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Solitudine cercata, solitudine subita.

LupaLupa Membro Pro
La mia difficoltà nella sfera sociale riguarda soprattutto il mio vissuto interiore. Dall'esterno credo di apparire come una qualunque NT molto riservata ma senza stranezze eclatanti, dunque gli altri si relazionano a me come si relazionerebbero a chiunque altro: mi cercano, mi invitano, chiedono e danno attenzioni.
Io, un po' perché come la maggior parte delle persone ho bisogno di relazioni significative, un po' per quieto vivere, faccio compromessi su compromessi per riuscire a difendere la solitudine che mi è necessaria e allo stesso tempo per evitare che le persone a cui tengo scelgano di allontanarsi. Mi rendo conto che se mi comportassi come mi verrebbe spontaneo, con i tempi e i modi che mi sono propri, nessuno riuscirebbe a starmi accanto. E' uno sforzo e una forzatura continui che hanno come premio una vita di relazione più o meno soddisfacente.

Leggo di altri che invece hanno scelto di non fare compromessi e di essere più coerenti con se stessi, restando però soli. Mi rendo conto che la domanda è davvero molto delicata, ma vi andrebbe di raccontare le vostre scelte e consapevolezze? Sottolineo proprio scelte e consapevolezze perché la solitudine derivante da ciò che ci viene imposto, ciò di cui non siamo consapevoli o ciò che non possiamo cambiare neanche con sforzi titanici è credo un capitolo a parte che mi pare sia stato già molto discusso.
CharadeCorocottasmammarosanna
Post edited by Lupa on
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Commenti

  • Tima_AndroidTima_Android Colonna
    Pubblicazioni: 2,256
    Parlando di adesso, di come io sia consapevole di chi sono e dei miei bisogni, io vivo una via di mezzo.
    Sono comunque una persona riservata e introversa, al di fuori di essere ND.
    Quindi molte cose me le tengo per me e quando sto in gruppo cerco sempre di ricavarmi comunque il mio spazio. Mi do i miei tempi e posso scomparire per un po' se lo ritengo necessario.
    Ho pochissimi amici e non sento il bisogno di averne di più. Li frequento poche volte ma buone e li sento altrettanto. Finché possono accettare il mio comportamento allora resteremo amici, sennò ognuno per la sua strada.
    Ma mi sto anche isolando ultimamente, rispetto al passato.
    Forse lo devo alla mia maggior consapevolezza, ma anche a un malessere interiore. Mi mancano le energie per gestire la sfera sociale della mia vita.
    Quindi in parte desidero la solitudine e in parte la subisco.
    Lupa
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

    Il Nostro blog: My Mad Dreams
  • EliagioEliagio Veterano
    modificato 17 July Pubblicazioni: 130
    Io non so ancora cosa sceglierò e in questa fase della mia vita sto cercando di capire cosa desideri dagli altri e quali siano i miei obiettivi in termini di relazioni.
    Credo che la fobia sociale (diagnosticata ufficialmente) comprometta la qualità delle mie relazioni molto più dell'asperger. Ho ormai appreso quali siano i comportamenti "socialmente accettabili", non appaio bizzarro, ma molto timido. Ho grosse difficoltà nei gruppi, anche virtuali (postare commenti su questo forum è ogni volta una non tanto piccola ansia), eppure i gruppi mi interessano, li osservo e li studio, emotivamente mi sento estraneo alle loro dinamiche, ma voglio comprenderle. Se superassi la paura mi coinvolgerebbero emotivamente, svilupperei un senso di appartenenza? Non ho un'idea chiara in proposito. Non mi sento forzato a far parte di gruppi e per ora non ne sento un vero bisogno emotivo (al di là delle nozioni necessarie ad andare d'accordo con colleghi e compagni di progetti) , ma trovo una motivazione nel frequentarli a discapito della fobia sociale perchè la psicologia sociale (sono uno studente di psicologia) è uno dei miei interessi primari. La soluzione che ho trovato è frequentare associazioni e partecipare a scambi europei il cui tema mi interessa molto e che mi consentano di avere qualcosa da fare e da imparare, ambienti in cui le relazioni si sviluppano attorno a un obiettivo comune (mi interessano molte cose in parallelo, quindi non ho difficoltà a trovarne).

    Per quanto riguarda le relazioni uno a uno, noto che ho poca "permanenza della persona" : è difficile che cerchi qualcuno se per qualche motivo non devo vederlo tutti i giorni, come se mi dimenticassi delle persone che non ho sotto il naso (anche se così non è). Posso passare molti giorni da solo e per quanto dopo un po' possa rattristarmi, lo preferisco a incontri con conoscenti solo per ingannare la solitudine.
    CorocottasCharadeLupaJAA005rondinella61
    Post edited by Eliagio on
  • teoteo Membro
    Pubblicazioni: 92
    Io sono decisamente dalla parte del compromesso. A volte è impossibile e snervante ma se penso al futuro preferisco così. In passato mi sono chiuso molto e quando ho effettivamente subito la solitudine mi è pesata più di quanto non mi pesi questo tentare di sopportare gli altri.

    Certo non ho molti amici, ma mi fido di quelli che ho e per adesso mi va bene così.

    Sono anche tutto preso a gestire i gruppi; almeno nel virtuale mi sembra di farcela. Nella vita reale però mi prende il mutismo quando ci sono molte persone e il panico quando sono troppe.
    CharadeLupa
  • Angel_aAngel_a Membro
    Pubblicazioni: 57
    Io ora sono in una fase in cui vedo pochissime persone, proprio perchè, credo, per lungo tempo ho fatto le classiche "mosse di adattamento" che mi sono decisamente stancata di fare (vi ricordo che le donne ND tendono ad essere più adattive rispetto agli uomini , ed è anche per questo che spesso vengono diagnosticate meno o più tardi).
    Mi sono resa conto però che ho bisogno della mia "dose di solitudine" molto più di prima, da un lato, ma dall'altro lato vorrei qualcuno vicino che però in qualche modo mi corrispondesse.
    Vorrei qualcuno di più simile a me e non dover essere sempre io a "recitare la parte" sociale NT.
    Quindi per ora la mia "soluzione" è che me ne sto molto per i fatti miei, in attesa di trovare un modo per avere degli amici, magari pochi ma buoni, più in sintonia con quello che sono.
    Vedremo........
    Lupa
    " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi....."
  • LupaLupa Membro Pro
    Pubblicazioni: 102
    Quando parlo di vita relazionale soddisfacente anche per me si riassume con l'avere pochi buoni amici e sporadici rapporti decenti di altra natura (parenti, conoscenti, colleghi...). E' soddisfacente per me, ma immagino che per altri sarebbe veramente troppo poco e nonostante sia così poco per la maggior parte delle persone a me costa tantissimo.
    Come @Tima_Android rispetto al passato ho scremato e anche molto i rapporti sociali, ma nonostante la scrematura sento di fare sempre più fatica e non capisco se è proprio la mancanza di allenamento a rendermi la socializzazione più faticosa o se sono le mie esigenze ad essere cambiate nel corso del tempo.

    teo ha detto:

    In passato mi sono chiuso molto e quando ho effettivamente subito la solitudine mi è pesata più di quanto non mi pesi questo tentare di sopportare gli altri.

    Grazie. Io non ho mai subito la solitudine ma ciò che hai appena descritto è ciò che temo e che mi spinge a sforzarmi nel cercare il compromesso.
  • JAA005JAA005 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 581
    Cerco compromessi anche perché amando la musica e suonando le percussioni ho bisogno di una band e/ o di un' orchestra ( non esistono praticamente percussionisti solisti)...Ma riguardano solo quella sfera.Per il resto tendo ad isolarmi o a frequentare le uniche 3 persone che non metterei sotto un tir....
    Tima_AndroidLupa
  • Angel_aAngel_a Membro
    Pubblicazioni: 57
    JAA005 ha detto:

    Cerco compromessi anche perché amando la musica e suonando le percussioni ho bisogno di una band e/ o di un' orchestra ( non esistono praticamente percussionisti solisti)...Ma riguardano solo quella sfera.Per il resto tendo ad isolarmi o a frequentare le uniche 3 persone che non metterei sotto un tir....

    @JAA005    :D aiuto, se vedo un tir nei paraggi mi sposto! Scherzo! :D 
    Suonare è un'ottima cosa anche per questo.
    Ho avuto a che fare con l'ambiente musicale per parecchio tempo e devo dire che in quel periodo, vuoi o non vuoi avevo molti più scambi sociali.

    @Lupa per me è lo stesso, solo che anche io mi sto rendendo conto che in questo periodo mi sto chiudendo tanto.....e sto cercando di capire come usare il compromesso senza stressarmi troppo.
    Forse si tratta solo di trovare delle strategie....

    Il fatto è che, a volte mi chiedo, ma tra qualche tempo sarò ancora così tranquilla nello stare sola per non stressarmi?
    Forse no, e allora ecco il perchè sto cercando di trovare una soluzione di compromesso, appunto....
    Lupa
    " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi....."
  • CharadeCharade Veterano Pro
    modificato 19 July Pubblicazioni: 658
    Domanda molto interessante. Ho vissuto tantissimi anni recitando una me che non ero io, una me sempre cordiale, che sorrideva a tutti quando li incontrava, anche se non era contenta di vederli. Questo sforzo di uniformarmi e comportarmi come gli altri mi ha letteralmente esaurita, sono arrivata a un punto in cui la mia faccia ha iniziato a ribellarsi, e al posto del sorriso mi usciva una smorfia. Questo comportamento mi permetteva di avere delle relazioni sociali accettabili, finché ho iniziato a nausearmi da sola. Non mi rendevo conto che succedeva perché forzavo un modo di fare che non mi apparteneva, e ho perlustrato tutto l'Internet alla ricerca di risposte "Perché mi esce un sorriso con gli angoli della bocca all'ingiù?". Prima ancora di scoprire la neurodiversità ho scoperto Morelli, che sostiene che per stare bene con noi stessi dobbiamo smetterla di dirci come dobbiamo essere e come dobbiamo comportarci nelle varie situazioni, così ho smesso di farlo. Tolta la maschera sociale ho scoperto lati di me stessa che ignoravo completamente. Ora ho bisogno di rivalsa per aver finto tanto a lungo e sono fedele a me stessa quasi al 100%, sacrificando la socialità per non scendere a compromessi. Quando avrò smaltito il disgusto, spero di trovare una via di mezzo accettabile perché passare ai poli opposti non è la soluzione
    LupaLisaLaufeyson
    Post edited by Charade on
    You're only given 
    one little spark
    of madness.
    You mustn't lose it. 
  • LupaLupa Membro Pro
    Pubblicazioni: 102
    Aggiungo che un grosso taglio alla mia socializzazione spontanea l'ha dato il passaggio dalla vita studentesca alla vita lavorativa. Quando vai a lezione è vero che stai tanto tempo in mezzo agli altri, ma i momenti di interazione diretta sono limitati alle pause e il resto è scelta da tempo libero. Nella mia vita lavorativa invece il contatto con gli altri (colleghi, clienti, figure varie) è costante e quando torno a casa l'ultima cosa che voglio è dover avere a che fare ancora con gli altri. Come se ci fosse un quantitativo di energie disponibili per la socializzazione molto limitato, senza distinzione tra socializzazione per dovere lavorativo e per piacere o affettività.
    CharadePercipioAnnaCinory
  • CharadeCharade Veterano Pro
    Pubblicazioni: 658
    È esattamente come dici Lupa, il serbatoio di energie a disposizione di un As per socializzare è limitato e la socializzazione può causare sfinimento fisico ed emotivo... penso che ne sappiamo entrambe qualcosa
    PercipioAnnaCiLupanoryAngel_a
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