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Cultura. Che significato dare a questa parola?

Riflettevo in questi giorni sul significato che viene dato comunemente alla parola "Cultura". Soprattutto, al di là della definizione "tecnica", di quale sia il significato che viene dato comunemente, quanto sia importante o meno nella vita e nel quotidiano aver a che fare con "prodotti culturali" - di come il lavorare nell'ambito culturale sia percepito sia negativamente che positivamente, a seconda delle convinzioni politiche delle persone.

Insomma, la cultura, che roba è? Per voi, dico.

Io ci campo, lavorando nel settore spettacolo, quindi ovviamente ho una percezione assolutamente positiva del termine.

PS: è gradito divagare sui temi introdotti in questo post: significato del termine, percezione sociale, personale, rapporti con la politica, con la scuola, con le imprese, ecc. ecc.
vera68
Memento Mori

Commenti

  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,459
    Fino a poco tempo fa, fino ai 40 anni circa per me la cultura era il il sapere nozionistico unito a competenza. Sostanzialmente studiavi per farti una cultura.
    Cultura sportiva, musicale, cinematografica ecc.. le riconoscevo come forme di cultura ma non mi interessavano per cui mi sembravano meno importanti. Gli usi e costumi poi per me non erano cultura.
    Poi ho cominciato ad allargare un po' gli orizzonti, tanto per cominciare ho cominciato a realizzare che il valore delle persone non si misura sulla loro capacità intellettiva, ma il binomio cultura=sapere sostanzialmente rimaneva

    Un anno fa ho fatto un incontro galeotto con l'antropologia culturale. Me ne sono immamorata!
    La cultura è il modo di essere delle persone, di una famiglia, di una società
    Nemo
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 2,172
    La cultura è strettamente legata ai gestori della cultura. Si crea cultura. La cultura non esiste a priori, secondo me.

    Se gli italiani sono diversi dai francesi, il motivo è la diversa cultura. La cultura italiana ci fa essere italiani, simili agli italiani che già c'erano, e diversi dai francesi, dai tedeschi, dagli inglesi ecc.

    Per mantenere la cultura è necessario seguire, istruire, "coltivare" le persone affinché siano diverse da come sarebbero se lasciate alla loro stessa spontaneità.

    Siccome la cultura non si genera da sola e non è mai al singolare, per avere "la cultura" deve esserci una gestione dall'alto. La cultura al singolare è espressione del potere. Quindi, chi crea prodotti culturali ha bisogno della vicinanza del potere.

    Ciò è vero ed evidente nella Sinistra (italiana). Penso a Umberto Eco, Italo Calvino, Dario Fo, per esempio.
    Nemorondinella61Sniper_OpsEstherDonnellyR3ob
  • R3obR3ob Membro Pro
    Pubblicazioni: 80
    fattore_a ha detto:

    La cultura è strettamente legata ai gestori della cultura. Si crea cultura. La cultura non esiste a priori, secondo me.

    Se gli italiani sono diversi dai francesi, il motivo è la diversa cultura. La cultura italiana ci fa essere italiani, simili agli italiani che già c'erano, e diversi dai francesi, dai tedeschi, dagli inglesi ecc.

    Per mantenere la cultura è necessario seguire, istruire, "coltivare" le persone affinché siano diverse da come sarebbero se lasciate alla loro stessa spontaneità.

    Siccome la cultura non si genera da sola e non è mai al singolare, per avere "la cultura" deve esserci una gestione dall'alto. La cultura al singolare è espressione del potere. Quindi, chi crea prodotti culturali ha bisogno della vicinanza del potere.

    Ciò è vero ed evidente nella Sinistra (italiana). Penso a Umberto Eco, Italo Calvino, Dario Fo, per esempio.

    Riguardo il legame tra cultura e potere: la cultura può essere un’arma.
    Se questa viene considerata a prescindere dalla natura umana e da ciò che c'è di innato nell’uomo, quest’ultimo diventa tabula rasa ( Watson) e quindi soggetto di condizionamento culturale. La cultura intesa in questo senso genera la massa. E la massa se indottrinata genera totalitarismi.
    Nemofattore_a
  • R3obR3ob Membro Pro
    Pubblicazioni: 80
    Aggiungo :Nell’antropologia positiva viene omessa la parte animalesca dell’uomo, rinforzando così una morale non perseguibile da quest’ultimo. Ad esempio la morale cristiana respinge la teoria evoluzionistica.
    Occorre ,quindi ,una visione disincantata dell’uomo, cosicché questo possa acquisire consapevolezza e non giungere ad esiti autodistruttivi.
    Se si tenesse conto della componente aggressiva, ci si accorge, per esempio, che la globalizzazione non è una condizione ottimale per la sopravvivenza della specie
    rondinella61
  • luckyduckluckyduck Membro Pro
    Pubblicazioni: 420
    Basterrebbe leggere la Treccani. Il termine ha diverse accezioni. Un tentativo di proporre un concetto sufficientemente generale di Cultura da poter tenere conto delle diverse accezioni è quello di correlare Cultura e Religione, partendo da una comprensione della seconda sufficientemente particolare e specifica in modo da evitare numerose accezioni correnti. In Analisi funzionale è come quando si definisce uno spazio duale sufficientemente ampio restringendo lo spazio delle funzioni di prova. Questo è stato possibile dopo Friedrich Schleiermacher (1768-1834) che ha rinnovato a teologia grazie alla comprensione della Religione come esperienza del "sentimento di dipendenza assoluta" (da non fraintendere come Religione organizzata ma non escludendo le esperienze che avvengono mediante essa). Di seguito ci sono state diverse spiegazioni. Quella che conosco è tautologica: la Religione è l'essenza della Cultura e la Cultura è la forma della Religione. Ma ripeto, non bisogna fraintendere.
  • superconcesuperconce Neofita
    Pubblicazioni: 167
    Secondo me la cultura è l’eredità degli umani. Ciò che lasciano su questa terra , letteratura scienze arti costumi .è il nostro più grande patrimonio anche in senso negativo (vedi cultura dello stupro) cultura sono i sassi, pesanti che ci portiamo dietro ma anche i minerali e i cristalli della meraviglia pura e dell’unico vero senso della vita. La nostra storia può essere continuamente modificata solo grazie alla memoria del passato. Tutto è già stato fatto, tutto è stato già distrutto, e grazie ai libri, ai musei, agli archivi e al tramandare orale possiamo usufruire anche del cervello degli altri. Cultura è una stratificazione di saperi
    Nemorondinella61
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