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Com'è cambiata la vostra relazione di coppia dopo la diagnosi di vostro figlio/a?

Ciao!

La domanda è rivolta sia ai genitori di figli con diagnosi, sia ai figli con diagnosi (come avete visto cambiare il rapporto tra i vostri genitori, ammesso che ce ne siano stati cambiamenti).

Si sono verificate crisi di coppia? Come sono state risolte?
In che modo una diagnosi puó incidere su un rapporto di coppia?
Avete trovato un equilibrio?
Grazie mille per le vostre risposte.
mammaconfusa80
«1345

Commenti

  • gioiagioia Veterano Pro
    Pubblicazioni: 586
    Nostro figlio ha tre anni e mezzo, abbiamo iniziato tutto già da due anni ormai e.. Un equilibrio ancora non l abbiamo trovato. Abbiamo alti e bassi dovuti principalmente al fatto che viviamo la cosa in maniera totalmente differente. Probabilmente io sono sempre catastrofica e ho sempre la mente impegnata per il bambino.. Mio marito invece non vive la gravita della situazione ecco.. Mi sembra molto più sereno di me.
    mammarosanna
  • LifelsLifels Colonna
    Pubblicazioni: 1,607
    @gioia

    Percepisco come molto importante la presenza della serenità con cui tuo marito vive questa situazione. Se entrambi i genitori vivessero la situazione come “catastrofica” sarebbe terribile per il figlio, forse solitamente anche molto più “del contrario” (due genitori che la vivono serenamente, senza preoccuparsi).

    Vedo, nella situazione descritta, un importante equilibrio. Forse, se tu potessi “riconoscere” questa serenità di tuo marito come “importante” e “salvifica”, allora il vostro rapporto potrebbe “migliorare”.

    Forse, riducendo un po’ gli sforzi che fai per cercare di risolvere la situazione da te spesso percepita come “catastrofica”, potresti sentirti meno “stanca e lasciata sola ad occuparti del problema” (non è qualcosa che tu hai manifestato qui, ma una possibilità che ho immaginato). Poi, non sei sola, se lui comunica serenità sta facendo tanto. 
    Ridurre lo sforzo, inoltre, può non significare “ottenere meno”.

    Forse, così facendo potrebbe essere più facile, per voi, collaborare. Lo spero.


    Non conosco i dettagli del vostro rapporto e immagino che possano esserci anche “altri problemi”.


    [ La serenità di mio padre mi ha salvato ]
    Markovmarco3882mammarosannaSniper_Opsrondinella61sunskyRomulanderAlbinagioiaLupa
    Tutto “tra virgolette”

  • loconiloconi Membro Pro
    modificato 18 July Pubblicazioni: 194
    Diciamo che già di base siamo molto diversi.
    La diagnosi, arrivata quando mio figlio aveva 29 mesi, per noi è stata un fulmine a cielo sereno.
    Dopo un periodo di "questi son matti" e "facciamo tutto tanto male non gli fa", mio marito ha continuato a credere che si trattasse di una fase.
    Io mi sono disperata da subito, anche se condividevo un po' della sua incredulità (il nostro concetto di autismo era stereotipato e per noi poteva essere solo una disabilità gravissima, impossibile da non notare).
    Poi mi sono messa a leggere tanto e sono anche approdata in questo forum.
    Oggi io sono quella "positiva", penso che la potrà fare che recuperà il gap linguistico e che imparerà a relazionarsi, anche se non sarà mai un amicone.
    Mio marito è disperato e passa dalla rabbia, anche nei confronti del bambino, al pietismo. Lui secondo me, ha buone possibilità di essere asperger o subclinico. Gli ho proposto una diagnosi e mi ha risposto "che serve? Io ormai la mia vita l'ho fatta".
    Non siamo per niente coordinati e troviamo accordo su poche cose. A questo si aggiunge la sua famiglia, troppo ingombrante, addirittura invadente.
    mammarosannalizrondinella61Charademarco3882
    Post edited by loconi on
  • chiocciolinachiocciolina Membro Pro
    Pubblicazioni: 207
    Dopo la diagnosi nulla è come prima per cui il nostro rapporto di coppia è messo davvero a dura prova.
    Litighiamo per tutto anche le sciocchezze,non esiste più il romanticismo e la dolcezza che ci contrassegnava e anche i rapporti intimi sono ridotti al minimo,troppo stanchi troppo arrabbiati con la vita che ci ha dato un peso troppo grande da portare.
    Ecco io credo che alla base il sentimento di amore reciproco ci abbia permesso di tenere duro e anche per il bene del nostro bambino andiamo avanti...
    lizmammarosannarondinella61CharadeSole
  • vanessa1vanessa1 Membro
    Pubblicazioni: 42
    grazie @lifels, concordo con te, oggi, nel senso che questa lettura la capisco e l'apprezzo oggi (a distanza di due anni dalla diagnosi di mia figlia), ma non avrei saputo gestire questa visione prima di quel momento.
    spiego meglio le fasi che si sono susseguite nella mia relazione di coppia in relazione alla diagnosi di B.
    fase uno: notai molti ambiti e situazioni in cui trovavo che il comportamento di mia figlia non fosse congruo rispetto alle richieste. Fui tacciata di essere "visionaria, con la deformazione professionale, alla ricerca di qualcosa che non c'era e che vedevo solo io". Non ci ho creduto granchè a questa interpretazione di ciò che vedevo, mi sono battuta in solitaria (ovvero inizialmente non appoggiata , né sostenuta da mio marito e dai miei familiari più stretti) per approfondire ciò che per me era un "problema", andando spesso da sola alle visite a parere specialistico, la maggior parte delle volte accompagnavo io mia figlia alle valutazioni, condividevamo insieme solo il momento della restituzione della diagnosi con atteggiamento evitante da parte di mio marito.
    fase due: abbiamo collezionato due diagnosi sbagliate (che fossero sbagliate lo sostenevo solo io), quindi ero alla disperata ricerca di professionisti che inquadrassero correttamente mia figlia: non tanto, o non solo per avere l'etichetta giusta, ma per impostare interventi giusti e che dessero frutti, in primis alla bambina ma anche indicazioni corrette a noi genitori su come gestirla. Anche in questa fase ho viaggiato prevalentemente in solitaria e controcorrente rispetto a mio marito, agli NPI e psicologi che avevano in carico mia figlia.
    Ero arrabbiatissima con mio marito, non mi sentivo sostenuta e capita, ma soprattutto non era corretto con nostra figlia che meritava l'aiuto giusto.
    fase tre: dopo mille peripezie e testardaggine da parte mia siano arrivati alla giusta diagnosi,e ai giusti interventi. Mio marito non ha potuto più fare lo struzzo, negando la difficoltà ed è dovuto necessariamente ricoprire un ruolo attivo nelle terapie e nella gestione di B. (prima era a rimorchio).
    la fase dell'accettazione per lui è stata travagliata, negata, evitata per molti mesi, mentre per me era più "semplice" dal momento che lo sospettavo da tempo che fosse asperger....quindi eravamo in spazi temporali sempre diversi e questo ha impoverito la coppia, allontanandoci non poco.
    fase 4: alla caccia delle origini del disturbo di mia figlia, dalla parte di mio marito ci sono perlomeno tre casi di sospetto asperger, da li il peso di sentirsi "colpevoli".
    fase 5: è la fase attuale, da circa un anno.....facciamo terapia di coppia, sostegno alla genitorialità e saltuariamente pezzi di terapia individuale.
    l'esperienza dell' iter diagnostico ci ha messo a dura prova come persone, come compagni di vita, ci mette tutti i giorni in discussione come genitori ma non possiamo permetterci di mollare.
    periodi dove ci sentiamo più vicini e sulla stessa lunghezza d'onda per gestire i figli, altri dove non potremmo essere più lontani...questo credo succeda in tutte le coppie genitoriali, forse noi, genitori di figli ND le montagne russe le viviamo più volte al giorno!
    chiocciolinamammarosannaLifelsrondinella61liz
  • vanessa1vanessa1 Membro
    Pubblicazioni: 42
    ...aggiungo che spesso ho come la sensazione che si proceda più per senso del dovere che non effettiva comunione di intenti e interessi.
    la maggior parte degli interessi comuni è progressivamente sfuocata per impossibilità di delegare ad altri la gestione dei figli, limitata a solo a qualche ora e ogni tanto.
    ho imparato a prendermi i miei spazi e coltivare i miei interessi personali facendo sempre patti segreti con i sensi di colpa e il senso del dovere...al momento credo che la partita sia 1 a 0 per me!
    chiocciolinaliz
  • mammaconfusa80mammaconfusa80 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,042
    A casa di autismo mi occupo io, lui lavora molto e io lavoro molto e mi occupo di autismo. Quella stremata sono io, non stremata dal dolore, quello è già passato ma stremata dalla stanchezza fisica tanto che a oggi veramente lo lascerei crescere disfunzionale perché sono così prosciugata che non sento di avere più risorse fisiche. Lui è sempre allegro, boh forse ha accettato e amen anche perché pure lui ha tratti aspie. Per lavoro suo sono spesso da sola e quindi quando stiamo insieme pensiamo ad uscire e divertirci ma non c’e’ una condivisione delle responsabilità.
    rondinella61mammarosannaCharadeloconi
  • claluiclalui Veterano Pro
    Pubblicazioni: 771
    Io e mio marito stiamo insieme da più di 20 anni, tra fidanzamento convivenza e matrimonio. E in tutto questo tempo di alti e bassi ne abbiamo avuti che non si contano più.
    Tante le volte in cui reciprocamente abbiamo dichiarato di volerci separare, tanti i piccoli rancori, tanti i rinfacci da entrambe le parti. Ma ci conosciamo come le nostre tasche e entrambi sappiamo che non riusciremmo davvero a lasciarci.
    Ci accorgemmo insieme che qualcosa non andava e il percorso diagnostico lo facemmo uniti e consapevoli entrambi di quale sarebbe stato il responso. Nel dopo fummo supportati da una psicologa. Come ho detto altrove a me quell’aiuto e’ servito molto per ritrovare un mio equilibrio a lui no. E ad oggi sono io quella positiva lui quello che ancora lentamente si trascina verso un’accettazione che non so se avverrà mai.
    Continuiamo ad avere i nostri periodi no ma la diagnosi non c’entra proprio niente: litighiamo come tutte le coppie che stanno insieme da una vita. Abbiamo caratteri opposti e quella con i tratti autistici sono senz’altro io. Non abbiamo quasi niente in comune, neanche gli hobby.
    Eppure forse questo ci ha salvati perché ci compensiamo, ci incastriamo e anche nel crescere nostro figlio lì dove io sono carente lui è forte e viceversa. Questa cosa ce la fece notare la psicologa e abbiamo cercato di tenerla a mente delegando all’altro quello in cui poteva riuscire meglio.
    Certo il peso emotivo e pratico di crescere e educare nostro figlio è quasi tutto su di me, dalle terapie alla scuola, dagli infiniti pomeriggi invernali alle tremende vacanze estive. Lui fa poco, anche con la scusa del lavoro, ma quel poco che fa devo dire che lo fa bene.
    Insomma tra alti e bassi, crisi e riavvicinamenti, liti e rappacificazioni siamo una coppia del tutto normale che cerca di crescere al meglio il proprio bambino.
    mammarosannaloconirondinella61Terra_di_Mezzo
  • mammarosannamammarosanna Veterano Pro
    Pubblicazioni: 324
    Grazie a tutti...

    @gioia
    Nemmeno io conosco la situazione vostra ma in parte concordo con @Lifels: ci vuole serenità almeno da parte di uno dei due a patto che peró quello sereno non faccia la parte di chi "se ne lava le mani"
    Sereni sì però con impegno...

    @Ioconi
    La vostra storia somiglia un pò alla nostra per questo elemento:
    Anche io e mio marito all'inizio temevano che "gli altri fossero matti" e che ci considerassero come "polli da spennare" e la situazione non ci sembrava poi così grave...
    Salvo poi vedere il gap con altri coetanei allargarsi sempre più....

    Anche mio marito passa dalla rabbia al pietismo...
    Io ero quella ottimista ma col tempo sento che mi sto perdendo..

    @Vanessa1

    Sei stata veramente risoluta ad andare avanti imperterrita e ti ammiro tanto per questo.
    Hai parlato ad un certo punto di "rimorchio" è esattamente il termine giusto per definire "mio marito"...
    Solo che nel nostro caso io non posso parlare visto che passo poco tempo con mio figlio e ultimamente lo trovo davvero ingestibile tanto da pensare che "abbiamo noi peggiorato le cose"
    @mammaconfusa80

    Sei grande!
    Tuo marito è davvero fortunato!

  • mammarosannamammarosanna Veterano Pro
    Pubblicazioni: 324
    @chiocciolina
    chiocciolina ha detto:

    Dopo la diagnosi nulla è come prima per cui il nostro rapporto di coppia è messo davvero a dura prova.
    Litighiamo per tutto anche le sciocchezze,non esiste più il romanticismo e la dolcezza che ci contrassegnava e anche i rapporti intimi sono ridotti al minimo,troppo stanchi troppo arrabbiati con la vita che ci ha dato un peso troppo grande da portare.
    Ecco io credo che alla base il sentimento di amore reciproco ci abbia permesso di tenere duro e anche per il bene del nostro bambino andiamo avanti...

    Situazione simile.

    Quando ridiamo insieme sembra una cosa "straordinaria" in quei momenti ricordo il motivo per cui ci siamo uniti...

    @clalui
    Grazie per aver condiviso la tua esperienza.
    Anche io e mio marito stiamo insieme da tanto: 18 anni...
    Entrambi abbiamo tratti neurodiversi e una chiacchierata di Coppia con un terapista ci farebbe solo bene.
    Spero in futuro di avere tempo e risorse per farlo....

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