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Maestra di sostegno

adiadi Membro
modificato 15 June in Discussioni tra genitori
Buongiorno a tutti, mio figlio di 26 mesi ha una diagnosi provvisoria di rischio spettro lieve.
Abbiamo da poco iniziato la terapia (2 ore a settimana). Ci dicono che risponde molto bene ma, durante il primo colloquio con noi genitori sul condividere gli obiettivi preposti e la checklist iniziale, ci hanno parlato di una presa in carico totale! Quindi ci hanno suggerito di chiedere tramite ASL un'educatrice di sostegno in più all'asilo.
Sinceramente non me lo aspettavo per tanti motivi: Penso e vedo che il mio bambino non ha difficoltà così grandi da poter avere una maestra di sostegno. E le maestre all'asilo mi hanno confermato lo stesso al momento.
Il supervisore e l'NPI invece sostengono che una figura in più all'asilo può aiutare il bimbo visto che ogni sua iniziativa di fare amicizia non casca a vuoto.
Non so più cosa pensare e come agire, per favore qualche consiglio o vostra esperienza in merito.
Avete chiesto la maestra di sostegno anche voi?
Grazie tanto a chi vuole rispondermi.
Post edited by Sniper_Ops on
«13

Commenti

  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,016
    Alcuni come me ti diranno di sì mentre altri bambini riescono a farcela da soli. Dipende dal caso, 26 mesi sono pochi e al momento non ti sembra così indietro rispetto gli altri ma bisogna vedere anche come se la cava con le autonomie. Il sostegno ricordiamoci è alla classe e non al bambino, quella fastidiosa figura seduta accanto al bambino disabile grazie a Dio è morta. La maestra di sostegno quest’anno non è stata attaccata a mio figlio ma ha aiutato davvero un po’ tutti e nelle foto ho visto spesso che era seduta anche accanto ad altri. Per andare al bagno o fare qualche altra richiesta chiedeva sempre alla maestra di sezione che si è sempre occupata di lui infondendogli grande autostima. È il lavoro d’equipe quello che conta e il mio sogno è lavorarci adesso per poter magari un giorno sognare di toglierlo.
    loconigufomatto79LisaLaufeysonFenice2016
  • adiadi Membro
    modificato 15 June Pubblicazioni: 52
    Ci riuscirai, sono sicura, da quello che leggo, @mammaconfusa il tuo bimbo va alla grande. Noi oggi abbiamo incontrato la NPI nuova dell ASL (La prima è andata in pensione) e testualmente mi ha detto: ” Signora, se dovessi dare una maestra di sostegno al tuo bambino, glielo dovrei dare a metà dei bambini della città“. Valuterò in corso dell’anno scolastico sicuramente. Lui è molto piccolo ancora e se davvero dovesse avere bisogno non esiterò, anzi meglio prima che dopo. Vedremo come se la cava prima da solo.
    mammaconfusa80sara79asia1234sunsky
    Post edited by Sniper_Ops on
  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,359
    A prescindere dal tema "sostegno sì, sostegno no" che per me dipende dal bimbo e può essere sia positivo che negativo - quello che trovo SCONCERTANTE è proprio il concetto di "presa in carico totale" che per me ha senso solo in caso di disabilità grave; nel caso di un aspie poi non è neanche detto che si debba considerare disabile, figuriamoci se ha bisogno di un supporto così elevato. Io penso sempre che gli aiuti "inutili" siano "controproducenti"!
    E' lo stesso sconcerto che mi viene in mente quando sento "progetto di vita"; io credo che quello che dobbiamo volere per i nostri figli è che da grandi siano in grado di scegliersi la vita che vogliono.
    Hanno allargato il concetto di autismo a bimbi del tutto in gradi di essere "autonomi" - con ovviamente atipie e difficoltà relazionali certo - che magari hanno bisogno di qualche strumento in più per orientarsi nel mondo ma non di avere qualcuno che sceglie tutto per loro e l'impossibilità di provare a cavarsela da soli.
    asia1234
  • riotriot Moderatore
    modificato 17 June Pubblicazioni: 5,223
    mamma_francesca ha detto:

    Hanno allargato il concetto di autismo a bimbi del tutto in gradi di essere "autonomi" - con ovviamente atipie e difficoltà relazionali certo - che magari hanno bisogno di qualche strumento in più per orientarsi nel mondo ma non di avere qualcuno che sceglie tutto per loro e l'impossibilità di provare a cavarsela da soli.



    se quei bambini hanno difficoltà relazionali tali da farli rientrare nei criteri, allora non sono in grado di essere autonomi in questo ambito.
    le terapie ben fatte già da piccolissimi danno proprio gli strumenti adatti.

    cosa c'è di peggio di non aiutare un bambino incapace di capire come riuscire a relazionarsi, nonostante lo desideri ma che, da solo, non lo sa fare?
    ed è esattamente una caratteristica dell'Asperger.

    itFenice2016mammaconfusa80LinnaLisaLaufeysongufomatto79
    Post edited by riot on

  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 5,223
    aggiungo:
    sono esattamente le cose meno evidenti all'esterno, quelle che i bambini Asperger non sanno esprimere (perché certo un violento meltdown è facile da capire...) a condizionarne tutta la vita futura.

    infatti, qui leggiamo spesso di come la percezione della differenza che si aveva da bambini rispetto agli altri, fosse nitida, fosse già vissuta intimamente.

    e poi ci sono voluti decenni per prendere coscienza anche di tutto quello che in negativo ha portato: grandi difficoltà relazionali, incapacità nel capire come si fa a parlare agli altri, difficoltà critiche nell'ambiente di studio perima e di lavoro poi, e così via.
    è il risultato della totale mancanza di supporto da piccoli, e noi adulti ne siamo i testimoni.

    quindi ben venga lo Spettro Autisitco = allargamanto del concetto di Autismo quando i suoi criteri permettono di far rientrare determinati bambini, perché al di là della diagnosi, ciò che conta sono le terapie (leggi "sono gli aiuti", se la parola terapia "spaventa").


    SirAlphaexaclaluiFenice2016LisaLaufeyson

  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,359
    @riot scusa ma non hai capito cosa ho scritto! Certo che ben vengano le terapie per superare i punti deboli, e quindi aver riconosciuto i bimbi "lievi" ma non al prezzo di considerarli incapaci di essere "autonomi" in una visione del tipo "presa incarico globale", perchè altrimenti i prossimi adulti non saranno in gradi di autodeterminarsi e fare scelte autonome. Se un bimbo viene sempre "accompagnato" non può sperimentarsi. Ma tu avresti voluto che qualcuno quando andavi a scuola pensasse per te e al posto tuo un progetto di vita scegliendo cosa potevi e cosa non potevi fare? Qui non stiamo parlando di qualcuno che spiega come funzionano certe cose e/o agevola le relazioni che risultano difficili, non stiamo parlando di non fare le terapie, stiamo parlando di "disabilizzare" i bimbi aspie.
  • itit Veterano Pro
    Pubblicazioni: 513
    Dov'è il pezzo in cui si parla di "presa in carico globale"? E cosa c'entra con il thread?
  • Fenice2016Fenice2016 Veterano
    Pubblicazioni: 1,722
    @adi direi che la situazione si sia risolta da sola per il momento.
    Il tuo bimbo è ancora molto piccolo e su una buonissima strada, mi sembra, però è corretto continuare a monitorare la situazione per cercare di offrirgli gli strumenti di cui ha bisogno. Stai facendo un buon lavoro.


    Faccio l'insegnante e ci tengo però a scrivere alcune cose.

    -Sono d'accordo con @mammaconfusa80 che l'insegnante di sostegno è una risorsa in più e non l'ombra del bambino che lo rende dipendente. Perciò è una figura, come già detto, di sostegno all'intero gruppo di bambini (anche se viene assegnata solo in presenza di un alunno con certificazione) che lavora in team con gli altri insegnanti e gli specialisti e ha la funzione di coordinare i vari punti di vista e sintetizzarli in interventi opportuni sul bambino e sul gruppo per favorire il raggiungimento di obiettivi decisi collegialmente. 

    -Il progetto di vita parte dall'analisi della situazione per valutare poi quali siano quegli obiettivi da raggiungere che potranno favorire la realizzazione di quella specifica persona. Non sono e non debbono essere una gabbia, piuttosto delle fondamenta. Fondamenta a partire dalle quali il bambino, in relazione alle proprie potenzialità (qui dipende anche dalla situazione), prenderà da solo le sue decisioni.
    Progetto di vita non è decidere per qualcuno, è individuare le modalità per attivare tutte le risorse possibili  di un individuo al fine di permettergli di fare le proprie scelte diventando autonomo.

    -Il sostegno può essere assegnato anche per pochissime ore e sarà compito degli insegnanti sfruttare al meglio quel tempo per attivare e stimolare lo sviluppo e l'apprendimento (che può essere riferito anche solo all'ambito sociale) del bambino e del gruppo. L'adulto che fa il docente di sostegno è utile se ha l'obiettivo di supportare e rendere autonomo il bambino, lavorando collegialmente con gli altri docenti e gli specialisti. Un docente "in più" può essere inutile, è vero, ma non certo per la sua presenza in sè. 

    (non sempre la realtà rispecchiaqueste basilari regole)



    Provo ad immaginare lo scompiglio emotivo sentendo nominare la figura del docente di sostegno, mi spiace. La figura del docente di sostegno (che purtroppo ha ancora questo antipatico nome) non è un marchio di incapacità, è piuttosto un'opportunità che può essere utilizzata laddove ve ne sia necessità. Anche in casi molto lievi. 
    A volte, per un bambino, "basta" la presenza di un adulto che ogni tanto dica una parola giusta di incoraggiamento, che lo ascolti, che veda i piccoli passi che fa e li valorizzi, che lo supporti nel rapportarsi con i coetanei fornendogli situazioni strutturate, un adulto che offra strumenti e attivi capacità e che gradualmente sfumi il proprio supporto al fine di lasciare le redini al bambino stesso. Il docente stesso è sempre un mezzo, uno strumento.
    A volte viene assegnato il docente di sostegno  e poi tolto (ovviamente dopo un periodo di lavoro), perché il bambino non necessita più di questo supporto.

    riotclaluilizsara79LisaLaufeyson
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 5,223
    mamma_francesca ha detto:

    @riot scusa ma non hai capito cosa ho scritto! Certo che ben vengano le terapie per superare i punti deboli, e quindi aver riconosciuto i bimbi "lievi" ma non al prezzo di considerarli incapaci di essere "autonomi" in una visione del tipo "presa incarico globale", perchè altrimenti i prossimi adulti non saranno in gradi di autodeterminarsi e fare scelte autonome. Se un bimbo viene sempre "accompagnato" non può sperimentarsi. Ma tu avresti voluto che qualcuno quando andavi a scuola pensasse per te e al posto tuo un progetto di vita scegliendo cosa potevi e cosa non potevi fare? Qui non stiamo parlando di qualcuno che spiega come funzionano certe cose e/o agevola le relazioni che risultano difficili, non stiamo parlando di non fare le terapie, stiamo parlando di "disabilizzare" i bimbi aspie.

    non si tratta di scegliere cosa si e cosa no, ma di osservarne le capacità e quindi indirizzarle.

    e se un bambino Asperger ha difficoltà nel gestire la propria autonomia, ci saranno fattori comportamentali osservabili e sui quali intervenire.

    io non capisco quale sistema terapeutico si sostituisce in toto alla personalità in divenire dei bambini. puoi fare esempi?

    perché la "presa in carico totale" significa che le terapie non sono a macchia di leopardo ma continuative secondo necessità, ed in ogni caso graduate sulla severità del singolo caso. cioè se c'è una disabilità intellettiva ci saranno interventi specifici, se parliamo di livello 1 (Asperger) ce ne saranno di altri.
    ma qual'è il problema di un sostegno dato finché ce ne sarà necessità, se i risultati si ottengono?

    i genitori possono però valutare, soprattutto dal punto di vista dei bambini, le loro conquiste progressive tenedo ben presente che si tratta di un insieme di fattori concomitanti: la crescita intellettiva, il supporto, la valutazione, tutti elementi che devono essere positivi.

    se però c'è un problema in tutto questo, allora penso che sia soggettivo. va analizzata allora la capacità d'intervento che viene data a quello specifico bambino.


    itFenice2016

  • mamma_francescamamma_francesca Colonna
    Pubblicazioni: 1,359
    Il problema è che persino le maestre hanno detto che il sostegno non serve ... per cui è evidente che vengono sempre pensate misure "uguali" per tutti i bimbi con diagnosi di autismo ... altro che calibrare sulle reali difficoltà! Un conto è la teoria, l'altra la pratica, infatti l'asl che lavora con le scuole ha ben presente quale sia la situazione reale!

    @it nel post iniziale ..... "ci hanno parlato di presa in carito totale!" ... concetto posto alla base della richiesta di sostegno
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