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Cambiare interessi specifici

Mi chiedevo se anche voi, una volta raggiunto un certo livello di competenze in una disciplina, passate a qualcosa di diverso. E cambiate il vostro interesse specifico.

A me, per esempio, capita di specializzarmi in circa 2 anni. Misuro le esperienze culturali con il peso dei documenti elettronici che tengono in ordine alfabetico i libri che ho letto, le pellicole visionate, i documentari, i dischi ascoltati, eccetera eccetera. Fino ad arrivare ai semplici programmi televisivi. Decine e decine di liste, insomma. Conteggiando che per ognuna di queste aggiungo tutte le informazioni come: autore, anno di pubblicazione, durata e quante volte ho usufruito dell'opera. 

A volte però metto da parte così tanto materiale che mi rendo conto che non ce la farò mai, e resto profondamente abbattuto. Quanto ci vuole per leggere 7000 volumi? Gesù, un eternità! Al massimo se ne possono leggere 3-4 al giorno. E per quanto si possa essere resistenti ognuno di noi sa che dopo il terzo si crolla. Non ce la si fa più. Non c'è intelligenza che tenga. Soprattutto coi classici, o le opere scientifiche. Nonostante la passione: ci si esaurisce.

E allora voi come gestite le vostre giornate? Riuscite a spaziare, o siete più monomaniaci? 

Per quanto mi riguarda cerco ultimamente di differenziare, ma è difficilissimo. E in questo momento di tregua mi son chiesto: come si comporteranno gli altri? E cosa mi consiglierebbero?

Grazie a chi vorrà rispondere.

MelisandeTat
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Commenti

  • MelisandeMelisande Veterano
    Pubblicazioni: 235
    Io accumulo tanti interessi e li porto avanti a fasi alterne. Passo da una passione all'altra, forse ho poco metodo però quando sono nel periodo più intenso mi procuro un sacco di materiale e sono capace di passare anche più giorni a fare ricerche su un dettaglio. Poi raggiungo un punto di saturazione e mi dedico a qualcos'altro. È come se il mio cervello si autoregolasse.
    Tatkara
  • PercipioPercipio Membro Pro
    modificato 22 June Pubblicazioni: 852
    @Melisande Forse fare come fai tu è più sano. Ed io ci sto provando negli ultimi mesi. Anche se sono riuscito a vedere fino a 15 documentari in 24 ore, per esempio, per un anno circa, senza fare altro. E poi via con un nuovo interesse, fino a come dici tu, raggiungere la saturazione. Anche se purtroppo la mia natura è questa, metodica, mi sforzerò di cambiarla un po'. Le giornate sarebbero più dinamiche, anche se questo spezzerebbe la sicurezza della routine. Ma ho comunque notato in questi mesi che dedicarsi a più interessi contemporaneamente è spesso più stimolante. Grazie per la tua risposta.
    Melisande
    Post edited by Percipio on
  • teoteo Membro
    Pubblicazioni: 92
    Io mi trovo a metà strada.

    Alterno molti dei miei interessi fino a saturazione come Melisande, riprendendoli in mano quando il livello di attenzione per quel tema torna alto e trascurandoli quando mi trovo (momentaneamente) a mio agio con il livello di competenza raggiunto.

    Ci sono alcuni temi che però non sono assolutamente capace di lasciarmi dietro e che arrivano ad esaurirmi per quanto mi ossessionano e che continuo ad approfondire e approfondire. A volte devo impormi di fermarmi per un po' (ad esempio periodicamente blocco i miei computer per un determinato lasso di tempo in modo da non diventare un zombie da tastiera).

    Altra cosa ancora sono gli interessi non intellettuali. Per questi un livello medio (medio basso probabilmente) è tutto quello che raggiungo; l'interesse poi sparisce completamente.
    Può trattarsi di un gioco di carte, biliardo, tetris, nuoto...per un po' di tempo sono genuinamente appassionato e poi stop. Disinteresse totale.
    TatPercipio
  • fattore_afattore_a Colonna
    modificato 22 June Pubblicazioni: 2,153
    Nel tuo intervento, @Percipio , leggo due cose: gli interessi speciali e l'accumulo.
    Anzi, forse è la tua voglia (necessità) di accumulare a importi tutti quegli interessi speciali?
    C'è forse un disturbo ossessivo compulsivo per l'accumulo di tanti dati?

    Per esempio, penso alle centinaia di riviste che ho sistemato in soffitta e che non ho mai né letto, né buttato via. Non riesco a separarmene. Tutti i sabato, dal dicembre 1997 al settembre 2003, compravo la rivista. Nel settembre 2003 hanno smesso di pubblicare quella specifica rivista.
    Post edited by fattore_a on
  • PercipioPercipio Membro Pro
    Pubblicazioni: 852
    @fattore_a In effetti avevo pensato anche io a questa comorbilità. Notando, in esempio, che tendo sempre a girare le manopole dei fornelli anche quando sono visibilmente chiuse. Più volte.

    Per quanto riguarda l'accumulo però c'è una ricerca reale della fruizione del materiale. Mi spiego: per me sarebbe impossibile mettere da parte, ad esempio, tutti quei libri senza la volontà di leggerli. Non a caso avevo già fatta una prima selezione, per snellire la lista, ma non sono stato abbastanza disciplinato, per una serie di guasti umorali, nel seguire lo schema. Pensavo, infatti, che sarei riuscito a leggerli tutti entro 3 anni; ma resomi conto che non era assolutamente fattibile mi sono parecchio sfiduciato. 

    Discuterò di questo col mio psichiatra, anche se spero che per il suddetto disturbo non si debbano prendere farmaci. Ne sono già un gran consumatore. 
    fattore_a
  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,277
    Io devo rimanere agganciata da qualche argomento per occuparmene. A volte può essere anche una scelta spinta da una necessità.
    A scuola avevo materie preferite. In particolare matematica e filosofia...tutto il resto s' ha da fa!

    Se rimango agganciata allora devo sapere tutto. Non come nozionismo, ma si deve costruire e completare nella mia testa un puzzle, cioè ogni nozione deve essere funzionale al discorso.

    Ciò che ho notato non avere mai avuto è la capacita di interpretazione personale o una capacità critica (Forse sarà per questo che amo la purezza della matematica) specie se l'argomento non mi interessa in modo particolare.
  • PercipioPercipio Membro Pro
    modificato 23 June Pubblicazioni: 852
    @vera68 A me è capitato di rimanere agganciato dal cinema, molti anni fa. E allora mi sono costretto a guardare anche film molto brutti. La ragione? Mi ero semplicemente reso conto che l'ordine alfabetico delle liste che stavo compilando con quei brutti film sarebbe stato più eterogeneo. Cose da matti, lo so.

    Ma oggi sono molto più selettivo. Ad esempio con i libri. Se un autore mi piace devo avere tutto: diari intimi, lettere, romanzi, saggi... qualsiasi cosa.

    Ma se non mi piace, mi dico: tanto meglio non perderci tempo! E passo avanti senza scrupoli.

    Credo di essere migliorato da questo punto di vista. 




    Melisande
    Post edited by Percipio on
  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,277
    @Percipio io molto di recente e con molta fatica ho cominciato a darmi il permesso di non perseguire una scelta solo perché avevo preso la decisione di perseguirla anche se ne vedevo l'anti-economicita o se semplicemente non ne avevo più voglia.
    Così mi sono costretta a leggere libri che non mi interessavano più (Ho letto tutto il dizionario filosofico di Voltaire...voglio dire... è come leggersi un volume della enciclopedia).
  • PercipioPercipio Membro Pro
    Pubblicazioni: 852
    @vera68 No dai, Voltaire l'ho tutto. Però "il dizionario" sono meno di 500 pagine, non si può paragonare a Proust in questi termini, oltre 3 migliaia, per "La ricerca del tempo perduto". 

    Comunque sappilo, avevo cominciato a fare una cosa simile alla tua. Intendo: leggere una intera enciclopedia universale degli anni '70 (16 volumi, 73 centimetri). Ma poi al giorno d'oggi, con quelle in rete... tutto è cambiato! Con i collegamenti interni si passa da una voce all'altra senza traguardo. 

    Fotografie meno affascinanti, quelle di oggi, ma contenuti più dettagliati. Anche se, in valor del vero, come stile era meglio quello dal '65 ai primi '80. Parlo di enciclopedie. Non di romanzi... ovviamente.
  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,277
    Non era importante il numero di pagine, quanto il formato enciclopedico.
    Ha appunto più senso leggere quelle in rete che permettono il passaggio da una voce correlata ad un'altra, piuttosto che una lettura tutta di fila di un volume
    Percipio
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