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Salve a tutti!

Mi presento.
Sono un ragazzo di 21 anni e sono stato diagnosticato HFA circa 2 mesi fa.
Non mi va di tirarla troppo per le lunghe quindi mi limiterò ad enucleare quei miei pochi tratti caratteristici che mi hanno fatto ben sospettare la presenza di una, seppur molto lieve, neurodiversità.
Per prima cosa, dal punto di vista emotivo e sensoriale, devo citare alcuni sporadici (per quanto riguarda la loro elaborazione, però, devo dire che sono stati alquanto traumatici) episodi verificatisi questi ultimi anni, per i quali soltanto adesso ho gli strumenti adatti a nominarli (e pertanto a dominarli), ossia il termine "sovraccarico sensoriale" e tutte le nozioni che spiegano il diverso funzionamento di un ""cervello neurodiverso"" (meltdown, shutdown, burnout...). Più concretamente, sto parlando di una "fuga isterica" (come mi sono limitato a chiamarla in questi anni) da una vacanza con amici, una repentina rinuncia agli studi universitari dopo pochi e immensamente stressanti mesi di studio disordinato ed un altrettanto repentina re-iscrizione al medesimo corso che avevo abbandonato (Filosofia), l'abbandono del calcio (sono oramai tre anni) poi ansia generalizzata, un episodio depressivo piuttosto importante e per adesso basta.
Nell'ambito relazionale, ciò che mi distingue da una buona parte degli Asperger è la fortuna di aver sempre avuto in tutti questi anni degli amici che alleviassero la mia solitudine, ma ciò che mi distingue dalla maggior parte dei neurotipici è sottinteso proprio in ciò che ho appena affermato, ovvero quello di considerare le amicizie soltanto come un diversivo (spesso poco divertente) che mi distraesse da "troppo me stesso"; in altre parole non trovo in me un istinto sociale, bensì solo un' intelligenza sociale modellatasi in questi anni e dettata da un senso di sopravvivenza. Per questo motivo trovo che io aderisca meglio al profilo delle donne Asperger o a quello di Asperger ad alto potenziale cognitivo (non solo per una certa abilità di adattamento sociale e camaleontismo, ma anche per la natura dei miei interessi circoscritti (filosofia e letteratura), meno circoscritti di quelli definiti dal profilo classico degli Aspie).
Come ultima cosa, due parole riguardo al mio profilo cognitivo: la disorganizzazione, l'amore per la mia routine e la capacità di percepire "strutture" (come è detto nel test).
Francamente, non so se questo discorso delle strutture l'ho interpretato correttamente, ma per quanto mi riguarda sono molto abile nel coglier strutture sottostanti alle parole: molto bravo con rime, allitterazioni, giochi di parole d'ogni sorta (il 90% del mio umorismo si incardina su calembour e sottigliezze logiche e verbali - scusate se me la sto un po' tirando) e ultimamente mi diletto nel catalogare tutti gli anagrammi che mi vengono in mente ed altre cose...
Spostandomi in un altro contesto, sempre circa la percezione di strutture, mia madre dice che da piccolo ero molto bravo con i puzzle. Inoltre studio filosofia e lavorare con dei concetti astratti credo che presupponga la capacità di cogliere analogie nascoste tra diversi oggetti del mondo. (Sarò grato a chiunque abbia voglia di fornirmi qualche delucidazione su come intendere questo un po' vago, a mio dire, concetto di struttura).
Penso di aver detto abbastanza, e forse l'ho tirata un po' per le lunghe, ma avevo forte necessità di dire tutto ciò che ho detto, se non altro perché, sopportando sempre il peso di un ruolo sociale artefatto e adattato alle esigenze degli altri, di tanto in tanto si ha voglia di rivolgersi a qualcuno, anche a un estraneo, e mettersi a nudo nella speranza di essere riconosciuti per ciò che si è, o almeno si suppone di essere, ed essere accettati.
Buona serata.

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Commenti

  • riotriot Moderatore
    modificato 12 August Pubblicazioni: 5,334
    Benvenuto!

    non te la "sei tirata" minimamente, davvero. anzi, è sempre interessante leggere descrizioni il più dettagliate possibile.

    la questione degli scghemi è presto detta. ci sono tre tipologie di pensiero dominante (significa anche che le tre forme possono coesistere): il pensiero verbale, quello per schemi e quello visivo.

    il pensiero per schemi fa individuare velocemente connessioni tra divesi elementi (l'enigmistica è un esempio), o dare capacità matematiche, risolvere puzzle al volo e cose così.
    le professioni più correlate sono quelle ingegneristiche, tecniche, informatiche, musicali.

    una cosa: ma la consapevolezza cosa ha portato in te?

    Post edited by riot on

  • PimpirinaPimpirina Membro
    Pubblicazioni: 58
    Benvenuto, Tierre! Io non sono stata diagnosticata, ho fatto soltanto i test per conto mio. La tua presentazione mi ha fatto sorgere una curiosità, non so se i più esperti potranno aiutarmi: a volte leggo che la disorganizzazione viene considerata una caratteristica tipica degli Asperger, mentre a me succede il contrario: sono super-organizzata; anche l'organizzazione molto efficiente potrebbe essere considerata un "campanello d'allarme" o semplicemente non ho quella caratteristica tipica?
  • tierretierre Membro
    modificato 12 August Pubblicazioni: 18
    @riot Innanzitutto grazie per il chiarimento sulle “strutture” - mi interessa molto la coesistenza di diverse modalità di pensiero a cui hai accennato.

    Per quanto riguarda la portata di questa nuova consapevolezza, non ho speso parola, perché sono ancora in una fase di elaborazione e non so bene cosa provo.
    Sicuramente c’è stato il sollievo di aver trovato una ragione tangibile, ma quel che è più importante una ragione socialmente riconosciuta, ai “buchi neri” del mio passato e alle stranezze della mia personalità; ma allo stesso tempo, ho molta paura di rivelare questo al “mio mondo” (parlo di amici, la famiglia sa già tutto ed ha convenuto subito, prima coi miei sospetti, poi con la diagnosi); temo che molte persone reagiranno con un po’ di oscurantismo, perché per essi non esiste altro che la maschera sotto cui mi sono sempre nascosto e penso che abbiano fatto di questa mia “identità pronta all’uso” (ne ho una per ogni contesto, come Leonard Zelig) un dogma, un’assioma che non si possa mettere in dubbio in alcun modo.

    Lieve e dolce sollievo/paura di darmi un nuovo nome in società.

    Quindi per ora aspetto, cercando per gradi di smantellare le mie fasulle identità sociali, sostituendole con frammenti di me...senza la necessità di pronunciare l’ambiguo termine —> autismo

    Dunque per condensare tutto ciò in due righe: non sono meno solo o meno smarrito di prima, ma quantomeno adesso ho trovato una bussola.
    riot
    Post edited by tierre on
  • CharadeCharade Veterano Pro
    Pubblicazioni: 658
    Ciao tierre, mi ha colpito molto la tua presentazione perché mi identifico con molte delle cose che hai detto. A volte anch'io ho l'impressione di usare gli altri come diversivo per distrarmi da me stessa e non perché desidero davvero la loro compagnia, ma è una cosa che non riesco ad accettare perché mi fa sentire una pessima persona, quindi preferisco non pensarci, ma mi ha colpito che tu l'abbia scritta e volevo dirtelo. Comunque lo stesso Asperger aveva parlato di "disturbo degli istinti", perché sembrano mancare alcuni degli istinti di base, tra cui l'istinto sociale appunto. Interessante anche quello che hai detto a proposito delle ragazze Asperger, conosco altri due ragazzi diagnosticati a cui è stato detto in fase di diagnosi che hanno un fenotipo femminile e infatti sono molto lontani dallo stereotipo del maschio Aspie algido, insensibile e chiuso nel suo mondo.
    You're only given 
    one little spark
    of madness.
    You mustn't lose it. 
  • tierretierre Membro
    modificato 12 August Pubblicazioni: 18
    @Pimpirina Mia madre è stata diagnosticata pochi giorni fa dal dottor.Moscone; lei a differenza mia è super-organizzata, ma solo a condizione di tenere sotto mano (da qualche anno sul cellulare) ogni tipo di impegno (lavoro, faccende domestiche, altri impegni) e ogni tipo di lista (dalla banale lista della spesa a quella, per esempio, dei i libri che ha letto). Quando va a visitare un posto deve programmare minuziosamente a monte ogni singolo dettaglio della gita.
    A queste condizioni, lei può vivere in modo efficiente e soddisfacente, ma alla lunga tutto ciò la stanca, pertanto è incline ad esaurimenti nervosi.
    Anche io, a patto di spendere tempo ed energia nello schematizzare ogni singolo passo del mio lavoro (lo studio), posso trovare una dimensione di efficenza e gratificazione. La differenza con un neurotipico, secondo me, sta nel fatto che costui è capace di organizzarsi autonomamente, senza la necessità di mettere nero su bianco tramite schemi o elenchi le azioni che deve fare per svolgere un determinato lavoro o le nozioni che deve apprendere per un determinato esame, mentre io posso scegliere tra un Iper-organizzazione, stancante ma efficiente oppure imitare il suo metodo di studio o di lavoro, sembrando questo meno dispendioso (all'inizio), non trovando però un'organizzazione personale del compito, non ottenendo risultati, dunque stancandomi ugualmente se non di più e ritrovandomi frustrato e senza un nulla di fatto tra le mani.
    Questa, però, è solo la mia personalissima esperienza.
    CharadePimpirina
    Post edited by tierre on
  • PimpirinaPimpirina Membro
    Pubblicazioni: 58
    Grazie, Tierre! Il mio modo di organizzarmi è molto simile a quello di tua madre: su un'agenda cartacea segno gli appuntamenti più importanti, su fogli a parte e su un'applicazione del cellulare stilo la lista delle "cose da fare" (per es., da oggi a fine anno) e in più, giorno per giorno, fisso una decina di "sveglie" sul cellulare, che mi indicano le varie cose da fare con i relativi orari. Quando devo fare delle commissioni, porto sempre con me un foglietto con la lista delle cose da fare e da comprare. Quando lavoro, prendo moltissimi appunti, per non lasciare nulla al caso ed anche perché ho paura di dimenticarmi le cose. Può sembrare stressante ma, stranamente, io mi trovo molto bene così, perché in questo modo, mentre faccio una cosa, riesco meglio a concentrarmi su di essa, senza che la mia mente "divaghi" pensando agli impegni successivi, e questo mi fa sentire più rilassata.
  • tierretierre Membro
    modificato 12 August Pubblicazioni: 18
    Ciao Charade, anch'io mi sono sentito in colpa per molto tempo per il modo particolare, forse un po' utilitaristico (?), con cui mi relaziono agli altri e questo, soprattutto nella mia adolescenza ha scatenato in me lunghi e profondi conflitti. Condividendo ben pochi interessi con le altre persone non sentivo una spinta a frequentarli e allo stesso tempo mi sentivo un pessimo amico nel non corrispondere l'interesse che alcune persone avevano nel frequentarmi.
    Il fatto è che se non vi è un'attività che mi interessa che possa mediare il mio rapporto con Tizio, allora incontrare Tizio non mi interessa. Per quindici anni ho giocato a calcio, ma fuori dal campo di calcio non avevo il minimo interesse nel frequentare i miei compagni di squadra. Ero inoltre incapace di "fare spogliatoio", come si dice in gergo il socializzare tra "camerati" (ho sempre trovato un vago spirito militaresco negli sport di squadra).
    Un aneddoto carino può esemplificare alla perfezione la mia, non so se anche la tua, disposizione verso gli altri: una volta un mio amico si lamentò (in un gruppo WhatsApp) con me del fatto che mi facevo vivo soltanto dopo essermi assicurato che avremmo speso il tempo nel fare delle attività che mi fossero gradite, che nelle situazioni di gruppo si limitano a calcio o ping pong.
    Mi ha dato dell' opportunista: la verità è che non aveva detto proprio niente di sbagliato; io, perlomeno, sono proprio come mi rinfacciava di essere. Dunque, non avendo scusanti, non mi restava che spiegare in modo chiaro perché mi comportavo in tal maniera e, credendo che condensando una complessa spiegazione psicologica in una divertente filastrocca avrei ottenuto più facilmente la sua (e di altri membri del gruppo) comprensione e il suo perdono, pertanto risposi: "Persone e attività fan contesto, se non lo contesto, con te sto!"
    La mia sincerità fu accolta con indifferenza; un "frammento di me" venne considerato forse una presa in giro, forse una risposta arrogante...forse venni considerato solo un cretino.

    CharadeMononokeHime
    Post edited by tierre on
  • riotriot Moderatore
    modificato 12 August Pubblicazioni: 5,334
    tierre grazie della risposta!

    il Dott. Moscone nella relazione di diagnosi di tua madre ha menzionato la sistematizzazione? perché di questo si tratta.

    per farti il mio esempio, sono assolutamente disordinato per via dell'ADHD che mi fa passare da una attività all'altra di continuo ma sono definito anche come sistematizzatore estremo (caratteristica che sembrerebbe appartenere più al genere maschile), e quindi mi comporto come tua madre: programmazione anticipata del lavoro come degli svaghi (ma senza ossessione però), e liste per ogni cosa, comprese quelle per prendere decisioni...


    Pimpirina
    Post edited by riot on

  • TatTat Veterano Pro
    Pubblicazioni: 276
    Ciao Tierre e benvenuto! Anche io sono una sistematizzatrice tipo tua madre, solo che i miei schemi ed elenchi sono tutti dentro la testa (insomma non mi serve vederli scritti). Ho schemi per tutto, anche per scegliere gli abiti. Ho talmente tanti schemi che alla fine, dall'esterno, sembro non averne. È ciò che mi permette di vivere autonomamente da un lato, e gestire ansia e paura, dall'altro.
    PimpirinaCharadetierre
    Schizza la mente quando la si tende, si contorce, si espande
    se risucchiata ruggisce di dolore, di piacere
  • tierretierre Membro
    Pubblicazioni: 18
    @Tat La mia troppo semplice ipotesi già confutata.

    @riot La relazione dovrebbe arrivare verso Ottobre, comunque penso che anche per lei abbia usato il termine sistematizzatrice
    riotPimpirina
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