ambivalente abusano gli altri
c)non tutti quelli che abusano gli altri sono motivati da un attaccamento ambivalente

“Insomma, esattamente ciò che fanno gli abusatori domestici”
Bravo genio. Il concetto che uno stesso tipo di azione possa avere motivazioni diverse non ti sfiora neanche.

“No. Questo crea solo ulteriori danni.
La migliore soluzione è intervenire per creare un ambiente validante, aiutare i ragazzini a essere validati, a essere rispecchiati, a trovare una base sicura nei momenti di distress.
La prevenzione alla violenza domestica si ottiene con famiglie e scuole più validanti, più accoglienti, più rispecchianti nei confronti del dolore, dello stress e dei problemi dei bambini”
Quello che stai facendo tu, che butti merda su un’intera categoria di persone per arrivare a delle conclusioni forzate che piacciono a te e per un obiettivo a lungo di termine di propaganda? Oltretutto per arrivare a una conclusione a cui potevi arrivare senza dire stronzate e senza aumentare stigmi infondati? Ma bravo.
Quanti di voi hanno subito atti di violenza o controllo non provenienti da borderline? Quanti di questi poi erano neurotipici?
Chissà perché penso siano la maggioranza
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