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Soggettivizzare oggetti

È una tendenza che ho sin da piccola. Anzi, a dirla tutta, pensavo di averla solo da piccola e che crescendo me la fossi lasciata alle spalle. Invece no, è riemersa forte tanto quanto prima: il soggettivizzare gli oggetti.
Mi trovo a dover vendere casa causa trasferimento. Ecco che mi sento come se offendessi la casa attuale volendomene andare via, come se la rendessi triste facendola sentire inadeguata, non più voluta, non più amata.
Non voglio mettere il cartello "vendesi" fuori dalla porta perché ho paura di farle ancor più male, renderla ancora più triste...mi sento come se stessi perpetrando un abbandono.
Mi ripeto "È una casa, non è senziente, è un oggetto", ma non serve a nulla. Continuo a pensarla come soggetto.
Capita anche a voi, o è capitato in passato, questo slittamento "esistenziale"(non so se sia il termine adatto, perdonate la mia approssimazione, ma attualmente non ne ho di migliori)?
SilverSoulCharadeneko_jenleila
Schizza la mente quando la si tende, si contorce, si espande
se risucchiata ruggisce di dolore, di piacere
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Commenti

  • PercipioPercipio Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,060
    @Tat Anche io ti confesso di essere un poco animista. Ma è una forma di auto-inganno che mi propino, per esempio, per costringermi a non dare via libri che non leggerò mai più. Se vedessi dimagrare la mia biblioteca starei malissimo. Eppur non ho più spazio! Hai una visione poetica, non prendertela a male anche se qualcuno potrebbe definirla un tantino ingenua. 
    Tat
  • TatTat Veterano Pro
    Pubblicazioni: 362
    Percipio ha detto:

    @Tat Anche io ti confesso di essere un poco animista. Ma è una forma di auto-inganno che mi propino, per esempio, per costringermi a non dare via libri che non leggerò mai più. Se vedessi dimagrare la mia biblioteca starei malissimo. Eppur non ho più spazio! Hai una visione poetica, non prendertela a male anche se qualcuno potrebbe definirla un tantino ingenua. 

    Sono la prima ad ammetterne l'ingenuità (aggiungendo però che viene tamponata dalla consapevolezza).
    Riguardo a libri non prestati e biblioteca straripante: stessa situazione, solo che la sottoscritta in questo caso non ha proprio nulla di poetico e non riesce ad autoingannarsi: sono una persona estremamente avara (per come intendo io l'avarizia, ovvero come vizio essenziale -in quanto invade l'essenza stessa dell'essere). Avarizia è il non separarsi da ciò che per sé stessi vien ritenuto fondamentale, e la conoscenza, quindi i libri, per me lo è. Gelosissima delle mie conoscenze, non le snocciolo quasi mai o solo parzialmente, figuriamoci i libri.
    I libri sono MIEI (oggetti)
    La casa, soffre (soggetto)
    Mi chiedo quale sia il discrimen. O se questo cambi a seconda dell'oggetto che in quel caso viene soggettivizzato, nonché della specifica situazione in cui accade.
    Il tuo intervento mi ha fatto in effetti riflettere sul fatto che non si tratta di una visione propriamente animistica: non è il mio modo di "sentire" o aprocciarmi agli oggetti in generale, ma avviene in modo selettivo.
    Grazie dell'imput!
    neko_jen
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  • SilverSoulSilverSoul Membro
    Pubblicazioni: 42
    Mi capita spessissimo ancora oggi, ma è una caratteristica che ho sempre avuto. Non ho mai venduto nulla anche se avrei dovuto (questioni di spazio), e accetto di dare via oggetti (es. libri) solo se rimangono in famiglia o se sono sicura che mi verranno restituiti. Al pensiero di dover buttare via certe cose o di dovermene separare, sento la terra che si apre sotto di me. 
    Tat
  • TatTat Veterano Pro
    Pubblicazioni: 362
    @SilverSoul riesci in qualche modo a tamponare questa cosa? Hai un'idea sui motivi che possono provocare questo atteggiamento?
    Io ho pensato che carico gli oggetti di emozioni mie che riesco poco a gestire, o che mi rendono particolarmente sofferente (come il sentirsi "scartati" o "abbandonati"), come per liberarmene (proiettandolo nell'oggetto non lo vivo io ma l'oggetto). Questo perché affronto più agevolmente il senso di colpa che il sentirmi scartata/abbandonata come fossi un paria: questo mi dà un dolore vissuto tante volte a cui non so porre rimedio se non farmi aiutare dal tempo.
    SilverSoul
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  • SilverSoulSilverSoul Membro
    Pubblicazioni: 42
    Allora, in certi casi riesco a tamponarla quando devo buttare via qualche cosa (per fare un esempio semplicissimo, vecchi appunti di scuola) distraendomi mentre lo faccio o pensando per esempio allo spazio che guadagnerò. Cose più complesse però, per esempio libri o vestiti, non se ne parla.

    Per quanto riguarda i motivi non ho un'idea precisa. Mi viene in mente che quando ero piccola, avendo difficoltà a interagire con gli altri e naturalmente zero o quasi amicizie, passavo molto tempo circondata da oggetti quindi forse ci stabilivo un qualche tipo di "connessione" che con le persone non potevo avere. 
    La tua interpretazione però è estremamente interessante! 
    Tatneko_jen
  • TatTat Veterano Pro
    Pubblicazioni: 362
    Io propendo sempre per le concause quando cerco spiegazioni. Quindi perché non un interessante mix di entrambe @SilverSoul?
    SilverSoul
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  • SilverSoulSilverSoul Membro
    Pubblicazioni: 42
    Potrebbe essere una buona spiegazione, anche perché gli stati emotivi di cui sono pienamente consapevole sono di solito nello spettro della felicità e della rabbia, escludendo gli altri
    Tat
  • TatTat Veterano Pro
    Pubblicazioni: 362
    Nella situazione che ha dato il là al post, mi è stato molto utile scrivere una lettera alla casa, proprio come si trattasse di una persona (me stessa?), con dentro pensieri, sentimenti, cosa ha significato per me la casa, perché non doveva sentirsi abbandonata, perché non deve ritenersi la causa del trasloco, quanto in realtà sia bella, accogliente etc...
    Ha funzionato.
    Un po' ti tristezza c'è sempre, ma molto meno rispetto a prima e pochissimi sensi di colpa
    SilverSoulleila
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  • masamasa Membro
    Pubblicazioni: 20
    Mia sorella dice che sono accumulatrice seriale. Credo che quello che state dicendo dipenda dal possesso. Dalla frustrazione che provoca un abbandono anche se da parte di oggetti: Del tipo " è mio e basta. Solo mio"
    Io sono così anche con le persone. infatti sono più che sola
    TatCharadeneko_jen
  • mikired100mikired100 Membro
    Pubblicazioni: 46
    A me succede una cosa strana...cioè che provo empatia compassionevole per gli oggetti..ma dovrei aprire una discussione solo per questo
    TatCharadeAntares
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